Italia

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Italia
Italia - Bandiera
Italia - Stemma
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Location Italy EU Europe.png

Generalità
Nome completo:
Nome ufficiale: Repubblica italiana
Lingue ufficiali: italiano (bilinguismo con altre lingue a livello regionale o locale)
Altre lingue: varie, vedi lista
Capitale: Roma  (2.736.380 ab. / 31/10/2009[1])
Politica
Forma di governo: Repubblica parlamentare
Presidente della Repubblica: Giorgio Napolitano
Presidente del Consiglio: Silvio Berlusconi
Proclamazione: Unificazione: 17 marzo 1861[2]

Repubblica: 2 giugno 1946

Ingresso nell'ONU: 14 dicembre 1955
Ingresso nell'UE: 25 marzo 1957
(membro fondatore)
Superficie
Totale: 301.338 km²  (69º)
 % delle acque: 2,4 %
Popolazione
Totale (31/10/2009 [3]): 60.303.800 ab.  (23º)
Densità: 200,12 ab./km²  (39º)
Geografia
Continente: Europa
Fuso orario: UTC+1 (CET)
UTC+2 (CEST) in estate
Economia
Valuta: Euro[4]
PIL (PPA)  (2008): 1.814.557 milioni di $  (10º)
PIL procapite (PPA)  (2008): 30.581 $  (28º)
ISU  (2007): 0,951 (molto alto)  (18º)
Energia: 0,63 kWh  kW/ab.
Varie
TLD: .it, .eu
Prefisso tel.: +39[5]
Sigla autom.: I
Inno nazionale: Il Canto degli Italiani
noto anche come
Inno di Mameli o Fratelli d'Italia.
Festa nazionale: 2 giugno

Map of Italy-it.svg

  1. ^ Dati Statistiche demografiche ISTAT
  2. ^ Data di proclamazione del Regno d'Italia da parte del neoeletto Parlamento italiano.
  3. ^ Dati Statistiche demografiche ISTAT
  4. ^ Eccetto il Comune di Campione d'Italia che adotta il franco svizzero.
  5. ^ Eccetto il Comune di Campione d'Italia raggiungibile tramite il prefisso +41.
« il bel paese ch'Appennin parte e 'l mar circonda e l'Alpe »

L'Italia (ascolta[?·info]), ufficialmente Repubblica italiana,[1] è uno Stato (301.338 km², 60.303.800 abitanti al 31 ottobre 2009) dell'Europa meridionale il cui territorio coincide in gran parte con l'omonima regione geografica.

Chiamata anche con le antonomasie di "lo Stivale" per la sua forma a stivale e "Belpaese" in ragione del suo clima e delle sue bellezze naturali ed artistiche,[2] geograficamente l'Italia è costituita da tre parti: una continentale, delineata a nord dalle Alpi e a sud dalla linea convenzionale che congiunge La Spezia con Rimini, una peninsulare, che si allunga nel Mediterraneo in direzione nord ovest - sud est, ed una insulare, che comprende le due maggiori isole del Mediterraneo, la Sardegna e la Sicilia presso la quale, in corrispondenza dell'isola di Pantelleria, si ha la minima distanza dall'Africa, distante circa 70 chilometri.[3] I confini territoriali si estendono complessivamente per 1.800 chilometri, mentre lo sviluppo costiero raggiunge i 7.500 chilometri.[4]

Confina ad ovest con la Francia, a nord con la Svizzera e l'Austria e ad est con la Slovenia. I microstati San Marino e Città del Vaticano sono enclavi interamente comprese nel suo territorio, mentre il comune di Campione d'Italia costituisce una exclave situata nella regione italofona del Canton Ticino in Svizzera.

L'Italia è una repubblica parlamentare; l'attuale presidente della Repubblica è Giorgio Napolitano e il presidente del Consiglio è Silvio Berlusconi. La lingua ufficiale è l'italiano. La Costituzione prevede anche il bilinguismo con altre lingue in alcune province e tutela alcune minoranze linguistiche presenti nel territorio nazionale.

Dal 1871 la capitale è la città di Roma, "erede" di Firenze, sede (per cinque anni) degli organi statutari che sostituì Torino nel 1865; durante la seconda guerra mondiale, per alcuni mesi (settembre 1943-febbraio 1944) la capitale fu trasferita a Brindisi e, successivamente, a Salerno.

Lo Stato indipendente ed unitario, nato nel 1861 come Regno d'Italia sotto la dinastia di casa Savoia, aveva un'estensione territoriale che non comprendeva ancora Roma e gran parte dell'attuale Lazio, che formavano lo Stato Pontificio (incorporato il 20 settembre 1870), il Veneto e il Friuli che erano parte dell'Impero d'Austria (acquisiti nel 1866), la Venezia Giulia ed il Trentino-Alto Adige anch'essi sotto dominio asburgico (annessi a seguito della prima guerra mondiale); ha assunto l'attuale forma repubblicana il 18 giugno 1946 a seguito del risultato del referendum del 2 giugno indetto per stabilire la forma istituzionale dello Stato dopo la fine della seconda guerra mondiale. Successivamente, l'Assemblea costituente eletta lo stesso giorno del referendum elaborò la Costituzione che, entrata in vigore il 1º gennaio 1948, dà alla Repubblica un carattere parlamentare.

Avendo sottoscritto nel 1951 il Trattato di Parigi che istituiva la Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA), l'Italia è uno dei sei membri fondatori dell'Unione europea ed ha partecipato a tutti i principali trattati di unificazione europea, compreso l'ingresso nell'area dell'Euro nel 1999. Inoltre è membro fondatore della NATO, del Consiglio d'Europa, dell'OCSE, aderisce all'ONU, all'Unione Europea Occidentale e fa parte del G7 e del G8.

Indice

Storia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Storia d'Italia.
Le origini del nome
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Etimologia del nome Italia.

Il significato del toponimo “Italia” è tuttora controverso ed è stato oggetto di ricostruzioni non soltanto da parte di linguisti ma anche di storici, tradizionalmente attenti alla questione; non sempre, tuttavia, ci si trova di fronte ad etimologie in senso stretto bensì ad ipotesi che poggiano su considerazioni estranee alla ricostruzione specificatamente linguistica del nome, e che con il tempo hanno formato un ricco corpus di soluzioni[5] tra le quali sono numerose quelle che si riferiscono a tradizioni non dimostrate (come ad esempio l'esistenza di un re di nome Italo) o comunque fortemente problematiche (come ad esempio la connessione del nome con la vite). Quel che è solitamente giudicato come sicuro è che il nome inizialmente indicasse solo la parte posta nell'estremo meridione della Penisola, ma anche su questo punto si registrano posizioni discordi.

Preistoria

Il popolamento del territorio italiano risale alla preistoria, epoca di cui sono state ritrovate importanti testimonianze archeologiche. L'Italia è stata abitata almeno a partire dal periodo Paleolitico. Tra i più interessanti siti archeologici italiani risalenti a questo periodo si ricorda quello di Monte Poggiolo, presso Forlì e la Grotta dell'Addaura, presso Palermo.[6]

Prime popolazioni

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Popoli dell'Italia antica.

Le informazioni sugli abitanti della penisola in epoca preromana sono, in taluni casi, incomplete e soggette a revisione continua. Popolazioni di ceppo indoeuropeo, trasferitesi in Italia dall'Europa Orientale e Centrale in varie ondate migratorie (veneti, umbro-sabelli, latini, ecc.), si sovrapposero ad etnie pre-indoeuropee già presenti nell'attuale territorio italiano, o assorbendole, oppure stabilendo una forma di convivenza pacifica con esse. In Italia settentrionale, accanto ai Celti (comunemente chiamati Galli), vi erano i Liguri (originariamente non indoeuropei poi fusisi con i Celti) stanziati in Liguria e parte del Piemonte mentre nell'Italia nord-orientale vivevano i Paleoveneti di probabile origine illirica o, secondo alcune fonti, provenienti dall'Asia Minore.[7]

Espansione della civiltà etrusca nel corso dei secoli

Nell'Italia più propriamente peninsulare, accanto agli Etruschi, convivevano tutta una serie di popoli, in massima parte di origine indoeuropea, fra cui: Umbri in Umbria; Latini, Sabini, Falisci, Volsci ed Equi nel Lazio; Piceni nelle Marche ed in Abruzzo Settentrionale; Sanniti nell'Abruzzo Meridionale, Molise e Campania; Apuli e Messapi in Puglia; Lucani e Bruttii nell'estremo Sud; Siculi, Elimi e Sicani (non indoeuropei, probabilmente autoctoni) in Sicilia. La Sardegna era abitata, fin dal II millennio a.C., dai Sardi, risultato, forse, di un connubio tra le preesistenti popolazioni megalitiche presenti nell'Isola ed il misterioso popolo dei Shardana.[7][8]

La Magna Graecia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Magna Grecia.

Tra l'VIII ed il VII secolo a.C., coloni provenienti dalla Grecia cominciarono a stabilirsi sulle coste del sud Italia e della Sicilia. Le prime componenti stabilitesi in Italia furono quelle ioniche e quelle peloponnesiache: gli Eubei e i Rodii fondarono Cuma, Reggio Calabria, Napoli, Naxos e Messina, i Corinzi Siracusa (i quali a loro volta fonderanno la città di Ankon, l'odierna Ancona), i Megaresi Leontinoi, gli Spartani Taranto, mentre i coloni provenienti dall'Acaia fondarono Sibari e Crotone. Oltre a quelle sopra menzionate, altre importanti furono Metaponto, fondata anch'essa da coloni Achei, Heraclea e Locri Epizefiri.

L'importanza della colonizzazione greca per i popoli italici è dovuta al fatto che essi vennero così a contatto con forme di governo democratiche caratterizzate da forti responsabilizzazioni del cittadino, e con espressioni artistiche e culturali elevate.[9]

L'età romana

La regione geografica italiana fu unita politicamente per la prima volta in epoca romana con la Repubblica romana (509-27 a.C.), ma il carattere imperiale delle conquiste effettuate nei secoli seguenti da Roma e dai socii italici finì per snaturare il carattere nazionale che la regione geografica italiana stava acquisendo sul finire del I secolo a.C.[10]

Giunta all'apice dello sviluppo politico, economico e sociale, Roma con il suo impero è considerata una tappa importantissima della storia, con un'irripetibile organizzazione socio-politica e per l'importanza del segno lasciato nella storia dell'umanità. In tutti i territori sui quali estesero i propri confini i romani costruirono città, strade, ponti, acquedotti, fortificazioni, esportando ovunque il loro modello di civiltà e al contempo assimilando le popolazioni e civiltà assoggettate, in un processo così profondo che per secoli, ancora dopo la fine dell'impero, queste genti continuarono a definirsi romane. La civiltà nata sulle rive del Tevere, cresciuta e diffusasi in epoca repubblicana ed infine sviluppatasi pienamente in età imperiale, è alla base dell'attuale civiltà occidentale.

L'unione politica della regione geografica italiana realizzatasi in epoca romana termina nel 476 d.C con la fine dell'Impero romano d'Occidente (anno in cui per convenzione viene anche fatta terminare l'Antichità e iniziare il Medioevo). Nel 476 il re degli Eruli, Odoacre, ultimo di una lunga schiera di condottieri germanici che nel periodo di decadenza dell'Impero romano d'Occidente avevano condotto le proprie orde in territorio italico, depone infatti l'ultimo imperatore d'occidente, Romolo Augusto.[11]

Il Medioevo

Il palazzo di Teodorico il Grande a Ravenna in un mosaico

A partire dal 493, con il Regno ostrogoto, si realizza di nuovo l'unità politica della penisola italiana. Il Regno ostrogoto sarà la prima di tante occasioni mancate nel Medioevo per affermare anche nella regione geografica italiana un processo di formazione della coscienza nazionale come già era avvenuto in altri Paesi europei. A partire dal 535, e fino al 553, la penisola italiana è infatti teatro della guerra gotica che vede l'imperatore d'Oriente Giustiniano I deciso a riconquistare il Regno ostrogoto, il cui territorio nel secolo precedente era stato dell'Impero romano d'Occidente. La conquista della penisola italiana da parte di Giustiniano I sarà completata solo nel 553 con la sconfitta definitiva degli Ostrogoti e l'annessione di tutto il territorio del Regno ostrogoto all'Impero romano d'Oriente. Il conflitto, protrattosi per quasi un ventennio, devasta l'intera penisola italiana, tanto da portarla a una grave crisi demografica, economica, politica e sociale.[12]

La Corona Ferrea del Regno d'Italia durante il Medioevo, attualmente custodita nel duomo di Monza

A partire dal 553 la penisola italiana, dunque, si trova di nuovo unita politicamente sotto l'Impero romano d'Oriente, ma anche quest'unione politica è destinata a durare poco. Gli anni della dominazione dell'Impero romano d'Oriente sono funestati, oltre che da un aggravamento delle condizioni di vita dei contadini a causa della forte pressione fiscale, anche da una terribile pestilenza che spopola ulteriormente la penisola italiana tra il 559 e il 562. La penisola, indebolita e impoverita, non ha quindi la forza di opporsi a una nuova invasione germanica, quella dei Longobardi capeggiati da Alboino. Tra il 568 e il 569 i Longobardi, spesso appoggiati dalla popolazione esasperata dalla fiscalità bizantina, occupano gran parte dell'italia: entrando dal Friuli, ben presto conquistano gran parte dell'Italia centro-settentrionale, che prende il nome di Langobardia Maior, e poi dell'Italia meridionale, che chiamano Langobardia Minor.[13]

L'Italia nell'anno 1000

Il regno dei Longobardi si protrarrà per circa due secoli, fino a quando essi verranno sconfitti a nord da Carlo Magno nel 774,[13] e a sud, più tardi, dai Normanni. Da allora la penisola perde definitivamente un'unità politica che non ritroverà fino al 1861 con la nascita del Regno d'Italia.

Ciò nonostante, ci sono nei secoli successivi dei tentativi di costituire un Regno d'Italia autonomo dal Sacro Romano Impero Germanico, ad opera in particolare di Berengario del Friuli (850-924), e poi di Arduino d'Ivrea (955-1015), nei quali una certa storiografia nazionalista vedrà due esponenti precoci della lotta per l'affrancamento dell'Italia dalla dominazione straniera, anche se spesso attribuendo loro un'importanza eccessiva.[14]

Se durante l'alto Medioevo il sentimento nazionale italiano si mantiene piuttosto in ombra, partecipando alla contesa tra le due potenze di allora, il Papato e l'Impero, con i quali si schierano rispettivamente i Guelfi e i Ghibellini, esso tuttavia rimane sempre vivo. La vittoria nella battaglia di Legnano ad opera della Lega Lombarda contro l'imperatore Federico Barbarossa (1176), e la rivolta dei Vespri siciliani contro il tentativo del re di Francia di assoggettare la Sicilia (1282), saranno assunte dalla retorica romantica ottocentesca come i simboli del primo risveglio di una coscienza di patria. Questi episodi nascondevano tuttavia interessi di altra natura, soprattutto economici.[15]

Un vero e proprio sentimento nazionale italiano in realtà covava già da tempo, anche se non riconducibile alle categorie politiche di oggi. Esso si alimentava soprattutto del ricordo dell'antica grandezza di Roma, e trova nell'identità religiosa rappresentata dalla Chiesa, idealmente erede delle istituzioni romane, un senso di comune appartenenza.[16] Lo sviluppo delle Repubbliche marinare (Amalfi, Genova, Pisa e Venezia), e poi dei liberi Comuni di popolo, la cui vita civile ruota attorno all'edificio della Cattedrale, nasce appunto da un tale desiderio di autonomia e di libertà che sarà alla base del Rinascimento italiano, il quale fu anticipato, secondo lo storico Burdach,[17] già dal risveglio religioso che si era avuto nel Duecento con le figure di Gioacchino da Fiore e Francesco d'Assisi.

L'età moderna

Cosimo de' Medici, primo Padre della Patria. (Galleria degli Uffizi)

Diversi fattori impediscono tuttavia la nascita di uno Stato unitario come sta avvenendo nel resto d'Europa: oltre alla suddivisione in tanti piccoli Comuni, che si tramutano via via in Signorie, c'è anche il timore da parte del Papato di veder sorgere una potenza statale in grado di compromettere la sua autonomia. Sarà per questo ed altri motivi che l'Italia deve supplire con l'intelligenza strategica dei suoi capi politici alla superiorità di forze degli stati nazionali europei. Esemplare è in proposito la figura del Signore di Firenze Cosimo de' Medici (1389-1464), non a caso soprannominato Pater Patriae, ovvero "Padre della Patria", e considerato uno dei principali artefici del Rinascimento fiorentino: la sua politica estera, infatti, mirante al mantenimento di un costante e sottile equilibrio fra i vari stati italiani, sarà profetica nell'individuare nella concordia italiana l'elemento chiave per impedire agli stati stranieri di intervenire nella penisola appofittando delle sue divisioni.[18]

L'importanza della strategia di Cosimo, proseguita dal suo successore al comando di Firenze Lorenzo il Magnifico (1449-1492) nella sua continua ricerca di un accordo tra gli stati italiani in grado di sopperire alla loro mancanza di unità politica, non viene tuttavia compresa dagli altri prìncipi della penisola, ed essa si conclude con la morte di Lorenzo nel 1492. Da allora l'Italia diventa il teatro di numerose invasioni straniere: dapprima da parte dei francesi ad opera di Carlo VIII, poi delle truppe spagnole di Carlo V. L'inizio della dominazione straniera si deve quindi non a sterile arrendevolezza ma al ritardo del processo politico di unificazione, e anzi fa registrare anche coraggiosi episodi di patriottismo: celebre è rimasto quello della disfida di Barletta, in occasione del quale tredici cavalieri italiani, capeggiati da Ettore Fieramosca, sconfiggono in duello altrettanti cavalieri francesi che avevano osato insultare gli italiani accusandoli di viltà e codardia.[19] Questa sfida, che sarà comunque una delle tante, segna tra l'altro la fine della predominanza francese e il subentro di quella spagnola.

Nella seconda metà del Cinquecento comincia il tramonto della vitalità rinascimentale, già indebolita anche dalle nuove tensioni religiose dovute all'avvento della Riforma protestante in Europa, che avevano portato ad episodi luttuosi come il sacco di Roma del 1527 ad opera dei Lanzichenecchi. Soltanto la Repubblica di Venezia riuscirà a mantenere una certa prosperità e autonomia politica. Il Seicento sarà invece un secolo di crisi per tutto il resto della penisola. La Chiesa, che ha dovuto subìre la perdita dell'unità cristiana dei fedeli, cerca ora con la Controriforma di rafforzare la sua presenza nei paesi rimasti cattolici, operandovi iniziative educative e assistenziali ma anche isolandoli dall'influsso degli Stati protestanti. Se l'Italia viene così salvaguardata dai conflitti religiosi che si accendono oltralpe, ne sconta però le conseguenze in termini di carestie, spesso seguite da epidemie.[20] Scoppiano perciò numerose rivolte contro il dominatore spagnolo, la più celebre delle quali si verifica a Napoli nel 1647 ad opera di Masaniello, ma non portano a nessun cambiamento.

Nel Settecento finisce il lungo periodo di pace e di torpore: a seguito dei trattati di Utrecht e Rastadt, gli Asburgo d'Austria si impossessano di vari domini italiani, e subentrano agli spagnoli.[18] Dalla seconda metà del secolo, poi, con la diffusione dell'illuminismo, anche l'Italia viene investita da importanti riforme.

L'Unificazione

Giuseppe Garibaldi, padre fondatore del Risorgimento.

Con l'arrivo nella penisola italiana delle truppe napoleoniche[21] (anno 1796), si ha un risveglio del sentimento nazionale,[22] il cui primo e concreto accenno di riscossa si può individuare nel Proclama di Rimini,[23] con cui Gioacchino Murat, il 30 marzo 1815 durante la guerra austro-napoletana, rivolge un accorato appello a tutti gli italiani affinché si uniscano per salvare il Regno di Napoli posto sotto la sua sovranità, unico garante della loro indipendenza contro un occupante straniero.

Il periodo della storia d'Italia in cui l'affermarsi di una coscienza nazionale porta all'unità politica e all'indipendenza della nazione italiana è detto Risorgimento. Tale periodo occupa un lungo arco temporale di vari decenni, e si concluderà solo nel 1861 con la nascita del Regno d'Italia sotto la dinastia di Casa Savoia.

Esso vede i primi patrioti aderire inizialmente alla Carboneria, che dà luogo ai moti del 1820-1821, duramente soppressi dagli austriaci, i quali processano e condannano severamente, tra gli altri, Silvio Pellico, Federico Confalonieri, e Piero Maroncelli. Seguono altri tentativi insurrezionali, tra cui: quelli sfortunati dei fratelli Bandiera (1844); i moti del 1848 che portano alla prima guerra di indipendenza contro l'oppressione austriaca, e vedono il coinvolgimento anche delle popolazioni cittadine, in particolare durante le famose cinque giornate di Milano; e la spedizione nel 1857 di Carlo Pisacane nel Regno delle Due Sicilie, conclusasi con un massacro.[24] Soltanto con la seconda guerra di indipendenza italiana del 1859 l'Austria cederà la Lombardia al Regno sabaudo, e si innescherà così il definitivo processo di unificazione, culminante con l'impresa dei Mille (1860).

Le personalità coinvolte in tale processo furono molte, ma quattro spiccano su tutte: Giuseppe Mazzini, fondatore della Giovine Italia e figura eminente del movimento liberale repubblicano italiano ed europeo; Giuseppe Garibaldi, repubblicano e di simpatie socialiste; Camillo Benso conte di Cavour, statista in grado di muoversi sulla scena europea per ottenere sostegni, anche finanziari, all'espansione del Regno di Sardegna; Vittorio Emanuele II di Savoia, abile a concretizzare il contesto favorevole con la costituzione del Regno d'Italia.[25]

Il Regno d'Italia e il fascismo (1861–1946)

Stemma del Regno d'Italia

Lo Stato italiano nacque nel 1861 e la popolazione, rispetto l'originario Regno di Sardegna, quintuplicò. Istituzionalmente e giuridicamente il Regno d'Italia venne configurandosi come un ingrandimento del Regno di Sardegna, esso fu infatti una monarchia costituzionale.[26]

Le questioni che tennero banco nei primi anni della riunificazione d'Italia furono la cosiddetta "questione meridionale" ed il brigantaggio antisabaudo delle regioni meridionali (soprattutto tra il 1861 e il 1869).[27]

L'inizio del regno vide l'Italia impegnata anche in una serie di guerre di espansione coloniale in Somalia e in Eritrea. Allo scoppio della Prima guerra mondiale l'Italia assunse inizialmente una posizione di neutralità, per poi scendere al fianco degli alleati il 23 maggio 1915 in seguito alla firma del segreto Patto di Londra. Dopo i primi due anni di guerra di posizione, fatta di piccoli avanzamenti e ritirate, l'Italia subì nella battaglia di Caporetto il pesantissimo attacco delle forze austro-tedesche (24 ottobre 1917), la cui avanzata venne fermata però sulla linea del Piave. A partire da questo fiume, divenuto sacro alla patria, l'esercito italiano riuscì, con l'apporto di nuove leve ancora diciassettenni, a sferrare una controffensiva nel giugno 1918, fino alla vittoria finale ottenuta nella battaglia di Vittorio Veneto (4 novembre). Con la fine della Grande Guerra l'Italia completò la sua riunificazione nazionale acquisendo il Trentino-Alto Adige, la Venezia Giulia, l'Istria ed alcuni territori del Friuli ancora irredenti. La guerra però portò numerosissimi morti soprattutto nella fascia di età compresa tra 20 e 24 anni.[28][29][30] Inoltre, l'Italia non vide riconosciuti i diritti territoriali sulla Dalmazia (incluse le città di Zara (Croazia), Sebenico e Tenin) acquisiti in base al Patto di Londra, con cui aveva negoziato la propria entrata in guerra.

In questo contesto il 23 marzo 1919 Benito Mussolini fondò a Milano il primo fascio di combattimento, un nuovo movimento che si autodefinì partito dell'ordine e che riuscì a guadagnarsi la fiducia dei ceti più ricchi e conservatori.

In vista delle elezioni del 6 aprile 1924 Mussolini fece approvare una nuova legge elettorale (c.d. "Legge Acerbo") che avrebbe dato i tre quinti dei seggi alla lista che avesse raccolto il 40% dei voti. Il listone guidato da Mussolini ottenne il 64,9% dei voti.[31]

Il 30 maggio 1924 il deputato socialista Giacomo Matteotti prese la parola alla Camera contestando i risultati delle elezioni ed il clima intimidatorio in cui erano svolte. Il 10 giugno 1924 Matteotti venne rapito e ucciso.[31]

Successivamente, dopo un discorso in Parlamento, Mussolini si dichiarò dittatore. Nel biennio 1925-1926 vennero emanati una serie di provvedimenti liberticidi e venne creato un Tribunale speciale con amplissimi poteri, in grado di mandare al confino con un semplice provvedimento amministrativo le persone sgradite al regime.

Dal 1938 in Europa si iniziò a respirare aria di guerra: Hitler aveva già annesso l'Austria e i Sudeti e con la successiva Conferenza di Monaco gli venne dato il lasciapassare per l'annessione di tutta la Cecoslovacchia mentre Mussolini, dopo l'Etiopia, stava cercando nuovi obiettivi per non perdere il passo dell'alleato tedesco. La vittima designata venne trovata nell'Albania. In due soli giorni (7-8 aprile 1939), con l'ausilio di 22.000 uomini e 140 carri armati, Tirana fu conquistata.

Il 22 maggio 1939 venne firmato il Patto d'Acciaio tra Germania e Italia.

Il 10 giugno 1940 l'Italia entrò nella Seconda guerra mondiale come alleata della Germania contro Francia e Regno Unito. Nel 1941 fu dichiarata guerra all'Unione Sovietica e con l'Impero giapponese agli Stati Uniti d'America.

Molte difficoltà militari però colpirono Mussolini. Il 24 luglio 1943 si riunì il Gran Consiglio del Fascismo e il mattino seguente il duce venne sfiduciato. Vittorio Emanuele III decise quindi di sostituirlo a capo del governo con Pietro Badoglio. Proprio mentre si trovava a colloquio con il re, Mussolini venne arrestato. Il Paese si trovò nel caos e diviso in due: il Regno del Sud a fianco degli alleati contro la Germania e la Repubblica Sociale Italiana, formata dai reduci fascisti. Di fatto, erano entrambi due stati-fantoccio, rispettivamente degli anglo-americani e dei tedeschi. In questo quadro drammatico, nacquero però le prime formazioni partigiane che con la Resistenza, soprattutto nel centro-nord, diedero vita al primo nucleo dell'Italia libera. Nell'aprile del 1945 le forze nazi-fasciste vennero sconfitte.

La fine della guerra vide l'Italia in condizioni critiche: i combattimenti ed i bombardamenti aerei avevano ridotto molte città e paesi a cumuli di macerie, le principali vie di comunicazione erano interrotte.[32]

Il numero di italiani morti a causa della guerra fu molto elevato: sono stimati tra 415.000 (di cui 330.000 militari e 85.000 civili)[33] e 443.000 morti,[34] stimando che la popolazione italiana all'inizio del conflitto fosse di 43.800.000 persone si arriva conteggiare circa una vittima ogni 100 italiani.

Dalla nascita della Repubblica ai giorni nostri (1946–2010)

Il 2 giugno 1946 un referendum istituzionale sancì la fine della monarchia e la nascita della Repubblica Italiana. Per la prima volta in Italia, per questa occasione, anche la donne ebbero diritto al voto. Il 1º luglio Enrico de Nicola venne nominato primo presidente della Repubblica Italiana. Il primo presidente del Consiglio dei Ministri fu Alcide De Gasperi, esponente della Democrazia Cristiana e, salvo poche eccezioni, dal 1946 al 1993 la Presidenza del Consiglio fu democristiana. La nuova Costituzione repubblicana entrò in vigore il 1º gennaio 1948.[35]

Organizzazioni internazionali
Membro NATO dal: 4 aprile 1949
Membro ONU dal: 14 dicembre 1955
Membro UE dal: 1º gennaio 1958

In quegli anni si ebbe il cosiddetto "miracolo economico" che portò alla crescita del Prodotto interno lordo del 6.3%, riducendo sensibilmente il divario storico con Paesi quali Inghilterra, Germania e Francia. Si registrò un'elevata disponibilità di manodopera, dovuta ad un forte flusso di migrazione dalle campagne alle città e dal sud verso il nord.

Contribuì alla crescita dell'Italia anche la creazione della CECA e successivamente della CEE, a cui l'Italia aderì fin dall'inizio.

L'immagine più nota dei due giudici Falcone e Borsellino

Il 1968 vide l'Italia trasformarsi radicalmente sul piano sociale, in seguito alle migliorate condizioni di vita dovute al boom economico ed al sorgere di movimenti radicali, soprattutto comunisti, che portarono profonde modifiche al costume, alla mentalità generale e in particolare alla scuola.[36] Negli anni settanta e ottanta si ebbero forti tensioni politiche, dipendenti anche dalle strategie legate alla Guerra Fredda, che portarono alla forte attività di gruppi terroristici sia di estrema destra che di estrema sinistra, legati a trame di poteri politici occulti. Questo periodo, detto degli anni di piombo, culminò con l'omicidio dell'allora presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse e con l'attentato neofascista di Piazza Fontana a Milano.

Negli anni novanta, i giudici siciliani Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, vittime essi stessi per la causa, aiutati da valenti uomini della polizia, riuscirono a fare arrestare i maggiori membri di Cosa nostra.

Nel 1992 le indagini di Mani pulite sul fenomeno dilagante delle tangenti coinvolsero numerosi esponenti di tutto il pentapartito guidato da Bettino Craxi. Lo scandalo decretò la fine dei tradizionali partiti di governo. Nel caos politico derivato dalla disintegrazione dell'ordine precedente emerse il nuovo partito Forza Italia, costituito dall'imprenditore Silvio Berlusconi che, in contrapposizione ai partiti di sinistra, si pose come alternativa al vecchio sistema, pur inglobandone alcuni dei protagonisti. In questa fase, definita "Seconda Repubblica", si consolidò il principio del bipolarismo. Nel 2008 dopo diverse alternanze, al governo salì Popolo della Libertà, nato dall'unione di Forza Italia e Alleanza Nazionale.

Geografia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Geografia d'Italia, Vulcani italiani, Rilievi italiani e Pianure italiane.
Immagine satellitare NASA dell'Italia.

L'Italia è unita al tronco centrale del continente europeo dalla catena delle Alpi. Grazie alla sua posizione, costituisce un ponte di passaggio tra l'Europa, l'Asia e l'Africa.

L'Italia separa, inoltre, il bacino occidentale del Mar Mediterraneo da quello centrale: cioè il Mar Tirreno dallo Ionio, che nell'Istmo di Catanzaro il punto più stretto della penisola distano solo 28 km, prolungandosi verso occidente con la Calabria e la Sicilia, che insieme formano geologicamente un'estensione peninsulare. Tra quest'ultima e l'Africa (penisola tunisina) intercorrono solo 140 km: tanti ne misura il canale di Sicilia (o canale di Tunisi).

Ad oriente la penisola salentina (Puglia) dista dalla costa albanese, nel punto più stretto del canale d'Otranto, 70 km. Si tratta di Punta Palascìa, situata a 40° 7' di latitudine nord e 18° 31' di longitudine est. A settentrione del Salento si spinge l'insenatura lunga e stretta del mare Adriatico.

Le isole di Sardegna e di Corsica dividono poi il mar Tirreno dal mar di Sardegna.

Lo sviluppo costiero della penisola è notevole: 7.456 km; molto più esteso di quello della penisola iberica, molto meno di quella balcanica.

Il suolo italiano è oggi il risultato dell'antropizzazione ed è in parte montuoso, in parte collinare, in parte vulcanico (Colli Euganei) in parte endolagunare con dossi, polesine, isole, prosciugate dalle bonifiche (Bonifiche Circeo, Ferraresi, Comacchio, Ostiense, Pisana e così via) con sempre maggiori innalzamenti di argini (per esempio il prelievo di un miliardo e settecento milioni di metri cubi all'anno d'acqua dolce, da venti consorzi per il solo Veneto).

L'Italia presenta una prevalenza di zone collinari (il 41,6% del territorio) rispetto a zone montuose (il 35,2% del territorio), o a zone pianeggianti (23,2%). L'altitudine media del territorio italiano è di circa 337 metri sul livello del mare.

Le catene montuose si estendono per buona parte della nazione. Del sistema alpino appartiene all'Italia tutto il versante meridionale per una lunghezza di circa 1.000 km. Le vette più elevate si trovano nelle Alpi Occidentali, dove numerose sono le cime che superano i 4.000 m tra cui il Monte Rosa (4.634 m), il Cervino (4.478 m) e il Monte Bianco che con i suoi 4.810 m è la montagna più alta d'Europa. La catena degli Appennini percorre tutta la lunghezza della penisola, dalla Liguria alla Sicilia, fino a concludersi nelle Madonìe in quest'ultima regione, raggiungendo l'altezza massima con il Gran Sasso (2.912 m).

L'Italia è nota anche per la presenza di numerosi vulcani: i più famosi sono il Vesuvio vicino a Napoli, l'Etna vicino Catania che con i suoi 3.323 m è il vulcano più alto d'Europa, e lo Stromboli in provincia di Messina. Solo un quarto della superficie della regione italiana è occupato da pianure. La Pianura Padana è la più grande di tutte. Essa è una distesa alluvionale formata dal fiume Po e dai suoi affluenti. Seguono, per dimensioni, il Tavoliere delle Puglie, una pianura di sollevamento e il Campidano, un'altra pianura alluvionale.

Il comune più a nord d'Italia è Predoi,[37] il più a sud Lampedusa e Linosa, il più a est Otranto e il più a ovest Bardonecchia.[38]

Ripartizioni

La regione fisica italiana risulta distribuita in tre parti:

Terremoti

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Lista di terremoti in Italia.
La sede della Prefettura dell'Aquila dopo il terremoto del 2009

In quanto stretta tra la placca africana e la placca euroasiatica, l'Italia è territorio soggetto a terremoti. I fenomeni sismici costituiscono un primato dell'Italia in Europa. Essi sono per lo più connessi a fenomeni vulcanici. Non tutte le regioni italiane vanno però egualmente soggette ai moti sismici; ma anche là dove il fenomeno si manifesta più volte in un anno, i danni non sono in genere gravi.[39]

Le zone meno soggette a fenomeni sismici sono la Sardegna, la Maremma grossetana, la penisola salentina e la regione alpina occidentale, eccettuate le zone di Belluno, della Carnia e delle Alpi Marittime. Dovuti spesso a movimenti rapidi di enormi masse rocciose situate in profondità sotto la superficie terrestre, sono invece i frequenti e spesso disastrosi terremoti che avvengono nella zona degli Appennini.[40]

Gli ultimi eventi sismici che hanno provocato danni a persone e strutture sono stati il terremoto del Molise del 2002 e il terremoto dell'Aquila del 2009.

Isole

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Isole italiane.
La Sicilia vista dal satellite durante l'eruzione dell'Etna del 2002
La Sardegna vista dal satellite

Le isole maggiori sono la Sicilia e la Sardegna, quest'ultima geologicamente parte della micro zolla sardo-corsa assieme alla Corsica.

La maggior parte delle isole minori è raccolta in arcipelaghi, quali l'arcipelago Toscano – che comprende l'Isola d'Elba – le isole Pontine o Ponziane e le Isole Flegree nel Tirreno, di fronte alla penisola (per non dimenticare le isole di Capri e Ischia); le isole Eolie o isole Lipari, le isole Egadi e le isole Pelagie attorno alla Sicilia (oltre alle isole di Ustica e di Pantelleria); l'arcipelago della Maddalena, le isole del Sulcis: (Isola di Sant'Antioco ed Isola di San Pietro), l'isola dell'Asinara a poca distanza dalla Sardegna.[41]

Vi sono poi le isole Tremiti, a nord del Gargano; le isole Cheradi nel golfo di Taranto, l'Isola di Sant'Andrea nelle acque di Gallipoli; le Isole Pedagne a largo di Brindisi; le isole Palmaria, Tino e Tinetto del golfo della Spezia (entrate dal 1997 tra i patrimoni dell'umanità nell'UNESCO) e altre ancora, come l'isola di Dino.

Idrografia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Fiumi italiani, Laghi italiani e Elenco di cascate italiane.

L'Italia, grazie alla presenza di diversi rilievi montuosi, acque sorgive e ghiacciai è una terra ricca di corsi d'acqua. In genere i fiumi che nascono nell'Appennino non sono molto lunghi ed hanno carattere torrentizio, al contrario di quelli che hanno origine nelle Alpi.

Il maggiore fiume, come lunghezza e portata, è il Po (lungo 652 km)[42] che attraversa la Pianura padana, sfociando nel mare Adriatico.

I primi dieci fiumi d'Italia in ordine di lunghezza sono: Po, Adige, Tevere, Adda, Oglio, Tanaro, Ticino, Arno, Piave, Reno.[42]

I maggiori laghi italiani in ordine di superficie sono il lago di Garda, il lago Maggiore ed il lago di Como. Quest'ultimo detiene il primato della profondità nella Penisola, che ammonta a 410 metri.[43]

Clima

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Clima italiano.
Scorcio della Val d'Orcia, in Toscana

La regione italiana (compresa tra il 47º ed il 35º parallelo nord) si trova quasi al centro della zona temperata dell'emisfero boreale.[44]

Dal punto di vista climatico è, inoltre, favorita dalla grande massa d'acqua dei mari mediterranei che la circondano quasi da ogni lato. Tali mari costituiscono, soprattutto per la penisola italiana (meno per quelle ellenica, iberica ed anatolica), un benefico serbatoio di calore e di umidità. Determinano infatti, nell'ambito della zona temperata, un clima particolare detto temperato mediterraneo.[45]

Secondo la classificazione di Koppen,[46] l'Italia è suddivisa in nove tipi di clima:

Popolazione

Demografia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Demografia d'Italia e Emigrazione italiana.
Evoluzione della demografia dal 1960 al 2006 (numero degli abitanti in migliaia)
Tasso di natalità dal 1995 al 2008

Con 60.387.000 di abitanti (al 1° gennaio 2010), l'Italia è il quarto paese dell'Unione europea per popolazione (dopo Germania, Francia e Regno Unito). Il Paese ha, inoltre, una densità demografica di 200,03 persone per chilometro quadrato, più alta della media europea. [47]

La popolazione italiana è concentrata principalmente nelle zone costiere e pianeggianti della penisola, dove si trovano le città più popolose (fra le prime 40 città italiane per numero di abitanti solo Perugia è posta ad un'altitudine superiore ai 250 metri sul livello del mare).[48]

Dopo il processo di riunificazione nazionale, alla fine del XIX secolo l'Italia era un paese di emigrazione di massa.[49] L'emorragia si concentra nelle zone rurali del Mezzogiorno d'Italia: Sicilia, Campania e Puglia, sono le regioni che, in numeri assoluti, hanno conosciuto l'emigrazione più forte.[50] Le mete preferite furono le Americhe (Stati Uniti, Argentina, Brasile) e, nel XX secolo soprattutto l'Europa centro-settentrionale, in particolare in Germania, ma anche in Svizzera, Francia e Belgio. In questo periodo l'emigrazione divenne anche interna, attratta dallo sviluppo industriale di alcune aree settentrionali del Paese. Le mete preferenziali sono il Piemonte e la Lombardia, ma anche Emilia-Romagna e Lazio. Oggi invece l'Italia conosce un periodo di forte immigrazione.

Secondo le ultime rilevazioni dell'ISTAT al 1 gennaio 2010 i giovani fino a 14 anni di età sono 53.000 in più rispetto all'anno passato e rappresentano il 14% del totale. Le persone con oltre 65 anni d'età risultano in aumento di 113.000 unità e ormai rappresentano 1/5 della popolazione. Anche i cittadini stranieri sono in costante aumento e costituiscono il 7,1% del totale. Sotto il profilo demografico l'Italia si conferma uno dei paesi con il più basso tasso di natalità al mondo; nel 2009 il numero medio di nascite per donna è stimato a 1,41, di poco inferiore all'1,42 del 2008. La fecondità è dunque in una fase di assestamento. Si mantiene superiore a quella della metà degli anni '90, in cui si toccarono i minimi storici, ma ancora non ha raggiunto il livello considerato ottimale per una popolazione, ovvero il livello di sostituzione delle coppie, pari a circa 2,1 figli per donna.[51]

La speranza di vita in Italia era nel 2009 di 78,9 anni per gli uomini e di 84,2 per le donne.[47]

Etnie

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Immigrazione in Italia.
Distribuzione della popolazione straniera in Italia[52]
Pos. Cittadinanza Popolazione  % del totale
1 bandiera Romania 796.477 1,33%
2 bandiera Albania 441.396 0,74%
3 bandiera Marocco 403.592 0,67%
4 bandiera Cina 170.265 0,28%
5 bandiera Ucraina 153.998 0,26%
6 bandiera Filippine 113.686 0,19%
7 bandiera Tunisia 100.112 0,17%
8 bandiera Polonia 99.389 0,17%
9 bandiera India 91.855 0,15%
10 bandiera Moldavia 89.424 0,15%
11 bandiera Macedonia 89.066 0,15%
12 bandiera Ecuador 80.070 0,13%
13 bandiera Perù 77.629 0,13%
14 bandiera Egitto 74.599 0,12%
15 bandiera Sri Lanka 68.738 0,11%
16 bandiera Senegal 67.510 0,11%
17 bandiera Bangladesh 65.529 0,11%
18 bandiera Serbia 57.826 0,10%
19 bandiera Pakistan 55.371 0,09%
20 bandiera Nigeria 44.544 0,07%
Resto del Mondo 750.219 1,25%


Il numero di immigrati o di residenti stranieri in Italia è aumentato considerevolmente a partire dagli anni 1990 e, secondo i dati ISTAT, al 1º gennaio 2009 constava di 3.891.295 unità (esclusi i naturalizzati con doppia cittadinanza che l'ISTAT conteggia solo tra i cittadini italiani), pari al 6,48% del totale della popolazione residente.

I dati delle statistiche ufficiali basate sulla residenza, come è ovvio, non comprendono i numerosi stranieri che dimorano illegalmente sul territorio nazionale. La Fondazione Ismu-Iniziative e studi sulla multietnicità con una sua ricerca del 1º gennaio 2008[53] stima la presenza di un 17,9% in più di immigrati irregolari presenti sul territorio italiano (circa 650.000, che porterebbe il totale sopra i 4 milioni).

Il numero di Italiani residenti all'estero ancora in possesso della cittadinanza italiana è stimato in circa 4.000.000.[54]

Un discorso a sé merita la comunità zingara sul territorio italiano, ripartita tra rom (più diffusa al Centro-Sud e con maggiore propensione alla sedentarizzazione) e in minor misura sinti (soprattutto al Nord, ma con forte tendenza al nomadismo). Stime approssimative riportano 120.000 unità, di cui 70.000 già con la cittadinanza.[55]

I comuni italiani con più cittadini stranieri residenti sono nell'ordine:[56] Roma (242.725 unità), Milano (181.393), Torino (114.710), Genova (42.744), Firenze (40.898), Bologna (39.480), Verona (34.465), Brescia (31.512), Padova (25.596), Napoli (24.384), Reggio nell'Emilia (24.401), Prato (24.153), Venezia (23.928) e Modena (22.857).

Religione

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Religioni in Italia.

In Italia vige il principio della laicità dello Stato e pertanto non vi è una religione ufficiale. La Costituzione demanda al Concordato i rapporti fra lo Stato e la Chiesa cattolica e a specifiche intese quelli con le altre confessioni religiose.[57]

I cittadini italiani sono in maggioranza cristiani cattolici: il 97,7% di essi è battezzato[58] e l'87,8% si dichiara cattolico, sebbene i praticanti siano solo il 36,8%[59] per effetto di un crescente processo di secolarizzazione. Il rapporto EURISPES 2010[60] indica una crescita dei non credenti, infatti dal rapporto si evince che si dichiara agnostico il 10,7% e ateo il 7,8%, per un totale del 18,5% della popolazione di non credenti. La Chiesa cattolica in Italia è organizzata in 227 diocesi[61] e riconosce il Romano Pontefice come proprio Primate.

Fra le religioni minoritarie, sono presenti diverse altre confessioni cristiane: i fedeli ortodossi sono quasi 1,2 milioni, per lo più di recente immigrazione; i protestanti sono circa 700.000; la maggior parte di essi è pentecostale, sebbene a lungo il cristianesimo riformato in Italia sia stato identificato principalmente con la comunità valdese. Di antichissima origine è la comunità ebraica italiana, che ammonta oggi a circa 40.000 fedeli. Più recente è la diffusione dei movimenti di ispirazione cristiana dei mormoni e dei testimoni di Geova, che contano circa 500.000 aderenti.

La diffusione di altre religioni non appartenenti alla tradizione religiosa del Paese è stata in gran parte determinata dai fenomeni migratori degli ultimi decenni: si stima che in Italia risiedano oggi oltre 1,2 milioni di musulmani, 160.000 buddisti, 115.000 induisti, 25.000 sikh[62] e 50.000 animisti. I movimenti neopagani contano poco più di 10.000 aderenti.

Circa 4 milioni di italiani si dichiarano atei, agnostici o comunque non religiosi.

Lingue

Lingua italiana

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Lingua italiana.

L'italiano (ascolta[?·info]) è la lingua ufficiale e più parlata in Italia. È inoltre una delle 23 lingue ufficiali dell'Unione europea. L'italiano è una lingua appartenente al gruppo delle lingue romanze orientali della famiglia delle lingue indoeuropee. In Italia esiste un gran numero di lingue, evoluzioni autonome della varietà di latino parlata nelle diverse regioni, e dialetti. Le diverse lingue non sono varianti locali dell'italiano, nella sua originale natura fiorentina del Trecento, ma si sono sviluppate parallelamente.[63]

Alessandro Manzoni

L'italiano moderno è, come tutte le lingue nazionali, un dialetto che è riuscito ad imporsi come lingua ufficiale di una regione molto più vasta di quella originaria. In questo caso fu il dialetto fiorentino, parlato a Firenze, a prevalere. Il toscano, ed il fiorentino illustre in particolare, debitore tuttavia di molti prestiti dalla Lingua siciliana (che con la sua illustrissima scuola poetica siciliana aveva trapiantato alcune importazioni francesi nel latino), è in effetti la lingua nella quale scrissero Dante Alighieri, Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio, considerati tre fra i massimi scrittori italiani. Naturalmente, era anche la lingua colta della città di Firenze, stimata per la sua secolare prosperità culturale e per la sua splendida architettura.[63]

Si deve, in particolare, ad un altro pioniere della lingua italiana, Alessandro Manzoni, l'aver adottato il fiorentino come lingua ufficiale dell'Italia. La sua decisione di donare una lingua comune alla nuova patria, da lui riassunta nel celebre proposito di «lavare i panni in Arno», fu il principale contributo di Manzoni alla causa del Risorgimento.[64]

Altre lingue

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Lingue parlate in Italia, Lingue italiane nella legislazione e Bilinguismo amministrativo in Italia.
Raggruppamenti delle lingue e dei dialetti d'Italia.[65][66][67]

L'italiano è la lingua ufficiale dello Stato ma a livello locale sono riconosciute come co-ufficiali, parificate all'italiano, le seguenti lingue:

In queste regioni gli uffici pubblici sono bilingui, o trilingui (come nel caso dei comuni ladini dell'Alto Adige e walser dell'alta valle del Lys), i documenti ufficiali possono essere redatti in italiano o nella lingua straniera. La segnaletica stradale è anch'essa plurilingue, mentre i comuni in Valle d'Aosta recano il solo toponimo francese (ad eccezione di Aosta).

Altre lingue vengono riconosciute e tutelate:

  • dalla legislazione statale:[68] oltre alle quattro lingue suddette vengono riconosciuti il friulano, l'occitano, il francoprovenzale, l'albanese, il greco, il sardo, il catalano e anche il croato;
  • dalle leggi regionali: i consigli regionali del Piemonte, del Friuli-Venezia Giulia, della Sardegna e del Veneto hanno approvato delle leggi a tutela delle lingue regionali.

Diverse parlate regionali sono state censite dall'UNESCO come lingue minoritarie e vengono considerate dalla comunità linguistica come lingue distinte dall'italiano (e non come dialetti di quest'ultimo), tuttavia non godono di alcun riconoscimento o tutela da parte dello Stato Italiano. Queste sono l'Emiliano-Romagnolo, il Ligure, il Lombardo, il Napoletano, il Piemontese, il Veneto e il Siciliano.

La Lingua dei segni Italiana (LIS),[69] la lingua visiva dei cittadini sordi, conta tra le 80 e le 120.000 utilizzatori nelle diverse città italiane. L'Italia non riconosce la lingua dei segni come lingua nazionale dei sordi, né come lingua minoritaria: solamente la regione Valle d'Aosta ha approvato all'unanimità il riconoscimento della Lingua dei Segni nel 2006.

Ordinamento dello Stato

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Sistema politico della Repubblica Italiana.
Firma della Costituzione

Il sistema politico della Repubblica Italiana è conforme alle istituzioni di una repubblica parlamentare dove il presidente del Consiglio dei Ministri è il capo del governo che si regge su una maggioranza parlamentare.

La legge fondamentale e fondativa della Repubblica Italiana è la Costituzione della Repubblica la quale indica i suoi principi fondamentali, i diritti e i doveri dei cittadini e fissa l'ordinamento della Repubblica.

Fu approvata dall'Assemblea costituente il 22 dicembre 1947, promulgata dal Capo Provvisorio dello Stato Enrico De Nicola il 27 dicembre 1947, ed entrata in vigore il 1º gennaio 1948.[70]

Suddivisioni storiche e amministrative

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Ente locale (ordinamento italiano).

In base all'articolo 114 della Costituzione la Repubblica è costituita dai comuni, dalle province, dalle città metropolitane e dalle regioni.

L'Italia, in base agli ultimi dati ISTAT dell'anno 2007, ha 8.101 comuni. Di questi, circa centocinquanta superano i 50.000 abitanti, tra cui 80 capoluoghi di provincia (37 capoluoghi hanno invece popolazione inferiore ai 50.000 abitanti). Le province attuali sono invece 110.[71]

Nell'elenco che segue, per ciascuna regione è riportato lo stemma ufficiale e, a seguire, il nome del capoluogo.

Regione Capoluogo
Stemma Valle d'Aosta* Aosta
Stemma Piemonte Torino
Stemma Liguria Genova
Stemma Lombardia Milano
Stemma Trentino-Alto Adige* Trento
Stemma Veneto Venezia
Stemma Friuli-Venezia Giulia* Trieste
Stemma Emilia-Romagna Bologna
Stemma Toscana Firenze
Stemma Umbria Perugia
Stemma Marche Ancona
Stemma Lazio Roma
Stemma Abruzzo L'Aquila
Stemma Molise Campobasso
Stemma Campania Napoli
Stemma Puglia Bari
Stemma Basilicata Potenza
Stemma Calabria Catanzaro
Stemma Sicilia* Palermo
Stemma Sardegna* Cagliari
* Regione a statuto speciale

Città principali

Questa lista rappresenta le prime 10 città italiane per abitanti del territorio comunale, ovvero il perimetro dei confini ufficiali della città vera e propria (in genere il centro storico), in base alle ultime stime ISTAT. Le statistiche si basano su dati[72] del 31 ottobre 2009.

Si tenga presente, tuttavia, che città come Milano o Napoli si sono sviluppate, nel tempo, ben oltre i confini amministrativi e quindi, al concetto di "città comunale", è doveroso affiancare anche quello di area metropolitana.[73]

Pos. Comune Regione Prov. Abitanti
1 Roma Stemma Lazio stemma Roma 2.736.380
2 Milano Stemma Lombardia stemma Milano 1.306.637
3 Napoli Stemma Campania stemma Napoli 963.354
4 Torino Stemma Piemonte stemma Torino 908.819
5 Palermo Stemma Sicilia stemma Palermo 656.160
6 Genova Stemma Liguria stemma Genova 610.037
7 Bologna Stemma Emilia-Romagna stemma Bologna 377.337
8 Firenze Stemma Toscana stemma Firenze 371.060
9 Bari Stemma Puglia stemma Bari 319.953
10 Catania Stemma Sicilia Provincia di Catania-Stemma.png Catania 296.002

Cittadini italiani

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Cittadinanza italiana.

Degli oltre 60 milioni di residenti il 94,24% possiede la cittadinanza italiana.

La legge 15 febbraio 1992, n.91, art. 1 co. 1, stabilisce che è cittadino per nascita

a) il figlio di padre o di madre cittadini (Ius sanguinis);
b) chi è nato nel territorio della Repubblica se ambo i genitori sono ignoti o apolidi, o se il figlio non segue la cittadinanza dei genitori, secondo la legge statale di questi (de iure soli).

Inoltre, attraverso altre modalità prevoste della legge, si può acquisire la cittadinanza italiana anche se si appartiene a tutti gli effetti ad un altro paese.

Istituzioni

Giorgio Napolitano, attuale presidente della Repubblica

Le maggiori istituzioni italiane sono:

Sono inoltre presenti due Biblioteche Nazionali Centrali sedi del deposito legale dello Stato, la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, rispettivamente la passata e l'odierna capitale d'Italia.

L'Ente Cartografico dello Stato italiano si trova a Firenze ed è l'Istituto Geografico Militare.

Simboli

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Simboli patrii italiani.
Emblema della Repubblica

I principali simboli che rappresentano l'unità nazionale italiana sono:

Accanto a questi vi sono altri simboli che fanno parte dell'identità italiana anche se non sono definiti normativamente. Essi sono l' Italia turrita, l' azzurro (colore nazionale) e la lira italiana.

Ordinamento scolastico

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Istruzione in Italia e Storia dell'istruzione in Italia.
Ingresso dell'università La Sapienza di Roma

L'istruzione in Italia è regolata con modalità diverse secondo la forma giuridica (scuole pubbliche, scuole paritarie, scuole private). La formazione professionale, comprendente gli istituti professionali, dipende invece dalle regioni. Nel complesso, almeno stando alla legislazione di riforma in vigore, si passa da un obbligo scolastico che termina a 16 anni, ad un diritto dovere, o obbligo formativo, che dura fino al diciottesimo anno di età.

Il sistema scolastico italiano è strutturato in tre cicli di istruzione:

La scuola dell'infanzia è un'istituzione prescolastica non obbligatoria, caratterizzata dal gioco e della convivenza con i compagni, e dalla preparazione al primo ciclo d'istruzione. Il ciclo degli studi all'università si può articolare in tre fasi, dopo la riforma introdotta dal processo di Bologna:

  1. Laurea triennale (3 anni)
  2. Laurea magistrale, ex laurea specialistica (2 anni)
  3. Dottorato di Ricerca (3 anni)

Sistema sanitario

Il Servizio Sanitario Nazionale italiano è un sistema pubblico di carattere universalistico che garantisce l'assistenza sanitaria a tutti i cittadini, finanziato attraverso la fiscalità generale e le entrate dirette, percepite dalle aziende sanitarie locali, derivanti dai ticket sanitari (cioè delle quote con cui l'assistito contribuisce alle spese) e dalle prestazioni a pagamento.

Attraverso di esso viena data attuazione all'art. 32 della Costituzione italiana che sancisce il diritto alla salute di tutti gli individui.

Criminalità

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Criminalità in Italia.
Bernardo Provenzano al momento della cattura (2006)

La criminalità italiana è caratterizata dalla presenza di organizzazioni di stampo mafioso (Camorra, Cosa Nostra, 'Ndrangheta, Sacra Corona Unita, ecc.) ben radicate ormai anche al di fuori dei confini nazionali. Queste organizzazioni, inizialmente balzate alla cronaca per le varie stragi commesse ai danni di rappresentanti dello Stato, agiscono, con conseguenti introiti di miliardi di euro, nel traffico internazionale di droga, nello sfruttamento della prostituzione, nelle estorsioni e perfino in alcuni settori dell'alta finanza.[81]

Forze armate

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Forze armate italiane e Forze di polizia in Italia.

La Repubblica italiana, per difendere il suo territorio militarmente e per supportare decisioni di politica interna ed estera si serve di svariate forze armate. In ordine di grandezza sono: l' Esercito Italiano, la Marina Militare, l'Aeronautica Militare, l'Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza,[82] la Polizia di Stato, la Polizia Penitenziaria ed infine il Corpo Forestale dello Stato.

I Corpi ed i Servizi di Polizia Locale/Provinciale e Polizia municipale non rientrano tra le forze di polizia dello Stato, ma, a seconda della tipologia, dipendono dalla Regione, dalla Provincia o dal Comune.

Politica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Sistema politico della Repubblica Italiana.

Politica interna

Il sistema politico della Repubblica Italiana è conforme alle istituzioni di una repubblica parlamentare dove il presidente del Consiglio dei Ministri è il capo del governo che si regge su una maggioranza parlamentare. Il governo esercita il potere esecutivo mentre il potere legislativo è attribuito al Parlamento. La magistratura, indipendente dall'esecutivo e dal potere legislativo, esercita invece il potere giudiziario. Il presidente della Repubblica è la massima carica dello Stato e ne rappresenta l'unità.

La legge fondamentale e fondativa della Repubblica Italiana è la Costituzione della Repubblica la quale indica i principi fondamentali della Repubblica, i diritti e i doveri dei cittadini e fissa l'ordinamento della Repubblica.

Partiti

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Partiti politici italiani e Grafico delle elezioni politiche italiane.
Giulio Andreotti, uno dei principali esponenti della Democrazia Cristiana

In Italia si può parlare di partiti politici moderni a partire dal 1892, quando viene fondato il Partito Socialista Italiano. Sino a quel momento i principali raggruppamenti politici del Paese, la Destra storica e la Sinistra storica non erano raggruppamenti politici classificabili come partiti, ma semplici "cartelli" di notabili, ciascuno con un proprio feudo elettorale, che si riunivano in gruppi a seconda delle proprie idee.

Nel secondo dopoguerra i partiti di massa furono Democrazia Cristiana e Partito Comunista Italiano, quest'ultimo che, grazie al ruolo svolto nella Resistenza, divenne il rappresentante della classe operaia.

Dopo la caduta dei partiti di massa, determinata da scandali giudiziari (corruzione, finanziamenti illeciti, nepotismo) culminati con l'inchiesta di Mani pulite del 1992, incominciarono ad avere successo i partiti di protesta o quelli legati ad un leader.

Attualmente i partiti principali sono il Popolo della Libertà (PdL) e il Partito Democratico (PD). Molti sono i partiti attualmente operativi, ma solo sei di questi (PdL, PD, Lega Nord, Italia dei Valori, Unione di Centro e Movimento per le Autonomie) – esclusi i Radicali Italiani apparentati con il PD e alcuni partiti regionali (Südtiroler Volkspartei e Union Valdôtaine) – hanno rappresentanza in Parlamento.

Politica estera

L'Italia è uno dei membri fondatori della Comunità europea, ora Unione europea (UE). Il Paese è stato ammesso alle Nazioni Unite nel 1955 ed è un membro e forte sostenitore dell'Organizzazione del Trattato Nord Atlantico (NATO), dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), dell'Accordo Generale sulle Tariffe ed il Commercio / Organizzazione Mondiale del Commercio (GATT / WTO) e del Consiglio d'Europa.

L'Italia ha ricoperto più volte la presidenza di turno delle organizzazioni internazionali di cui fa parte che prevedono questo sistema, ad esempio il G8 e l'Unione europea.

L'Italia sostiene le Nazioni Unite e le sue attività internazionali di sicurezza. Il Paese presenta truppe schierate a sostegno delle missioni di mantenimento della pace in Somalia, Mozambico e Timor Est e fornisce il supporto per le operazioni della NATO e delle Nazioni Unite in Bosnia, Kosovo e Albania. L'Italia ha, inoltre, dal 2001 delle truppe dispiegate in Afghanistan a sostegno della Operazione Enduring Freedom.[83][84] L'Italia ancora sostiene gli sforzi internazionali per ricostruire e stabilizzare l'Iraq, ma ha ritirato il suo contingente militare di circa 3.200 soldati, da novembre 2006, mantenendo solo gli operatori umanitari e civili.[85] Nel mese di agosto 2006 l'Italia ha inviato circa 2.450 soldati in Libano per le Nazioni Unite Missione di pace UNIFIL.[86] Dal 2 febbraio 2007 un italiano, Claudio Graziano, è il comandante della forza delle Nazioni Unite nel paese.[87]

Libertà d'informazione

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Libertà di stampa nella Repubblica italiana.

Secondo il rapporto 2008 di Reporters sans frontières (RSF), uno dei maggiori organismi internazionali per la difesa della libertà di stampa, l'Italia si pone al 44º posto (su 173) nel mondo. Sebbene in calo rispetto al 2007, quando occupava la 35a posizione, il Paese si pone ad un livello paragonabile a quello di altre democrazie occidentali come la Spagna (39a con un coefficiente di 8), la Francia (35a con 7,67) detentrice del record europeo degli interventi giudiziari e di polizia in materia di segreto delle fonti, con 5 perquisizioni e 4 convocazioni di giornalisti, gli Stati Uniti (al 41º posto) e Israele (a quota 46). Nonostante ciò, l'Italia è uno dei paesi europei più soggetti alla censura: molti sono i casi documentati.[88] Vi sono inoltre numerose proposte per regolamentare l'uso di Internet.[89][90] L'istituto di ricerca Freedom House ha indicato l'Italia come l'unica nazione dell'Unione Europea «parzialmente libera» (partly free)[91] nel periodo 2004-2006, tornando «libera»[92] nel periodo 2007-2008 e nuovamente «parzialmente libera»[93] nel 2009.

Economia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Economia italiana e Made in Italy.

Membro del G8, organizzazione che raggruppa i sette paesi maggiormente industrializzati del mondo più la Russia, l'Italia rappresenta la sesta potenza economica del pianeta per Prodotto interno lordo nominale assoluto, dietro Stati Uniti, Giappone, Germania, Cina, e Francia.[94]

Per quanto concerne il Prodotto interno lordo pro capite, l'Italia si pone su scala mondiale alla 21a posizione per pil pro capite nominale (12a nell'Unione europea) e alla 27a per PIL pro capite per potere d'acquisto (13a nell'Unione europea),[95] ponendosi nel contempo al quinto posto per valore delle esportazioni e al settimo per quello delle importazioni effettuate nell'anno 2007.[96][97][98] Il 6 novembre 2009 il premier Silvio Berlusconi, intervenendo al Consiglio dei ministri, ha annunciato che l'Italia è la sesta nazione più ricca del mondo e la terza in Europa, visto che il suo Pil ha ormai superato quello della Gran Bretagna, segnata più di altri dalla crisi essendo la sua economia basata sulla finanza[99] (il Pil italiano aveva superato quello inglese anche nel 1987, un evento noto agli italiani come "Il sorpasso");[100] inoltre, l'Italia è anche il terzo contribuente dell'Unione europea, ed il sesto per le Nazioni Unite.[101]

L'economia italiana è ormai fortemente orientata verso il settore dei servizi (terziario e quaternario), che nel 2006 hanno rappresentano quasi i 2/3 del Pil prodotto.

Il tessuto produttivo dell'economia è formato in prevalenza di medie e piccole imprese: quelle di maggiori dimensioni sono gestite in gran parte dalle famiglie fondatrici e, in taluni casi, da gruppi stranieri. Il modello di public company, impresa a capitale diffuso gestita dal management piuttosto che dalla proprietà, è poco diffuso.

A causa della mancanza di importanti giacimenti, la maggior parte delle materie prime e il 75% dell'energia devono essere importati. Nella prima metà del Novecento sono stati comunque scoperti alcuni giacimenti petroliferi, in particolare nella Val d'Agri, in Basilicata, il cui reale sfruttamento, tuttavia, è cominciato solamente a partire dagli anni ottanta. Oggi i giacimenti lucani forniscono oltre il 10% del fabbisogno nazionale.[102]

Durante lo scorso decennio, l'Italia ha perseguito una rigida politica fiscale per far fronte alle richieste dell'Unione economica e monetaria dell'Unione europea, e ha tratto beneficio dai tassi più bassi di inflazione e di interesse. Tuttavia, problemi come l'evasione fiscale, l'elevato debito pubblico (103,7% del Pil)[103] e, nel Mezzogiorno, la malavita organizzata, continuano ad ostacolare un sano e più robusto sviluppo dell'economia nazionale.

Il Paese ha aderito all'euro nel 1999, sostituendo la lira a partire dal 2002 (1 euro = 1.936,27 lire).

A causa della dura crisi economica del 2008, nel 2009 il tasso di disoccupazione in Italia ha raggiunto il 10,1%.[104]

Risorse

Il PIL del terzo trimestre 2009 suddiviso tra le principali attività macro-economiche (dati ISTAT).

Di seguito la tabella che riporta il PIL,[105] prodotto in Italia ai prezzi correnti di mercato nel 2006, espresso in milioni di euro, suddiviso tra le principali macro-attività economiche:


Macro-attività economica PIL prodotto
Agricoltura, silvicoltura, pesca € 27.193,33
Industria in senso stretto € 270.000,59
Costruzioni € 79.775,99
Commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni € 303.091,10
Intermediazione monetaria e finanziaria; attività immobiliari ed imprenditoriali € 356.600,45
Altre attività di servizi € 279.924,50
Iva, imposte indirette nette sui prodotti e imposte sulle importazioni € 158.817,00
PIL Italia ai prezzi di mercato € 1.475.402,97

Energia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Produzione di energia elettrica in Italia.

Secondo il bilancio energetico nazionale del 2008, redatto dal Ministero dello Sviluppo Economico, risulta che la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili è aumentata di circa il 20% rispetto l'anno precedente, mentre la produzione di petrolio e gas naturale è calata rispettivamente del 10,9% e del 4,6%. Quasi invariata la produzione di solidi. Sono calate in modo consistente, sempre rispetto al 2007, le importazioni di energia elettrica (-11%) e di petrolio (-5,6%), mentre sono aumentate lievemente le importazioni di gas naturale (3,9%) e di fonti rinnovabili (9,2%). Infine, registrano un aumento esponenziale le esportazioni di fonti rinnovabili (1.600%) e di gas naturale (207,1%); più contenuto l'aumento delle esportazioni di energia elettrica (28%) e di solidi (5,9%), mentre sono in calo le esportazioni di petrolio (-6,8%).[106]

Agricoltura

Raccolta del Grano con mietitrebbia nella Provincia di Foggia

Il settore agricolo (comprensivo di selvicoltura e pesca), nonostante l'eccellenza e l'alta specializzazione raggiunta, rappresenta una percentuale piuttosto residuale nel quadro economico nazionale. Bisogna altresì considerare che l'Italia ha una conformazione prevalentemente montuosa, non adatta per l'agricoltura; tuttavia è impiegata nell'agricoltura una forza lavoro di circa 1,4 milioni di unità.

L’Italia si distingue, a livello continentale, nella produzione di frumento (7.817.063 tonnellate nel 2006), mais (10.660.680 tonnellate nel 2006) coltivato quasi esclusivamente al Nord, riso (1.596.367 tonnellate) per il quale detiene il primato europeo, la soia (607.695 tonnellate) sviluppata negli ultimi 20 anni, la barbabietola da zucchero (11.730.025 tonnellate). Tutte queste colture hanno come zona di elezione le regioni del nord. L'italia vanta una tradizione per la qualità della sua vite e l’olivo. L’Italia contende alla Francia il primato mondiale della produzione di vino ed alla Spagna per la produzione di olio d’oliva. L’Italia meridionale è specializzata nella coltura degli ortaggi (pomodori, insalata, finocchi, peperoni, cavolfiori, sedano), segnatamente la Puglia, che fornisce oltre il 10% della produzione agricola nazionale.[107] e il 44% della produzione olearia nazionale.[108] Inoltre è la prima nazione al mondo per la produzione di kiwi.[109]

Per quanto concerne gli alberi da frutto il Trentino-Alto Adige è specializzato nella produzione di mele, la Sicilia e la Calabria in agrumi, l’Emilia-Romagna in pere e pesche, la Campania in albicocche e fichi, la Puglia in ciliege.

L'allevamento (bovino, suino, caprino e ovino) è praticato in tutta la penisola, anche se in quantità e modalità differenti da zona a zona. Tuttavia questa attività non riesce a soddisfare il fabbisogno interno.

Riguardo alla pesca, la produzione italiana si attesta su 530.125 tonnellate (dati del 2005), comprensiva di pesce, crostacei, molluschi e acquacoltura. Un terzo del pescato italiano viene dalla Sicilia, seguita dalla Puglia e dalle Marche.[110]

Industria

La forza dell'industria italiana consiste nella lavorazione e produzione di manufatti, principalmente in aziende medio-piccole di proprietà familiare. Negli ultimi 20 anni, a partire dal Nord-Est del Paese, si sono diffusi i cosiddetti distretti industriali, un modello che ha visto una consistente diffusione lungo la dorsale adriatica, al punto da costituire una delle caratteristiche peculiari dell'economia italiana.

L'industria - particolarmente sviluppata nei settori meccanici (automobile, motocicletta, ricambi e accessori), cantieristico navale, degli elettrodomestici, chimico, farmaceutico e nei campi dell'energia, metallurgia, agroalimentare e della difesa (armi leggere, mezzi blindati, elicotteri, sistemi di difesa ecc.). L'Italia è uno dei paesi leader nella produzione e nel design di automobili e ciclomotori ed è leader in tutto il mondo per i suoi prodotti di lusso nel campo della moda. I marchi italiani nell'ambito della moda sono fra i più conosciuti e di maggior successo.

Servizi

In Italia i servizi rappresentano il settore di gran lunga più importante dell'economia, sia per numero di occupati (il 67% del totale) che per valore aggiunto (il 71%).[111] Il settore è, inoltre, di gran lunga il più dinamico: oltre il 51% degli oltre 5.000.000 di imprese operanti oggi in Italia appartiene al settore dei servizi, e il 45,8% all’area Confcommercio; ed in questo settore nascono oltre il 67% delle nuove imprese.

Importantissime attività in Italia sono il turismo, il commercio, i servizi alle persona e alle imprese (terziario avanzato). Quest'ultima attività è maggiormente sviluppata nelle grandi città e nelle regioni economicamente più avanzate. I principali dati settoriali nel 2006: per il commercio vi sono 1.600.000 imprese, pari al 26% del tessuto imprenditoriale italiano, e oltre 3.500.000 unità di lavoro. Trasporti, comunicazioni, turismo e consumi fuori casa, oltre 582.000 imprese, pari al 9,5% del tessuto imprenditoriale, quasi 3.500.000 di unità di lavoro. Servizi alle imprese: 630.000 imprese registrate, pari al 10,3% del tessuto imprenditoriale, oltre 2.800.000 unità di lavoro.[112]

Il settore bancario ha conosciuto in Italia, negli ultimi anni, una diminuzione del numero degli occupati, soprattutto per la diffusione delle nuove tecnologie informatiche. Il settore finanziario conserva, comunque, un ruolo centrale nel capitalismo italiano in quanto, spesso, i gruppi bancari sono proprietari di importanti industrie, società di assicurazioni, beni immobili e gruppi editoriali. Il settore finanziario è da alcuni anni protagonista di una forte tendenza alla concentrazione tra le banche e le assicurazioni.[113]

Divario Nord-Sud

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Questione meridionale.

A tutt'oggi permane la differenza tra il Centro-Nord del paese, caratterizzato da un forte sviluppo economico, e il Sud, che evidenzia un maggiore tasso di disoccupazione conseguenza di una maggiore difficoltà nel fare impresa (e quindi creare nuovi posti di lavoro) a causa della pessima amministrazione dei territori e, in alcune regioni, della presenza delle mafie che incidono in maniera pesantissima sullo sviluppo economico. Si calcola, infatti, che senza l'incidenza della mafia sull'economia meridionale, il sud Italia sarebbe in grado di raggiungere in pochi anni lo sviluppo economico del nord.[114]

Negli ultimi anni, tuttavia, qualcosa è cambiato. Molte aree del Mezzogiorno hanno visto intensificarsi il peso dell'imprenditoria privata, incentivata dal basso livello dei prezzi e del lavoro. Resta, tuttavia, un divario lungi dall'essere colmato.

PIL - Serie storica

Di seguito la tabella che riporta il PIL[105] ai prezzi di mercato, espresso in milioni di euro, prodotto in Italia dal 2000 al 2007:

2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008
1.191.056,7 1.248.648,1 1.295.225,7 1.335.353,7 1.390.539,0 1.423.048,0 1.475.403,0 1.534.561,0 1.814.557,0

Rispetto ai dati sopra esposti occorre osservare che il PIL espresso in termini assoluti è un indicatore di ricchezza dell'entità geografica, piuttosto che degli abitanti.

PIL ai prezzi di mercato per abitante - Serie storica

Un indicatore della ricchezza che, oltre a considerare il PIL, tiene conto anche della numerosità della popolazione a cui tale PIL è riferito è il PIL ai prezzi di mercato per abitante (euro correnti).[105][115]

2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008
20.917,0 21.914,9 22.660,7 23.181,3 23.902,6 24.281,2 25.031,6 25.921,4 26.276,40

Trasporti

La rete autostradale italiana.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Trasporti in Italia.

La rete infrastrutturale italiana è dotata di strade, autostrade, ferrovie, porti ed aeroporti.

  • Le rete stradale (suddivisa in strade statali, regionali, provinciali, comunali) si sviluppa su 837.493 km;[116]
  • La rete autostradale, gestita da vari enti e società, ammonta a 6.532 km;[116]
  • La rete ferroviaria in esercizio ammonta a 16.529 km (divisi tra rete estera, rete fondamentale, rete complementare e rete di nodo) ed è gestita da Rete Ferroviaria Italiana S.p.A.;[117]
  • Data la sua conformazione geografica, in tutta la penisola vi sono 156 porti;[116]
  • Gli aeroporti ammontano a 98.[116]

Inoltre, il trasporto pubblico urbano all'interno delle grandi città si serve di tram, filobus, autobus, funicolari e, nelle maggiori città italiane, di metropolitane.

L'Italia, tuttavia, non brilla per la qualità e quantità dei trasporti e infrastrutture, che restano limiti strutturali allo sviluppo e alla competitivià, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno. Vari studi comparativi con altri paesi[118][119] attestano che il Belpaese sconta un ritardo rispetto a molti paesi europei per dotazione infrastrutturale e trasporti. Le motivazioni si riconducano agli iter particolarmente lunghi e farraginosi con cui vengono approvate le leggi e i progetti, alla criminalità organizzata che pervade il settore delle costruzioni e la corruzione della politica locale.

Turismo

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Turismo in Italia.
Trulli di Alberobello, uno dei patrimoni dell'umanità italiani

Un settore di primaria importanza per l'economia italiana continua ad essere il turismo, nonostante il Paese abbia perso da molti anni il primato di visitatori stranieri all'anno (nel 2007 erano 43.700.000).[120] L'Italia era quindi al quinto posto nel mondo dopo Cina (54.700.000 turisti stranieri annui), USA (56.000.000), Spagna (59.200.000) e Francia (81.900.000).[120]

L'Italia è poi al quarto posto per entrate derivanti dal turismo internazionale, con 42,7 miliardi di dollari nel 2007, contro i 54,2 della Francia, i 57,8 della Spagna ed i 96,7 miliardi di dollari degli Stati Uniti.[120]

Ambiente

Patrimonio naturale

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Area naturale protetta, Elenco delle altre aree protette italiane e Elenco dei parchi nazionali italiani.

I parchi nazionali sono costituiti da aree terrestri, marine, fluviali, o lacustri che contengano uno o più ecosistemi intatti o anche parzialmente alterati da interventi antropici, una o più formazioni fisiche, geologiche, geomorfologiche, biologiche, di interesse nazionale od internazionale per valori naturalistici, scientifici, culturali, estetici, educativi e ricreativi tali da giustificare l'intervento dello Stato per la loro conservazione.

I parchi regionali sono costituiti da aree terrestri, fluviali, lacustri ed eventualmente da tratti di mare prospicienti la costa, di valore ambientale e naturalistico, che costituiscano, nell'ambito di una o più regioni adiacenti, un sistema omogeneo, individuato dagli assetti naturalistici dei luoghi, dai valori paesaggistici e artistici e dalle tradizioni culturali delle popolazioni locali.

Le riserve naturali sono costituite da aree terrestri, fluviali, lacustri o marine che contengano una o più specie naturalisticamente rilevanti della fauna e della flora, ovvero presentino uno o più ecosistemi importanti per la diversità biologica o per la conservazione delle risorse genetiche.

Le zone umide sono costituite da paludi, aree acquitrinose, torbiere oppure zone di acque naturali od artificiali, comprese zone di acqua marina la cui profondità non superi i sei metri con la bassa marea; aree che, per le loro caratteristiche, possano essere considerate di importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar.

Le aree marine protette sono costituite da tratti di mare, costieri e non, in cui le attività umane sono parzialmente o totalmente limitate. La tipologia di queste aree varia in base ai vincoli di protezione.

Le altre aree protette sono quelle aree che non rientrano nelle precedenti classificazioni, come i parchi suburbani o le oasi delle associazioni ambientaliste. Possono essere a gestione pubblica o privata, con atti contrattuali quali concessioni o forme equivalenti.

La continua crescita della densità di popolazione, già elevata, è causa di esacerbazione degli evidenti fenomeni di degrado ambientale che affliggono il territorio italiano.

Arte

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Cultura italiana e Arte italiana.

Il contributo che l'Italia ha portato, nel corso della storia dei popoli che l'hanno abitata, alla cultura mondiale è stato, per pressoché unanime consenso degli storici, immenso e vario.

Le innovazioni che l'Italia ha portato in tutti i campi della cultura lungo 2.500 anni di storia sono innumerevoli; nei due periodi in cui la penisola fu il centro della civiltà del tempo, ovvero durante l'Impero romano ed il Rinascimento, il ruolo che ebbe nella storia della conoscenza umana fu di decisiva importanza.

Architettura

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Architettura italiana.
Pantheon, Roma

L'architettura italiana sviluppò caratteri omogenei sotto l'Impero romano. Influenzata dall'architettura greca e da quella etrusca, quella romana assunse caratteri propri, risultando, rispetto alle precedenti, maggiormente legata allo spazio interno e ad un forte plasticismo derivato dall'uso di archi, volte e cupole.[121]

In epoca paleocristiana, con la diffusione del Cristianesimo, le chiese italiane ripresero i modelli delle basiliche romane, con una navata centrale affiancata da corridoi laterali. Il passaggio dall'architettura paleocristiana a quella proto-medievale in Italia non fu particolarmente evidente.[121]

Nella seconda metà dell'XI secolo si registra la costruzione di abbazie e chiese in stile romanico. L'edificio più importante dell'Italia meridionale è da ricercare nella basilica di San Nicola a Bari (1087) e in altri edifici in stile romanico pugliese.

Nell'Italia centro-settentrionale invece si sviluppò il Romanico pisano. Invece, in Lombardia, la basilica di Sant'Ambrogio presenta una copertura con volte a crociera e costoloni tra le più antiche d'Europa.[122] A Venezia l'architettura romanica si fuse con quella bizantina nella basilica di San Marco. In Sicilia gli elementi bizantini si unirono a quelli normanni e saraceni, ricostrabili in alcune chiese palermitane e nelle cattedrali di Cefalù e Monreale. Nell'architettura civile invece fecero la loro comparsa numerose torri gentilizie; sono celebri quelle di San Gimignano e Bologna.

Facciata del Duomo di Milano

L'architettura gotica fu introdotta in Italia dai cistercensi, ad esempio nell'Abbazia di Fossanova e a San Galgano. Il più originale edificio protogotico è la basilica di San Francesco ad Assisi. Notevoli chiese gotiche sorsero quindi a Firenze, Siena, Orvieto, Napoli, Bologna, Venezia e Milano. All'influenza francese sono riconducibili alcuni castelli, tra i quali spicca il celebre Castel del Monte (1240 circa).[121]

Tra il XIII e il XIV secolo vennero poi costruiti numerosi edifici civili, come i palazzi pubblici dell'Italia centrale, a cui si sommano diversi palazzi trecenteschi a Firenze e Siena, nonché le case d'inizio Quattrocento di Venezia.

L'architettura rinascimentale si sviluppò a Firenze, dove, durante il periodo romanico, si era mantenuta una certa continuità con le forme chiare e regolari dell'architettura classica. Il punto di svolta, che segna il passaggio dall'architettura gotica e quella rinascimentale, coincide con la realizzazione della cupola del Duomo di Firenze, eseguita da Filippo Brunelleschi tra il 1420 ed il 1436.[122] Tuttavia, la prima opera pienamente rinascimentale è lo Spedale degli Innocenti[123] costruito dal medesimo Brunelleschi a partire dal 1419. Il pieno Rinascimento invece fu essenzialmente romano, grazie all'opera di Bramante, Raffaello Sanzio e Michelangelo Buonarroti. Al primo si deve soprattutto il progetto per la ricostruzione della basilica di San Pietro in Vaticano, al quale subentrarono in seguito gli stessi Raffaello e Michelangelo. Il Rinascimento del XVI secolo è chiuso da alcune opere di Andrea Palladio, che influenzarono notevolmente l'architettura europea (Neopalladianesimo).

Il Manierismo, preannunciato da Baldassarre Peruzzi in alcune opere romane, vide nel citato Michelangelo e Giulio Romano i due principali esponenti.[124] Jacopo Barozzi da Vignola con la sua chiesa del Gesù a Roma indirizzò l'architettura verso il Barocco.[125]

Lo stile barocco, legato alla Controriforma, fu prodotto a Roma ed esercitò la sua influenza in tutto il mondo cattolico. Le prime opere sono da ricercare nei lavori di Carlo Maderno, Martino Longhi il Giovane ed altri. A questi subentrarono Gian Lorenzo Bernini, Francesco Borromini e Pietro da Cortona.

Notevole importanza rivestono anche le trasformazioni urbanistiche di Roma, tese a collegare i principali edifici religiosi della città per mezzo di grandi assi stradali rettilinei e alla formazione di vaste piazze. Lo stile barocco si diffuse ben presto oltre i confini della città, raggiungendo Torino, Milano, Venezia, Napoli, Lecce, e quindi, dopo il terremoto del 1693, la Sicilia.

Al Settecento risale la più originale produzione di tutta l'architettura barocca e rococò: la Palazzina di caccia di Stupinigi,[122] progettata da Filippo Juvara. A Roma, l'estremo capitolo della stagione barocca trovò le sue realizzazioni più significative in alcuni importanti interventi urbanistici come piazza di Spagna e la Fontana di Trevi. Invece, nel Regno di Napoli, sotto Luigi Vanvitelli, fu avviata la costruzione della Reggia di Caserta (dal 1752).

Facciata del Teatro San Carlo di Napoli

L'architettura neoclassica, anche nella sua variante neogreca, venne prodotta in numerose opere di valore. L'influenza del Neoclassicismo francese è evidente nella facciata del Teatro San Carlo di Napoli (di Antonio Niccolini); nella medesima città, all'inizio dell'Ottocento fu cominciata la costruzione della grande basilica di San Francesco, la più importante chiesa italiana dell'epoca.[126] Il Neoclassismo lasciò segni importanti in diverse regioni, ma con l'unità d'Italia prevalse lo stile neorinascimentale o, più in generale, l'eclettismo.

L'Art Nouveau, in Italia chiamata Liberty o Stile Floreale, ebbe in Giuseppe Sommaruga ed Ernesto Basile due dei principali e più originali esponenti. Tuttavia, un linguaggio totalmente nuovo si preannunciò con i progetti di Antonio Sant'Elia. Il razionalismo si manifestò nel Gruppo 7 e MIAR (1926), ma dopo lo scioglimento del gruppo emerse nelle figure isolate di Giuseppe Terragni, Adalberto Libera e Giovanni Michelucci. Durante il periodo fascista, con la riscoperta della Roma imperiale, ebbe maggiore fortuna il cosiddetto stile Novecento o Neoclassicismo semplificato di Marcello Piacentini, autore peraltro di diverse trasformazioni urbanistiche in diverse località italiane.

In una stagione animata da interessanti dibattiti portati avanti da critici quali Bruno Zevi, prevalse il razionalismo, che trova nella testata della Stazione di Roma Termini una delle opere paradigmatiche. Al Neorealismo di Michelucci, Carlo Aymonino, Mario Ridolfi ed altri fecero seguito il Neoliberty e il Brutalismo. Il Postmoderno, anticipato da Paolo Portoghesi intorno al 1960, trovò la sua consacrazione nel Teatro del Mondo costruito da Aldo Rossi per la Biennale di Venezia del 1980.

Tra i principali architetti attivi in Italia tra la fine del Novecento e l'inizio del XXI secolo si ricordano Renzo Piano, Massimiliano Fuksas, Gae Aulenti, lo svizzero Mario Botta, Zaha Hadid, Richard Meier e Norman Foster.

Pittura e scultura

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Categoria:Pittori italiani, Categoria:Scultori italiani e Lista dei patrimoni dell'umanità.
L'ultima Cena di Leonardo Da VInci

L'arte pittorica e scultorea è sicuramente l'ambito di eccellenza della cultura italiana più nota nel mondo. Essa ha avuto la sua espressione più alta e caratterizzante nel periodo che va dal Trecento al Seicento inoltrato (nei periodi del Rinascimento e del Barocco).

La lunga storia del paese, tuttavia, ed i numerosi periodi di ricchezza che ha attraversato, hanno lasciato in eredità esempi notevolissimi dell'arte delle più disparate epoche e civiltà, che fanno dell'Italia un caso unico al mondo per la varietà dei beni artistici e per la loro diffusione capillare sul territorio.

Dai templi greci della Magna Grecia ai borghi medievali, dalle terme romane alle ville settecentesche, il grande museo all'aperto della penisola è tra le prime mete del turismo mondiale. L'Italia possiede oltre 60mila monumenti nazionali ed è lo Stato a detenere il maggior numero di siti patrimoni dell'umanità (44) nella lista stilata dall'UNESCO. Non esistendo un inventario generale dei beni artistici, non è possibile determinare una stima affidabile del patrimonio artistico nazionale, che peraltro ha subito e subisce una consistente opera di dispersione.[127]

Letteratura

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Letteratura italiana.
Dante Alighieri, il Sommo Poeta

La nascita della letteratura italiana canonicamente si fa risalire alla prima metà del XIII secolo con la diffusione, all'interno di circuiti assai privati e modesti, di quei manoscritti di carattere religioso, ma anche laico e giocoso, ad uso della comunità religiosa e laica, ma sempre ad un alto livello della scala sociale (per esempio i notai). Ciò che ci permette di parlare di una letteratura italiana è la lingua.

La letteratura italiana si compone di tutte quelle opere manoscritte e a stampa in lingua italiana che, come si è detto, a partire dal XIII secolo si sono sviluppate in Italia, fino ai nostri giorni.

Essa nasce in ritardo rispetto ad altre letterature europee perché molto ancorata alla tradizione del latino. Nel XIII secolo si hanno le prime esperienze letterarie, la poesia religiosa in Umbria (capolavoro è il Cantico delle creature di San Francesco d'Assisi e le Laudi di Jacopone da Todi), la scuola siciliana (nata alla corte di Federico II) e, alcuni decenni più tardi, la lirica toscana. Nel XIV secolo la letteratura italiana possedeva già tre capolavori che la misero in assoluta preminenza per l'epoca rispetto a qualsiasi altra produzione letteraria occidentale: la Divina Commedia di Dante Alighieri, il Canzoniere di Francesco Petrarca e il Decameron di Giovanni Boccaccio.

In italiano si sono espressi scrittori e poeti di fama universale, quali Ludovico Ariosto, Niccolò Machiavelli, Torquato Tasso, Ugo Foscolo, Giosuè Carducci, Giacomo Leopardi, Giovanni Verga, Luigi Pirandello, Salvatore Quasimodo, Giuseppe Ungaretti, Alessandro Manzoni, Grazia Deledda, Leonardo Sciascia, Giovanni Pascoli, Primo Levi, Dario Fo e tanti altri intellettuali che hanno prodotto capolavori di tale bellezza da influenzare la cultura europea e mondiale.

Romanzo

Il romanzo è la forma più utilizzata dagli autori italiani a partire dal XIX secolo, grazie al maggiore pubblico, vi è una maggiore disposizione all'industria editoriale, inoltre venivano pubblicati romanzi d'appendice. Il romanzo nasce con un orientamento verso il realismo, accanto al quale comincia a nascere una vena che tende all'analisi psicologica, cosa non esattamente nuova, infatti con il positivismo nascono la sociologia e la psicologia. L'attenzione alla realtà psicologica nei romanzi di fine '800 non è importante per se stessa (come lo è ne la coscienza di Zeno ma l'analisi è messa in relazione all'influenza ambientale (determinismo), perciò gli autori sono più interessati agli aspetti patologici della psicologia della società, e dell'individuo in un meccanismo sociale, e non la psiche stessa. C'è dunque più interesse per la realtà psicologica nei romanzi di fine '800 che non della realtà effettiva.

Teatro

In ambito teatrale di grande importanza è il drammaturgo Carlo Goldoni che supera la tradizione della commedia dell'arte e introduce una nuova forma di teatro in cui si passa da una recitazione improvvisata degli attori ad una recitazione che segue un copione preciso.

Musica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Categoria:Musicisti italiani.

La musica italiana comincia a fiorire nel Cinquecento, con la musica rinascimentale che, soprattutto con Monteverdi, acquisisce i suoi tratti più innovativi nel tardo Cinquecento, con la nascita dell'opera lirica, genere in cui gli italiani vedranno il primato per secoli. La musica strumentale italiana ha visto un periodo di fioritura meno duraturo, concentrandosi perlopiù (anche se non solo) nel periodo barocco, ma è stata comunque percorsa da artisti di grande importanza, quali Palestrina, Corelli, Vivaldi, il già citato Monteverdi , e nei secoli successivi, Paganini e Giuseppe Verdi. Durante il periodo romantico l'opera lirica è stata la maggiore espressione musicale in Italia e ha raggiunto il suo massimo splendore con musicisti famosi in tutto il mondo come: Gioacchino Rossini, Giacomo Puccini e il già citato Verdi, i quali hanno composto opere molto importanti nella storia della musica come La Traviata, Guglielmo Tell, Aida e Madama Butterfly.

L'Italia vanta alcuni tra i più grandi interpreti della lirica di tutti i tempi: i tenori Luciano Pavarotti ed Enrico Caruso, i soprani Katia Ricciarelli e Renata Tebaldi.

Un discorso a parte vale per la musica leggera italiana degli ultimi decenni (che può contare su rassegne canore di rilevanza nazionale come il Festival di Sanremo o lo Zecchino d'Oro, quest'ultima dedicata ai bambini), che si può dividere in tre categorie: la prima composta dai cantautori, cioè dai musicisti che scrivono e compongono le proprie canzoni, come Fabrizio de Andrè, Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Francesco Guccini e Adriano Celentano; la seconda composta dagli artisti di scena internazionale come Tiziano Ferro, Laura Pausini (vincitrice nel 2008 dei Grammy Awards e di numerosi altri premi internazionali), Elisa, Vasco Rossi, Mina, Lucio Battisti, Andrea Bocelli e molti altri. La terza categoria comprende gli artisti che, negli anni settanta sulla falsa riga dei gruppi inglesi del tempo, cercavano di unire la tradizione musicale italiana alla musica classica facendo nascere anche in Italia il movimento del rock progressivo. Tra gli artisti facenti parte di questo genere figurano Premiata Forneria Marconi (la quale riuscì ad affermarsi in tutte le parti del globo e soprattutto negli Stati Uniti), Le Orme e Banco del Mutuo Soccorso.

Cinema

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Cinema italiano.
Sophia Loren alla premiazione degli Oscar 2009

La grande industria cinematografica italiana nacque, tra le prime del mondo, agli inizi del Novecento e già negli anni dieci si era affermata come una delle più attive, in termini di pellicole prodotte, dell'epoca. Dopo l'intensa stagione del muto, gli anni trenta videro l'apertura di Cinecittà e il successo internazionale del Festival del Cinema di Venezia. Nel dopoguerra la cinematografia italiana si distinse rinnovando il codice cinematografico, grazie alla rivoluzione del neorealismo. Anche la generazione successiva ai neorealisti, con i registi Pier Paolo Pasolini, Federico Fellini, Michelangelo Antonioni, Dino Risi, e gli attori Sophia Loren, Anna Magnani, Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman e Alberto Sordi, ottenne importanti riconoscimenti in patria e all'estero.

Negli anni sessanta e settanta, contemporaneamente al Giallo all'italiana, un altro genere ottenne un grande successo, non solo a livello nazionale, ma anche e livello internazionale: il Western all'italiana, altrimenti detto spaghetti-western, film d'ambientazione western, non solo con attori italiani, ma anche americani non ancora conosciuti, come Clint Eastwood.

Sul finire degli anni settanta si iniziarono a percepire i primi sintomi di una crisi che esploderà nella prima metà degli anni ottanta e che si protrarrà per oltre un decennio. Si tratta di un processo fisiologico, legato per lo più all'avanzare della televisione commerciale, che investe nello stesso periodo altri paesi di grande tradizione cinematografica.

Negli anni successivi l'importanza del cinema italiano è stata per lo più legata a singoli film o singoli registi e attori. È il caso, in anni recenti, dei trionfi internazionali di Giuseppe Tornatore, Gabriele Salvatores o Roberto Benigni, per arrivare, nel 2008, a Matteo Garrone con Gomorra.

Scienza

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Categoria:Scienziati italiani.

Non meno importante è stato il contributo italiano alla scienza. Leonardo da Vinci è considerato uno dei più grandi geni dell'umanità. Nel Rinascimento italiano, incarnò a pieno lo spirito universalista e lo portò alle maggiori forme di espressione nei più disparati campi dell'arte e della conoscenza. Fu pittore, scultore, architetto, ingegnere, anatomista, letterato, musicista e inventore.

Un contributo fondamentale alla scienza moderna è stato dato da Galileo Galilei, che ne è considerato il fondatore. Galileo ha perfezionato il telescopio e ha introdotto il metodo scientifico, ha avuto un ruolo importante nella rivoluzione astronomica, ha sostenuto il sistema eliocentrico e le teorie copernicane.

Sono da ricordare, inoltre, personaggi come Luigi Galvani e Alessandro Volta ricordati per gli studi pionieristici sull'elettricità, Antonio Pacinotti che inventò la dinamo, Antonio Meucci che inventò il telefono. Anche tra i premiati con il Nobel sono presenti degli italiani illustri come Enrico Fermi, Guglielmo Marconi e Carlo Rubbia per la fisica, Giulio Natta che fu uno dei padri della chimica industriale, Camillo Golgi e Rita Levi-Montalcini per il loro contributo alla medicina.

Sport

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Sport in Italia.
La Nazionale Italiana di calcio festeggia la vittoria dei mondiali di calcio del 2006

Il colore sportivo nazionale dell'Italia è l'azzurro, mutuato dallo stemma araldico di Casa Savoia, dinastia regnante dal 1861 al 1946.

La tradizione sportiva italiana è antica quasi quanto la sua storia: in quasi tutti gli sport, sia individuali che di squadra, l'Italia può vantare sempre buone rappresentative e molti successi. Tuttavia, quasi tutte le vittorie negli sport di squadra restano una prerogativa maschile, eccezione fatta per la pallavolo, la pallanuoto e la scherma.

Calcio

Lo sport più seguito e praticato è il calcio. La serie A del Campionato italiano di calcio è uno dei più importanti e seguiti campionati calcistici del mondo,[128] nonché il terzo più competitivo d'Europa secondo l'attuale ranking stilato dall'UEFA.[129]

La Nazionale Italiana di calcio è la squadra Campione del mondo in carica, avendo vinto l'edizione 2006 della Coppa del Mondo ed è storicamente una delle nazionali di calcio più forti e titolate del mondo (1934, 1938, 1982, 2006).

Basket

Il Basket o pallacanestro, per gli italiani, è il secondo sport di squadra per seguito di tifosi, dopo il calcio: dalla stagione 2001/02, ossia da quando è stata riunificata la Lega A, il numero di spettatori è in costante aumento.[130] Purtroppo, però, questa disciplina è sempre stata avara di trofei mondiali.

Pallavolo

Per quanto riguarda la pallavolo l'Italia ha una tradizione di grandi risultati. Quella maschile vanta nei Campionati Europei ben 6 ori, ai Mondiali 3 ori consecutivi (1990, 1994, 1998). L'Italia si è anche aggiudicata una medaglia d'oro al torneo di Coppa del Mondo. La Nazionale Italiana è stata premiata dalla Federazione Internazionale della Pallavolo (FIVB), come la squadra del XX secolo. Nella pallavolo femminile invece, ai Mondiali, le azzurre hanno conquistato il primo oro nel 2002. In campo Europeo l'oro arriva nel 2007 e una Coppa del Mondo vinta nel novembre 2007.

Sport motoristici

Ferrari da Formula 1 guidata da Schumacher nel 2005

L'Italia vanta ottime tradizioni negli sport del motore. Celebri nel mondo sono gli autodromi di Monza e di Imola e il circuito del Mugello.

Nel motociclismo, i grandi campioni del passato (Masetti, Ubbiali, Provini e Giacomo Agostini) sono degnamente seguiti dai campioni del presente (Max Biaggi, Loris Capirossi, Marco Melandri e Valentino Rossi). I marchi Bianchi, Aprilia, Gilera, Guzzi, MV Agusta, Benelli e Ducati hanno vinto le corse più prestigiose e conquistato campionati mondiali in tutte le categorie.

Nell'automobilismo altrettanto importante è il palmares delle marche e dei piloti italiani, dalla Formula 1 alle corse di durata ai rally. Nella velocità, dalle prime corse del '900, FIAT, Alfa Romeo, Maserati (unica casa italiana a vincere, per due volte, la 500 Miglia di Indianapolis), Ferrari, Abarth e Lancia, hanno vinto nelle gare più importanti e conquistato titoli mondiali e continentali in tutte le categorie. In Formula 1, la Scuderia Ferrari detiene il record di titoli per piloti e costruttori, di vittorie per singole gare e di presenza ininterrotta dalla istituzione del campionato del mondo.

Ciclismo

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Categoria:Ciclismo in Italia.

Il ciclismo è praticato soprattutto su strada e, grazie a personaggi come Fausto Coppi, Gino Bartali e Marco Pantani, è diventato molto appassionante e popolare. Tra le competizioni maggiori figurano il Giro d'Italia e la Milano-Sanremo, rispettivamente corsa a tappe e classica.

Tradizioni

Uno dei momenti del Palio di Siena del 2008

L'Italia annovera numerosissime tradizioni storiche e folcloristiche di vario genere e, in alcuni casi, famose anche a livello internazionale. Tra le più caratteristiche e conosciute vi sono il Palio di Siena, il Carnevale di Venezia, quello di Mamoiada (con le caratteristiche Mamuthones), i riti della settimana santa di alcuni comuni (specie nel meridione), l'Infiorata di Genzano e la Festa dei Ceri.

Gastronomia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Cucina italiana.

La cucina italiana, di tipo mediterraneo, è sicuramente una delle più apprezzate e famose al mondo. Alcuni alimenti come la pasta e la pizza grazie alla loro semplicità e bontà, sono diventati simboli universalmente riconosciuti della cucina italiana.

Grazie ai numerosi popoli che l'hanno abitata nel corso dei secoli, il Paese può contare su una vastissima gamma di prodotti enogastronomici, molto vari da zona a zona. In una visione di insieme (e quindi con le dovute eccezioni regionali) i tratti distintivi della cucina italiana comprendono tutti quegli elementi che vengono oggi considerati tipici della dieta mediterranea.

Negli ultimi anni si è risvegliato inoltre nel pubblico un notevole interesse per la gastronomia e l'enologia, e numerose associazioni si occupano della riscoperta e della salvaguardia delle tradizioni regionali italiane (ad esempio Slow Food e l'Accademia Italiana della Cucina).

L'Italia è anche ai vertici mondiali per la produzione del vino, presentando una grandissima varietà di prodotti DOC in ogni regione.

Festività

Data Nome Spiegazione
1º gennaio Capodanno Festa che celebra la chiusura dell'anno e l'apertura di quello nuovo.
6 gennaio Epifania La Chiesa cattolica e altre chiese cristiane ricordano la manifestazione della divinità di Gesù Cristo (ricorre anche la Festa della Befana).
variabile * Pasqua La Chiesa cattolica e altre chiese cristiane ricordano la risurrezione di Gesù Cristo.
variabile ** Lunedì dell'Angelo Lunedì di Pasqua, Pasquetta.
25 aprile Festa della Liberazione Il 25 aprile 1945 indica la fine della Seconda guerra mondiale in Italia e la liberazione dal nazifascismo.
1º maggio Festa dei lavoratori Celebrazione dei traguardi economici e sociali raggiunti dai lavoratori. Il 1º maggio è una festa internazionale, celebrata in quasi tutto il mondo.
2 giugno Festa della Repubblica italiana Il 2 giugno 1946 si tenne il referendum per la scelta tra monarchia e repubblica. La festa del 2 giugno è la festa nazionale italiana (il 25 aprile e il 1º maggio non sono feste nazionali, bensì feste civili) ed è considerato il "compleanno" della Nazione. Ogni Stato, nel mondo, ha un giorno dell'anno in cui si celebra la sua festa nazionale (per esempio, Stati Uniti, il 4 luglio; Francia, il 14 luglio).
15 agosto Ferragosto Festa di Mezza Estate; La Chiesa cattolica ricorda l'assunzione della beata vergine Maria.
1º novembre Ognissanti La Chiesa cattolica celebra la festa dedicata a tutti i santi.
8 dicembre Immacolata Concezione La Chiesa cattolica ricorda l'istituzione del dogma secondo cui la beata vergine Maria è stata preservata, fin dall'istante del suo concepimento, dal peccato originale e non commise, in tutta la sua vita, alcun peccato, neanche veniale.
25 dicembre Natale La Chiesa cattolica e altre chiese cristiane ricordano la nascita di Gesù Cristo.
26 dicembre Santo Stefano Giorno festivo, non religioso (non "di precetto"), stabilito nel dopoguerra per allungare la festività solenne del Natale. Così come il giorno di Pasquetta è stato creato, ancora nel dopoguerra, per allungare la solennità di Pasqua. Si possono considerare "giorni festivi di comodo", per venire incontro al clima di festa fra la popolazione, in occasione di queste due importanti ricorrenze. Negli anni della prima metà del secolo XX, fino al 1947, essi erano giorni feriali.
* Pasqua: prima domenica successiva al primo plenilunio dopo l'equinozio di primavera: può cadere dal 22 marzo al 25 aprile

** Pasquetta: lunedì successivo alla Pasqua :)

Fino al 1977 erano considerati giorni festivi agli effetti civili:[131]

Inoltre, nel Sudtirolo, il lunedì di Pentecoste è considerato giorno festivo.

A fine aprile 2008 sono state avanzate delle proposte di legge per ripristinare tali festività. A fine ottobre 2008, il governo italiano ha proposto il ripristino, come giorno di vacanza, del 4 novembre.[132]

Note

  1. ^ L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
  2. ^ "Del bel paese là dove 'l sì sona", Dante, Inferno, c.XXXIII, v.80; "il bel paese | Ch'Appennin parte e 'l mar circonda e l'Alpe" Petrarca, Canzoniere, s. CXLVI.
  3. ^ La distanza minima tra la Sicilia e il Capo Bon in Tunisia è di poco più di 140 km.
  4. ^ Lo spazio costiero italiano. URL consultato il 16-2-2010.
  5. ^ Manco, op. cit.
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  10. ^ AA.VV, op. cit., pp. 73, 95, 97.
  11. ^ Zecchini, op. cit., cap. IV.
  12. ^ Zecchini, op. cit., cap. XIII.
  13. ^ a b Volpe, op. cit., Cap. IV.
  14. ^ Montanelli, op. cit.
  15. ^ AA.VV, op. cit., pp. 150-151.
  16. ^ Chittolini, Molho, Schiera, op. cit.
  17. ^ Burdach, op. cit.
  18. ^ a b AA.VV, op. cit., pp. 223-225.
  19. ^ Procacci, op. cit.
  20. ^ Famosa è la peste descritta ne I promessi sposi da Alessandro Manzoni, che dimezzò la popolazione di Milano e provocò in tutta Italia un milione e mezzo di morti.
  21. ^ A testimonianza dell'influsso francese, un'eredità ancora ben presente è il tricolore italiano inizialmente adottato nelle piccole ed effimere repubbliche create da Bonaparte nella penisola italiana centro-settentrionale.
  22. ^ Istituto siciliano di studi politici ed economici. URL consultato il 6-8-2009.
  23. ^ Proclama di Rimini. URL consultato il 6-8-2009.
  24. ^ Eran trecento, eran giovan e forti e sono morti: così il ritornello della poesia La spigolatrice di Sapri di Luigi Mercantini, considerata una delle più alte testimonianze della poesia patriottica risorgimentale, descrive la sfortunata spedizione di Carlo Pisacane.
  25. ^ AA.VV, op. cit., p. 357.
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  33. ^ De Martino, op. cit.
  34. ^ Secondo il rapporto Morti e dispersi per cause belliche negli anni 1940-45, compilato nel 1957 da Roma: Istituto Centrale Statistica i morti militari furono 291.376, di cui 204.346 prima dell'armistizio (66.686 morti in battaglia o per ferite, 111.579 dispersi certificati morti e 26.081 morti per cause non belliche) e 87.030 dopo l'armistizio (42.916 morti in battaglia o per ferite, 19.840 dispersi certificati morti e 24.274 morti per cause non belliche), i prigionieri morti sono inclusi in questo elenco. I civili morti sono stati 153.147 (123.119 dopo l'armistizio) inclusi 61.432 in attacchi aerei (42.613 dopo l'armistizio). Per ulteriori approfondimento si veda qui. A questi vanno aggiunti 15.000 soldati africani coscritti. Sono incluse le 64.000 vittime delle repressioni e genocidi nazisti (tra cui 30.000 prigionieri). I morti militari dopo l'armistizio includono 5.927 schierati con gli alleati, 17.166 partigiani e 13.000 della Repubblica Sociale Italiana. 1.000 persone del popolo rom e 8.562 ebrei morirono.
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