Motörhead

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Motörhead
I Motörhead. Da sinistra Mikkey Dee, Phil Campbell e Lemmy Kilmister.
I Motörhead. Da sinistra Mikkey Dee, Phil Campbell e Lemmy Kilmister.
Paese d'origine Bandiera del Regno Unito Regno Unito
Genere Heavy metal[1][2][3]
Speed metal[1][3]
Hard rock[1][4][5]
Periodo di attività 1975 – in attività
Strumento {{{strumento}}}
Etichetta SPV GmbH
Band attuale {{{band attuale}}}
Band {{{band precedenti}}}
Album pubblicati 26
Studio 19
Live 5
Raccolte 2
Opere audiovisive pubblicate {{{numero opere audiovisive pubblicate}}}
Gruppi e artisti correlati {{{correlati}}}
Sito ufficiale
Si invita a seguire lo schema del Progetto Musica
« We are Motörhead... and we're gonna kick your ass! »

I Motörhead sono un gruppo hard & heavy[6][7] britannico, formatosi a Londra nel 1975 per iniziativa del cantante, bassista e leader storico Lemmy Kilmister.

Sono ritenuti tra gli ispiratori principali di speed e thrash metal, anche se Lemmy e i suoi compagni di band si definiscono autori di brani di puro e semplice rock & roll. I temi più spesso ricorrenti nelle loro canzoni sono la guerra (intesa principalmente come lotta contro la malvagità), le sostanze stupefacenti, il sesso, il rock, l'abuso infantile e la vita "on the road". A livello mondiale hanno venduto quasi 50 milioni di dischi, di cui 18 milioni nei soli Stati Uniti.

Indice

[modifica] Storia del gruppo

[modifica] Gli inizi

La band fu fondata nel lontano 1975, quando Ian Fraser Kilmister detto Lemmy, allora bassista del gruppo space rock Hawkwind, venne licenziato dalla band durante una tournée in Canada per possesso di sostanze stupefacenti (anfetamine), e rinchiuso in prigione per cinque giorni.[8] Lemmy (attivo nella scena underground inglese già dagli anni sessanta con i Rockin' Vickers e il gruppo del suonatore di tabla indiano Sam Gopal) decise di formare una propria band assieme al chitarrista Larry Wallis (già nei Pink Fairies) e al batterista Lucas Fox. Il nome prescelto fu all'inizio Bastard, presto cambiato (su suggerimento di Doug Smith, loro manager d'epoca; "Con un nome come quello è quasi impossibile che partecipiate un giorno a Top of the Pops".[9]) nel nuovo "Motörhead", tratto dal titolo dell'ultima canzone scritta da Lemmy per gli Hawkwind. Tale termine indica, in gergo, lo "speed freak", in riferimento agli effetti delle anfetamine.[10] L'umlaut sulla lettera "Ö" del loro nome si presume sia solo un effetto dell'umlaut dell'heavy metal, come avevano già fatto in precedenza i Blue Öyster Cult. L'umlaut non altera comunque la pronuncia del loro nome, che viene quindi detto semplicemente con una "O" normale. Lo scopo dichiarato da Lemmy all'inizio, era fare parte della "band peggiore del mondo", anche se molte volte i Motörhead vengono etichettati come la "band più rumorosa del mondo".

I Motörhead debuttarono dal vivo il 20 luglio 1975 alla Roundhouse di Londra.

Dopo pochi show però Lucax Fox cedette il posto alla batteria all'allora esordiente Phil Taylor (più tardi soprannominato "Philty Animal Taylor") e nel 1976 anche Larry Wallis venne sostituito dal più esperto Eddie Clarke, proveniente dai Curtis Knight e dagli Zeus. Fu così completato l'organico storico dei Motörhead, che resterà invariato fino al 1982 e che molti ancora oggi considerano la "formazione classica" del gruppo. Nello stesso anno la band entrò in studio per registrare il suo primo album, On Parole, che verrà però rifiutato dall'etichetta United Artists, la quale lo consegnerà alle stampe solo tre anni più tardi.

Lo Snaggletooth, sul loro primo ed omonimo album ufficiale

Nel 1977 i Motörhead firmarono per l'etichetta Stiff ma il loro singolo, Leaving Here/White Line Fever, non venne pubblicato in Inghilterra fino alla ristampa in cofanetto dei primi dieci 45 giri dell'etichetta, intitolato Bunch of Stiffs. Il disco uscì, invece, in Francia e Scandinavia. Il 1º aprile dello stesso anno la band si esibì nell'ultimo concerto al Marquee Club di Londra.

Sostenuti da Ted Carrol dell'etichetta Chiswick Records, per la quale avevano recentemente firmato, i Motörhead fecero uscire il loro primo album ufficiale, l'omonimo Motörhead (già preceduto da un omonimo singolo degli Hawkwind). L'album, registrato in soli due giorni, fu la loro cartolina di presentazione e documentò, in modo efficace, lo stile ruvido e trascinante del trio, caratterizzato dal cantato rauco e graffiante di Lemmy, dai ritmi incalzanti supportati dal tuonante basso dello stesso cantante e dalla batteria, e dagli assoli di chitarra molto incisivi, che però non intaccarono la trascinante melodia di base. I Motörhead si presentarono quindi come una band capace di fondere punk e hard rock, facendo nascere quello che da molti critici è stato considerato il rock and roll più duro, veloce e saturo della storia musicale. Nella copertina del disco apparve inoltre per la prima volta lo Snaggletooth, simbolo grafico creato dall'artista Joe Petagno e che diventerà in futuro il simbolo principale dei Motörhead.

Nel 1978, dopo aver avviato una collaborazione con i Damned, rimasta però priva di concreto seguito, la band abbandonò la Chiswick (sarà solo la prima di una lunga serie di rotture con le case discografiche) in favore della Bronze Records. L'accordo fu inaugurato dal 45 giri "Louie Louie/ Tear Ya Down".

[modifica] Primi successi

Nel 1979, il gruppo sfornò due album diventati ormai dei veri e propri classici nel mondo metal, ovvero i dischi Overkill e Bomber. Entrambi gli album furono prodotti da Jimmy Miller e si rivelarono abbastanza fortunati sotto il profilo delle vendite. In essi la band perfezionò la proposta del loro precedente album, senza limitarne però minimamente l'irruenza e l'aggressività, confermando l'evidente stato di grazia del gruppo.

La famosa traccia Overkill si può oggi giorno comparare, nell'ambito del genere heavy metal, alle canzoni Anarchy in the U.K. dei Sex Pistols per il punk e Smells Like Teen Spirit dei Nirvana per il grunge. Essa infatti è stata una delle canzoni più importanti ed eseguite della storia del rock. La parola "overkill", tradotta dall'inglese, può significare un sovraccarico che fa esplodere l'oggetto su cui viene applicato.

Anche l'album Bomber, ritenuto uno dei migliori lavori in studio dei Motörhead di sempre, rispetto al predecessore Overkill fu un album più introspettivo. In esso sembrò che Lemmy, il cantante del gruppo, in un solo anno avesse voluto mostrare tutte le sue capacità e qualità, lavorando attentamente sul lato pubblico-appariscente e su quello privato.[11]

Nello stesso anno, nel corso di un tour svoltosi dalla band con l'appoggio dei Saxon, i Motörhead incisero alcuni brani, poi raccolti in un EP live che, pubblicato 1980 con il titolo The Golden Years, raggiunse la posizione #10 nelle classifiche del Regno Unito .

[modifica] Il successo planetario

Copertina di Ace of Spades.

Dopo un tour europeo e un'apparizione televisiva nello storico programma musicale "Top of the Pops" nel 1980, la band lavorò con Vic Maile in quello che sarà poi considerato il loro miglior album in studio (e anche il più fortunato sotto il profilo delle vendite avendo raggiunto la posizione 4 nelle chart britanniche), il tellurico Ace of Spades, che riuscì a dare alla band grande notorietà sia nel Regno Unito che nel resto dell'Europa.

L'album, rispetto ai precedenti, fu reso forte da un'esecuzione perfetta e da una graniticità assoluta e, come si poté notare anche dalla copertina, dove per la prima volta apparve il famoso asso di picche, esso abbandonò la fumosità polverosa per acquistare una luce più brillante e accecante, quella del sole del deserto e l'azzurro del cielo, panorama nel quale furono fotografati gli stessi Motörhead per la front cover dell'album.

Seguì così una tournée inglese, denominata "Ace Up Your Sleeve Tour", in compagnia dei Weapon, che si concluse in un main event seguito da 15.000 fan durante un festival estivo, svolto dal gruppo in compagnia di band come i Saxon e gli Angel Witch.

Nel 1981 il batterista Philty Animal Taylor ebbe un grave incidente al collo che lo rese incapace di suonare per quasi un anno. In tale periodo Lemmy e Eddie Clarke pubblicarono, insieme alle Girlschool, l'EP St. Valentine's Day Massacre, disco che incluse anche la famosa Please Don't Touch.

Copertina di No Sleep 'til Hammersmith.

La fama del gruppo, oltre che ai dischi in studio, divenne sempre più legata alle strabilianti esibizioni dal vivo che il trio offrì nei tour, organizzati ormai in tutto il mondo. Ed è proprio grazie a un live album che la band ottenne la definitiva consacrazione a livello mondiale. Nel 1981 uscì infatti No Sleep 'til Hammersmith, disco che debuttò alla posizione #1 delle classifiche inglesi. Il fragoroso disco (registrato nella Hammersmith Odeon di Londra durante il "The Short, Sharp, Pain In The Neck Tour") si può considerare uno dei più violenti album della storia del rock; ascoltandolo infatti si nota una band, nel suo periodo d'oro, che riarrangia i brani più classici della propria discografia in un modo spaventosamente martellante e attivo.

Nel 1982 i Motörhead diedero alle stampe Iron Fist, un nuovo capitolo di viscerale e potente rock & roll. Esso fu l'ultimo disco pubblicato con Eddie Clarke il quale, durante il tour successivo, lasciò i compagni a causa di "divergenze interne", venendo sostituito tempestivamente dall'ex Thin Lizzy Brian "Robbo" Robertson, che registrerà, appena inserito, il tanto discusso Another Perfect Day del 1983, uno degli album più melodici dell'intera storia della band (e per questo uno dei meno amati dai fan di vecchia data). Nel frattempo, Lemmy pubblicò, in coppia con Wendy O. Williams dei Plasmatics, un 45 giri intitolato Stand by Your Man e contenente l'omonima cover di Tammy Wynette.

[modifica] Nuova era

Nel 1983 Robbo lasciò il gruppo seguito, anche se temporaneamente, dal batterista Philty Animal Taylor, al cui posto venne ingaggiato, negli anni 1984-1987, Pete Gill, già nei Saxon.

Nel 1984 Lemmy svolse delle audizioni per cercare un nuovo chitarrista. La scelta cadde su due pretendenti (anche se Kilmister aveva inizialmente deciso di prenderne uno solo), Phil Campbell e Würzel. I Motörhead ritornarono così ad essere un quartetto, alimentato dal poderoso impatto sonoro dei due chitarristi.

La nuova formazione, composta quindi da Kilmister, Campbell, Burston e Gill, entrò in studio di registrazione e nel 1984 pubblicò il primo best of, intitolato No Remorse, contenente, oltre ai brani classici, anche quattro tracce inedite registrate con la nuova line-up, tra cui anche la leggendaria "Killed by Death", uscita come singolo e poi accompagnata da un videoclip. Il disco decretò anche la fine del rapporto con la Bronze. Il 10 giugno dello stesso anno la band suonò in Belgio all'"Heavy Sound Festival" in compagnia degli allora giovanissimi Metallica.

Nel 1985, per festeggiare i dieci anni di attività, in un concerto all'Hammersmith Odeon salirono sul palco tutti i vecchi componenti, convocati per suonare una versione di Motörhead all'unisono. Il concerto venne ripreso per poi essere pubblicato in VHS col titolo The Birthday Party (e poi come DVD nel 2003).

Il 1986 fu invece l'anno del celebre Orgasmatron, uscito per la nuova etichetta GWR e prodotto da Bill Laswell, che segnò il ritorno alla potenza e alla velocità degli esordi. Il suono prodotto fu reso però meno grezzo del passato. Il 1986 fu anche l'anno che coincise con la straordinaria e storica partecipazione al Monsters Of Rock del Circuito di Donington Park, una delle date più importanti della storia del gruppo.

Nel 1987 la band lavorò alla colonna sonora del film Mangia il ricco, pellicola nella quale Lemmy ebbe un piccolo ruolo. La notizia più importante fu tuttavia il ritorno del batterista Philty Animal Taylor al posto del dimissionario Pete Gill per il viscerale Rock 'n' Roll, che entrò alla posizione #43 nel Regno Unito.

L'anno successivo fu il momento di un altro live, Nö Sleep at All, considerato (anche per il titolo) il fratello minore di No Sleep 'til Hammersmith.

Nel 1989 i crescenti contrasti con la GWR portarono alla rottura definitiva del contratto. Nel frattempo Lemmy appariva, suonando il basso, nel nuovo disco di Nina Hagen.

[modifica] Gli anni '90

Copertina di 1916.

Finalmente nel 1990 il gruppo ebbe l'interessamento di una grande etichetta discografica, la WTG/Sony. Questo fu il primo contratto dei Motörhead per una major dopo ben quindici anni di carriera. Con tale casa il gruppo trovò per la prima volta anche una totale assenza di intrusioni da parte dell'etichetta nella scelta dell'orientamento musicale, fatto che diede ai Motörhead libera scelta di comporre. Intanto il gruppo, all'apice assoluto di popolarità, conquistò nel 1991 la nomination ai Grammy Awards nella categoria Best Metal Performance grazie all'ottimo album 1916, che fu supportato anche da un tour in compagnia di Alice Cooper e dei Judas Priest. L'album fu considerato da molti uno dei migliori lavori in assoluto della band, che in quel periodo stava vivendo una vera e propria seconda giovinezza.

La traccia che dà il nome all'album è un invito alla riflessione sui massacri della prima guerra mondiale. Essa è un'insolita (per lo stile del gruppo) ballata lenta e melodica, in cui la voce di Lemmy è accompagnata da percussioni e da una tastiera elettronica. Nel disco inoltre fu inserita anche l'ormai classica "R.A.M.O.N.E.S.", omaggio al famoso gruppo punk Ramones.

L'anno seguente fu il turno dell'opaco March ör Die, che segnò anche l'addio definitivo alla batteria da parte di Philty Animal Taylor, sostituito dallo svedese Mikkey Dee (ex King Diamond). Ci fu inoltre un altro tour con gli amici Saxon, denominato Bombers and Eagles in '92.

L'addio di Philty rimase per lungo tempo un mistero all'interno della storia della band che però, col passare del tempo, divenne più chiaro. Fu detto infatti che egli era stato licenziato dalla band per non aver imparato bene la parte batteristica della canzone "I Ain't No Nice Guy", dall'album March ör Die. Un'altra tesi sostenne che le prestazioni del batterista, che andava verso la quarantina d'età, fossero notevolmente diminuite, privato di quella velocità batteristica di un tempo e molto fondamentale per un gruppo come i Motörhead. Inoltre, i due chitarristi Phil Campbell e Würzel, che si erano a lungo lamentati con il leader Lemmy per le scarse prestazioni dietro le pelli di Taylor, provarono, in gran segreto, un altro batterista per il gruppo, quando ancora Philty era presente.[12] Esso rimase conosciuto come "Magpie" e si sa che era proveniente da band come i Medicine Hat e poi successivamente i The High Priest Of Hell.

Würzel, Dee, Kilmister e Campbell nel 1992.

Risolti i problemi di formazioni, nel 1993 anche la WTG/Sony scaricò la band che, per tutta risposta, autopubblicò l'eloquente Bastards, uscito per la label indipendente ZYX Music e per la prima volta fuori dalle classifiche inglesi. Il disco segnò una notevole maturazione di Lemmy nella scrittura dei testi, specialmente quando l'argomento si incentrava sui massacri della seconda guerra mondiale. L'autoproduzione però fu un fallimento in quanto la qualità di registrazione e la distribuzione del CD furono di basso livello.

Nel 1994 la band si esibì in un tour con i Black Sabbath e i Ramones. L'anno successivo, anno del ventesimo anniversario e del cinquantesimo compleanno di Lemmy, la band pubblicò il buon album Sacrifice, dopo aver firmato per l'etichetta CMC/SPV. Il disco fu considerato uno dei lavori migliori degli anni novanta della band e il videoclip dell'omonima canzone fu sicuramente il video più bello mai fatto dai Motörhead (almeno secondo la maggior parte dei fan). Il giorno successivo all'uscita dell'album però il chitarrista Würzel abbandonò, dopo dodici anni di permanenza e senza un preciso motivo, la band, per poi finire nei Disgust (in alcune interviste ha riferito che era ormai stanco della solita vita on the road). La formazione ritornò quindi ad essere un classico terzetto; questa line-up, formata da Lemmy, Phil Campbell e Mikkey Dee, rimase costante fino ai giorni attuali.

Intanto il 14 dicembre la band registrò a Los Angeles, insieme ai Metallica, un disco in occasione dei cinquant'anni di Lemmy. Esso fu intitolato The Lemmy's a.k.a. Metallica e venne rilasciato come bootleg, non venendo però considerato nella discografia ufficiale di nessuna delle due band.

I Motörhead ritornarono alla ribalta con nuovi dischi come Overnight Sensation che, sempre legato a suoni ruvidi e mai commerciali, confermò la statura dei Motörhead in termini di grinta e potenza, in grado di competere con le nuove generazioni del rock duro. Il disco conteneva anche la traccia "Love Can't Buy You Money", dove alcuni notarono la relazione narrata in essa con la storia dell'abbandono di Würzel.

Nella fine del decennio uscirono anche l'ottimo Snake Bite Love (1998) e il successivo live, Everything Louder Than Everyone Else (1999), riassunto di 5 lustri di carriera e registrato ad Amburgo nel 1998. Inoltre venne rieditata, con altre nuove canzoni, la raccolta non-ufficiale uscita già nel 1993 e intitolata All the Aces. A testimoniare l'importanza storica del gruppo, apparvero sul mercato anche due dischi tributo dedicati a Lemmy e compagni.

[modifica] Il nuovo millennio

Biglietto d'entrata per il concerto del 25esimo anniversario della Brixton Academy del 22 ottobre 2000.

L'inossidabile Lemmy, a inizio millennio, dotò i numerosi fan di un nuovo disco, We Are Motörhead, pubblicato nel 2000. Esso, anticipando una lunga serie di concerti nelle due Americhe e in Europa, contenne anche la nota cover dei Sex Pistols "God Save the Queen". Il 12 settembre dello stesso anno uscì anche la raccolta The Best of Motörhead, rilasciata per la Sanctuary Records. Per il 22 ottobre invece, venne organizzato uno show in occasione del venticinquesimo anniversario della nascita del gruppo, nel quale parteciparono, come ospiti speciali, anche alcuni importanti musicisti rock, tra i quali Brian May (Queen), l'ex-Motörhead "Fast" Eddie Clarke, Doro Pesch, Ace dei Skunk Anansie e molto altri, in un concerto svoltosi alla Brixton Academy di Londra. Il live è stato ripreso per poi venire pubblicato in DVD (25 & Alive Boneshaker) e in CD (Live at Brixton Academy), quest'ultimo solo tre anni dopo l'evento.

Nel 2002 fu invece la volta dell'album Hammered, a cui seguirà una serie di tour in tutto il mondo per promuoverlo. Nel 2003 verrà a mancare la madre di Phil Campbell, che quindi non parteciperà a tre date negli USA, venendo sostituio da Todd Youth alla chitarra. Il 7 ottobre è la volta invcece del box-set Stone Deaf Forever!.

Un anno doopo esce l'acclamato album Inferno, disco che riportò la band sull'onda del successo e che si rivelò essere uno degli album più heavy metal della storia del gruppo, proprio sulla scia di Sacrifice, presentando addirittura richiami al thrash metal grazie a canzoni come In the Name of Tragedy. Inoltre, l'album contiene anche una traccia acustica, poi accompagnata da un video, Whorehouse Blues, diventato ormai brano immancabile dal vivo dalla band.

I Motörhead a Roma il 23 giugno 2007

Nel 2005 la band celebrò il trentennale di attività con un concerto in Germania del dicembre 2004, ripreso e poi pubblicato nel dvd Stage Fright.

Sempre nello stesso anno, nel corso della 47esima edizione dei prestigiosi premi statunitensi Grammy Award, i Motörhead guadagnarono, dopo le numerose nomination passate, il loro primo Grammy per la categoria Best Metal Performance, grazie alla cover dei Metallica "Whiplash".[13]

Inoltre, il 10 dicembre 2005 a Perth, in Australia, insieme ai Mötley Crüe suonarono Anarchy in the UK, famosa canzone dei Sex Pistols.

Il 3 giugno 2006, la band si esibì all'unico concerto italiano dell'anno, durante l'edizione del festival Gods of Metal.

Nell'agosto 2006 è stato rilasciato l'album Kiss of Death, e il video della canzone "Be My Baby" è stato messo on-line.

Dopo il rilascio di tale disco, il gruppo è partito subito per un tour europeo che ha registrato una serie incredibile di concerti "sold out".

Inoltre la band ha deciso di sponsorizzare una squadra di calcio inglese, il Greenbank di Lincoln, composta da bambini under-11, squadra che è attualmente al secondo posto della classifica del loro torneo. La squadra scende quotidianamente in campo sulle note della canzone Ace of Spades e ha, impresso sulla maglietta, il famoso logo del gruppo, lo Snaggletooth. [14]

Il 20 giugno i Motörhead si sono esibiti allo Stadio Olimpico di Roma di supporto agli Iron Maiden.

Il 16 luglio dello stesso anno è stato pubblicato un nuovo disco dal vivo, intitolato Better Motörhead Than Dead - Live at Hammersmith. L'album, celebra in due cd il trentesimo anniversario del gruppo, registrato nel giugno del 2005 all'Hammesmith Odeon di Londra.[15]

Verso la fine dell'anno viene ripubblicato Stage Fright, nel nuovo formato HD DVD, divenendo così il primo HD DVD musicale del mondo.[16]

Il 21 settembre, Joe Petagno, disegnatore e autore insieme a Lemmy del simbolo della band, lo Snaggletooth, ha pubblicato un comunicato in cui rifiuta di cedere al management del gruppo i diritti sull'uso dello stesso simbolo e che non lo disegnerà più. Questo rapporto di amicizia e di lavoro è stato interrotto dopo quasi trent'anni di collaborazione.

[modifica] Eventi recenti

Nel 2008 viene pubblicato un nuovo album, Motörizer, dal quale è stato estratto il video della canzone "Rock Out". La copertina del disco, non contiene (per la terza volta nella storia della band) lo Snaggletooth. Nell'agosto dello stesso anno la band ha partecipato al Metal Masters Tour, assieme a Judas Priest, Heaven & Hell e Testament.

Nel mese di luglio 2009 invece il gruppo è ritornato in Italia per tre date da "headliner show" a Roma, Firenze e Piazzola sul Brenta (Padova) grazie all'enorme successo che ha ottenuto il loro ultimo album. In questo mini-tour la band è stata affiancata da Merendine Atomiche ed Extrema ed inoltre

Ad agosto Mikkey Dee ha partecipato al reality show inglese Kandisdjungeln venendo quindi sostituito nelle ultime date del tour americano da Matt Sorum, già nei Guns n' Roses e nei Velvet Revolver.

È atteso invece per l'inizio del 2010 l'uscita del nuovo album.

Il gruppo sarà presente al Gods Of Metal 2010 il 27 Giugno come headliners.

[modifica] Sostenitori

[modifica] Motörheadbangers

Nel 1979 in Gran Bretagna, durante il tour di Bomber, la band fa la conoscenza dello scrittore Alan Burridge, il quale stava appena producendo il primo "Motörhead Magazine". Nello stesso periodo, grazie a Helen Taylor (sorella del batterista Phil "Philty Animal" Taylor), nacque Motörheadbangers, il fan club ufficiale della band. Allora, Burridge e Helen cominciarono a lavorare insieme pubblicando il primo numero della fanzine nel gennaio 1980. Dal 1983 però, Helen Taylor abbandonerà il progetto lasciando il tutto nelle mani di Alan, che lo continua tuttora. Motörheadbangers viene pubblicato tre volte l'anno e ad oggi conta 3.000 iscritti. [17]

Recentemente, nel luglio 2007, è morto nella sua abitazione a Leeds (Inghilterra) Paul Hadwen, disegnatore che aveva lavorato con Chris Harris sui primi numeri della fanzine (al periodo della direzione di Helen Taylor) e che aveva inoltre fatto la striscia comica contenuta nell'album Another Perfect Day. Gli Homicide Instinct hanno scelto Lemmy come uno dei principali idoli di adorazione e di ispirazione. Inoltre i testi e alcune song del quintetto italiano assomigliano molto per tematiche e filosofia di vita in esse espresse a vari pezzi dei Motorhead.

[modifica] World Wrestling Entertainment

Triple H

I Motörhead, oltre che nell'ambiente musicale, sono molto noti anche fra i fan della World Wrestling Entertainment: hanno infatti inciso la "theme song" (musica d'ingresso) del wrestler Triple H, grande amico di Lemmy. Nel Natale del 2001 il gruppo incise "The Game", sigla che oggi è tra le più apprezzate del wrestling internazionale e che ha contribuito a far conoscere ancora di più la band. Oltre ad averla registrata, Lemmy e compagni l'hanno anche eseguita due volte dal vivo, nelle edizioni 17 e 21 del pay-per-view WrestleMania. Questa canzone è stata rilasciata come bonus track nell'album Hammered ed anche nel disco WWF The Music, Vol. 5.

Inoltre, hanno registrato anche "Line in the Sand", theme song della defunta stable di Triple H chiamata Evolution, di cui facevano parte, oltre allo stesso HHH anche Ric Flair, Batista e Randy Orton. Questa canzone è stata rilasciata nell'album WWE ThemeAddict: The Music, Vol. 6. Inoltre,la canzone "Rock Out" è stata usata come musica di presentazione per il Pay-per-view Unforgiven 2008

Recentemente, hanno registrato anche "King of Kings", la nuova musica d'entrata di Triple H, che ha debuttato in occasione della ventiduesima edizione del pay-per-view WrestleMania. È stata rilasciata nell'album WWE Wreckless Intent nel 2006.

Triple H ha dichiarato che è stato, è, e sarà sempre un fan dei Motörhead, ed infatti mette in mostra una barba simile a Lemmy; inoltre è apparso per fare gli auguri alla band nel secondo disco del recente DVD Stage Fright.

[modifica] Logo ed immagine

Il logo del gruppo è solitamente scritto in un carattere minuscolo ed in uno stile gotico. L'umlaut sulla seconda lettera "O" deriva probabilmente dall'umlaut dell'heavy metal, e non altera comunque la pronuncia del nome del gruppo, che va quindi letto semplicemente come se fosse presente una "O" normale.

[modifica] Snaggletooth

Snaggletooth sulla raccolta No Remorse.

Lo Snaggletooth (conosciuto anche come Snaggletooth B. Motörhead e Warpig) è la mascotte ufficiale dei Motörhead. È stato creato graficamente dall'artista Joe Petagno (da un'idea di Lemmy) ed è apparso per la prima volta nel 1977 nell'album Motörhead. Inoltre, il dente tagliato dello Snaggletooth rispecchia proprio il dente rotto di Kilmister.

Petagno ha creato quest'immagine che è un misto tra un cinghiale, un cane feroce, un gorilla e che come risultato ha dato vita a questa figura che risulta un ibrido cane-gorilla con i denti sporgenti di un cinghiale. Successivamente sono stati aggiunti (su consiglio di Lemmy) l'elmetto e la catena. [18]

Petagno, nel corso degli anni ha creato anche delle variazioni dello Snaggletooth, come possiamo vedere per esempio negli album Overkill, Another Perfect Day e Orgasmatron.

Inoltre, nell'album best of No Remorse è presente una canzone dal titolo "Snaggletooth", recentemente rimessa nelle scalette dei concerti del gruppo.

Nel manga fantasy Bastard!, pesantemente influenzato da citazioni metal, l'autore prende in prestito il grugno dello Snaggletooth usandolo come testa di una serie di golem animati dal protagonista, lo stregone Dark Schneider.

Molto recentemente, il 21 settembre 2007, il "teschio è morto". Infatti, Joe Petagno, disegnatore e autore insieme a Lemmy di questo simbolo, ha pubblicato un comunicato in cui si dice che rifiuta di cedere al management del gruppo i diritti sull'uso dello stesso simbolo e che non ne disegnerà più.

Questo lungo rapporto di amicizia e di lavoro è stato interrotto dopo quasi trent'anni di collaborazione e quello apparso nell'album Kiss of Death rimane l'ultima pubblicazione dello Snaggletooth.

[modifica] Produzioni sceniche

I Motörhead hanno avuto nel corso della loro carriera, in modo particolare negli anni ottanta, alcuni famose produzione sceniche, come per esempio alcuni dispositivi luminosi, che usarono dal vivo durante i concerti.

Il noto Bombardiere (Bomber) venne ideato nel 1979 dal loro manager d'epoca Douglas Smith. Si trattava della replica di un bombardiere tedesco della seconda guerra mondiale, costruita con pesanti tubi di alluminio, per una superficie di più di 200 metri quadrati. Era in grado di "volare" in ben quattro direzioni, avanti, indietro, destra e sinistra, e all'epoca, era il primo impianto di illuminazione capace di fare tanto. Era un dispositivo impressionante, anche se di per sé molto pesante, difatti venne usato in molti tour svolti del gruppo, eccetto che negli Stati Uniti, perché era troppo grande per i locali in cui la band suonò. Questo primo e originale bombardiere venne però rubato da alcuni zingari, entrati una notte all'interno del magazzino in cui era tenuto, e asportandone diverse parti, che usarono molto probabilmente come pezzi di ricambio.
Alcuni anni dopo venne costruito un secondo Bomber, che debuttò in un concerto il 7 maggio 1984 all'Hammersmith Odeon di Londra. In questa riproduzione venne però in seguito scoperta una spaccatura nel metallo che si trovava sul retro dell'ala, dimostrando che l'apparecchio sarebbe potuto cadere in un qualsiasi momento.
Il Bomber tornò poi di scena verso l'inizio del nuovo millennio. Il gruppo lo usò nuovamente per esempio nello show del venticinquesimo anniversario, come si può anche vedere dal DVD 25 & Alive Boneshaker del 2001.[19]

L'Asso di Picche fu invece una non molto fortunata produzione scenica. Anch'essa venne ideata da Douglas Smith, dopo l'uscita dell'album Ace of Spades, nel 1980, ed era formato da delle tubazioni luminose che formavano appunto un gigantesco asso di picche. Come già detto però, era molto fragile e non durò molto a lungo.[20]

Il Pugno di Ferro, è stata un'altra sfortunata produzione scenica prodotta sempre da Douglas Smith, in seguito all'album Iron Fist. Praticamente, la prima sera di messa in atto, i tendoni si aprirono rivelando una scena vuota, la band era sul soffitto, insieme al palco e tutta l'attrezzatura. Poi, appena partiva la musica, il gruppo scendeva, in mezzo a nubi di fumo e luci colorate, e intanto, si spalancava un pugno enorme, rivelando dei faretti sulle punte dei polpastrelli. La prima sera il pugno non funzionò correttamente, lasciando il gruppo per più di mezz'ora a mezz'aria, ma nelle successive due funzionò molto bene. Tuttavia, ritornò inspiegabilmente al negozio dove era stato preso e non fece altre apparizioni. Una dimostrazione di esso si ha nel video della canzone Iron Fist.[21]

Il Treno Orgasmatron è stata la quarta e ultima produzione scenica di Douglas. La batteria si trovava nella parte anteriore del treno e usciva su rotaia nel bel mezzo della scena, ma, per motivi tecnici, non funzionò mai. Comunque sia, quel treno accompagnò il gruppo durante il tour di Orgasmatron in giro per tutta l'Europa, nel 1986.[22]

[modifica] Critiche e ostilità

[modifica] Le polemiche

La croce di ferro

Nel corso della loro carriera i Motörhead, (in modo particolare Lemmy) sono stati a volte accusati di propaganda nazista. Nel loro esordio, il 20 luglio 1975, usarono per esempio come sigla di apertura e chiusura una registrazione tedesca con rumore di gente in marcia e una folla che gridava "Sieg Heil!", provocando degli effetti molto poderosi e teatrali per il periodo. Inoltre, la mascotte della band (lo Snaggletooth) è caratterizzata, perlopiù, da una croce di ferro; che è tra l'altro uno degli oggetti che Lemmy porta spesso al collo, ma anche uno dei simboli del wrestler Triple H.

Lemmy dal canto suo, ha sempre ammesso di avere una maestosa collezione di oggetti della seconda guerra mondiale, in modo particolare opere naziste. Il suo pezzo più pregiato è un pugnale Damascus della forza aerea tedesca Luftwaffe, valutato da un esperto almeno 10.000 dollari. Nonostante tutto però, in passato ha dichiarato da sempre di essere tutt'altro che razzista, bensì anarchico:

« Sono nato nel '45, l'anno in cui la guerra finì. Per me non è storia antica, e non vedo le cose come "i buoni americani ed inglesi" e "i cattivi tedeschi". Comunque Hermann Goering è l'unico che ammiro. Il suo suicidio a Norimberga fu fantastico. Hitler invece era un bastardo. Odio il razzismo, colleziono cimeli solo perché mi piacciono, ma non credo in queste cose... e penso che la gente cattiva (ad esempio i nazisti) produca sempre gli oggetti migliori »
(La sottile linea bianca)

[modifica] Motörhead e W.A.S.P.

Blackie Lawless, leader degli W.A.S.P.

Nel 1997 i Motörhead condivisero per un'importante tournée mondiale con l'affermata band hard rock/heavy metal W.A.S.P.. Questo tour, più che per la qualità musicale espressa, rimase famoso per il violento contrasto che nacque tra i due gruppi, conclusosi addirittura con una rissa, che stupì il mondo della musica.

Motörhead e W.A.S.P. si erano accordati prima di iniziare il tour per alternarsi il ruolo di headliners durante le tappe del tour. Gli W.A.S.P. però non avevano del tutto accettato questa divisione e iniziarono ad ostacolare i compagni di tour per appropriarsi del titolo di headliner. In un primo momento gli W.A.S.P. cercarono di discutere verbalmente di questo fatto con gli stessi Motörhead, che però non accettarono di lasciare il ruolo di headliner in mano solo alla band shock metal. Così, non dandosi per vinti, Lawless e compagni sabotarono il sistema di amplificazione della "band rivale", sperando che il gruppo subisse un ritardo di organizzazione tale da assicurargli lo spazio musicale dell'intero show. Non ottenuto nuovamente nessun risultato, la band continuò ad infastidire i Motörhead spargendo nei loro camerini piume di gallina e altre sorprese, rendendo di fatto la vita on tour della band hard rock insopportabile. Il gruppo però sorvolò nuovamente l'accaduto e proseguì la tournée.

Il fatto peggiore dell'intera rivalità avvenne dopo un concerto a Cincinnati quando Blackie Lawless attese il frontman dei Motörhead Lemmy Kilmister giù dal palco e lo colpì più volte con violenti pugni; il musicista inglese non reagì a nessuna delle percosse e corse in ritirata verso i suoi roadie. Dopo l'accaduto, i Motörhead decisero definitivamente di annullare tutte le ultime date del tour, nonostante la volontà di Blackie e compagni di proseguire da soli, soddisfatti delle loro malefatte.[23]

Il comunicato ufficiale degli W.A.S.P. nascose i fatti accaduti giustificando l'abbandono dei Motörhead per motivi di soldi. Infatti secondo questa versione gli incassi del tour, che sarebbero stati da spartire tra W.A.S.P. e Motörhead, non erano così elevati da soddisfare entrambe le band, e quindi questi ultimi, avendo calcolato circa 40.000 dollari di perdita a fine tour, decisero di concludere il viaggio promozionale anzitempo.

[modifica] Formazione

[modifica] Attuale

[modifica] Ex-componenti

[modifica] Discografia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Discografia dei Motörhead.

[modifica] Album

Data Titolo Etichetta Note
24 settembre 1977 Motörhead Chiswick Records registrato in due giorni
24 marzo 1979 Overkill Bronze Records
27 ottobre 1979 Bomber Bronze Records
dicembre 1979 On Parole United Artists non ufficiale
8 novembre 1980 Ace of Spades Bronze Records
27 giugno 1981 No Sleep 'til Hammersmith Bronze Records live
17 aprile 1982 Iron Fist Bronze Records
4 giugno 1983 Another Perfect Day Bronze Records
15 settembre 1984 No Remorse Bronze Records raccolta
9 agosto 1986 Orgasmatron GWR Records
5 settembre 1987 Rock 'n' Roll GWR Records
15 ottobre 1988 Nö Sleep at All GWR Records live
2 febbraio 1991 1916 Epic Records
14 agosto 1992 March ör Die Epic Records
29 novembre 1993 Bastards ZYX Music autoprodotto
1995 Sacrifice CMC International Records
15 ottobre 1996 Overnight Sensation CMC International Records
10 marzo 1998 Snake Bite Love CMC International Records
23 marzo 1999 Everything Louder Than Everyone Else CMC International Records live
16 maggio 2000 We Are Motörhead CMC International Records
28 agosto 2000 The Best of Motörhead CMC International Records/Metal-Is raccolta
9 aprile 2002 Hammered Castle
9 dicembre 2003 Live at Brixton Academy SPV live
22 luglio 2004 Inferno SPV
20 settembre 2005 BBC Live & In-Session Sanctuary Records live
29 agosto 2006 Kiss of Death SPV
16 luglio 2007 Better Motörhead Than Dead - Live at Hammersmith SPV live
1 settembre 2008 Motörizer SPV

[modifica] Video musicali

[modifica] Premi e riconoscimenti

  • 1 Mojo Hero Award
  • 1 Grammy Award
  • 2 candidature ai Grammy Award
  • Votati "Miglior Peggiore Band del Mondo" nel 1975 dal magazine inglese Sounds[24]
  • Band of the Year 1980, nella classifica gestita dal magazine Sounds[25]
  • Premiati con l'ingresso nella "Rock Walk of Fame", il 1º settembre 2003[26]
  • posizione #8 nella classifica speciale "Greatest Metal Bands" gestita da MTV[27]
  • posizione #26 nella classifica speciale "100 Greatest Artists of Hard Rock", gestita dalla rete televisiva VH1 [28]
  • L'album Overkill è stato inserito tra "i 50 album più pesanti e rumorosi di tutti i tempi" nella classifica speciale gestita da Q Magazine e chiamata "Q 50 Heaviest Albums of all Time"[29]
  • L'album Ace of Spades è stato inserito nella posizione #10 della classifica speciale stilata da IGN e riguardante i "25 migliori album metal di sempre"[30]
  • Sempre Ace of Spades, è stato invece inserito nella posizione #37 di un'altra classifica speciale (stilata dal sito brittanico Metal-Rules) e riguardante i "100 migliori album heavy metal di tutti i tempi".[31]
  • La canzone Ace of Spades è stata inserita nella posizione #10 della classifica speciale della rete televisiva VH1 "40 Greatest Metal Songs"[32]
  • Il penultimo album Kiss of Death è stato inserito nella posizione #8 della classifica speciale stilata dal magazine canadese Brave Words & Bloody Knuckles e riguardante "I migliori 66 album metal del 2006"[33]
  • Sempre Kiss of Death, è stato invece inserito nella posizione #23 di un'altra classifica speciale (stilata dalla rivista brittanica Metal Hammer) e riguardante anch'essa i migliori album metal dell'anno appena trascorso.[34]
  • Il cantante e bassista Lemmy Kilmister, è stato inserito nella posizione #48 della classifica speciale redatta dal giornale specializzato Hit Parader e riguardante i "100 migliori cantanti dell'heavy metal".[35]
  • L'ex chitarrista della band, "Fast" Eddie Clarke, è stato inserito nella posizione #43 della classifica speciale stilata dal giornale di settore Guitar World e riguardante i "100 migliori chitarristi metal".[36]

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ a b c allmusic.com - Motörhead
  2. ^ nolifetilmetal.com - Motörhead
  3. ^ a b metal-archives.com - Motörhead
  4. ^ rockdetector.com - Motörhead
  5. ^ storiadellamusica.it - Recensione "Bomber"
  6. ^ themetalbox.it - Recensione "Motörizer"
  7. ^ rockline.it - Recensione "Motörizer"
  8. ^ Bio della band su godsofmetal.it
  9. ^ Bio della band su mtv.it
  10. ^ Lemmy & Garza, Janiss La sottile linea bianca (2002) — Baldini Castoldi Dalai Editore, pag. 105
  11. ^ Motörhead - La furia incendiaria del metallo Scheda critica su Onda Rock
  12. ^ Magpie interview, February 2005 motorhead.it, febbraio 2005
  13. ^ Grammy.com
  14. ^ BBC News - Rockers to sponsor under-10 team
  15. ^ 'Better Motörhead Than Dead' Double Live Album Due Next Month - June 17, 2007
  16. ^ Motörhead Stage Fright HD DVD
  17. ^ Alan Burridge Sito ufficiale dei Motörhead
  18. ^ About Joe Petagno – intervista tratta dal bonus DVD dell'album Inferno, uscito in occasione del trentennale della band
  19. ^ Lemmy & Garza, Janiss La sottile linea bianca (2002) — Baldini Castoldi Dalai Editore, pag. 139, 183, 184
  20. ^ Lemmy & Garza, Janiss La sottile linea bianca (2002) — Baldini Castoldi Dalai Editore, pag. 147
  21. ^ Lemmy & Garza, Janiss La sottile linea bianca (2002) — Baldini Castoldi Dalai Editore, pag. 162-163
  22. ^ Lemmy & Garza, Janiss La sottile linea bianca (2002) — Baldini Castoldi Dalai Editore, pag. 202
  23. ^ Intervista con Blackie Lawless, 20 maggio 2001
  24. ^ Lemmy & Garza, Janiss La sottile linea bianca (2002) — Baldini Castoldi Dalai Editore, pag. 107
  25. ^ TrueMetal.it - Motorhead (1981)
  26. ^ Rockwalk.com
  27. ^ Greatest Metal Bands, MTV, 14 luglio 2006
  28. ^ 100 Greatest Artists of Hard Rock (40-21), VH1, 14 luglio 2006
  29. ^ Q 50 Heaviest Albums of all Time Q Magazine, luglio 2001
  30. ^ Top 25 Metal Albums, IGM
  31. ^ The Top 100 Heavy Metal Albums, Metal-Rules.com, settembre 2003
  32. ^ 40 Greatest Metal Songs, VH1, - 4 maggio 2006
  33. ^ Brave Words & Bloody Knuckles; Brave Picks 2006
  34. ^ Metal Hammer, 2006 critics' poll
  35. ^ Heavy Metal's Top 100 Vocalists Hit Parader, dicembre 2006
  36. ^ Ecco a voi i 100 migliori chitarristi metal, Guitar World, gennaio 2007

[modifica] Bibliografia

  • Alan Burridge Motörhead Babylon Books, 1981
  • Motörhead Japan Tour '82 Giappone, 1982
  • Motörhead Another Perfect Tour, 1983
  • Alan Burridge Record Collector, 1991
  • Alan Burridge Record Collector, 1993
  • Alan Burridge The Illustrated Collector's Guide To Motörhead Collector's Guide Publishing, Canada, 1994
  • Alan Burridge Motörheadbangers Diary Of The Fans Volume 1, 2002
  • Lemmy Kilmister & Janiss Garza, White Line Fever, New York, Simon & Schuster, 2002 - ISBN 0-684-85868-1
    • Tradotto in italiano con titolo La Sottile Linea Bianca, Milano, Baldini Castoldi Dalai Editore, 2004
  • Harry Shaw Lemmy: In His Own Words, Londra, Omnibus Press, 2002
  • Joe Petagno Orgasmatron, The Heavy Metal Art of Joe Petagno, 2004

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

  • Metal Portale Metal: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Metal
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