Thin Lizzy
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| Thin Lizzy | ||
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I Thin Lizzy al Chateau Neuf di Oslo l'8 agosto 1977 |
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| Paese d'origine | ||
| Genere | Hard rock[1][2][3] Heavy metal[1][2][3] Pop rock[1] |
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| Periodo di attività | 1969 - 1984 1996 - 2009 (reunion celebrativa) |
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| Album pubblicati | 43 | |
| Studio | 12 | |
| Live | 6 | |
| Raccolte | 25 | |
| Sito ufficiale | thinlizzylive.com | |
| Si invita a seguire lo schema del Progetto Musica | ||
| (EN)
« There are bands that soundtrack a moment in time and then fade away ingloriously. Then there are those that, long after their demise, retain a sense of immortality. Thin Lizzy lie firmly in the latter camp.[4] »
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(IT)
« Ci sono state band simbolo di in un periodo e poi scomparse senza gloria. Ma anche altre che, pure dopo il loro declino, sono rimaste immortali. I Thin Lizzy fanno sicuramente parte del secondo campo. »
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I Thin Lizzy sono un gruppo hard & heavy irlandese formatosi a Dublino nel 1969. Il gruppo rimase principalmente celebre per le tracce "Jailbreak" e "The Boys Are Back in Town", le quali si piazzarono nelle posizioni di vertice delle classifiche inglesi degli anni ottanta.[5]
Capitanato da Philip Lynott, bassista, cantante e poi principale compositore della band, la storia del progetto si intreccia inestricabilmente con quella del suo storico leader, la cui statua campeggia a Dublino come emblema e monito alle nuove generazioni. Il critico John Dugan scrisse sul gruppo che "come forza creativa del gruppo, Lynott era un compositore più profondo e intelligente di molti del suo genere, preferendo drammi quotidiani popolari di amore e odio, influenzato da Bob Dylan e virtualmente da tutta la tradizione letteraria irlandese[1]".
La loro musica comprende molti generi (inclusi accenni di country e folk music), ma è di solito classificata come hard rock[6] e heavy metal.[2] In particolare, spaziando su diversi territori, il loro stile si è caratterizzato in un compatto e agile hard & heavy, permeato di elementi blues, folk, soul e funk.[7]
Van Morrison, Jeff Beck e Jimi Hendrix furono gli artisti che ebbero maggiore influsso sugli esordi del gruppo [8] insieme poi, specie nel secondo periodo di esistenza della band, ad artisti statunitensi come i Little Feat e Bob Seger.[9]
I Thin Lizzy sono stati inseriti alla posizione #51 della classifica VH1's 100 Greatest Artists of Hard Rock.[10]
Indice |
[modifica] Biografia
[modifica] Gli esordi (1969-1975)
I Thin Lizzy furono fondati durante una serata nel dicembre del 1969 a Dublino, in Irlanda, quando il chitarrista Eric Bell, originario di Belfast, si incontrò con l'organista Eric Wrixon in un pub e condivise con lui la sua ambizione di fondare un gruppo. Entrambi i musicisti avevano in precedenza suonato nei Them,[4] gruppo fronteggiato da Van Morrison.[9] La stessa notte, i due assistettero a un concerto della band Orphanage, la quale aveva in formazione il cantante Phil Lynott e il batterista Brian Downey. Bell e Wrixon si presentarono a Lynott e Downey al termine dello show, proponendogli di unirsi al loro progetto. A conoscenza dell'ottima reputazione musicale di Bell,[8] i due musicisti accettarono la proposta, alla condizione che, all'interno del neo fondato gruppo, Lynott si fosse occupato della parti vocali come del ruolo di bassista e che fossero eseguite alcune delle loro composizioni prodotte degli Orphange.[9] Il progetto prese nome Thin Lizzie, per poi diventare dopo pochi mesi Thin Lizzy.
Nell'estate del 1970 i Thin Lizzy pubblicarono il loro primo singolo, intitolato "The Farmer" / "I Need You" e pubblicato per la EMI. Il disco vendette solo 283 copie.[9] Dopo questo rilascio, Wrixon lasciò il gruppo e tornò nei Them. Nonostante l'insuccesso del singolo, alla fine del 1970 i Thin Lizzy riuscirono ad ottenere un contratto con la casa discografica Decca Records per la produzione di due album. Fu così che nel 1971 volarono a Londra per registrare il loro primo album, pubblicato con titolo omonimo Thin Lizzy. Il disco riscosse un discreto successo e scalò le classifiche di vendite irlandesi, tanto da ottenere alcuni passaggi radio.
Intorno al marzo 1971 la band si trasferì stabilmente a Londra e ad agosto rilasciò un fallimentare EP di 4 tracce dal titolo "New Day". [11] Nonostante le scarsissime vendite, la Decca Records mantenne le promesse e finanziò il secondo lavoro del gruppo, pubblicato col nome Shades of a Blue Orphanage nel marzo 1972. Come il precedente LP, l'album riscosse un ottimo successo in Irlanda ma non fu praticamente considerato in Inghilterra, complici anche i testi che argomentavano della cultura folkloristica irlandese.
A metà 1972, i Thin Lizzy ottennero la commissione di registrare un album di cover di canzoni dei Deep Purple, rilasciato con il titolo Funky Junction Play a Tribute to Deep Purple. I Thin Lizzy non furono menzionati nella registrazione e apparvero sotto moniker Funky Junction perché le parti vocali e di tastiera dei brani furono eseguite anche da membri di un altro gruppo, gli Elmer Fudd.[8] L'album fu poi pubblicato nell'aprile 1973.
A fine 1972 la band partì per un tour inglese al fianco degli Slade e dei Suzi Quatro. Nello stesso periodo, la Decca Records decise di pubblicare un versione dei Thin Lizzy della tradizionale ballata irlandese "Whiskey in the Jar" come singolo. I Thin Lizzy furono delusi da questo rilascio, prima di tutto perché non gli fu comunicato e poi perché, secondo la loro idea, non rappresentava al meglio il loro sound e la loro immagine.[11] Il singolo raggiunse però la cima delle classifiche irlandesi e, cosa più importante, la posizione #6 in Gran Bretagna nel febbraio 1973, oltre che il piazzamento in diversi altri Paesi. Ciò fece si che la band fu invitata a apparire nella celebre trasmissione televisiva Top of the Pops. Dopo questo successo però, il seguente singolo "Randolph's Tango", composto interamente da Lynott, entrò in classifica solo in Irlanda.[12]
Fu così che nel settembre 1973 i Thin Lizzy rilasciarono un nuovo album, intitolato Vagabonds of the Western World. Il disco ottenne ottime recensioni, ma ancora scarsi piazzamenti in classifica, al pari del singolo "The Rocker".[8] Al termine delle registrazioni di questo disco Eric Bell, a causa di problemi di salute e disilluso nei confronti dell'industria musicale, preferì lasciare la band.[8] Come sostituto fu ingaggiato, agli inzi del 1974, Gary Moore, ex membro di una band irlandese chiamata Skid Row. Moore partecipò al tour promozionale di Vagabonds of the Western World e rimase in formazione fino all'aprile 1974, registrando anche tre canzoni con i Thin Lizzy, tra cui una versione demo di "Still in Love with You", poi rilasciata nel quarto album Nightlife.
Andato via Moore, i Thin Lizzy reclutarono due chitarristi temporanei per terminare il tour in Germania, e la scelta cadde su Andy Gee, ex membro della band di Steve Ellis, gli Ellis, e John Cann, ex-Atomic Rooster. Terminato il tour la band, priva del contratto con la Decca Records, subì anche l'abbandono di Downey, il quale fu però dopo presto convinto a rientrare in formazione.[11]
Le audizioni definitive per i nuovi membri portarono Lynott e Downey a ingaggiare il chitarrista diciottenne Brian Robertson, di origini scozzesi, e il californiano Scott Gorham. La nuova formazione trovò ben presto feeling e si esibì in alcune ottime prestazioni live, che assicurarono al gruppo l'interesse di una nuova casa discografica, la allora Phonogram Records. Con questa etichetta fu rilasciato l'album Nightlife nel 1974, il quale si rivelò deludente a causa di una scarsa produzione.[9] Come i precedenti tre dischi, fallì perciò nei piazzamenti in classifica.
[modifica] Il successo (1975-1980)
Agli inizi del 1975 i Thin Lizzy partirono per il loro primo tour in USA, a supporto di Bob Seger e dei Bachman-Turner Overdrive. Terminata la tournèe, i Thin Lizzy seguirono i BTO in Europa, guadagnando così molta fama.[8] Nello stesso anno la band pubblicò il suo quinto album, dal titolo Fighting. Il disco raggiunse finalmente le classifiche inglesi, piazzandosi alla posizione #60. I singoli estratti invece non ebbero tanto successo e non raggiunsero mai piazzamenti. Nell'album fu per la prima volta mostrato in modo chiaro lo stile a due armonie derivanti da due chitarristi solisti, specie nelle tracce "Wild One" e "Suicide".[9]
Dopo un tour di grande successo in supporto degli Status Quo, la band registrò l'album Jailbreak. Pubblicato il 26 marzo 1976 dalla Atlantic Records, il disco presentò la traccia "The Boys Are Back in Town", hit ancora oggi trasmessa dalle stazioni radio come inno delle tifoserie calcistiche inglesi, che raggiunse la posizione #8 delle classifiche inglesi e la #12 in quelle USA, rivelandosi uno dei maggiori successi della storia della formazione irlandese.[13]. Lo stile di abbinamento delle melodie dei due chitarristi solisti, vera caratteristica della band, si fece in questo lavoro sempre più presente, specie nella traccia omonima, oltre che in "Emerald" e "Warriors". I Thin Lizzy partirono per un tour in USA a supporto di varie band, tra cui Aerosmith, Rush e REO Speedwagon, a cui seguì, nel giugno del 1976, una serie di concerti a sostegno dei Rainbow. Lynott però si ammalò di epatite e fu costretto a cancellare molte date del tour.[9]
Durante la convalescenza, Lynott compose gran parte delle musiche del seguente album, pubblicato nell'agosto 1976 con titolo Johnny the Fox. Durante le registrazioni del disco si iniziarono a presentare le prime tenisioni tra Lynott e Robertson e in particolare ci furono numerosi dissensi sui crediti compositivi della traccia "Don't Believe a Word".[8] Nonostante le tenisoni, l'album si rivelò un ottimo prodotto e tornò a presentare gli elementi di folklore che erano cari a Lynott fin dagli esordi della band.[9] Il tour che seguì questa pubblicazione fu un grande successo e i Thin Lizzy ebbero molte apparizioni televisive, tra cui una al Rod Stewart BBC TV Special.[11]
Un altro tour USA avrebbe dovuto aver inizio nel dicembre 1976, ma fu cancellato quando il 26 novembre Brian Robertson subì un infortunio alla mano cercando di difendere, forse ubriaco, il cantante scozzese e amico Frankie Miller in una rissa al Speakeasy Club a Londra.[8][9] Lynott si arrabbiò moltissimo e decise di sostituire Robertson con Gary Moore per un altro tour negli States, questa volta a supporto dei Queen nel Queen Lizzy Tour. La serie di concerti fu un grande successo e Lynott domandò a Moore di rimanere come membro fisso nel gruppo, ma il chitarrista preferì tornare al suo gruppo, i Colosseum II. Robertson, che non era stato allontanato in modo definitivo, fu allora richiamato in formazione, nonostante fosse stato tentato da Jimmy Bain dei Rainbow a fondare con lui un nuovo progetto.[8]
Alla fine del Johnny The Fox tour, i Thin Lizzy iniziarono a lavorare su un nuovo album che uscì nel 1977 con titolo Bad Reputation. Il disco fu registrato in Canada e si avvalse, per la prima volta, di Tony Visconti alla produzione. Tutte le parti di chitarra furono registrate da Gorahm e Robertson si unì alle registrazioni con un mese di ritardo e come session-member.[9] Il chitarrista aggiunse parti di chitarra in sole due canzoni e ritornò ad essere membro ufficiale solo mesi dopo la pubblicazione. L'album uscì a settembre e vendette bene, raggiungendo la posizione #4 in Inghilterra grazie al singolo "Dancing in the Moonlight (It's Caught Me in Its Spotlight)".
La band partì così per un lungo tour della durata di un anno, durante il quale fu registrato il celebre live Live and Dangerous, poi pubblicato come live album nel 1978. Il disco si rivelò un perfetto riassunto della potenza e della capacità di questa band durante le esibizioni live ed ebbe un grandissimo successo, raggiungendo la posizione #2 in Inghilterra. Inoltre nel 2004 fu votato come miglior album live di tutti i tempi dalla rivista Classic Rock Magazine.[14] Il tour del 1977 vide anche la band fare per la prima volta da headliner al Leeds Festival.
I recenti successi del gruppo furono però offuscati dall'annuncio dell'abbandono di Robertson dalla formazione, avvenuto poco dopo un'esibizione a Ibiza il 6 luglio 1978, a causa di incomprensioni ormai troppo grandi e insostenibili con Lynott.[11] Robertson si unì così a Jimmy Bain e fondò un nuovo gruppo, i Wild Horses. Lynott rimpiazzò Robertson nuovamente con Gary Moore.
Successivamente unì le forze con Steve Jones e Paul Cook dei Sex Pistols, oltre che con Chris Spedding e Jimmy Bain, per formare un progetto esterno, denominato The Greedy Bastards, che si dedicò a composizioni di genere punk. La band riscosse poco successo, ma permise a Lynott di trarre nuove influenze, che provocheranno un'innovazione al suono dei seguenti dischi dei Thin Lizzy.[8] Nello stesso anno Lynott e Downey lavorarono in un singolo al fianco di Ron McGuinn e Eric Bell. Sempre nel 1977 Philip lavorò con Brush Shiels su un singolo di due tracce. Nel 1978 invece Lynott apparve come musicista ospite in un concerto di Elvis Costello e Nick Lowe a Portsmouth e si cimentò in registrazioni con Richard Burton, Julie Covington, David Essex, Justin Hayward, Jo Partridge, Chris Thompson e Bob Geldof.
In agosto i Thin Lizzy partirono per un nuovo tour in USA, a cui seguirono date in Nuova Zelanda e Australia, alla quali però non partecipò Brian Downey, stanco del continuo viaggiare e desideroso di passare un po' di tempo in Irlanda col figlio. In queste date fu così sostituito dal batterista americano Mark Nauseef.[11] Terminate le date, Downey ritornò in formazione e agli inizi del 1979 i Thin Lizzy pubblicarono l'album Black Rose: A Rock Legend, registrato a Parigi. Le sessioni di registrazione furono caratterizzate dal incremento di abuso di sostanze stupefacenti da parte di Lynott e Gorham e dalla generale presenza di droga intorno al gruppo.[8] Ciò è confermato anche dal testo di canzoni come, in particolare, "Got to Give It Up". Le influenze folkloristiche rimasero, soprattutto nel brano di chiusura "Róisín Dubh", un medley di sette minuti di canzoni tradizionali irlandesi. Due singoli, "Waiting for an Alibi" e "Do Anything You Want To", ebbero molto successo, e l'album raggiunse la posizione #2 in Inghilterra.[15] Un terzo singolo, "Sarah", fu rilasciato come dedica alla neonata figlia di Lynott.[12]
Nel luglio del 1979 Gary Moore improvvisamente lasciò la formazione a metà di un tour in USA. Dopo alcune date in cui la band si esibì come terzetto, Lynott ingaggiò Midge Ure come sostituto, il quale rimase nei Lizzy fino al tour australiano-giapponese, per il quale fu invece ingaggiato Dave Flett dei Manfred Mann's Earth Band. Il tour fu un grande successo e vide anche la seconda partecipazione da headliner al Leeds Festival, nonostante la line-up dimezzata e Lynott che andò molto spesso ad occuparsi di side-projects al di fuori dei Thin Lizzy, tra cui la composizione e produzione di materiali per altri gruppi, e le registrazioni per il suo primo album solista, poi pubblicato con titolo "Solo in Soho".[8] Lynott riprese anche il progetto The Greedy Bastards, che rilasciò un singolo natalizio dal titolo "A Merry Jingle" nel dicembre 1979 sotto moniker The Greedies. Il brano salì alla posizione #28 in Gran Bretagna.[12]
[modifica] Il declino e lo scioglimento (1980-1984)
Mentre Lynott era alla ricerca di un chitarrista stabile per i Thin Lizzy, lavorò, assieme agli altri membri del gruppo, prima alla terminazione delle registrazioni di Solo in Soho, che fu pubblicato nell'aprile 1980, e poi alla produzione del nuovo album del gruppo, dal titolo Chinatown. Il 14 febbraio Philip Lynott sposò Caroline Crowther, già madre di Sarah, con cui darà alla luce la secondogenita Cathleen a luglio.[16]
La scelta del nuovo chitarrista cadde su Snowy White, che aveva suonato con i Pink Floyd e con Peter Green.[9] Midge Ure rimase in formazione come tastierista per le registrazioni fino ai primi mesi del 1980, quando fu sostituito dal diciassettenne Darren Wharton.[9] Questa nuova formazione fu così completato Chinatown, disco che vide la pubblicazione di due singoli, l'omonimo "Chinatown", #21 in Inghilterra, e "Killer on the Loose".[11] L'album fu pubblicato ufficialmente nell'ottobre 1980 e raggiunse la #7 in Gran Bretagna ma nessun piazzamento in USA. Dopo un tour di successo in Giappone e Australia, la band partì per quello che sarebbe stato il suo ultimo tour USA nel finire del 1980.[9]
Agli inizi del 1981, Lynott iniziò i lavori sul suo secondo album solista, suonando nel disco con i suoi compagni (Brian Downey, Scott Gorham, Snowy White) oltre che con alcuni musicisti ospiti come Jerome Rimson, Midge Ure, Mark Knopfler, Huey Lewis. Nello stesso periodo la band iniziò a organizzare il materiale per un nuovo album ma ben presto emersero incomprensioni tra i componenti che ne rallentarono la produzione. Il produttore Chris Tsangarides affermò che "il sentimento di confusione era talmente alto che nessuno riusciva a capire se si stesse lavorando all'album solista di Lynott o al nuovo disco dei Thin Lizzy."[9] Nell'aprile del 1981 fu intanto pubblicata la prima raccolta dei Thin Lizzy, The Adventures of Thin Lizzy, che si piazzò alla #6 in Inghilterra, nonostante il singolo estratto, "Trouble Boys", si fosse classificato solo alla #53, peggior risultato per il gruppo dal 1975.[11] Il momento culminante di questo periodo fu il concerto da hedliner allo Slane Castle il 16 agosto.
Il secondo album solista di Lynott, The Philip Lynott Album, fu pubblicato nel 1982 mentre il nuovo disco dei Thin Lizzy, Renegade, fu completato e rilasciato nel novembre 1981. L'album non ebbe molto successo, raggiungendo solo la posizione #38 in Gran Bretagna e la #157 in USA.[9] Il singolo "Hollywood (Down on Your Luck)" si rivelò un flop.[12] Nonostante due sole tracce del disco fossero state composte solo e unicamente da Lynott, Gorham e Wharton si dichiararono pubblicamente insoddisfatti di molti brani, tra cui "Angel of Death", "Fats" e "Mexican Blood".[8] L'immagine di Wharton non apparve nel booklet del disco nonostante fosse un membro stabile della band, generando nuove tensioni.[8]
L'inizio del 1982 vide sia Downey che Gorham costretti a prendere una pausa per curarsi da problemi personali. Downey era stato infatti picchiato in un nightclub in Danimarca,[9] mentre Gorham era alle prese con la sua dipendenza dalle droghe.[11] Successivamente, nello stesso anno Lynott partì per un tour solista e pubblicò il suo secondo album, che però non vendette molto bene. Snowy White lasciò il gruppo nell'agosto del 1982, stufo dei problemi di organizzazione e della sempre crescente dipendenza dalle droghe di Lynott.[17] White raggiunse poi la top ten delle classifiche inglesi nel 1983 con il suo singolo "Bird of Paradise". Anche il co-manager del gruppo Chris O'Donnell lasciò il progetto in quegli stessi anni."[8]
Lynott cercò di trovare un sostituto di White prima di iniziare le registrazioni del nuovo album. Nel settembre 1982, la scelta cadde su John Sykes, membro dei Tygers of Pan Tang, e con lui scrisse il primo singolo dell'album, "Cold Sweat" (il resto del disco era già stato in precedenza composto). Thunder and Lightning fu pubblicato nel marzo 1983 e si rivelò di maggiore successo rispetto al predecessore, raggiungendo la posizione #4 in UK.[12] La presenza di Sykes aveva dato nuova vita al gruppo e il sound era divenuto più pesante e vicino al genere heavy metal.[9]
Il tour che seguì questo rilascio fu molto riuscito. Uno show, denominato "Farewell Concert", fu registrato per diventare un nuovo live album, Life, pubblicato nell'ottobre 1983. Durante il concerto, molti ex componenti dei Thin Lizzy fecero la loro comparsa sul palco per contribuire alle tracce dal loro composte. Il disco si piazzò alla posizione #29 in Inghilterra.[12] Il tour continuò, mentre altri due singoli furono pubblicati. L'ultimo di questi, "The Sun Goes Down", si piazzò solo alla posizione #52 ad agosto. Lynott partì anche per un nuovo tour solista, accompagnato da Downey e Sykes, sotto il nome di The Three Musketeers.[9]
Dopo una serie di concerti poco riuscita in Giappone,[8] i Thin Lizzy suonarono al Reading Festival il 28 agosto, venendo registrati in un disco che fu rilasciato sotto il nome BBC Radio One Live in Concert, e conclusero la loro tournèe il 4 settembre a Norimberga al Monsters of Rock festival, dopo il quale la band si sciolse ufficialmente.[12] Sempre nel 1983, i Thin Lizzy avevano fatto da headliner al loro più grande show di sempre, durante l'ultima giornata del Leeds Fest.
[modifica] Progetti esterni, la morte di Lynott e tributi (1984-1996)
Prima della fine del 1983, Phil Lynott aveva fondato un gruppo chiamato Grand Slam, per il quale non era mai riuscito a trovare un'etichetta discografica e che quindi sciolse all'inizio del 1985.[11] Sykes e Downey inizialmente erano entrati nel gruppo, ma ben presto il primo si unì ai Whitesnake e anche il secondo cambiò idea, lasciando la formazione. Lynott si concentrò allora maggiormente sulla sua carriera solista e raggiunse la posizione #5 con il singolo "Out in the Fields" pubblicato con Gary Moore nel maggio 1985.[11] La traccia, composta da Moore, fu inserita nel suo album solista Run for Cover, il quale vantò molte contribuzioni di Lynott. La carriera solista di Phil invece non riusciva a decollare. Il singolo "Nineteen" si piazzò solo alla posizione #76 in Gran Bretagna.[18] Phil iniziò comunque a scrivere e registrare tracce per il suo terzo album solista, ma il tunnel della droga e dell'alcolismo lo stavano sempre più indebolendo, tanto che il suo consumo di eroina divenne sempre più elevato e preoccupante.
Il 25 dicembre 1985 Phil Lynott fu trovato senza coscienza nella sua abitazione a causa di una forte overdose. Dopo quasi due settimane di agonia e di inutili cure il 4 gennaio 1986 Phil morì, all'età di 36 anni, nell'ospedale di Salisbury, Wiltshire, a fianco di sua madre (Philomena Lynott) che era rimasta al capezzale del figlio per l'intera convalescenza. Le cause del decesso furono dovute a vari ascessi interni, a una polmonite e alla setticemia, dovuti alla sua dipendenza dalle droghe, che portò alla mancanza di molti organi.[8][9][12]
Poco prima di morire, Lynott aveva parlato a Downey riguardo a una possibile reunion dei Thin Lizzy intorno al marzo 1986 con Gorham e Sykes facenti parte del progetto. Phil aveva anche prenotato gli studi di registrazione per il gennaio di quell'anno.[19]
Il 17 maggio i Thin Lizzy si riunirono per il concerto Self Aid, con una line-up formata da Gary Moore, Downey, Gorham, Wharton e Bob Daisley al basso. Bob Geldof e Moore cantarono gran parte delle parti vocali, mentre molte voci furono utilizzate per la traccia "Whiskey In The Jar".
Una raccolta, dal titolo Soldier of Fortune, fu pubblicata nel 1987. Nello stesso anno fu organizzato un concerto in ricordo di Lynott, denominato "Vibe for Philo", che si tenne a Dublino e fu organizzato da Smiley Bolger[20]
I restanti membri dei Thin Lizzy non lavorarono assieme fino alle registrazioni del singolo "Dedication" nell'ottobre 1990, per il quale un demo di bassa qualità suonato da Lynott fu rielaborato e terminato per il quinto anniversario della morte. La traccia era stata pensata per i Grand Slam e scritta dal chitarrista Laurence Archer.[8][9] Le tecniche di registrazione moderne permisero di sostituire le parti di chitarra e batteria con nuove suonate da Downey e Gorham[8] e la traccia raggiunse la posizione #35 in Inghilterra nel 1991, per poi essere ripresentata nella raccolta Dedication: The Very Best of Thin Lizzy, pubblicata nel febbraio dello stesso anno. La compilation raggiuse la posizione #8.[11] However, a follow-up reissue of "The Boys Are Back in Town" only reached No.63.[15]
Dopo ciò, numerose piccole reunion iniziarono ad apparire. Nel 1991, Robertson e Downey suonarono assieme a Bobby Tench alla voce, all'ex-Grand Slam Doish Nagle alla chitarra e a Doug Brockie al basso. Questa formazione fece un tour in Irlanda in una serie di concerti denominati "An Evening of Thin Lizzy".[8] Nell'agosto del 1994, Downey, Bell, Robertson e Wharton si esibirono in un concerto tributo a Wolverhampton, assieme a altre formazioni tributo ai Thin Lizzy.[11] Un'altra versione dei Thin Lizzy vide John Sykes suonare con Downey, Gorham e Wharton, con le parti di basso suonate da Marco Mendoza. Il tour fu presentato come tributo a Phil Lynott.[9] La formazione suonò anche al Vibe for Philo del 4 gennaio 1996, assieme a Eric Bell, Midge Ure, Henry Rollins, Therapy?, Joe Elliott e Rick Savage.[11]
Nel 1994 una collezione di tracce dei Thin Lizzy della BBC Radio One fu pubblicata con nome The Peel Sessions, e un'altra raccolta fu rilasciata nel 1996 con denominazione Wild One: The Very Best Of Thin Lizzy.
Il 20 gosto 1996, il bassista dei Rude Awakening Robert Ryder organizzò il "A Celebration of the Life of Philip Lynott" a Hollywood, California, su richiesta della madre di Phil per ricordare il compleanno di Lynott e il decimo anno dalla sua morte. Philomena Lynott, il suo compagno Dennis Keeley e Smiley Bolger fecero apparizione allo show, che vide le performance dei Rude Awakening, Billy Sheehan, Rudy Sarzo, John Norum, Carmine Appice, Phantom Blue, Soma, del produttore Roy Z e del suo gruppo Tribe of Gypsies, Mark Ferrari, Oslo, Bang Tango, Stash, Iron Cross and Ireland's own Mark Dignam.
[modifica] Le reunion (1996-2009)
Nel 1996 John Sykes decise di riattivare i Thin Lizzy, presentando la band come un tributo alla vita di Phil Lynott e al suo lavoro.[21] Skyes prese il ruolo di cantante e convinse Scott Gorham, Brian Downey e Darren Wharton a ritornare in gruppo. Per completare la formazione, Marco Mendoza fu riconfermato al basso. Le critiche ricevute per aver rispolverato un gruppo che da sempre era stato rappresentazione di Phil Lynott [9] furono subito calmate con l'annuncio che la band non avrebbe composto nulla di nuovo ma solo riproposto vecchi pezzi.[21]
Nel 1997 Tommy Aldridge entrò in gruppo al posto di Brian Downey. Questa formazione rimase stabile fino al 2000, quando la band registrò un live album, One Night Only. I Thin Lizzy partirono per un tour in USA nel 2001 ma senza Wharton che lasciò il gruppo. Dopo questa tournèe, Sykes rilasciò due album solisti tra il 2002 e il 2003, mentre Gorham proseguì con la sua band, i 21 Guns.
Nel 2004 i Thin Lizzy tornarono a lavorare assieme, con Sykes e Gorham che si unirono al bassista, ex-Angel, Randy Gregg, e al batterista Michael Lee, che aveva suonato con Robert Plant e i The Cult. La band fece show in Nord America sia in inverno che in estate come special guest dei Deep Purple. Nel 2005, Mendoza tornò in formazione e Aldridge fece ritorno nel 2007. Durante il concerto all'Hammersmith Apollo di Londra il 13 dicembre 2007, la line-up fu Sykes, Gorham, Aldridge and Francesco DiCosmo al basso.[22]
Il 19 agosto 2005 fu issata in Grafton Street, nel centro di Dublino, una statua in bronzo raffigurante Phil Lynott. All'inaugurazione parteciparono molte celebrità e fans, oltre a componenti della band e a familiari del defunto musicista.
Il 30 giugno 2009 un annuncio sul sito ufficiale del gruppo annunciò la dipartita di John Sykes dalla formazione. Ciò, unito al lungo infortunio subito da Tommy Aldridge, provocò lo scioglimento del progetto tributo. Scott Gorham ha però recentemente sottolineato che la decisione di non proseguire con la band Thin Lizzy è cosa temporanea, e che perciò presto verrà allestita una nuova formazione.[22]
[modifica] L'origine del moniker 'Thin Lizzy'
Riguardo alla scelta del moniker del gruppo esitono molte versioni. Alcuni sostengono che esso fu ideato da Eric Bell che, osservando la copertina dell'album John Mayall & The Blues Breakers featuring Eric Clapton, nota il chitarrista intento nella lettura di un fumetto creato dalla matita di Jack Proud e pubblicato in Inghilterra sul finire degli anni cinquanta dalla D.C. Thompson sulla rivista Dandy.[23] Acquistata una copia del medesimo, l’attenzione del chitarrista ricadde sulla striscia che vedeva come protagonista un robot denominato Tin Lizzie. Così, dopo un piccolo ritocco al nome, il neo-fondato gruppo assunse come moniker Thin Lizzie, poi ancora trasformato in Thin Lizzy[24]. È probabile secondo altri che il nome del gruppo derivi da una storpiatura del soprannome dato alla macchina Ford Model T, detta Tin Lizzie.
[modifica] Lo stile
[modifica] Elementi di innovazione
I Thin Lizzy sono riconosciuti come una delle prime band hard rock/heavy metal ad impiegare due armonie derivanti da due chitarristi solisti, tecnica per la prima volta mostrata nel Regno Unito dai Wishbone Ash e resa poi famosa dai gruppi heavy metal successivi come Judas Priest e Iron Maiden. Proprio quest'ultimo gruppo prese ampiamente spunto dalle melodie dei Thin Lizzy e realizzò una cover della traccia "Massacre", contenuta nell'album dei Lizzy Johnny the Fox.
I Thin Lizzy mostrarono ampiamente questa tecnica per la prima volta nell'album Fighting del 1975, in particolare nelle tracce "Wild One" e "Suicide".[9] I principali esempi di questa tecnica musicale sono invece ascoltabili nei brani "The Boys Are Back in Town" e "Cowboy Song" dell'album Jailbreak, oltre che nelle un po' meno celebri "Emerald" e "Roisin Dubh (Black Rose) - A Rock Legend".
[modifica] Formazione
| Per approfondire, vedi la voce Formazione dei Thin Lizzy. |
[modifica] Componenti storici
- Phil Lynott - basso, voce, chitarra acustica
- Brian Robertson - chitarre
- Scott Gorham - chitarre
- Brian Downey - batteria, percussioni

[modifica] Discografia
| Per approfondire, vedi la voce Discografia dei Thin Lizzy. |
[modifica] Album studio
- 1971 - Thin Lizzy
- 1972 - Shades of a Blue Orphanage
- 1973 - Vagabonds of the Western World
- 1974 - Nightlife
- 1975 - Fighting
- 1976 - Jailbreak
- 1976 - Johnny the Fox
- 1977 - Bad Reputation
- 1979 - Black Rose: A Rock Legend
- 1980 - Chinatown
- 1981 - Renegade
- 1983 - Thunder and Lightning
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Thin Lizzy
[modifica] Note
- ^ a b c d allmusic.com - Thin Lizzy
- ^ a b c metal-archives.com - Thin Lizzy
- ^ a b nolifetilmetal.com - Thin Lizzy
- ^ a b thinlizzy.org
- ^ thinlizzyguide.com
- ^ uk.real.com - Thin Lizzy
- ^ Thin Lizzy at Rolling Stone
- ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t Mark Putterford, "Philip Lynott: The Rocker", Castle, 1994
- ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w Alan Byrne, "Thin Lizzy: Soldiers of Fortune", Firefly, 2004
- ^ VH1 "100 Greatest artists of hard rock"
- ^ a b c d e f g h i j k l m n Stuart Bailie, "The Ballad of the Thin Man", Boxtree, 1996.
- ^ a b c d e f g h Ken Brooks, "Phil Lynott & Thin Lizzy: Rockin' Vagabond", Agenda, 2000
- ^ The Boys Are Back in Town : Rolling Stone
- ^ as reported by the BBC
- ^ a b Chart Stats - Thin Lizzy. Chart Stats. URL consultato il 2008-06-25.
- ^ Philomena Lynott, "My Boy: The Philip Lynott Story", Virgin, 1995.
- ^ Interview with Snowy White, BBC Radio One, "The Friday Rock Show", 8 January 1986.
- ^ Adam C. Winstanley, "Black Rose" magazine, Issue 4, 1990.
- ^ Interview with Brian Downey, BBC Radio One, "The Friday Rock Show", 8 January 1986.
- ^ The Vibe for Philo
- ^ a b Interview with John Sykes, July 1999. [1]
- ^ a b thinlizzyonline.com
- ^ Comics UK - Dandy
- ^ the-rocker.it
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