Spagna
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| Spagna | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
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| Motto: "Plus ultra" | |||||||||
| Generalità | |||||||||
| Nome completo: | Spagna | ||||||||
| Nome ufficiale: | Reino de España | ||||||||
| Lingue ufficiali: | spagnolo o castigliano | ||||||||
| Altre lingue: | catalano-valenziano, galiziano, basco, asturiano, leonese, estremadurano, aragonese, eonaviego, lingua fala, aranese e portoghese | ||||||||
| Capitale: | Madrid (3,213,271 ab. / 2008) | ||||||||
| Politica | |||||||||
| Forma di governo: | monarchia parlamentare | ||||||||
| Re: | Juan Carlos I di Spagna | ||||||||
| Primo Ministro: | José Luis Rodríguez Zapatero | ||||||||
| Proclamazione: | 1469, unione di Castiglia e Aragona (Reyes Católicos) | ||||||||
| Ingresso nell'ONU: | 14 dicembre 1955 | ||||||||
| Ingresso nell'UE: | 1º gennaio 1986 | ||||||||
| Superficie | |||||||||
| Totale: | 504.645 km² (50º) | ||||||||
| % delle acque: | 1,04 % | ||||||||
| Popolazione | |||||||||
| Totale (2010): | 45.989.016 ab. (29º) | ||||||||
| Densità: | 91,13 ab./km² | ||||||||
| Geografia | |||||||||
| Continente: | Europa | ||||||||
| Fuso orario: | UTC+1; Isole Canarie UTC UTC+2 in ora legale |
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| Economia | |||||||||
| Valuta: | Euro | ||||||||
| PIL (PPA) (2008): | 1.396.881 milioni di $ (12º) | ||||||||
| PIL procapite (PPA) (2008): | 30.588 $ (29º) | ||||||||
| ISU (2007): | 0,955 (molto alto) (15º) | ||||||||
| Energia: | 0,59 kW/ab. | ||||||||
| Varie | |||||||||
| TLD: | .es, .eu | ||||||||
| Prefisso tel.: | +34 | ||||||||
| Sigla autom.: | E | ||||||||
| Inno nazionale: | Marcha Real | ||||||||
| Festa nazionale: | 12 ottobre | ||||||||
| Altre lingue ufficiali, oltre allo spagnolo (ufficiale in tutto lo stato), sono il catalano/ valenciano, l'aranese (dialetto occitano),il basco, il galiziano nelle rispettive comunità autonome | |||||||||
Il Regno di Spagna (in spagnolo Reino de España, in latino e in italiano arcaico Hispania) è uno Stato democratico sotto forma di monarchia parlamentare dell'Europa sud-occidentale. Assieme a Portogallo, Andorra e Gibilterra forma la penisola iberica. A nordest confina, separata dai Pirenei, con Francia e Andorra, mentre a sud con Gibilterra (colonia del Regno Unito). Nel continente africano, tramite le città autonome di Ceuta e Melilla, sue exclavi, confina col Marocco. Ha dei contenziosi con il Portogallo per la cittadina di Olivenza e per le isole Selvagge che si trovano tra Madera e le Canarie, col Regno Unito per Gibilterra e col Marocco per Ceuta e Melilla. Alla Spagna appartiene infine l' exclave di Llívia, così come l'isola dei Fagiani nel fiume Bidasoa (in condominio con la Francia).
La Spagna ha una superficie di 504.645 km² e conta circa 45,989,016 abitanti (dati del 1 gennaio 2010, INE). All'interno della penisola iberica la Spagna occupa oltre l'80% del territorio. Fin dal 1561 la capitale è Madrid, che con più di 3 milioni di abitanti (circa 6 milioni nell'area metropolitana) è anche la città più popolosa. La lingua ufficiale dello stato è il castigliano, chiamata comunemente spagnolo. Sono parlate inoltre il catalano, il basco, il galiziano che sono lingue ufficiali nelle rispettive regioni autonome e protette dalla Costituzione spagnola. A queste va aggiunta una varietà dell'occitano, l'aranese (aranes) parlato in Val d'Aran, in Catalogna, in regime di coufficialità con il castigliano e il catalano. Sono anche riconosciute dai rispettivi statuti di autonomia il leonese e l'aragonese. Esistono altre lingue all'interno dello Stato che non hanno però carattere ufficiale. Dal 1982 fa parte della NATO.
Dal 1º gennaio 1986 è stato membro dell'Unione europea.
Indice |
[modifica] Etimologia
| Per approfondire, vedi la voce Spagna (etimologia del nome). |
Il nome di España deriva dal latino Hispania, termine utilizzato dai romani fin dal III secolo a.C., per indicare l'intera penisola iberica e l'insieme delle province, da essi costituite, che successivamente la conformeranno. Tale termine si venne gradualmente ad imporre su quello greco di Iberia, che passò ad avere (ed ha tuttora) connotazioni puramente geografiche. Tuttavia, non avendo la parola Hispania nessuna radice che potesse riallacciarsi al latino antico né all'indoeuropeo, si è molto speculato sulle sue possibili origini, le quali hanno dato luogo a numerose ipotesi.
[modifica] Ipotesi fenicia
Non solo è la più diffusa, ma è anche quella che storicamente sembra avere maggior fondamento. Secondo tale ipotesi l'etimologia di Hispania potrebbe derivare:
- dal termine sf(a)n, probabilmente coniglio, visto che la parola fenicia i-shphanim letteralmente indica una procavia. Un'altra versione di questa stessa etimologia sarebbe hi-shphanim, isola dei conigli, o nuovamente delle procavie;
- dalla radice fenicia span, il cui significato è occulto. Si voleva probabilmente indicare con tale termine un territorio remoto e poco accessibile da parte di un popolo di navigatori, come quello fenicio;
- dalla parola i-span-ya, costa o isola dei forgiatori o delle forge (di metalli) che trova una sua ragione d'essere dall'intensa attività mineraria e metallurgica delle coste andaluse al tempo in cui i fenici giunsero in Spagna. Ricordiamo a tale proposito che la ricchezza del sottosuolo andaluso fu tra le ragioni per cui essi stabilirono nell'estremo sud penisulare le loro prime e più importanti colonie[1]
- dal termine fenicio traducibile con nord, in quanto la penisola spagnola si trova a nord del continente africano, terra di provenienza dei punici: si avrebbe quindi i-span-ia, isola del nord
[modifica] Ipotesi greca
Due sono le principali congetture che si sono fatte su una possibile derivazione di Hispania dal greco:
- da esperos, nome della prima stella che potevano vedere ad occidente dopo il crepuscolo. Il fonema potrebbe poi aver subito una mutazione, arrivando alla parola Hispania;
- dal dio Pan.
[modifica] Ipotesi autoctona
Si basa sulle seguenti etimologie:
- dal termine ibero di hispalis, occidente, che poi passò a designare la città di Siviglia, la quale in epoca romana diede, sempre secondo i sostenitori di tale ipotesi, il nome all'intera penisola;
- dal basco Ezpaina, labbro, ma anche bordo, confine o, ancor più probabilmente, Izpania, la cui radice iz entra nella composizione di alcuni sostantivi, fra cui dividere.
[modifica] Bandiera
| Per approfondire, vedi la voce Bandiera spagnola. |
La bandiera spagnola fu voluta dal re Carlo III nel 1785. È formata da 2 strisce orizzontali rosse e una grande gialla; colori facilmente individuabili in mare. All'interno si notano lo stemma nazionale, formato dell'aggiunto degli stemmi della Castiglia (un castello d'oro su sfondo rosso), Leòn (un leone rampante color porpora), Aragona (4 strisce verticali rosse su sfondo oro), Navarra (catene d'oro su sfondo rosso) e Granada (un melagrano con foglie verdi), sotto una corona reale e tra le due Colonne d'Ercole (che rappresentano lo stretto di Gibilterra) con il distintivo Plus Ultra, in riferimento alla espansione imperiale spagnola.
[modifica] Geografia
| Per approfondire, vedi la voce Geografia della Spagna. |
Posizione: Penisola Iberica, Europa occidentale.
[modifica] Morfologia
La forma del territorio spagnolo è tozza e poco articolata. Possiamo distinguervi 3 regioni geografiche:
- L'altopiano centrale della Meseta: vasto e semiarido, è di antica formazione ed occupa buona parte dell'area centrale del Paese. È attraversato da catene montuose ed è delimitato a Est dal Sistema Iberico e dalla Sierra Morena a Sud.
- Le catene settentrionali: sono costituite dai Pirenei e dalla Cordigliera Cantabrica che corre lungo la costa. La catena dei Pirenei è giovane, mentre i Monti Cantabrici sono più antichi. L'aridità della Meseta e la piovosità della regione atlantica rendono ricca la vegetazione.
- Il Sistema Betico, a Sud: è formato da una serie di catene montuose, tra le quali la Sierra Nevada (Mulhacén). Le pianure, poco estese, sono sulle sottili fasce costiere.
[modifica] Monti
- Sistema Iberico
- Sistema Centrale
- Pirenei (Picco d'Aneto)
- Cordigliera Cantabrica
- Sistema Bètico
- Sierra Morena
- Sierra Nevada (Mulhacén)
[modifica] Pianure
[modifica] Vulcani
- Teide, Isola di Tenerife
- Circa 400 vulcani nell'isola di Lanzarote
[modifica] Idrografia
[modifica] Fiumi
I fiumi sono numerosi ma hanno un regime irregolare, che ne limita lo sfruttamento come vie di comunicazione. I principali sono:
- verso il Mediterraneo: Ebro, Turia, Jucar
- verso l'Atlantico: Douro, Tago, Guadiana, Guadalquivir, Segura, Miño e il Manzanarre, che attraversa la capitale Madrid.
[modifica] Laghi
Non esistono laghi naturali di grandi dimensioni; esistono però numerosi bacini artificiali per l'irrigazione e per l'elettricità. I più estesi prendono il nome, in spagnolo, di pantanos (pantano de Alcántara).
[modifica] Coste
A parte i confini con Francia, Andorra, Gibilterra e Portogallo, la Spagna nel territorio rimanente è completamente circondata dal mare, precisamente dall'Oceano Atlantico a nord, nord-ovest ed un piccolo tratto del sud-ovest, nonché dal Mar Mediterraneo a nord-est, est, sud-est e sud fino alle Colonne d'Ercole. Alla penisola iberica vanno aggiunte le Canarie completamente nell'Atlantico e le Baleari completamente situate nel Mediterraneo.
Per l'enorme lunghezza delle sue coste e la notevole diversità di posizione fra di esse, la Spagna presenta tratti litorali diversissimi. La costa Atlantica, chiamata nel tratto più orientale Mar Cantabrico (che è a sua volta parte del Golfo di Biscaglia), è caratterizzata da suggestive baie alternate da scogliere suggestive lavorate dal forte vento oceanico e dalle numerose piogge. Soprattutto nella parte più occidentale la costa è frastagliata ed incisa da strette e lunghe insenature, chiamate rias, tipiche della Galizia, incastonate in tratti scoglieri molto impervi, fra tutti la celebre Costa della Morte.
Completamente diversa è la costa mediterranea, molto più dolce e poco frastagliata, con eccezione del golfo di Valencia e dell'area deltizia dell'Ebro e di alcuni promontori, anche se presenta comunque tratti scoglierosi, e soprattutto dal clima molto più mite e adatto al turismo di balneazione. Si affacciano sulla costa mediterranea numerose città famose come Barcellona, Valencia e Malaga, oltre a località spiccatamente balneari come Lloret de Mar o Tarifa. Viene divisa geograficamente in più parti: la più settentrionale è la Costa Brava, che si estende dal confine francese fino a Barcellona; la Costa Daurada si estende dal capoluogo catalano fino alle foci dell'Ebro; la Costa del Azahar fino a Dénia (esclusa) includendo pertanto la quasi totalità del Golfo di Valencia; la Costa Blanca fino a Cabo de Gata; ed infine la Costa del Sol che bagna tutta la Spagna meridionale fino allo Stretto di Gibilterra. La costa mediterranea, dato il suo maggiore richiamo turistico, è stata meno preservata di quella Atlantica e ha conosciuto notevoli abusi edilizi.
[modifica] Golfi
Nel Mediterraneo spagnolo il golfo più esteso è quello di Valencia, mentre, nella Spagna atlantica, il Golfo di Biscaglia.
[modifica] Isole
Le isole principali sono raggruppate in due arcipelaghi: le Isole Baleari e le Isole Canarie. Le Baleari sono situate nel Mediterraneo, non lontano dalle coste della Comunità Valenziana e sono composte da quattro isole principali, Maiorca, Minorca, Ibiza e Formentera. Le Canarie invece sono situate nell'Atlantico, al largo del Marocco meridionale e a oltre 1000 km a sud-ovest della penisola iberica. Geograficamente appartenengono al continente africano. Sono Gran Canaria, Lanzarote, Fuerteventura, Tenerife, La Palma, La Gomera ed infine El Hierro. Ci sono poi altre isole minori, molto più piccole, come le Isole Cies.
[modifica] Clima
La Spagna non ha un clima uniforme. Infatti il territorio spagnolo si può suddividere in almeno sei regioni climatiche principali:
- La costa mediterranea, con predominanza dei caratteri propri di questo mare, con temperature medie invernali miti (in gennaio, il mese più freddo, sono generalmente comprese fra i 7 °C e i 13 °C, a seconda della latitudine) ed estive elevate, ma non torride (in luglio e agosto, i mesi più caldi, sono comprese fra i 22 °C e i 27 °C). Per quanto riguarda le precipitazioni sono concentrate generalmente nei mesi autunnali e in inverno. Si avranno pertanto estati secche ed inverni umidi. Anche le coste atlantiche del sud e la pianura del Guadalquivir hanno un clima assimilabile a quello mediterraneo, pur se influenzato dalla vicinanza dell'Oceano, con temperature miti e precipitazioni abbondanti lungo la costa ed estati più calde e precoci (non sono rare massime di 30 °C o 35 °C a fine Maggio).
- La meseta e le regioni interne, con un clima in molte zone di tipo mediterraneo subcontinentale e in altre continentale. Questo clima caratterizza la maggior parte della Penisola iberica. Nelle regioni da esso interessate le temperature invernali sono piuttosto basse, ma non rigide (generalmente comprese, in gennaio, fra i 3 °C e i 7 °C per il mediterraneo-subcontinentale e sensibilmente inferiori per quello continentale), mentre quelle estive sono elevate e le precipitazioni sono irregolari. In generale, le comunità occidentali fruiscono di maggiori precipitazioni rispetto a quelle orientali.
- La Galizia e le regioni cantabriche che si affacciano sull'Atlantico (Asturia, Cantabria e Paese Basco) con un clima mite di tipo oceanico, caratterizzato dall'abbondanza di piogge durante tutto l'anno (specialmente d'inverno) e da temperature sia invernali che estive molto gradevoli (8 °C o 9 °C in gennaio e circa 20 °C in luglio ed agosto)
- Le zone elevate delle cordigliere interne (Cordigliera Cantabrica, Sistema Iberico, Cordigliera Betica, ecc.), dei Pirenei e delle quote più alte delle Canarie, contraddistinte da inverni rigidi (generalmente al di sotto dei 0 °C) e da estati molto fresche (inferiori per lo più ai 15 °C). Le precipitazioni sono in tali zone abbondanti e rivestono spesso un carattere nevoso.
- Le subregioni desertiche presenti soprattutto nel sud-est peninsulare e nella Valle del Ebro, caratterizzate da climi aridi o addirittura desertici (con precipitazioni inferiori ai 300 mm). Fra queste: Il Desierto de Tabernas oltre ad estese zone della Provincia di Almería, (come il Cabo de Gata, dove si registrano meno di 200 mm annui), di Granada (Guadix), di Murcia ed Alicante. Nel nord peninsulare si estende il Desierto de los Monegros nella valle dell'Ebro (Aragona) in cui l'"effetto foehn" è la causa principale di precipitazioni scarsissime.
- Le Canarie infine, hanno invece un clima decisamente subtropicale, con temperature calde lungo tutto l'arco dell'anno (oscillanti tra i +16/+18 °C di gennaio e i +25 °C di luglio) e precipitazioni scarse (più abbondanti nelle isole occidentali) o scarsissime (deserto delle Dune di Maspalomas, nell'isola di Gran Canaria). Va a tale proposito sottolineato che le coste meridionali della penisola (fra Tarifa ed Almería), sono caratterizzate da temperature invernali molto miti (in gennaio a Marbella si registra una temperatura media di 11,9 °C, mentre ad agosto, mese più caldo dell'anno, essa sale a +26,8 °C), si tratta di regimi termici simili a quelli che contraddistinguono le aree più meridionali del bacino mediterraneo (Sicilia occidentale, Creta, Cipro) e le coste settentrionali africane e che fanno da transizione tra il clima mediterraneo e quello sutropicale vero e proprio, tipico delle Canarie e delle coste atlantiche africane tra il 25° e il 35° parallelo Nord. Le precipitazioni in tali zone sono però mediamente più abbondanti rispetto a quelle delle Canarie.
[modifica] Demografia
[modifica] Gruppi etnici
La popolazione è costituita in massima parte da spagnoli appartenenti a diversi gruppi etnico-linguistici (castigliani, catalano-valenciani, galiziani, baschi, ecc) e da una minoranza di stranieri che, agli inizi del 2008, rappresentava oltre l'11% della popolazione globale: 5,2 milioni su 46 milioni circa[2]. Le comunità autonome dov'è più consistente la presenza di collettività straniere sono la Catalogna, con oltre un milione di unità, Madrid, con quasi un milione e la Comunità Valenziana, con circa 800.000. Notevole è la presenza di immigrati dell'Europa orientale (soprattutto rumeni, che attualmente rappresentano la comunità allogena più numerosa del Paese), nordafricani, molti dei quali clandestini (impiegati soprattutto nelle aziende agricole della Spagna Meridionale), e latinoamericani.
[modifica] Popolazione
La conformazione del territorio condiziona una distribuzione non equilibrata della popolazione: sulle coste, lungo le valli dei fiumi e nelle zone economicamente più progredite, in cui sono sviluppate l'agricoltura e le industrie, la densità supera i 300 abitanti per km². In molte aree della meseta, invece, la densità è al di sotto dei 25 ab. per km². La popolazione urbana (77%) è costantemente in crescita.
La popolazione totale della Spagna era, secondo le stime dell'anno 2009, di 45.989.016 abitanti, con una densità media di 91,4 abitanti per km², suddivisa in nelle varie comunità autonome che fanno parte del Regno.
Il fenomeno dell'urbanizzazione è abbastanza recente, ed oggi il 70% degli Spagnoli vive nelle città, molte delle quali si sono sviluppate in modo non organico e con problemi, talvolta gravi, di inquinamento.
Il territorio del Paese è diviso in comunità autonome che, in considerazione della diversa storia, godono di una notevole autonomia.
[modifica] Suddivisioni amministrative
[modifica] Comunità autonome
| Per approfondire, vedi la voce Comunità autonome della Spagna. |
La Spagna è suddivisa in 17 comunità autonome (comunidades autónomas, al singolare: comunidad autónoma) che sono ulteriormente suddivise in 50 province, più due città autonome: Ceuta e Melilla (designate ufficialmente come Plazas de Soberanía en el Norte de África). Gibilterra è rivendicata dalla Spagna.
Ceuta, Melilla e altri piccoli isolotti, che si estendono su 0,65 km² e contano 312 abitanti sono i resti del vasto impero coloniale che il paese possedeva. In totale la Spagna ha 31,65 km² di territori nell'Africa del Nord, popolati da 138.228 abitanti.
[modifica] Province
| Per approfondire, vedi la voce Province della Spagna. |
In precedenza suddivisioni territoriali di grande importanza, a partire dall'introduzione del sistema delle comunità autonome le province hanno visto diminuire i loro poteri. Sono ancora utilizzate come distretti elettorali, per la codifica postale e come riferimenti geografici.
Sette comunità autonome sono composte da una sola provincia: Asturie, Isole Baleari, Cantabria, La Rioja, Madrid, Murcia, e Navarra.
[modifica] Municipi
| Per approfondire, vedi la voce Municipio (Spagna). |
Le province sono al loro volta suddivise in comuni o municipi (in spagnolo municipio). A capo del municipio c'è l'alcalde.
[modifica] Prime 10 città [3]
| Per approfondire, vedi la voce Lista dei comuni spagnoli con più di 50.000 abitanti. |
| Pos. | Comune | Regione | Prov. | Abitanti |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Madrid | Madrid | Madrid | 3.213.271 |
| 2 | Barcellona | Catalogna | Barcellona | 1.615.908 |
| 3 | Valencia | Comunità Valenciana | Valencia | 807.200 |
| 4 | Siviglia | Andalusia | Siviglia | 699.759 |
| 5 | Saragozza | Aragona | Saragozza | 666.129 |
| 6 | Málaga | Andalusia | Málaga | 566.447 |
| 7 | Murcia | Murcia | Murcia | 430.571 |
| 8 | Palma di Maiorca | Isole Baleari | Palma di Maiorca | 396.570 |
| 9 | Las Palmas de Gran Canaria | Isole Canarie | Las Palmas de Gran Canaria | 381.123 |
| 10 | Bilbao | Paesi Baschi | Biscaglia | 353.340 |
[modifica] Principali aree metropolitane
| Per approfondire, vedi la voce Aree metropolitane spagnole. |
| Pos. | Comune | Regione | Prov. | Abitanti |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Madrid | Madrid | Madrid | 5.883.521 |
| 2 | Barcellona | Catalogna | Barcellona | 3.150.380 |
| 3 | Valencia | Comunidad Valenciana | ||
| 4 | Siviglia | Andalusia | Siviglia | 1.438.451 |
| 5 | Málaga | Andalusia | Málaga | 965.371 |
| 6 | Bilbao | Paesi Baschi | Bilbao | 949.939 |
| 7 | Oviedo-Gijón | Asturie | Oviedo | 857.495 |
| 8 | Alicante-Elche | Comunidad Valenciana | Alicante | 725.395 |
| 9 | Saragozza | Aragona | Saragozza | 688.343 |
| 10 | Vigo | Galizia | Pontevedra | 659.632 |
[modifica] Popolazione delle isole
- 1. Tenerife 886.033 hab. Isole Canarie
- 2. Mallorca 846.210 hab. Isole Baleari
- 3. Gran Canaria 829.597 hab.
- 4. Lanzarote 132.366 hab.
- 5. Ibiza 113.908 hab.
- 6. Fuerteventura 94.386 hab.
- 7. Menorca 86.697 hab.
- 8. La Palma 85.933 hab.
- 9. La Gomera 22.259 hab.
- 10. El Hierro 10.558 hab.
- 11. Formentera 7.957 hab.
- 12. Arosa 4.889 hab.
- 13. La Graciosa 658 hab.
- 14. Tabarca 105 hab.
- 15. Ons 61 hab.
[modifica] Lingue
| Per approfondire, vedi la voce Lingue ibero-romanze. |
Lingua ufficiale è il castigliano (noto anche come spagnolo). In alcune comunità autonome rivestono carattere di coufficialità (con il castigliano) il catalano/valenziano (Catalogna, Baleari, Comunità Valenciana) il gallego (Galizia) e il basco (Euskadi, Navarra). Lo Stato spagnolo e le amministrazioni periferiche proteggono ed incoraggiano l'uso, in ambito locale, di alcune lingue e parlate che però non godono dello status di coufficialità come l'asturiano, il leonese, il dialetto d'Estremadura, l'aragonese. Nel Valle d'Aran è riconosciuto ufficialmente, accanto al castigliano e al catalano, anche l' aranese, varietà di guascone del gruppo linguistico occitano.
[modifica] Religioni
| Per approfondire, vedi le voci Religione in Spagna e Chiesa cattolica in Spagna. |
- Cattolici: 75%;
- Atei e Agnostici: 15%;
- Altri cristiani: 2,5%;
- Musulmani: 2,5%.
- Ebrei: oltre 15.000[4] registrati in comunità, oltre 30.000 nel totale.[5]
[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi la voce Storia della Spagna. |
Nell'antichità (a partire dal X secolo a.C. circa) le popolazioni autoctone dovettero fare spazio a dominatori esterni, provenienti sia dal mondo mediterraneo (Fenici, Greci ed Iberi), che dall'Europa centrale (Celti). Negli ultimi decenni del III secolo a.C. il territorio ispanico divenne un campo di battaglia fra Cartagine, che controllava già parte della penisola iberica, e Roma. Quest'ultima si impose come potenza egemone ed occupò l'intera regione per ben sei secoli. Roma diede alla Spagna la propria lingua, la propria cultura, le proprie istituzioni politiche, il proprio diritto, in altre parole forgiò, allora e per sempre, l'identità dell'Hispania antica e della Spagna odierna.
Il Cristianesimo giunse molto presto nella penisola (II-III secolo) e vi si impiantò saldamente. Nel V secolo la Spagna fu invasa da popoli germanici, Alani, Vandali, Svevi e Visigoti. Questi ultimi costituirono un regno che si estese, fino agli inizi del VI secolo, in Gallia ed Hispania, ma che successivamente (prima metà del VI secolo) acquistò connotazioni spiccatamente iberiche (la stessa capitale fu trasferita da Tolosa a Toledo). Nell'VIII secolo l'Islam fece la sua comparsa in Spagna, annientando il Regno visigoto e dominando la massima parte della penisola per secoli, senza riuscire però a cancellare l'impronta latina e le credenze cristiane delle popolazioni autoctone. A partire dall'XI secolo i musulmani iniziarono ad arretrare davanti alle armi cristiane impegnate nella Reconquista, ma la loro espulsione definitiva dal suolo spagnolo potè avvenire solo nel 1492, ad opera dei due Stati cristiani affermatisi come grandi potenze in età bassomedievale: il Regno di Castiglia e il Regno di Aragona.
Pur non esistendo una data certa che definisca la nascita effettiva del Regno di Spagna, si iniziò a parlare del paese come tale dopo il matrimonio tra Isabella I Regina di Castiglia e León e Ferdinando V re d'Aragona. Tuttavia solo dopo la morte di Carlo V (Carlo I di Spagna), con l'avvento degli Asburgo e in particolare nella seconda metà del XVI secolo il regno assunse definitivamente in tutta Europa il nome di Spagna (o di Spagne). In realtà le due parti che lo costituivano, il regno di Castilla e León e la Corona d'Aragona, pur se unite dinasticamente, continuarono a mantenere delle caratteristiche statuali proprie fino all'avvento della casa di Borbone, agli inizi del XVIII secolo. Dopo l'emanazione dei Decreti di Nueva Planta (1707-1716), avvenne una vera e propria unione politica fra tali Stati e l'inizio di un lento processo di fusione che, in alcune regioni, si è protratto fino ai giorni nostri (e, in alcuni casi, non si è ancora concluso).
Grande potenza della politica europea e mondiale per oltre tre secoli, fino al Congresso di Vienna, la Spagna perse nel secondo e terzo decennio dell'Ottocento quasi tutto il proprio impero coloniale, acquisendo un ruolo sempre più marginale rispetto alle nuove grandi potenze europee. Nell'epoca liberale si accentuarono inoltre i conflitti politici interni, sia dinastici che territoriali. Negli anni trenta del XX secolo la Spagna fu una repubblica laica e quasi federale, rovesciata, dopo una sanguinosa guerra civile (1936-1939), da una dittatura militare nazionalista guidata dal generale e poi Caudillo Francisco Franco. La dittatura ebbe termine solo quarant'anni più tardi con la morte di Franco (1975) e l'ascesa al trono di re Juan Carlos.
[modifica] Ordinamento dello Stato
| Per approfondire, vedi la voce Costituzione spagnola. |
Secondo la Costituzione del 1978, la Spagna è una monarchia ereditaria parlamentare, dove il re ha un ruolo di rappresentanza, ma anche di garante dell'unità e della democrazia.
Il potere esecutivo è nelle mani del Consiglio dei Ministri (Consejo de Ministros), retto da un Presidente del Governo, cui il parlamento dà e toglie la fiducia.
Il potere legislativo è attribuito a un parlamento bicamerale (Cortes Generales) con mandato quadriennale, composto da
- Congresso dei Deputati (Congreso de los Diputados), una camera di 350 deputati, eletti con un sistema proporzionale corretto e senza voto di preferenza in circoscrizioni corrispondenti alle province;
- Senato (Senado), una camera di 259 senatori, di cui 208 eletti direttamente e 51 indirettamente dai consigli regionali.
Il potere giudiziario è indipendente.
[modifica] Politica
[modifica] Partiti politici ed elezioni democratiche
Le prime elezioni democratiche dopo il franchismo si sono tenute il 15 giugno 1977, vinte da una coalizione di centro destra, l'UCD, presieduta da Adolfo Suàrez. Il sistema politico è basato sul multipartitismo, ma da tempo due sono i partiti dominanti: il Partito Socialista Operaio Spagnolo (di centro-sinistra) e il Partito Popolare (di centro-destra). I due partiti dominanti si alternano al potere, ma quasi sempre, a causa del sistema elettorale , dopo le elezioni devono forgiare coalizioni con partiti minori. Il partito socialista ha guidato il governo dal 1982 al 1996 (governi di Felipe González) e dal 2004 a oggi (2008) (governi di José Luis Rodríguez Zapatero); il partito popolare dal 1996 al 2004 (governi di José Maria Aznar).
[modifica] Organizzazioni internazionali cui la Spagna ha aderito
| Organizzazioni internazionali | |
| Membro ONU dal: | 14 dicembre 1955 |
| Membro NATO dal: | 1982 |
| Membro UE dal: | 1 gennaio 1986 |
[modifica] Economia
[modifica] Espansione economica e congiuntura attuale
La politica di modernizzazione franchista (rilancio dell'agricoltura, miglioramento della rete dei trasporti, investimenti industriali e apertura al turismo internazionale) diede solo risultati parziali. Il vero decollo economico del paese si è avuto con l'ingresso nella CEE (1986): il Prodotto interno lordo è quasi triplicato tra il 1980 e il 1992; gli scambi con i partner europei hanno avuto in aumento del 20%; la produttività industriale è cresciuta grazie agli investimenti in beni strumentali; le entrate turistiche in valuta hanno permesso di riequilibrare parzialmente la bilancia dei pagamenti. L'ingresso nell'UE e la democrazia hanno inoltre permesso alla Spagna l'apertura verso i mercati esteri e l'espansione delle imprese nei Paesi Latinoamericani, dove la Spagna è il primo investitore estero. Si parla perciò di reconquista económica. Tuttavia, nei primi anni '90, la recessione internazionale ha messo in evidenza difficoltà strutturali, in primo luogo la forte dipendenza da capitali stranieri (oltre il 40% delle imprese sono controllate da gruppi inglesi, francesi, italiani e tedeschi[6]). Nel 1992-93 gli investimenti esteri sono calati, aggravando la già drammatica crisi occupazionale (tasso di disoccupazione del 22% nel 1992), e la peseta ha subito tre svalutazioni. A metà degli anni '90 è invece cominciata una fase di sostenuta crescita economica (incremento annuo del PIL del 3% tra il 1996 e il 2004), che ha interessato soprattutto alcune regioni (Catalogna, Aragona, Navarra, Valencia) e ne ha solo sfiorato altre (Andalusia, Canarie). Il boom economico ha segnato durante i primi mesi del 2008 una forte battuta d'arresto, conseguentemente alla crisi di alcuni settori industriali e in primo luogo di quelli legati all'edilizia, trainanti per la crescita economica del Paese, diminuita in un anno di quasi di 2 punti percentuali. La tendenza si sta confermando nel 2009, durante il quale, secondo le stime, il PIL diminuirà di oltre il 4,2%. Il 2009 sarà, secondo gli economisti, un anno devastante per l'economia spagnola, che subirà gli effetti della crisi economica, amplificati per via della sua economia fortemente dipendente dal settore immobiliare. Il centro trainante dell'economia del Paese è, oltre a Madrid, la Catalogna (in particolare l'area metropolitana di Barcellona), che produce circa 1/5 dell'intera ricchezza spagnola.
Nel dicembre 2009 al paese iberico è stato attribuito il primo posto nel Misery Index di Moody's[7][8], classifica costruita sommando disoccupazione (19,1% nel 2009) e rapporto deficit/pil (10,1%): la Spagna, con 30 punti, «è il paese più a rischio d'Europa» (anche più di Grecia, Lettonia e Lituania) ed è entrata nella lista dei "sorvegliati speciali" Ue[9]. La crisi mondiale ha avuto infatti effetti disastrosi sull'economia spagnola: il rapporto debito pubblico/Pil è passato dal 34% del 2007 al 67% del 2009, i debiti di famiglie e imprese sono schizzati al 177% del Pil, i disoccupati sono arrivati a quota 4 milioni (la disoccupazione è passata dall' 8,3% del 2007 al 19,1% del 2009). Secondo l'economista turco Nouriel Roubini «la Spagna rischia di sperimentare una crescita zero per un decennio, come è successo al Giappone», mentre per lo statunitense Michael Spence (premio Nobel per l'economia nel 2001) «la Spagna deve, temo, aspettarsi un periodo di crescita molto lenta, e di serie difficoltà interne»[10].
[modifica] Prodotto interno lordo e sua composizione
Nonostante la crisi, la Spagna è oggi la decima potenza economica mondiale(dietro a Stati Uniti,Giappone,Cina,India,Germania,Gran Bretagna,Francia,Italia e Brasile), con un PIL totale di oltre 1400 miliardi di dollari (2007). Le attività economiche del paese hanno il loro baricentro nella città di Barcellona(definita "la Milano della Spagna" proprio per la sua peculiarità di essere il maggior centro commerciale,industriale,finanziario e culturale della Paese)e nella corrispondente regione della Catalogna,la quale,grazie alla sua posizione geografica privilegiata,vicino alle altre grandi potenze Europee(quindi luogo di transito obbligatorio di tutti i traffici via terra da e per la Spagna) e affacciata sul Mediterraneo(Barcellona è infatti il maggior porto del paese),è caratterizzata da un'economia estremamente avanzata e competitiva su scala internazionale, tanto che la regione stessa fa parte dei "Quattro motori d'Europa". La composizione del Prodotto interno lordo spagnolo è la seguente:
- Sett. Primario (7%): in un periodo relativamente breve, l'agricoltura è passata pressoché dappertutto da una situazione di grande arretratezza ad una fase molto meccanizzata, che utilizza tecniche moderne e pianifica operazioni di investimento. Gran parte del suolo è arido o semiarido e le risorse idriche, essendo scarse, hanno bisogno di interventi statali. Molto marcata è la diversità tra terre non irrigate (meseta) e quelle irrigate delle valli. Nelle prime si coltivano cereali, nelle seconde ortaggi, piante industriali (quali, tabacco, cotone, etc…). Sono diffusi anche la vite, l'ulivo e gli aranci coltivati nelle tipiche colline e coste meridionali.[11]I prodotti agricoli esportati, sono in concorrenza in particolare con l'Italia, mentre è con il Portogallo che divide il primato mondiale per la produzione di sughero. Nei pascoli si allevano in prevalenza ovini (lana merinos), bovini e suini. In Andalusia si allevano, inoltre, tori da corrida. La pesca (acciughe, sardine, tonni, lavorati dalla moderna industria conserviera) è molto sviluppata e conta su una buona flotta.
- Sett. Secondario (29%): le risorse minerarie hanno favorito lo sviluppo industriale. Vi sono giacimenti di zinco, ferro, rame, piombo, zolfo, mercurio, etc. Gli investimenti stranieri, sono stati scelti per modernizzare l'industria. L'attività industriale è divisa in 4 aree: Asturie e Prov. Basche con Bilbao (meccanica e siderurgica), Madrid (chimica, petrolchimica), Barcellona (alimentare, tessile), Valencia e Cartagena (raffinerie). Importante è il comparto tessile e la calzaturiera, in ammodernamento.
- Sett. Terziario (64%): è in grande espansione, con un turismo internazionale e vie di comunicazione efficienti ed ammodernate. La navigazione marittima ha grande importanza. Lo sviluppo delle telecomunicazioni e delle tecnologie informatiche è notevole. Di rilievo sono anche le attività bancarie, assicurative e commerciali.
[modifica] Turismo
| Per approfondire, vedi la voce Turismo in Spagna. |
Il turismo è la maggiore fonte di entrate in Spagna, che negli ultimi anni si è affermata come la terza potenza al mondo del settore dopo Francia e Stati Uniti.
I luoghi più visitati dai turisti stranieri sono, secondo le ultime statistiche del settore (relative all'anno 2006): la Catalogna, le Baleari e l'Andalusia, mentre il turismo nazionale predilige (nell'ordine): l'Andalusia, la Catalogna e la Comunità Valenziana[12].
Fra le città sono particolarmente frequentate: la capitale, Barcellona, Santiago de Compostela (molti percorrono il famoso cammino), e le città d'arte andaluse (Siviglia, Cordoba, Granada ecc.) e castigliane (Toledo, Segovia, ecc.). La città castigliana di Salamanca, infine, è ben nota come destinazione tra coloro che vogliono apprendere la lingua spagnola, in quanto sede della più antica università della nazione ancora esistente e di numerose scuole per stranieri.
Vale la pena ricordare che in Spagna il turismo (sia straniero che nazionale) è in massima parte playero, ha cioè come meta principale le coste e le spiagge, soprattutto del Mediterraneo. Fra queste ultime sono particolarmente frequentate la Costa Brava, la Costa Dorada, la Costa del Azahar, la Costa Blanca, la Costa del Sol e le spiagge delle Baleari.
[modifica] Note
- ^ Jesús-Luis Cunchillos y José-Ángel Zamora, Gramatica elemental fenicia, Madrid, Consejo Superior de Investigaciones Científicas, 1997 (pp. 141-154), ISBN 84-00-07702-4
- ^ cfr. il sito dell'INE
- ^ www.ine.es Instituto Nacional de Estadística, 01/01/2008
- ^ http://morningsinflorence.splinder.com/post/7463373/La+rinascita+della+Spagna+ebra
- ^ http://moked.it/blog/giornata-della-cultura-ebraica-qui-plasencia-spagna-una-tavola-rotonda-per-la-salvaguardia-del-patrimonio-culturale-ebraico/
- ^ Enciclopedia Universale 2007 - in collaborazione con le garzantine
- ^ Moody's: la Spagna vince la classifica della «miseria»>
- ^ "L'indice della miseria" di Moody's premia l'Italia e punisce la Spagna>
- ^ Spagna - La fiesta è finita, articolo pubblicato ne La Repubblica, 28 dicembre 2009
- ^ Spagna - La fiesta è finita, articolo pubblicato ne La Repubblica, 28 dicembre 2009
- ^ Antonio Saltini, "Un giorno tra gli agrumeti spagnoli. Valencia: el señor presidente", in: Terra e vita, n. 11, 18 marzo 1978.
- ^ Cfr. a tale proposito: [1]
[modifica] Voci correlate
- Linea di successione al trono di Spagna
- Corona di Spagna
- Storia della Spagna
- Rotte dei migranti africani nel Mediterraneo
- Comunità autonome della Spagna
- Province spagnole
- Targhe automobilistiche spagnole
- Plus Ultra
- Ente Nazionale di Turismo: Turespaña
[modifica] Personaggi originari della Spagna
- Averroè
- Isabella di Castiglia
- Hernán Cortés
- Vasco Núñez de Balboa
- Juan Sebastián Elcano
- Francisco Pizarro
- Filippo II
- Miguel de Cervantes
- Diego Velázquez
- Calderón de la Barca
- Francisco de Goya
- Santiago Ramón y Cajal
- Pablo Ruiz Picasso
- Raimondo Lullo
- Michele Serveto
- Ignacio de Loyola
- Menchu Gal
- María Dolores Pradera
- Antonio Ortiz Echague è un pittore spagnolo nato a Guadalajara nel 1883.
[modifica] Altri progetti
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Wikizionario contiene la voce di dizionario «Spagna»
Wikiquote contiene citazioni sulla Spagna
[modifica] Collegamenti esterni
- Spagna su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Spagna")
- (ES) Web oficial del turismo en España - sito ufficiale del turismo in Spagna
- (IT) www.turismospagnolo.it - sito ufficiale del turismo in Spagna
- (IT) Sito dedicato agli itinerari e monumenti sulla Spagna
- (IT) Scheda della Spagna dal sito Viaggiare Sicuri - Sito curato dal Ministero degli Esteri e dall'ACI
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