Poliritmia
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La poliritmia in musica consiste nell'impiego simultaneo di più ritmi nelle singoli voci di una composizione e si differenzia dal semplice impiego occasionale di gruppi irregolari (es. terzine) in una sola voce che produce soltanto una diversione melodica. Una poliritmia, per essere detta tale, richiede che l'impiego simultaneo dei ritmi nelle diverse parti produca una ricchezza di varietà ritmica, piuttosto che semplicemente melodica.
È usata in molta della musica orientale e africana, nella musica colta occidentale e nel jazz.
Gli esempi più frequenti di poliritmia coinvolgono ritmi pari e dispari o comunque non multipli della stessa unità temporale, in modo da ottenere figure ritmiche diverse da quelle già presenti in ognuno dei ritmi presi singolarmente.
Una comune poliritmia è il tre contro due (3:2) corrispondente all'esecuzione simultanea di terzine e crome, rappresentato in figura. Analogamente possono essere costruite poliritmie 3:4, 5:4, 7:4. All'ascolto esse suonano come segue: