Chitarra elettrica

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Chitarra elettrica Epiphone Les Paul Custom (solid body)

La chitarra elettrica è un tipo di chitarra in cui la vibrazione delle corde viene rilevata da uno o più pick-up. Il suono viene quindi prelevato all'uscita dello strumento e convogliato in un amplificatore acustico affinché il suono dello strumento sia reso udibile. Appartiene alla famiglia degli strumenti cordofoni.

Indice

[modifica] Tipi di chitarre

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Tipi di chitarra elettrica.

Le più diffuse chitarre solid body ossia letteralmente "corpo solido", non hanno una cassa di risonanza, bensì un corpo di legno pieno (raramente di altri materiali quali resine sintetiche, resine acriliche, plexiglas e quant'altro). La forma del corpo, il legno con cui è realizzato, ed il tipo di pick-up utilizzato sono determinanti ai fini della resa sonora dello strumento.

Esistono tre principali tipi di solid body che differiscono a seconda di come il manico ed il corpo vengono uniti: "Bolt-On Neck" ("manico avvitato"), cioè con manico avvitato al corpo (es: Fender Stratocaster), "Neck Through Body" ("manico attraverso il corpo") cioè con manico che percorre l'intera lunghezza della chitarra, corpo compreso (es: Ibanez RGT), e "Set-In-Neck" (o "Set-Neck") ("manico attaccato") cioè con manico incollato al corpo della chitarra (es: (Gibson Les Paul).

Le chitarre a manico avvitato, sono caratterizzate da un suono generalmente più acuto, povero di frequenze medie e scarso di bassi profondi. Di contro questo sistema, oltre ad essere più economico, permette di effettuare delle lavorazioni, compreso il cambio del manico, in maniera più semplice. Jimi Hendrix era noto riassemblare le Stratocaster che distruggeva durante i concerti recuperando pezzi sani da diverse chitarre. Anche la famosa Blackie di Eric Clapton è il risultato di un corpo e un manico provenienti originariamente da diverse chitarre. Le chitarre con il manico passante nel corpo sono caratterizzate da un notevole sustain, da un buon bilanciamento di suoni fra alti, medi e bassi, e da un perfetto allineamento manico-corpo. Secondo molti risultano particolarmente "comode" da suonare. Ha come lato negativo l'impossibilità di agire sull'attacco manico-corpo e di sostituire il manico, qualora una di queste cose fossero necessarie. Le chitarre con il manico incollato al corpo hanno in linea di massima le caratteristiche positive, in termini di sustain e bilanciamento delle frequenze, simili a quello con il manico passante ma in queste chitarre risulta possibile operare sul manico. Ovviamente, visto che il sistema è incollato, il lavoro dovrà comunque essere fatto da un liutaio.

I legni principalmente utilizzati sono: per il primo tipo, ontano e tiglio per il corpo, acero per il manico, eventuale ricopertura in palissandro per la tastiera; per il Neck Through, mogano per il corpo, frassino o acero per il manico, palissandro per la tastiera; per il Set-Neck generalmente si utilizza mogano sia per il corpo che per il manico, e palissandro per la tastiera. Ovviamente è solo una vaga generalizzazione, esistono infatti tantissimi modelli che usano legni diversi da questi citati. Le chitarre costruite in Asia possono utilizzare legni locali, come l'agathis al posto dell'ontano e il nato al posto del mogano, che hanno rese acustiche simili. Anche il PVC è stato utilizzato per realizzare delle chitarre solid body, e più recentemente si stanno utilizzando materiali compositi con sagomature interne per replicare la timbrica dei vari legni.

Buca ad "effe" in una chitarra semi-hollow.

La chitarra semiacustica invece presenta una cassa di risonanza con due tradizionali fori di espansione a forma di f posti ai lati delle corde, similmente ai fori presenti su altri strumenti a corda, come il violino. Alcune chitarre semiacustiche presentano un foro (buca o rosa) tipico della chitarra classica, e sulla parte laterale della cassa armonica sono posizionati la presa per il cavo e gli appositi controlli per regolare volume, tono, equalizzazione ecc. Queste chitarre sono caratterizzate da un suono particolarmente dolce e poco aggressivo (come molti modelli Gibson, Ibanez, ecc. utilizzati principalmente per il jazz), o molto brillante e squillante (come i modelli Gretsch spesso usati nel rockabilly). La cassa vuota infatti non permette, o rende molto difficile, gli effetti di distorsione a causa dell'effetto di risonanza delle vibrazioni stesse della cassa che ritornano in maniera indesiderata nei pickup.

La ricerca di un compromesso tra le sonorità calde delle semiacustiche, e il migliore controllo delle risonanze indesiderate agli alti volumi, ha dato origine a un sottotipo delle semiacustiche, le cosiddette "semi-hollow". Queste chitarre adottano un corpo di minore spessore in cui, al posto di un'unica cassa, sono presenti due casse di ridotta entità ai lati mentre la parte centrale del corpo è in legno pieno. Il modello più famoso è la storia Gibson ES-335.

[modifica] Origini

La storia della chitarra elettrica inizia quando si avvertì l'esigenza di uno strumento che avesse alcune caratteristiche proprie della chitarra (specialmente per quanto attiene alle modalità di esecuzione), ma che potesse suonare insieme agli altri senza esserne sovrastato dal volume di suono. Con la nascita di orchestre jazz e blues, ci si rese conto del problema della limitata amplificazione delle chitarre acustiche. Diversi costruttori cercarono di ovviare al problema costruendo strumenti che consentissero un volume maggiore, con una tonalità simile a quella della chitarra classica.

Lloyd Loar progettista alla Gibson dal 1920 al 1924 condusse i primi esperimenti mediante l'adozione di rilevatori in prossimità delle corde. Il concetto di chitarra elettrica deve però molto alle intuizioni di Adolph Rickenbacker, che nel 1931 realizzò il primo pick-up elettromagnetico (un dispositivo elettronico in grado di trasformare le vibrazioni delle corde in impulsi di tipo elettrico) ed iniziò ad applicarlo ai normali strumenti acustici, creando una chitarra hawaiana elettrica chiamata frying pan guitar in due modelli (A22 e A25).

Nel 1935 la Gibson inizia la produzione del modello ES 150, una chitarra con cassa di risonanza e aperture a "f" sulla tavola e un unico pick-up. Il modello riscosse un grande successo. Finalmente la chitarra, grazie all'amplificazione, poteva inserirsi meglio nelle formazioni del tempo, senza essere sovrastata dal volume degli altri strumenti.

[modifica] Evoluzione

Molti si cimentarono nella costruzione di chitarre elettriche, limitandosi di fatto ad amplificare il suono di strumenti acustici. Se da una parte la presenza di una cassa armonica combinata ad un pick-up produceva un suono pastoso e ricco di armoniche, dall'altra presentava una serie di svantaggi, tra cui il più fastidioso era l'effetto noto come feedback acustico. La cassa dello strumento entrava in risonanza (effetto Larsen) con il suono emesso dall'amplificatore, creando echi, armonici e fischi di difficile gestione. Col risultato di un suono sgradevole di difficile definizione.

Nel 1937 Valentino Airoldi occupato come tecnico presso la centrale Siptel di Novara, iniziò ad armeggiare con vecchi ricevitori telefonici fino a costruire un dispositivo costituito da una calamita e da due bobine. Nel 1937 piazzò quel rudimentale rivelatore su un manico di chitarra senza cassa, allacciò i capi delle bobine alla presa "phono" della radio e dal cono si udì un suono. Il dispositivo fu poi applicato anche a un mandolino, con i medesimi risultati. Esiste una fotografia che ritrae l’Airoldi che mostra una chitarra e un mandolino “solid body” con la data del giornale –La Gazzetta della sera- del 29, 30 settembre 1937: per questo si può dire che abbia anticipato i pur illustri colleghi d’oltreoceano. Questa invenzione non fu commercializzata né sfruttata industrialmente e l'Airoldi si accontentò di continuare a suonare in osteria con gli amici [1].


Nel 1941 Les Paul crea per la Epiphone un prototipo, la The Log, che parzialmente limitava il problema del feedback. Lo strumento è sostanzialmente una chitarra acustica attorno a un blocco di legno massiccio: la prima chitarra semi solid. Questa idea fu ripresa e perfezionata dalla Gibson per il suo modello ES 335 TD.

Nel 1946 Paul Bigsby, estroso costruttore di motocicli passato a costruire chitarre, e Merle Travis, suo amico, costruiscono una chitarra molto innovativa. Anche se prodotto in modo classico, lo strumento presenta un corpo alto solo cinque centimetri, e un disegno molto originale sia del corpo stesso che della paletta. Il corpo, grazie ad un'asimmetria del disegno attorno al manico, permette di raggiungere agevolmente il ventesimo tasto, mentre la paletta monta chiavette per l'accordatura disposte solo sul lato superiore. Si risolvono quasi completamente i problemi di risonanze indesiderate. Inoltre, Bigsby introdurrà una ulteriore innovazione inventando un sistema che consente di agire sulla intonazione delle corde mediante una leva la cui corsa è contrastata da una molla. Nasce così il ponte tremolo (da non confondere con l'effetto tremolo, che è tutt'altra cosa).

Nel 1948 Leo Fender, tecnico progettista di amplificatori, dà una svolta definitiva e crea la Broadcaster, una chitarra con due pick-up single coil miscelabili e con il corpo pieno in legno massiccio che annulla completamente le risonanze indesiderate e aumenta il sustain delle corde, sviluppando il concetto di chitarra solid body. La Broadcaster, costruita inizialmente solo per presentare i propri amplificatori, attinge a molte delle innovazioni introdotte dalla chitarra di Bigsby e Travis, ma le fa sue migliorandole notevolmente. Il disegno del corpo e della paletta, anche se ispirato molto alla linea di Bigsby, è più sobrio e moderno, ma soprattutto più razionale. Inoltre lo strumento di Leo Fender presenta un vantaggio fondamentale: le fasi di costruzione e assemblaggio delle parti che compongono lo strumento sono molto semplificate. Questo si traduce nella possibilità di automatizzare il processo di produzione e di conseguenza produrre gli strumenti in serie, con costi notevolmente più contenuti. Il successo è enorme, tanto che la Broadcaster, divenuta poi Telecaster, viene prodotta dalla Fender ancor oggi.

Particolare del ponte di una Stratocaster

Nel 1953 Leo Fender crea la chitarra che diverrà nel tempo una pietra miliare del settore e più in generale della musica rock/blues: la Stratocaster. Solid body come la precedente, ha però un design capace di restare moderno nel corso dei decenni: i pick-up, single coil, sono tre e sono montati su un originalissimo battipenna sul quale sono alloggiati, oltre al selettore per scegliere il pick-up desiderato, anche tre potenziometri: uno per regolare il volume e due di regolazione tono. Altro fattore di grande importanza è la leva del tremolo, totalmente rivoluzionaria per quel tempo. A differenza delle altre dell'epoca poste tra l'attaccatura delle corde e il ponte, questa è un tutt'uno con il ponte stesso, evitando fastidiose scordature. Anche il ponte è innovativo, ogni corda appoggia su una sua "selletta" che dispone sia della regolazione in altezza sia in lunghezza, permettendo un'intonazione perfetta e una distanza delle corde dalla tastiera (action), personalizzabile.

La Stratocaster viene ancora prodotta ininterrottamente dal 1953. Oggetto di innumerevoli imitazioni e varianti, è ad oggi contemporaneamente un punto di partenza e il punto di arrivo dell'evoluzione delle solid body. La Stratocaster è una chitarra molto apprezzata per la sua versatilità, utilizzata intensivamente sia nel rock, sia in altri generi.

L'unica chitarra che ha potuto "competere" in termini di importanza e notorietà è la Gibson modello Les Paul del 1952. Stilisticamente degna della "rivale", si avvicina di più al disegno di Bigsby-Travis, ma ha forme più fluide e meno spigolose. Caratteristica saliente è l'uso di due pick-up humbucker, più potenti dei single coil e dalla timbrica più "nasale". Le regolazioni di tono e volume sono affidate ad una coppia di potenziometri e ad un selettore per miscelare il suono dei due pick-up. Il ponte non ha la leva del vibrato, la regolazione dell'action delle corde avviene con due ghiere poste ai lati che sollevano o abbassano tutte e sei le corde contemporaneamente. L'intonazione invece può essere regolata singolarmente corda per corda.

Lo strumento è rimasto sostanzialmente immutato rispetto le intuizioni di Leo Fender e Les Paul, lo sviluppo attuale verte principalmente sull'acquisizione e manipolazione del suono da parte dei pick-up. Il bisogno di dialogare con interfacce digitali come il MIDI ha portato alla creazione di pick-up esafonici e convertitori analogico-digitali in grado di tradurre il segnale analogico in segnale digitale con accuratezza. Ottenuto un segnale in forma digitale lo si può immettere in un generatore di suoni campionati (expander) per avere a disposizione una varietà strumentale virtualmente infinita. Quest'utilizzo dello strumento è però oggetto di critiche da parte di chi vede gli expander e i campionatori come strumenti che, permettendo la riproduzione di qualsiasi tipo di strumento registrato in precedenza, snaturalizzano e avviliscono le peculiarità tipiche della chitarra.

Il pickup esafonico della chitarra elettrica midi CASIO MG-510 (quello più vicino al ponte).

[modifica] Qualità

La qualità di una chitarra elettrica è data da molti parametri. Innanzitutto se la chitarra è stata fatta a mano o è un prodotto in serie. Nel primo caso incide molto sulla qualità anche la capacità del Liutaio che la crea.

In secondo luogo la scelta dei materiali è molto importante sia per quanto riguarda il corpo, sia per quanto riguarda tastiera e manico: più il legno è pregiato e privo di nodi più la qualità dello strumento aumenta. I due legni più diffusi nella realizzazione delle tastiere delle chitarre elettriche sono il palissandro e l'acero, per il corpo l'ontano e il mogano, per il manico acero e il legno d'ebano. Tuttavia oggi si stanno utilizzando nuovi materiali per la produzione del corpo come il plexiglas. Inoltre è importante il fatto che il corpo sia costruito con un solo pezzo e non con più parti incollate tra loro (tipico delle versioni economiche).

Un altro fattore che incide sulla qualità dello strumento sono la qualità dei componenti tecnici aggiunti, il ponte utilizzato, la presenza di un bloccacorde o di un tremolo di qualità nonché le meccaniche e le elettroniche come i pick up di qualità come già detto e la precisione delle componenti che regolano il suono e i volumi.

Tra gli altri fattori che determinano la qualità ci sono anche l'equilibratura (capacità dello strumento di tenere una posizione comoda una volta indossata) e la verniciatura. Tra le più famose c'è quella della Fender USA, con la fascia più esterna nera che va a sfumare verso colori lignei verso il centro (colorazione chiamata "sunburst") colorazione che ha però un costo più elevato di quelle mono colore prive di sfumature e lavorazioni varie.

[modifica] Effetti

Al suono prodotto dalla chitarra elettrica vengono spesso applicati effetti che alterano il suono e lo rendono più adatto al genere musicale eseguito o al tipo di composizione. Fra questi l'overdrive, la distorsione, e il fuzz, molto apprezzati nel rock, nella pop music e solo l'ultima onnipresente nell'heavy metal e negli stili affini. Spesso ai precedenti si associa il pedale wah-wah, molto in voga negli anni 70-80. Fra gli altri effetti applicati con successo alla chitarra elettrica, si possono citare delay, riverbero, chorus, flanger, phaser, octaver, pitch shifter, tremolo che vanno inseriti quasi esclusivamente nel "Loop Effetti" dell'amplificatore (il "Loop Effetti" o la "Mandata e Ritorno" si colloca tra preamplificatore e finale di potenza); questi tipi di effetti sono sconsigliati in una mandata e ritorno di tipo "seriale", sono altrettanto consigliati se il proprio amplificatore dispone di una mandata e ritorno in "Parallelo". Anche alcuni processori dinamici come il compressore e il noise-gate vengono applicati al segnale della chitarra per modificare l'inviluppo del suono.

[modifica] Tecniche

Nonostante la presenza di un gran numero di effetti dei più svariati tipi, l'abilità del chitarrista resta l'elemento più importante nell'esecuzione delle varie tecniche, divenute nel corso del tempo parte integrante dell'istruzione musicale di coloro che si avvicinano a questo strumento. Fra le tecniche più famose e comuni vi sono: il bending, il vibrato, lo slide, il palm mute, il legato, hammer on e pull off, il tapping, gli armonici naturali e artificiali e lo sweep-picking.

[modifica] Marchi principali

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Categoria:Costruttori di chitarre.

Sebbene sia molto limitativo elencare i marchi principali delle chitarre, visto anche che in questi ultimi anni il mercato delle chitarre si sta arricchendo di molti nuovi nomi, piccole industrie, o anche solo singoli liutai, così come vecchi marchi si stanno riaffacciando con successo dopo anni di inattività, si presenta un breve elenco di alcuni nomi particolarmente noti.

Uno dei marchi principali sul mercato è sicuramente Fender costruttrice di bassi e chitarre elettriche sin dagli anni '50, dopo essere stata sull'orlo del fallimento negli anni '80 ora produce più di 500 chitarre al giorno. La Fender Musical Instrument possiede inoltre altri marchi di chitarre come Gretsch, Guild e Jackson.

Le chitarre Fender, principalmente i modelli Stratocaster e Telecaster, sono utilizzate praticamente in ogni stile, dal surf anni '50, al country, al blues, al classico rock anni '60. Fender è ormai un simbolo della musica rock rimasto quasi inalterato anche negli anni '70, '80, '90. In questi ultimi anni molti chitarristi Indie, o in cerca di sonorità nuove, utilizzano spesso modelli di Fender ritenuti "minori" quali Jazzmaster, Jaguar e altri. Utilizzata in maniera minore nel jazz, in cui si preferiscono spesso modelli semiacustici. In particolare, il suo modello di punta, Stratocaster introdusse una serie di importanti innovazioni, tanto che alcuni la considerano la chitarra più influente mai prodotta.

Concorrente diretta di Fender è Gibson, marca che produce chitarre di ottima fattura, particolarmente utilizzate sia per il blues che per generi più duri come ad esempio l'hard rock (vedi AC/DC e Slash). Caratteristica principale di queste chitarre è soprattutto l'utilizzo dei pickup humbucker e di legni particolarmente pesanti. I modelli principali "solid body' della Gibson sono la Les Paul, la SG o "diavoletto", la Flying V, la Explorer. Particolarmente noti sono anche alcuni modelli "hollow body" o semiacustiche come la ES 335. La Gibson è nota anche per molti modelli di chitarra acustica quale le J45, la Hummingbird e altre.

Come Fender, anche Gibson ha acquisito altri marchi di chitarre. La Epiphone, ad esempio, è stata acquisita dalla Gibson negli anni '60 proprio per limitare la concorrenza. In questi ultimi anni Epiphone fabbrica molti strumenti simili ai modelli Gibson ma in forma più economica. Si ricorda però che i Beatles hanno usato spesso modelli Epiphone che in quegli anni erano strumenti di notevole qualità. Modello di punta Epiphone è la Les Paul.

Un'altra marca molto apprezzata è la Paul Reed Smith (abbreviata spesso in PRS), con un sound molto versatile e adatto a numerosi generi musicali (dal blues, fino al metal). PRS è un marchio in fondo molto nuovo sul mercato ma è riuscita ad affermarsi ed a crearsi una nicchia di mercato molto interessante. Il chitarrista messicano Carlos Santana è stato forse il primo professionista ad usare chitarre PRS e a portarle di fronte al grande pubblico.

Di notevole pregio sono anche la ESP Guitars, anch'essa produttrice di numerosi modelli, adatti soprattutto ai generi più "estremi"; Ibanez marchio giapponese che produce molti modelli di chitarre, di tutti i livelli, spesso utilizzate dai "virtuosi" o Shred (vedi Steve Vai, Joe Satriani, ecc) ma produce anche chitarre adatte a blues come ad esempio il modello George Benson.

Dean Guitars produce chitarre tradizionalmente utilizzate per il genere metal (vedi Pantera, Gwar, Michael Angelo Batio, Ahlterbridge). Ma non solo, la Dean è nota anche per chitarre utilizzate da artisti che, seppure in ambito hard rock, hanno radici più blues (vedi ZZ Top). Con simili caratteristiche tecniche troviamo le BC Rich e la Jackson, quest'ultima di proprietà della già citata Fender.

[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate

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