Ascoli Piceno
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| Ascoli Piceno | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 154 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 160,51 km² | ||||||||
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| Densità: | 319,60 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Bivio Giustimana, Campolungo, Caprignano, Carpineto, Casa circondariale, Casalena, Casamurana, Case Schiavi, Castel Trosino, Cervara, Colle, Colle San Marco, Colloto, Colonna, Colonnata, Coperso, Faiano, fonte di campo, Funti, Giustimana, Il Palazzo, Lago, Lisciano, Lisciano di Colloto, Marino del Tronto, Montadamo, Monte di Rosara, Morignano, Mozzano, Oleificio Panichi, Palombare, Pedana, Piagge, Pianaccerro, Poggio di Bretta, Polesio, Ponte Pedana, Porchiano, Rosara, San Pietro, Santa Maria a Corte, Talvacchia, Taverna di mezzo, Trivigliano-villa Pagani, Tozzano, Tronzano, Valle Fiorana, Valle Senzana, Valli, Vena piccola, Venagrande, Villa Sant'Antonio | ||||||||
| Comuni contigui: | Acquasanta Terme, Ancarano (TE), Appignano del Tronto, Castel di Lama, Castignano, Castorano, Civitella del Tronto (TE), Colli del Tronto, Folignano, Maltignano, Roccafluvione, Rotella, Sant'Egidio alla Vibrata (TE), Valle Castellana (TE), Venarotta | ||||||||
| CAP: | 63100 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0736 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 044007 | ||||||||
| Codice catasto: | A462 | ||||||||
| Class. sismica: | zona 2 (sismicità media) | ||||||||
| Nome abitanti: | ascolani | ||||||||
| Santo patrono: | Sant'Emidio | ||||||||
| Giorno festivo: | 5 agosto | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
| « Una passeggiata per le strade della città vecchia ascolana è come lo sfogliare a caso un volume di storia dell'arte e avere la fortuna di incontrare le illustrazioni più rappresentative e espressive dei vari periodi dell'arte italiana » | |
Ascoli Piceno (Asculum in latino ed Ascule in dialetto ascolano) è una città delle Marche con 51.264 abitanti[1], quarta nella regione per popolazione dopo Ancona, Pesaro e Fano; capoluogo dell'omonima provincia e sede vescovile.
[modifica] Geografia fisica
La città si trova nella parte meridionale delle Marche e dista 28 km dal mare Adriatico. Il suo centro urbano sorge ad un'altitudine di 154 m s.l.m., nella zona di confluenza tra il fiume Tronto ed il torrente Castellano, circondato per tre lati da colline, tra cui vi sono la montagna dell'Ascensione, il colle San Marco e la montagna dei Fiori. Il suo territorio è contornato da due aree naturali protette: il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga a sud ed il Parco Nazionale dei Monti Sibillini a nord-ovest.
Ascoli Piceno ha un'exclave (Piana della Forcella) compresa tra il comune di Acquasanta Terme, quello di Roccafluvione e un'exclave di quest'ultimo (Forcella).
[modifica] Fiumi e torrenti
[modifica] Monti
- Colle San Marco.
- Monte Ascensione,
- Montagna dei Fiori,
- Monte Vettore
[modifica] Clima
| Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Ascoli Piceno. |
Il clima della città di Ascoli è di tipo subappenninico, trovandosi a ridosso di importanti catene montuose. Gli inverni sono umidi e freschi, e quando le correnti balcaniche giungono fin sul medio Adriatico, in città si assiste a precipitazioni nevose ed un forte abbassamento della temperatura. Sono frequenti gelate notturne e anche il fenomeno della nebbia non è raro, soprattutto lungo la Vallata del Tronto. Le estati risultano calde e con precipitazioni poco frequenti per lo più dovute ad improvvisi e a volte violenti temporali pomeridiani. Nella conca ascolana nei giorni più caldi si possono raggiungere temperature di 37°- 38°. La temperatura media del mese di gennaio si attesta sui 5°- 6° mentre quella di luglio sui 24°- 25°.
[modifica] Storia
Le origini della città sono avvolte nel mistero ma è abbastanza sicuro che la zona fosse popolata già nell'epoca neolitica da popolazioni italiche. Secondo una tradizione italica citata nella letteratura antica (Strabone, Plinio, Festo) la città venne fondata da un gruppo di Sabini, che vennero guidati da un picchio, uccello sacro a Marte durante una delle loro migrazioni detta ver sacrum. I Sabini si sarebbero fusi con altre popolazioni autoctone dando origine ai Piceni, di cui Ascoli divenne il centro principale anche grazie alla sua posizione sulla via Salaria, che collegava il Lazio con le saline della costa adriatica.
Nel 299 a.C. si alleò con i Romani contro gli Etruschi, Galli e Sanniti e nel 269 a.C. divenne Civitas Foederata a Roma.
Nel 91 a.C. si ribellò a Roma insieme ad altre genti italiche (i Marsi in particolare ed altre popolazioni del sud Italia) e dette vita alla Guerra Sociale. Nell'89 a.C., dopo un lungo assedio, il generale romano Gneo Pompeo Strabone conquistò la città, trucidando i capi della rivolta e mandando in esilio parte dei suoi abitanti. Nell'88 a.C. Ascoli fu iscritta alla Tribù Fabia, e solo nell'80 a.C. venne finalmente riconosciuta la cittadinanza romana a tutte le popolazioni italiche. Giulio Cesare nel 49 a.C. la designò capitale della regione dandole l'appellativo di Picenum. Ai tempi di Augusto, divenne la capitale della quinta regione italica, più tardi nel III secolo d.C. fu eretta a provincia autonoma con il nome di Picenum Suburcarium. Successivamente segue il destino, come altre città, con la caduta dell'impero romano.
Nell'alto medioevo subì la decadenza economica e le razzie dei barbari, tra cui quella dei Goti di Totila e dei Longobardi di Faroaldo (578).
Per due secoli fu sotto il dominio longobardo del Ducato di Spoleto, (593-789), finché non passò sotto il controllo dei Franchi scesi in Italia al seguito di Carlo Magno. In questi secoli si accentuò il potere dei vescovi (i cosiddetti vescovi-conti), tra cui Corrado II che con apposito diploma concede al feudatario vescovo Bernardo I nel 1037, il diritto di Zecca.
Nel periodo la città viene trascinata in più occasioni nella più vasta lotta per il predominio in Europa tra guelfi e ghibellini.
Nel 1183 si costituisce in Libero comune, conoscendo però il saccheggio e la distruzione ad opera delle armate imperiali di Federico II. Le libertà municipali sono minate dalle lotte di fazione tra le famiglie più in vista, tra cui il Signore Andrea D'Acquaviva e più tardi Ladislao I - re di Napoli, Conte Carrara, che finiscono per aprire la strada a personaggi ambiziosi come Galeotto Malatesta (XIV secolo) che viene cacciato da una rivolta e in seguito a Francesco Sforza che instaura una crudele dittatura (XV secolo) che viene abbattuta nel 1482, anche se Ascoli è costretta a riconoscere la sovranità della Chiesa.
Non cessano i disordini interni tra opposte fazioni che conduce a decadi di ribellioni, massacri, razzie, alla crescita del banditismo e alla decadenza delle virtù civili.
Venne annessa alla prima Repubblica Romana e nel 1860 viene annessa al Regno d'Italia di cui seguirà d'ora in avanti tutte le vicende. Degne di nota sono le vicende della resistenza ascolana nel settembre 1943 contro l'occupazione tedesca, che sono valse alla città la Medaglia d'Oro al Valor Militare per attività partigiana (2001).
Una parte del territorio della provincia ascolana è stato per oltre un secolo rivendicato dalla vicina e rivale Fermo, la quale ha perso il capoluogo a seguito dell'Unità d'Italia. Nel 2004, però, la provincia di Fermo è stata di nuovo deliberata, ed istituita nel 2009.
[modifica] Simboli
| Per approfondire, vedi la voce Stemma di Ascoli Piceno. |
Il simbolo che compare sullo stemma comunale della città di Ascoli si compone di porta a due fornici sovrastata dalla galleria merlata tra due torri.
Gli autori locali si sono diversamente espressi sul significato della rappresentazione contenuta nel campo dello scudo. Alcuni hanno considerato l'accostamento di questi elementi architettonici riferibile ad una delle porte cittadine che si apriva nelle mura di cinta urbane medievali, altri hanno scritto che la composizione raffigurerebbe l'antico cassero che sorgeva dove oggi sono presenti i resti della Fortezza Pia, altri ancora hanno sostenuto che la struttura costituirebbe la sintesi della simbologia delle costruzioni più caratteristiche della città, quindi ponti, torri gentilizie e campanili.
[modifica] Toponimo
Nel corso del tempo la città fu identificata con il nome greco-romano di Asculon ed Asclos, Strabone la chiamò Asclon; la Tavola Peutingeriana la citò come Asclo Piceno; Paolo Diacono solo Asculus [2]. Ad Ascoli il termine Picenum fu accostato già da Giulio Cesare che la chiamò Asculum Picenum[3] sia per distinguerla dalla città dell'Apulia, Asculum Apulum ora Ascoli Satriano, e sia per riconoscere la sua posizione di appartenenza alla regione del Picenum Suburbicarius.
Durante il periodo delle invasioni gote e longobarde vi fu un imbarbarimento della lingua ed Asculum divenne solo Esculum senza l'aggiunta di Picenum. Intorno all'anno 1000 la denominazione della città sui documenti e sugli statuti dell'epoca fu Esculo che in seguito si trasformò in Asculo ed intorno al 1700 divenne Ascoli.
[modifica] Ascoli
Le radici del nome Ascoli non sono prive di dubbi legati alla sua etimologia, Giuseppe Marinelli scrive che la nascita dell'insediamento risalirebbe a 1600 anni prima della fondazione di Roma, quando nel territorio vi fu la presenza di genti, non originarie del luogo, che vissero nell'area cittadina dedicandosi alla caccia ed alla pastorizia delle quali non sono sopravvissuti segni che consentano di profilare la loro cultura di appartenenza. Partendo da queste considerazioni è alquanto arduo ed incerto delineare congetture che risolvano con certezza una fondata etimologia della denominazione.
Umberto Laffi definisce il toponimo di origine illirica ed ipotizza che la denominazione dell'insediamento umano dell'età Neo-eneolitica assunse in latino la forma di Asclum o Asculum.
Gaetano De Minicis e Giuseppe Colucci riportano l'ipotesi del canonico Alessio Simmaco Mazzocchi [4] che attribuisce la derivazione del nome della città alla parola ebraica Escol (escol bortus), traducibile come grappolo d'uva. Da questa interpretazione si dedurrebbe che l'area fu ricca e lodata per la presenza di piante di vite.
Il Colucci, sull'origine del toponimo, aggiunge un'altra possibile interpretazione e sostiene che il popolo degli Opici, noti anche come Ausoni, arrivò nella valle del Tronto e fondò la città dandole il nome di Aescolo da Esculus o Aesculus, ossia l'eschio, una varietà dell'ippocastano, aesculus hippocastanum, pianta largamente presente nel territorio.
Giuseppe Marinelli riferisce che l'etimologia potrebbe essere ricondotta ad "AS", radice egeo-anatolica che esprime i concetti di “luogo di dimora" ed "insediamento urbano”.
Dalle fonti classiche, ed in particolare da una leggenda anteriore all'anno 1000 a.C., si apprende la storia del re Aesis, riportata da Silio Italico, poeta latino, il quale attribuisce il termine Ascoli alla derivazione dalla radice "as" dal nome del re, detto anche Esio re dei Pelasgi. Secondo questa tradizione Aesis fu colui che condusse la popolazione pre-ellenica nella risalita della costa adriatica approdando alla foce del fiume Tronto. I Pelasgi, dopo aver percorso la valle verso l'entroterra, si stanziarono sul colle Pelasgico o monte Pelasgo, l'attuale colle dell'Annunziata, dove eressero un recinto sacro e si fusero con gli abitanti del territorio dando inizio ad un primo insediamento urbano.
La leggenda e le affermazioni di Silio Italico non trovano, al momento, conforto nei riscontri archeologici del territorio. La teoria etimologica trova ed assume rilevanza in quanto aiuta a spiegare anche altri toponimi legati al Picenum come Aso e Jesi, anch'essi riconducibili dalla radice "as", tipica e diffusa nel linguaggio egeo-anatolico.
Esiste anche un'altra leggenda che confermerebbe l'origine e la provenienza greca del popolo dei Piceni. Questa narra dell'acheo Diomede, federato della guerra contro Troia, qui giunto posteriormente all'invasione dorica, che, dopo essere approdato sulle coste della Puglia, si stabilì lungo le coste adriatiche.
[modifica] Piceno
L'origine del nome Piceno è attribuito dalla tradizione italica ricordata da Strabone, Plinio [5], Festo [6] e Paolo Diacono, nella sua Historia Langobardorum [7], all'appellativo Picenum, termine che trova la sua derivazione da picus. La narrazione racconta della migrazione di gruppi di Sabini avvenute durante le celebrazioni primaverili del ver sacrum. Questo popolo, tra l'VIII ed il VI secolo a.C., si spostò dalle regioni di provenienza osco-umbre, verso altri territori per cercare pascoli estivi e, in questo viaggio, sarebbe stato condotto da un picchio verde o da re Pico, un sovrano del Lazio[8].
Sino all'avvento del Regno d'Italia, il Comune era indicato con il solo nome "Ascoli". L'aggiunta della specificazione "Piceno" è avvenuta ufficialmente per effetto del Regio Decreto 9 novembre 1862 n. 978[9][10] che ha autorizzato il Comune di Ascoli ad assumere la denominazione "Ascoli-Piceno", in conformità alla deliberazione del consiglio comunale del 28 luglio 1862.
[modifica] Onorificenze
Il 12 aprile 2001, la città di Ascoli Piceno è stata insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale[11].
Medaglia d'oro al valor militare per attività partigiana
[modifica] Monumenti e luoghi di interesse
| Per approfondire, vedi la voce Monumenti di Ascoli Piceno. |
| « Ascoli Piceno è una tra le più belle piccole città d'Italia, e non ne vedo altra che le assomigli. André Gide la prediligeva... bella come alcune città della Francia del Sud, non tanto per questo o quel monumento, ma per il suo complesso, la qualità antologica, l'incanto che viene da nulla e da tutto. Bisogna avervi passeggiato, a cominciare dalla piazza del Popolo, la piazza italiana che insieme con quella di San Marco a Venezia dà più di un'impressione di sala, cinta da porticati, chiusa dalla stupenda abside di San Francesco; o costeggiando il Battistero del Duomo; o lungo le rive scoscese del Tronto; e per le strade strette, chiamate rue, dove i palazzi non si contano; e che si allargano in piazzette... Ascoli è città di torri... Si succedono molti stili, il romanico, il gotico, il rinascimentale, il barocco... con chiese dalle pareti di pietra, senza finestre; un travertino d'un grigio caldo, uniforme, senza intonaco... tutto ornato, lavorato, istoriato... e su ogni porta e finestra, vedi frutta, fogliami, cariatidi femminili, fiori, animali, stelle, o anche semplicemente proverbi e sentenze scolpite. » | |
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(Guido Piovene, Viaggio in talia, 1957)
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| « Non c'è altro posto in tutta Italia dove sia possibile percepire la piazza come luogo sociale e, nello stesso tempo, architettonico come la Piazza del Popolo ad Ascoli Piceno. Questa è - come si dice - il cuore della città... Se è bella stagione, approfittate dei bar con i tavolini all'aperto per godervi il vento fresco del tramonto, quando la piazza finisce in ombra, ma la luce ancora illumina i palazzetti rinascimentali, con il tipico portico sottostante, anzi li fa risaltare come in pieno giorno non avviene mai. Quando fa freddo, dalle finestre del bar per cogliere l'insieme rettangolare della piazza, la gente che si affretta e una parte dell'orizzonte naturale al di là della collina su cui è stata innalzata Ascoli. Godetevi le piazze di Ascoli, sono l'essenza della città di provincia, ma anche qualcosa di più, sono il nostro substrato ancestrale di convivenza civile, elemento fisico e culturale del paesaggio urbano, spazio e tempo insieme, cardini della relatività generale dell'Italia. » | |
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(Mario Tozzi, Viaggio in Italia - 100+9 emozioni da provare almeno una volta, prima che finisca il mondo)
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Ascoli Piceno è una delle città monumentali d'Italia: il suo centro storico è interamente costruito in travertino, una roccia sedimentaria calcarea estratta dalle cave del territorio, ed ha come fulcro la rinascimentale piazza del Popolo dove si trovano alcuni degli edifici più importanti tra i quali il palazzo dei Capitani, lo storico Caffè Meletti e la chiesa di San Francesco.
Altro fulcro cittadino è lo spazio urbano di piazza Arringo, la piazza più antica di Ascoli, dove si elevano il medioevale battistero di San Giovanni, la cattedrale di Sant'Emidio, che racchiude al suo interno la cripta dedicata anch'essa al santo patrono. Vi sono inoltre il palazzo Vescovile, il palazzo dell'Arengo, sede della pinacoteca civica e di alcuni uffici comunali.
Non solo le piazze, ma anche le strade ed i vicoli di impronta schiettamente medievale contribuiscono a caratterizzare il centro storico come via Pretoriana, via di Solestà, via delle Stelle, via Soderini, via del Trivio, antico cardo e corso Mazzini, decumanus maximus, che attraversa da ovest ad est il centro urbano.
Tra i monumenti sono da ricordare: il ponte Romano di Solestà, uno dei pochi in Italia, visitabili anche al suo interno, le rovine del teatro romano, le grotte dell'Annunziata, ciclopica costruzione del periodo romano, la Fortezza Pia ed il Forte Malatesta, il palazzetto Longobardo con la torre degli Ercolani, una delle poche torri superstiti tra le decine che compaiono nelle cronache medioevali, in ricordo delle quali Ascoli ha il soprannome di Città delle cento torri.
Meritevoli di essere citati sono anche i tempietti dedicati al patrono quali: Sant'Emidio alle Grotte e Sant'Emidio Rosso ed inoltre la chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio dalla caratteristica facciata suddivisa in riquadri.
Nelle vicinanze della città si trova la rocca di Castel Trosino, antichissimo insediamento longobardo a strapiombo sul torrente Castellano, in cui alla fine del XIX secolo fu rinvenuta uno delle più ricche necropoli d'Italia, i cui preziosi reperti sono ora sparsi in diversi musei in tutto il mondo.
Percorrendo da Ascoli la Salaria in direzione Roma, s'incontra il monumentale albero del Piccioni menzionato per la prima volta in un documento del 1109 e legato, tra storia e leggenda, alla vita cittadina e alle vicissitudini del brigantaggio antiunitario.
[modifica] Architetture religiose
[modifica] Chiese
- Cattedrale di Sant'Emidio - Duomo della città, dedicato al santo patrono, racchiude la stratigrafia di architetture che vanno dal V al XVI secolo. Si mostra su piazza Arringo con la facciata di Cola dell'Amatrice ed ospita al suo interno la cripta di sant'Emidio ed un pregevole polittico di Carlo Crivelli.
- Cripta di Sant'Emidio – Accoglie, nello spazio sotterraneo del duomo di Ascoli, i resti del patrono ascolano e dei suoi discepoli custoditi all'interno del sarcofago di epoca romana, dell'età di Marco Aurelio. Fu costruita nell'XI secolo per ospitare le reliquie del santo qui trasportate, dalle catacombe di Campo Parignano, dall'allora vescovo Bernardo II.
- Battistero di San Giovanni - Semplice ed austero nella sua forma di architettura sacra di gusto romanico è costruito interamente in travertino ed annoverato tra i monumenti nazionali italiani. Al suo interno vi sono una vasca circolare, del V secolo, per il battesimo ad immersione ed un fonte battesimale su colonna tortile.
- Chiesa di San Francesco - Questa chiesa è considerata una delle migliori opere italiane di architettura francescana, nonché l'edificio religioso francescano più rappresentativo della regione Marche. Si eleva al centro di un complesso monumentale cui si aggiungono anche due chiostri. È caratterizzata da un gruppo absidale di raro modello architettonico.
- Tempietto di Sant'Emidio Rosso - Il piccolo edificio religioso nasce come ampliamento del capitello votivo voluto dai primi cristiani ascolani. Ha custodito per secoli la “Cona de Santo Migno”: pietra utilizzata per la decapitazione del santo, ancora oggi, conservata nel tempietto al di sotto dell'altare.
- Tempietto di Sant'Emidio alle Grotte – Questo tempio è uno dei monumenti più importanti della città e ben rappresenta l'arte barocca delle Marche. Progettato da Giuseppe Giosafatti ed ispirato allo stile di Pietro da Cortona e di Gian Lorenzo Bernini fu eretto come ex voto in onore del patrono di Ascoli per aver preservato la città dai danni del sisma del 1703.
- Chiesa di San Gregorio Magno - Costruita per trasformare in luogo di culto cristiano un tempio romano pagano, edificato tra l' Età tardo Repubblicana, I secolo a.C., e la prima Età Augustea, I secolo d.C.
- Chiesa di San Tommaso Apostolo - Chiesa romanica costruita verso il 1064, insieme alla Collegiata dei Canonici Lateranensi dell' Ordine di san'Agostino, per iniziativa del vescovo Bernardo II. Sorge al lato dell'omonima piazza che custodisce i resti dell'anfiteatro romano.
- Chiesa di San Vittore - Definita anche “costantiniana basilica”, segue i canoni dello stile romanico. Sorge vicino al Forte Malatesta ed il suo fianco destro era costeggiato dal percorso cittadino della strada consolare Salaria che raggiungeva il ponte di Cecco.
- Chiesa di Santa Maria delle Donne - Edificata all'inizio del XIII secolo al di fuori delle mura cittadine oltre porta Romana, nella piana di san Panfilo, e costruita attaccata al convento delle suore di clausura.
- Chiesa del Cuore Immacolato di Maria - Realizzata negli anni 50, è stata istituita come parrocchia dal vescovo monsignor Marcello Morgante nell'anno 1955. Al suo interno custodisce un prezioso crocifisso ligneo, del 1636, intagliato dal francescano Innocenzo da Petralia. Lo storico Giuseppe Fabiani racconta della grande devozione del religioso che lo aveva lavorato solo nei giorni di venerdì, a digiuno ed in ginocchio.
- Chiesa della Madonna del Ponte - Caratteristica per la sua forma cilindrica e per le modestissime dimensioni, è considerata una tra le più piccole chiese della città. Edificata nell'anno 1689 testimonia l'antica consuetudine di costruire edicole votive in prossimità dei passaggi e degli ingressi alle città.
- Santuario di San Serafino da Montegranaro - Dal 1570 il luogo venne affidato ai Frati Minori Cappuccini e dopo circa venti anni arrivò nel convento fra Serafino da Montegranaro che vi rimase fino al momento della morte, avvenuta il 12 ottobre 1604.
[modifica] Chiese sconsacrate
- Chiesa di San Pietro in Castello - Costruita in stile romanico si eleva su una piccola rupe che fronteggia il ponte Romano di Solestà ed è considerata da Giambattista Carducci l’ “antico sacro monumento ascolano”. L'attuale edificio religioso è stato ricostruito sullo spazio delle due precedenti chiese: la prima del secolo VIII, voluta dal vescovo longobardo Auclere, e la seconda edificata nell’anno 1142.
- Chiesa di San Salvatore di Sotto - Edificio di stile romanico, dedicato a Dio Salvatore e Principe della Pace, si ipotizza che sia stato costruito sull'area di un tempio romano pagano dedicato a Marte. Sorge poco lontano dal ponte di Cecco, sulla sommità di un poggio che la tradizione ascolana identifica col nome di Colle di Marte, alle pendici di colle San Marco. Ha di recente subito un restauro comprensivo della ricostruzione dell'abside romanico e del rifacimento dell'interno, degli archi trasversali e della copertura.
- Chiesa di Santa Maria del Lago - Chiesa poligonale voluta da fra Cola da Tursi, eremita che visse in città nel XVI secolo, che si eleva accorpata all'interno del complesso della fortezza malatestiana.
- Chiesa di Sant'Ilario - Eretta di fronte al tempietto di Sant'Emidio alle Grotte prima dell'anno 1000 utilizzando materiali di epoca romana provenienti da altre costruzioni. Fu residenza della Congregazione dei monaci camaldolesi di Santa Croce di Fonte Avellana dal XII secolo. Fu adibita a casa rurale dopo il 1860, recentemente è stato effettuato un parziale ripristino dell'interno.
- Chiesa di San Martino Vescovo - Dedicata a san Martino di Tours fu costruita nella zona centrale della città tra i secoli XI e XII. I vari restauri conservativi ne hanno ingentilito l'aspetto arricchendolo di forme di architettura gotica.
- Chiesa di San Francesco di Paola - L'edificio religioso fu eretto nel XIX secolo in stile neoclassico seguendo il progetto redatto dal virtebese Tommaso Giusti e rivisto dell'architetto ascolano Ignazio Cantalamessa. La posa della prima pietra della fabbrica avvenne alla presenza del vescovo Gregorio Zelli Iacobuzzi il giorno 15 giugno 1845. I lavori di costruzione si conclusero il 3 dicembre 1849 e la chiesa fu consacrata il 7 aprile 1850 [12]. L'interno si sviluppa dalla pianta a croce greca a colonnati e soffitto a cassettoni. Il prospetto è caratterizzato dal pronao a sei colonne di ordine ionico [13] sovrastate dal timpano triangolare. Campanile in asse con l'abside. La chiesa è stata restaurata, tra il 1989 ed il 1991, per iniziativa della locale Cassa di Risparmio di Ascoli, che, dopo averne acquistato la proprietà, ha destinato il suo ambiente ad auditorium e sala convegni. [14]
[modifica] Chiostri
- Chiostro Maggiore di San Francesco – Fu costruito nell'anno 1565, per munificenza del signore ascolano Vincenzo Cataldi. La sua struttura è preceduta da un portico del 1300. Il suo spazio si apre in un'ariosa area quadrangolare ed appartiene al complesso della chiesa di San Francesco. Sul muro del porticato si trova una lapide ovale che ricorda le figure dei papi Niccolò IV e Sisto V, entrambi usciti dal convento della città.
- Chiostro Minore di San Francesco – Costruzione che risale al XIV secolo, ora cortile interno di un edificio, apparteneva anch'esso al complesso della chiesa di San Francesco.
[modifica] Architetture civili
[modifica] Palazzi
- Palazzo del Governo detto anche palazzo san Filippo, è considerato tra gli edifici di maggiori dimensioni della città. La sua facciata occupa l'intero lato est di piazza Fausto Simonetti ed ospita al suo interno la sede della Prefettura e dell'Amministrazione Provinciale.
- Palazzo dell'Arengo - Palazzo che risale alla fine del XII secolo costituito dall'accorpamento del palazzo del Comune e dall'Arringo. All'interno ha sede la pinacoteca cittadina ed alcuni uffici comunali, tra cui quello del Sindaco.
- Palazzo dei Capitani del Popolo - Affacciato su piazza del Popolo si distingue per la sua elegante torre merlata medioevale a fianco dello storico caffè Meletti. Costruito fra il XIII ed il XIV secolo con l'unione di tre piccoli edifici separati da due rue.
- Palazzo Bonaparte - Completamente diverso da tutti i palazzi gentilizi coevi della città rappresenta uno dei migliori esempi dell'architettura rinascimentale ascolana. Le sue mura esterne sono riccamente intessute da pietre intagliate che adornano sia le porte d'ingresso che tutte le finestre.
- Palazzetto Longobardo - Piccolo edificio medioevale di architettura civile edificato nel XII secolo. Rappresenta un rarissimo esempio di stabile perfettamente conservato.
- Caffè Meletti - Annoverato nell'elenco dei 150 caffè storici italiani è da sempre considerato il ritrovo dei personaggi più illustri della città, punto di incontro di cultura e di vita mondana. Si affaccia direttamente su piazza del Popolo preceduto da un portico con arcate e soffitto affrescato. La vita del Caffè iniziò il 18 maggio 1907, giorno della sua inaugurazione.
[modifica] Torri
- Torre degli Ercolani - Fu costruita tra il XII ed il XIII secolo, seguendo i canoni delle torri gentilizie, ed è considerata la più antica della città. All'epoca la torre era intesa come una trasposizione urbana del castello, luogo in cui la consorteria si asserragliava in caso di pericolo.
[modifica] Teatri
- Teatro Ventidio Basso - Opera realizzata da Ireneo Aleandri di Sanseverino tra il 1840 ed il 1846. Si mostra con la facciata neoclassica, in travertino, arricchita da un colonnato centrale in ordine ionico.
- Teatro Filarmonici – Inaugurato nel 1832, fu realizzato con i fondi reperiti dalla Società Filodrammatica che si costituì nel 1827. Ha una capienza di circa 400 posti distribuiti tra la platea, i due ordini di palchi ed il loggione.
- Auditorium San Francesco di Paola – L'auditorium è costituito dall'unione di due edifici religiosi: la chiesa di San Francesco di Paola, del 1848, e quella di San Giovanni ad templum, del XII-XIII secolo. La Fondazione della Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, dopo aver acquistato le due fabbriche, le ha restaurate destinando gli spazi ottenuti ad accogliere convegni e concerti di musica. [15]
[modifica] Fontane
- Fonte di Sant'Emidio – Opera del XVII secolo, incorniciata da una loggia esterna suddivisa in cinque arcate sormontata da una balaustra di colonnine. Il luogo lega la sua storia alla tradizione di uno dei prodigi di sant'Emidio che non avendo a disposizione l'acqua necessaria per battezzare tutti i nuovi fedeli se la procurò battendo un sasso in questo luogo da cui fece sgorgare la sorgente che alimenta questa fonte.
[modifica] Porte cittadine
- Porta Gemina - È considerata fra le più vetuste ed importanti porte cittadine ascolane, attraverso i suoi fornici si immetteva la via Salaria all'interno della città provenendo da Roma. Con la sua monumentalità è architettonicamente classificabile come una tipica costruzione romana del I secolo a.C.
- Porta Solestà - Fu costruita nell'anno 1230, all'inizio del ponte Romano, per volere di Fidemilio da Mogliano utilizzando probabilmente materiali di risulta di una preesistente porta romana. Mostra al di spora del fornice lo stemma più antico del comune di Ascoli.
- Porta Tufilla - Eretta tra il 1552 ed il 1555, come testimonia l'epigrafe della linea marcapiano: “PAULO IIII PONT MAX MDLV”, dall'architetto Camillo Merli, sulle fondamenta di una più antica.
[modifica] Ponti
- Ponte Romano di Solestà - Costruito durante l'età augustea è noto come uno dei ponti più rappresentativi della tecnica e della civiltà romana poiché ha conservato integralmente le sue caratteristiche costruttive. Visitabile all'interno attraverso un corridoio d'ispezione.
- Ponte di Cecco - Ponte di epoca romana, dell' età repubblicana. Nella tradizione popolare si attribuisce la sua realizzazione al diavolo che, su ordine di Cecco d'Ascoli, poeta ed astrologo ascolano, lo avrebbe realizzato in una sola notte.
- Ponte Maggiore - Le sue arcate attraversano il torrente Castellano collegando il centro storico al quartiere di porta Maggiore. Fu fatto saltare dai guastatori tedeschi in ritirata durante la seconda guerra mondiale. Lo ricostruì, nell'anno 1946, l'ingegnere Giuseppe Viccei.
- Ponte Tufillo - Si trova nelle vicinanze di porta Tufilla. La sua prima costruzione si fa risalire al tempo del vescovo ascolano Alberico, nell'anno 1097 e, secondo questa datazione, sarebbe stato il ponte medioevale più antico di Ascoli.
- Ponte Nuovo - Fu progettato e costruito negli anni tra il 1909 ed il 1911 da Umberto Pierpaoli, architetto, ed Enrico Cesari, ingegnere. Dal suo parapetto di destra si scorge il punto di confluenza di due dei tre corsi d'acqua che attraversano la città: il fiume Tronto ed il torrente Castellano.
[modifica] Parti decorative di edifici
- Edicola di Lazzaro Morelli - Costruita addossata ad un'abside della parete esterna della chiesa di San Francesco, nel 1659, su richiesta del Governatore ascolano Gerolamo Codebò e dedicata alla Madonna di Reggio.
- Loggia dei Mercanti - Opera cinquecentesca che si aggiunge alla preesistente facciata gotica della chiesa di San Francesco. Commissionata dalla ricca "Corporazione della Lana" si compone di cinque arcate, poggianti su colonne corinzie e termina con un cornicione merlato.
- Porta della Musa - Questa porta è l'ingresso laterale della cattedrale di Ascoli ed è così poeticamente chiamata dal distico che si legge scalpellato sulla pietra immurata nel suo fianco. Situata tra la IV e la V lesena è un'opera tardo rinascimentale di difficile attribuzione. Alcuni ipotizzano Carlo Crivelli, altri Giuliano da Maiano ed altri ancora Lazzaro di Francesco, ma, quasi sicuramente, è opera di un capace, valente ed ignoto lapicida locale.
[modifica] Architetture militari
[modifica] Fortezze
- Forte Malatesta - Costruzione fortificata edificata nei pressi del ponte di Cecco, passo obbligato per chi accedeva nella città dalla zona est. Sorge vicino alle sponde del torrente Castellano, l'attuale fortezza è stata ricostruita sui resti di una precedente rocca per volere del Signore di Rimini Galeotto Malatesta verso la metà del 1300.
- Fortezza Pia - Antica costruzione militare fortificata che si eleva nella zona più alta della città, deve il suo nome a papa Pio IV che, nel 1560, volle farla ricostruire.
[modifica] Altro
[modifica] Piazze
- Piazza del Popolo - Di stile rinascimentale è considerata una delle più note piazze d'Italia. Si apre all’incrocio del cardo e del decumano dell'impianto stradale cittadino. Il suo spazio è circoscritto dalle facciate di palazzo dei Capitani, del Caffè Meletti e dalle leggere e gentili forme gotiche della chiesa di San Francesco, tutto il resto del perimetro è delimitato da palazzetti con portici e logge.
- Piazza Arringo – Questa è la piazza monumentale più antica della città, si ritiene che fosse la sede dell'antico forum e si apre sull'antico percorso della consolare Salaria che attraversava Ascoli. Fu centro propulsore di importanti accadimenti della vita sociale ascolana. Qui predicarono san Francesco d'Assisi, nel 1215, e san Giacomo della Marca, nel 1446. Nell’anno 1335 vi furono redatti gli Statuti del Popolo che sostituirono gli Statuti del Comune.
- Piazza Ventidio Basso - Ampio spazio irregolare che si apre nel centro storico, già dall'epoca romana e fino al XVII secolo fu il maggiore fulcro commerciale della città. Da questa piazza, ogni anno, si avvia il corteo storico del torneo cavalleresco della Quintana.
[modifica] Strade
- Via delle Stelle – Questa strada è il vecchio camminamento che si snodava al di fuori delle mura cittadine. Intraprendere questo percorso, che inizia nei pressi di porta Romana e giunge fino al ponte Romano di Solestà equivale ad un'immersione a ritroso nel tempo e fruire della possibilità di ammirare un panorama quasi intatto della città ai tempi dell'Età Comunale.
[modifica] Siti archeologici
- Teatro romano - Addossato alle pendici del colle dell'Annunziata, è stato rinvenuto durante gli scavi condotti nell'anno 1932, e successivi del 1951 e del 1959. Presenta l'emiciclo delle gradinate esposto verso nord, la sua costruzione risalirebbe al I secolo a.C. con successivi restauri ed ampliamenti nella prima metà del I e II secolo dopo Cristo.
- Grotte dell'Annunziata - Costruzioni monumentali realizzate tra la fine del II secolo a.C. e l'inizio del I secolo a.C., che testimoniano l'abitudine dell'epoca a non lasciare sguarniti di rivestimenti murarii i rilievi collinari che circondavano le città. Questa tipologia di sostruzione poteva essere utile sia per stabilizzare il terreno, evitando il degradamento del colle, e sia a consolidare la superficie sopra la vetta. L'utilizzo dell'edificio era anche quello di ricavare alloggi ed abitazioni per i soldati o per gli schiavi.
- Percorso archeologico interno a palazzo dei Capitani - Si tratta di un'area archeologica urbana musealizzata che si snoda all'interno di palazzo dei Capitani e mostra la stratigrafia di piani di pavimentazioni che coprono l'arco di tempo compreso tra l'epoca romana ed il medioevo.
[modifica] Aree naturali
[modifica] Parco dell'Annunziata
Il parco estende la sua superficie nella zona più alta della città, sull'antico colle Pelasgico, ed è considerato il polmone verde di Ascoli. Il luogo, panoramico e strategico, ha storicamente accolto opere difensive fortificate. Qui si elevava l'antico cassero, distrutto in epoca piceno-sabina da Gneo Pompeo Strabone e ricostruito in epoca romana, ora accoglie i resti della Fortezza Pia e delle sostruzioni romane delle grotte dell'Annunziata.
Ebbe come prima intitolazione Parco della Rimembranza, denominazione scelta per ricordare i 379 caduti ascolani del primo conflitto mondiale, in memoria dei quali gli alunni delle scuole elementari piantarono altrettanti alberi, ad ognuno dei quali fu apposto il nome di un caduto. Fu inaugurato il 5 luglio 1925, in occasione della commemorazione del decimo anniversario dell'entrata in guerra, alla presenza del principe ereditario Umberto di Savoia.
L'area su cui si estende il parco era, fino ad allora, una zona con scarsa presenza di vegetazione, l'amministrazione comunale ascolana, stanziando la somma di 40.000 lire, ne affidò l'incarico di sistemazione all'ingegnere Paoletti che ne curò la progettazione realizzando la strada d'accesso, che si apre da via Pretoriana e, subito dopo, l'opera di piantumazione di circa 4000 essenze arboree tra alberi ed arbusti. [16]
Nell'anno 1927 fu costruita la scalinata dell'Annunziata che da via Dino Angelini arriva al parco. In tempi successivi fu realizzata la strada che conduce fino alla Fortezza Pia ed ebbe luogo la sistemazione del piazzale.
[modifica] Giardino Botanico, Istituto Tecnico Agrario Statale Celso Ulpiani
Il giardino, inaugurato nell'anno 1988, si trova nell'area dell'Istituto Tecnico Agrario Statale omonimo. Nato con scopi prevalentemente didattici ospita innumerevoli varietà di piante tra cui olivi di rara varietà. [17]
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti
Secondo l'ultimo censimento la popolazione è di circa 52.000 abitanti, ma bisogna considerare la presenza di un numero consistente di persone abitanti all'interno del comune ma non residenti o difficilmente censibili, come i numerosissimi studenti fuori sede che alloggiano nella città.
Va poi considerato che l'elevato costo delle abitazioni ha spinto molti ascolani a trasferirsi in zone relativamente distanti dal centro cittadino, con alcune zone periferiche della città si trovano ormai a lambire i comuni limitrofi (come Castel di Lama, Folignano, Maltignano, Colli del Tronto, Castorano, Venarotta) che segnano aumenti significativi di popolazione e indici di vecchiaia molto più bassi.
Tutto questo induce ragionevolmente a ritenere che la città di Ascoli Piceno sia a tutti gli effetti molto più popolosa rispetto ai dati ufficiali.
[modifica] Tradizioni e folclore
- Carnevale di Ascoli - originale ed interessante per il suo carattere goliardico e popolare che coinvolge la partecipazione dei cittadini, mascherati sia in gruppi che in carri la domenica ed il martedì grasso.
[modifica] Istituzioni, enti e associazioni
[modifica] Forze Armate
La città di Ascoli Piceno è sede dello storico 235° Reggimento Addestramento Volontari "Piceno". La caserma Clementi è l'unica in Italia dedicata alla formazione dei soli Volontari di truppa di sesso femminile. Nel 2001 in piazza del Popolo vi è stato il primo giuramento nella storia della Repubblica italiana di donne soldato. Fino al 21 dicembre 2007 la città è stata anche sede del Comando Reclutamento e Forze di Completamento Esercito "Marche". Dal 1º gennaio 2008, nell'ambito della riorganizzazione degli Enti territoriali dell'Esercito, il nuovo Comando Militare Esercito "Marche" è stato trasferito ad Ancona.
[modifica] Ambasciate e consolati
Dal 2005 la città è sede del Consolato Onorario della Repubblica Slovacca per le regioni Marche, Abruzzo e Umbria. Dal 2010 ad Ascoli Piceno è stato istituito anche il Consolato Onorario del Senegal.
[modifica] Cultura
[modifica] Biblioteche
- Biblioteca comunale Giulio Gabrielli - Fondata nell'anno 1849, dopo aver avuto sede nel palazzo dell'Arengo, tranne nel periodo tra il 1910 ed il 1938 che fu ospitata nel palazzo dei Capitani del Popolo, è stata trasferita all'interno del Polo culturale di Sant'Agostino nel 1999. La biblioteca conta la presenza di circa 200.000 volumi tra cui, il più antico, è un codice benedettino del XII secolo ed una raccolta di corali miniate. Acquisì, dopo l'unità d’Italia, i fondi librari delle corporazioni religiose.
- Biblioteca ed Archivio Diocesano - Istituita nell'anno 1935, annovera al suo interno circa 50.000 volumi, tra i quali quelli della biblioteca capitolare ed i testi donati da Giuseppe Fabiani e Francesco Antonio Marcucci.
- Archivio di Stato
[modifica] Università
La città di Ascoli Piceno è sede amministrativa e didattica della Scuola di Architettura e Design dell'UNICAM. La facoltà ascolana ha attivato le lauree triennali in Scienze dell'Architettura, Disegno Industriale e Ambientale, Pianificazione dell'ambiente e del territorio. Sono anche attive le lauree magistrali in Architettura e in Disegno Industriale. La Facoltà di Scienze e Tecnologie di Camerino ha invece attivato ad Ascoli i corsi di laurea triennale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali (classe 41) ed in Informatica (classe 26). I corsi hanno sede ad Ascoli e le lezioni quindi si svolgono con la presenza dei docenti. L'Università Politecnica delle Marche, Facoltà di Medicina e Chirurgia, ha attivato presso l'Ospedale Provinciale "Mazzoni" di Ascoli il corso di laurea triennale in Scienze Infermieristiche. Infine, l'Istituto superiore di scienze religiose "Mater Gratiae", collegato alla Pontificia Università Lateranense, ha attivato il corso di laurea in Scienze Religiose.
[modifica] Musei
- Pinacoteca civica - Conserva opere pittoriche su tela e su tavola realizzate dal XIV al XX secolo. Tra gli artisti più famosi presenti: Tiziano, Guido Reni, Carlo Crivelli, Pietro Alemanno e Giuseppe Pellizza da Volpedo. Di notevole pregio anche il piviale di manifattura inglese, del XIII secolo, che il papa ascolano Niccolò IV donò alla cattedrale della città.
- Museo diocesano - Inaugurato nell'anno 1961 dal vescovo Marcello Morgante raccoglie pregevoli opere di arte sacra.
- Cartiera Papale - Complesso architettonico che ha sempre ospitato mulini ad acqua e che ben rappresenta un esempio di archeologia industriale. Si sviluppa su più livelli edificati in diversi periodi, attualmente utilizzato come museo. [18]
- Galleria d'arte contemporanea Osvaldo Licini - Ospitata presso il complesso del Polo di Sant'Agostino espone al suo interno la maggiore collezione pubblica mondiale del pittore Osvaldo Licini e comprende, inoltre, dipinti di Lucio Fontana, de Pisis, Sebastian Matta, Gino Severini, Tullio Pericoli ed altri.
- Museo della ceramica - Inaugurato nell'anno 2007, conserva al suo interno ceramiche dell'antica tradizione ascolana, dal XIV secolo fino al XX secolo, oltre una sezione dedicata alle ceramiche italiane come Castelli, Deruta, Faenza, Montelupo Fiorentino ed altre.
- Museo dell'alto medioevo - Accoglie l'esposizione dei corredi in oro di due delle circa 260 tombe longobarde scoperte nel 1893 presso la necropoli di Castel Trosino. Presto l'allestimento sarà ospitato presso la nuova sede di Forte Malatesta.
- Museo Biblioteca Francesco Antonio Marcucci - Inaugurato nel 1994 ha sede nell'appartamento di monsignor Marcucci dove sono custoditi oggetti e memorie riguardanti la congregazione da lui stesso fondata, oltre la biblioteca e la cappellina.
- Museo di Storia Naturale Antonio Orsini – Museo provinciale intitolato al naturalista Antonio Orsini. L'esposizione accoglie reperti di rocce, minerali fossili, erbari e conchiglie.
[modifica] Media
[modifica] Cinema
I film più importanti girati in questa città:
- I delfini di Francesco "Citto" Maselli, in bianco e nero, uscito nel 1960, con Sergio Fantoni, Claudia Cardinale e Tomas Milian, ricco di splendidi scorci della città, tra cui piazza del Popolo ed il Caffè Meletti;
- Alfredo, Alfredo di Pietro Germi uscito nel 1972 che vedeva come protagonisti Stefania Sandrelli e l'attore americano Dustin Hoffman, lei nel ruolo di una farmacista, lui nel ruolo di un impiegato di banca della Carisap. Le scene furono girate interamente in città, tranne alcune durante la fase finale del film;
- Il grande Blek, di Giuseppe Piccioni uscito nell'anno 1987.
- Morirai a mezzanotte, di Lamberto Bava, 1986
- Il maestro degli errori, di Piero Maria Benfatti, finito di girare nel 2003, con Remo Girone e Tobias Moretti. Il film premiato al Festival del Cinema di Salerno nel 2005, è un kolossal storico che ricostruisce la vita di Francesco Stabili, meglio noto come Cecco d'Ascoli. Girato prevalentemente ad Ascoli con massiccio uso di comparse locali, il film uscì con successo all'estero (in particolare ottimi incassi nei cinema in Germania e ottimi ascolti in TV in Austria), ma non è mai uscito in Italia a causa di insolvenze finanziarie della produzione, che hanno costretto la magistratura al sequestro della pellicola.
[modifica] Televisione
[modifica] Festivalbar
La città negli anni novanta è stata, grazie al patron Vittorio Salvetti prima, e al figlio Andrea dopo, tappa fissa del Festivalbar. Nella cornice di piazza del Popolo si sono svolte le edizioni del 1991, 1992, 1993, 1994, 1995, 1999. Nel 1995, causa lavori di restauro all'arena di Verona, sede delle finalissime della manifestazione, la città di Ascoli ospitò le due serate delle finali presentate da Amadeus, Federica Panicucci e Laura Freddi.
[modifica] Spot pubblicitari
Nel 1998, in una scena di uno spot pubblicitario per la FIAT, si notavano Fiat 500 girare intorno a piazza del Popolo con lo sfondo della chiesa di San Francesco.
[modifica] Teatro
- Compagnia dei Folli - Gruppo teatrale italiano di strada e d'immagine fondato nel 1984 a Castel Trosino. Dopo molti anni di attività, nell'anno 2002, la Compagnia ha dato vita ad uno spazio teatrale nella città presso il Palafolli dove ha creato anche una scuola di teatro.
- Compagnia del Capannone – Costituita nell'anno 1987 perseguendo l'impegno di proporre commedie in dialetto ascolano, oltre a testi in lingua italiana. [19] Tra le sue rappresentazioni la commedia Sparpagghiò la storia e la morte con musiche di Giovanni Allevi.
- Synergie Teatrali - Compagnia di prosa professionale costituitasi ad Ascoli Piceno. [20]
[modifica] Cucina
Il piatti che maggiormente rappresentano la cucina e la gastronomia locale sono le olive all'ascolana ed il Fritto all'ascolana ed entrambi devono il loro nome alla città. Le olive verdi tenere, dopo essere state denocciolate e riempite con un morbido composto a base di carne mista vengono impanate e fritte. Il "fritto all'ascolana" è una pietanza che si compone di costolette di agnello, carciofi, olive ascolane e crema fritta (cremini).
Un'altra specialità territoriale, legata alla tradizione, è l'oliva in salamoia. Si tratta di olive verdi tenere ascolane che, dopo la raccolta, sono messe in salamoia con acqua, sale ed erbe selvatiche, tra cui il finocchietto, seguendo la ricetta di un monaco cellarius che, nel XVI secolo, si occupava della conservazione dei cibi nel convento dei Benedettini Olivetani della chiesa di Sant'Angelo Magno. La varietà dell'oliva ascolana del Piceno era già conosciuta e ricordata da Plinio e Marziale, fu apprezzata anche da Sisto V, dai compositori Gioacchino Rossini e Giacomo Puccini. La particolarità di questa pianta è di essere coltivabile, per il facile attecchimento, in poche zone del territorio ascolano che si distinguono per peculiari caratteristiche del terreno (humus). Il suo frutto, utilizzato per la preparazione delle olive ripiene, si distingue per avere un nocciolo piccolo ricoperto da un mesocarpo polposo e tenero.
Tutta la zona dell'ascolano è nota per la produzione di vino cotto, ottenuto dalla concentrazione del mosto mediante cottura.
[modifica] Personalità legate ad Ascoli Piceno
| Per approfondire, vedi la voce Categoria:Personalità legate ad Ascoli Piceno. |
[modifica] Eventi
[modifica] Torneo cavalleresco della Quintana e Festa patronale
La città è per molti versi legata alle tradizioni religiose e civili ed i principali avvenimenti cittadini ruotano intorno alla festività del patrono sant'Emidio che si celebra il 5 agosto che ha il suo culmine dopo la mezzanotte con i fuochi d'artificio. La prima domenica di agosto si tiene la solenne sfilata storica della Quintana cui partecipano oltre 1.500 figuranti in costume e le autorità cittadine, Sindaco compreso nel ruolo di Magnifico Messere. Al termine della sfilata si tiene il torneo cavalleresco della Quintana, basato su antichi statuti del XIV secolo e che si rinnova dal 1955 senza interruzioni. Da alcuni anni è stata anche inserita la manifestazione della Quintana in notturna, si svolge la sera del secondo sabato di luglio.
[modifica] Premio Internazionale Città di Ascoli Piceno
Si svolge ogni anno, tra la fine di novembre ed i primi di dicembre, organizzato dall'Istituto Studi Medievali Cecco d'Ascoli. Si tratta di un premio letterario che viene assegnato ad una personalità nel campo della medievistica internazionale che si è contraddistinta per la pubblicazione di testi che contribuiscono all'indagine storica e al valore della ricerca storiografica. Tra i vincitori del premio si ricordano Elémire Zolla (1987), Ovidio Capitani (1989), Liliana Cavani (1991 per il film Francesco) e Pupi Avati (2008 per il film Magnificat del 1993). Nel 1987 la Giuria del Premio assegnò una menzione speciale allo storico francese Jacques Le Goff.
[modifica] Fritto misto all'italiana
Tra fine aprile ed inizio maggio si svolge una importante manifestazione gastronomica con la presenza di stands provenienti dalle regioni d'Italia e da molti paesi del mondo, che permette di degustare molti dei tipi di fritti italiani e non solo, tra cui la locale oliva fritta all'ascolana.
[modifica] Notte di San Lorenzo
Il 10 agosto di ogni anno ha luogo la Notte di San Lorenzo. In ogni angolo del centro storico della città vi sono concerti, mostre, spettacoli teatrali, stands enogastronomici che durano fino all'alba del giorno dopo.
[modifica] Geografia antropica
[modifica] Suddivisioni storiche
La suddivisione storica di Ascoli Piceno è ripotata nel testo degli Statuti Comunali del 1377. Al tempo la città era divisa in 4 quartieri che corrispondevano all'antico insediamento urbano:
- Sant'Emidio,
- Santa Maria Intervineas,
- San Venanzo,
- San Giacomo.
Ogni quartiere era a sua volta ripartito in 6 sestieri.
Successivamente, una delibera consiliare del 14 settembre 1881 cambiò la denominazione precedentemente adottata e la trasformò nella seguente nomenclatura corrispondente:
- Vittorio Emanuele,
- Garibaldi,
- Cecco D'Ascoli,
- Ventidio Basso.
Avanti nel tempo i quartieri di Cecco d'Ascoli e Ventidio Basso furono rinominati rispettivamente Giuseppe Mazzini e Camillo Benso conte di Cavour.
Nell'anno 1969, a causa dell'espansione urbana, si rese necessario un esame di revisione della toponomastica cittadina. Per tale studio fu incaricata una commissione che ritenne di adottare nuovamente le precedenti denominazioni. Il consiglio comunale ascolano la approvò il giorno 16 giugno 1970, e da allora i 4 quartieri del centro storico riassunsero l'antico nome.
Intorno ai 4 quartieri centrali vi sono 8 rioni:
- Borgo Solestà,
- Campo Parignano,
- Borgo Chiaro,
- Castagneti,
- Santi Filippo e Giacomo,
- Porta Maggiore
- Borgo Cartaro,
- Porta Romana.
[modifica] Suddivisioni amministrative
Il territorio del comune di Ascoli Piceno è stato suddiviso, fino al giugno dell'anno 2009, in 9 circoscrizioni:
- 1° Centro storico
- 2° Circoscrizione Borgo Solestà
- 3° Campo Parignano
- 4° Porta Maggiore e Santi Filippo e Giacomo
- 5° Mozzano
- 6° Venagrande
- 7° Piagge
- 8° Monticelli
- 9° Villa Sant'Antonio
[modifica] Economia
Di recente industrializzazione, arricchitasi anche grazie alle sovvenzioni statali provenienti dalla Cassa del Mezzogiorno, Ascoli Piceno vanta una discreta zona industriale con la presenza di alcune importanti aziende italiane e multinazionali con stabilimenti produttivi attivi nella gomma, carta, prodotti farmaceutici, ma la maggior parte dell'economia ruota intorno a piccole e medie aziende a conduzione familiare e sulla fornitura di servizi professionali per i piccoli centri della valle del Tronto e delle montagne circostanti.
[modifica] Infrastrutture e trasporti
[modifica] Strade
La città di Ascoli Piceno è collegata per via stradale con Roma attraverso la strada statale 4 via Salaria e con San Benedetto del Tronto mediante il raccordo autostradale RA11 che consente il raggiungimento dell'Autostrada A14.
[modifica] Ferrovia
Il collegamento ferroviario è garantito dalla tratta Ascoli Piceno - San Benedetto del Tronto con alcuni prolungamenti fino ad Ancona, Macerata e Fabriano. La stazione ferroviaria di Ascoli Piceno rientra nel programma Centostazioni di Ferrovie dello Stato ed è stata completamente ristrutturata nel 2009.
[modifica] Amministrazione
| Per approfondire, vedi la voce Sindaci di Ascoli Piceno. |
Sindaco: Guido Castelli (PdL, Liste Civiche) dal 22 giugno 2009 (1º mandato)
Centralino del comune: 0736 2981
Posta elettronica: protocollo@comune.ascolipiceno.it
[modifica] Gemellaggi
Massy, Francia, dal 1997, gemellata dal sindaco Roberto Allevi, per Ascoli Piceno e dal sindaco Vincent Delahaye per Massy
Treviri, Germania, dal 1958, gemellata dal sindaco Serafino Orlini, per Ascoli Piceno e il borgomastro Heinrich Raskin per Treviri
[modifica] Sport
[modifica] Calcio
| Per approfondire, vedi la voce Ascoli Calcio 1898. |
La città è sede dell'Ascoli Calcio 1898, di cui ospita le gare interne presso lo stadio Cino e Lillo Del Duca. Prima società sportiva delle Marche, fondata nel 1898 con il nome di Società Sportiva Vigor, presente dalla stagione 1972-73 nelle massime categorie del calcio professionistico (Serie A e B). L'Ascoli, nel corso della sua storia più che centenaria, ha conseguito 2 promozioni dalla serie C alla Serie B e ben 5 dalla Serie B alla Serie A, conquistando anche una Mitropa Cup nel 1987 e una Supercoppa di Lega di serie C nel 2002.
Fiore all'occhiello della storia sportiva della società restano comunque le numerose stagioni disputate nelle massime categorie del calcio nazionale: ben 16 in serie A (migliore piazzamento il 5° posto ottenuto nel 1979/80) e 14 in Serie B, tutte nel periodo compreso tra il 1972/73 e il 2008/09.
[modifica] Ciclismo
Ascoli Piceno è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia: la prima nel 1913, l'ultima nel 2004.
- Tappe del Giro d'Italia con arrivo ad Ascoli Piceno
| Anno | Tappa | Partenza | km | Vincitore di tappa | Maglia rosa |
|---|---|---|---|---|---|
| 1913 | 7ª | Campobasso | 313 | ||
| 1933 | 10ª | Chieti | 158 | ||
| 1938 | 10ª | Lanciano | 149 | ||
| 1988 | 2ª | Urbino | 230 | ||
| 2004 | 10ª | Porto Sant'Elpidio | 146 |
[modifica] Atletica Leggera
Ad Ascoli è presente la storica società ASA. Una società che vanta di aver avuto ben 6 olimpionici, tra i quali Carlo Vittori, Armando de Vincentis, Antonio Brutti e Marco Marchei.
[modifica] Automobilismo
Ascoli Piceno ospita ogni anno, nel tracciato Colle San Marco-Colle San Giacomo, la cronoscalata "Coppa Paolino Teodori" valevole per il "CIVM - Campionato Italiano Velocità Montagna". Il 25 luglio 2007 si è svolta la 46° edizione dell'evento, mentre la quarantasettesima è stata disputata il 15 giugno 2008 ed è stata riconosciuta anche la titolazione di Challenge FIA e Coppa Europa.
[modifica] Calcio da tavolo - Subbuteo
In città dal 2004 opera anche il Subbuteo Club Ascoli, nato grazie alla passione di alcuni giocatori di Subbuteo che dopo anni sono tornati all'attività agonistica. Dopo tre stagioni di serie C, nel 2007 lo SCA ha conquistato la promozione in serie B nel circuito FISCT e nel 2008 quella in serie A. Dal 2007 la città ospita il Memorial Costantino Rozzi, torneo nazionale di calcio da tavolo.
[modifica] Sport invernali
La provincia di Ascoli ha un territorio per buona parte montuoso e nei mesi invernali si può praticare lo sci sulle piste della stazione di Forca Canapine a cavallo tra i comuni Arquata del Tronto e di Norcia sui monti Sibillini o sulla stazione di San Giacomo, Monte Piselli, in provincia di Teramo.
[modifica] Impianti sportivi
| Per approfondire, vedi la voce Stadio Cino e Lillo Del Duca. |
- Stadio Cino e Lillo Del Duca - Stadio comunale che ospita le partite giocate in casa dall'Ascoli Calcio.
- Stadio Squarcia - Si trova tra ponte di Cecco e la chiesa di San Vittore. Prima della costruzione dello stadio Del Duca ospitava le partite dell'Ascoli Calcio. Ogni anno, al suo interno, viene allestito il campo dei giochi per la competizione dei cavalieri giostranti della Quintana.
[modifica] Note
- ^ Bilancio demografico mensile ISTAT del 30 settembre 2009
- ^ Paulus Diaconus, Historia Langobardorum «In qua sunt civitates Firmus, Asculus et Pinnis et iam vetustate consumpta Adria, quae Adriatico pelago nomen dedit».
- ^ Gaius Iulius Caesar, Commentarii de bello civili «Cum his duabus Asculum Picenum proficiscitur».
- ^ A. M. Mazzocchi, Diatriba del Piceno, Saggi di Dissertazioni Accademiche, Tomo III.
- ^ Naturalis Historia III, 110, «Orti sunt (Picentes) a Sabinis voto vere sacro».
- ^ Giambattista Carducci, Su le memorie e i monumenti di Ascoli nel Piceno. Fermo, Saverio Del Monte, 1853, p. 2, «Picena regio, in qua est Asculum, dicta, quod Sabini cum Asculum proficiscerentur, in vexillo eorum Picus consederit».
- ^ Historia Langobardorum/Liber II, 19 «Huius habitatores cum a Savinis illuc properarent, in eorum vexillo picus consedit, atque hac de causa Picenus nomen accepit».
- ^ Antonio Rodilossi, Ascoli Piceno città d'arte. Modena, "Stampa & Stampa" Gruppo Euroarte Gattei, Grafiche STIG, 198, p. 13.
- ^ Regio Decreto 9 novembre 1862 n. 978. In: Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia, anno 1862, vol. V, dal n. 409 al n. 1100. Torino, Stamperia Reale.
- ^ Cfr. anche Guida generale degli Archivi di Stato italiani, voce Archivio di Stato di Ascoli Piceno, Roma, 1981, pag. 7(393) e pag. 14(400).
- ^ Dal sito del Quirinale
- ^ Fondazione CARISAP Auditorium di San Francesco di Paola.
- ^ Antonio Rodilossi, Ascoli Piceno città d'arte. Modena, "Stampa & Stampa" Gruppo Euroarte Gattei, Grafiche STIG, 1983, pag. 132
- ^ Fondazione CARISAP Auditorium di San Francesco di Paola.
- ^ Fondazione CARISAP - Auditorium di San Francesco di Paola
- ^ Parco dell'Annunziata nel sito del Comune di Ascoli
- ^ Giardino Botanico Celso Ulpiani
- ^ Musei della Cartiera Papale
- ^ Compagnia del Capannone
- ^ Synergie Teatrali
[modifica] Bibliografia
- Sebastiano Andreantonelli, Historiae Asculanae, Padova, Typis Matthaei de Cadorinis, 1673;
- Tullio Lazzari, Ascoli in prospettiva colle sue più singolari Pitture, Sculture, e Architetture..., Ascoli, Per il Morganti, e Picciotti, 1724;
- Giambattista Carducci, Su le memorie e i monumenti di Ascoli nel Piceno. Fermo, Saverio Del Monte, 1853;
- Gaetano De Minicis, Numismatica ascolana, o sia dichiarazione delle monete antiche di Ascoli nel Piceno, Fermo, Editore Gaetano Paccasassi, 1853;
- Gaetano De Minicis, Giornale Arcadico di Scienze, Lettere ed Arti, Volume CXLV, ottobre, novembre dicembre 1856, Roma, Tipografia delle Arti, 1856;
- Raccolta Ufficiale delle Leggi e dei Decreti del Regno D’Italia, Anno 1862 Dal N 409 al 1100 Volume Quinto, Torino Stamperia Reale, p. 2985;
- Cesare Mariotti, La chiesa di S. Emidio alle Grotte presso Ascoli Piceno, Rassegna Bibliografica dell’Arte Italiana, IX, 1906; poi in Id., Scritti di storia e d’arte ascolana. Ascoli Piceno, Casa Editrice G. Cesari, 1935;
- Giuseppe Fabiani, Ascoli nel Quattrocento, Collana di Pubblicazioni Ascolane, Società Tipolitografica Editrice, Ascoli Piceno, 1950;
- Giuseppe Fabiani, Il terremoto del 1703 e il tempietto votivo di S. Emidio alle Grotte, nel vol. Artisti del Sei-Settecento in Ascoli. Ascoli Piceno 1961 ("Collana di pubblicazioni storiche ascolane", XIII);
- Giacinto Cantalamessa Carboni, Memorie intorno ai letterati della città di Ascoli nel Piceno, 1830, ristampa anastatica, Forni Editore, Bologna, anno 1972;
- Luigi Leporini, Ascoli Piceno. L'architettura dai maestri vaganti ai Giosafatti, Ascoli Piceno 1973;
- Bernardo Nardi e Lucia Pellei, Ascoli dimenticata: San Salvatore di Sotto. Fermo, La Rapida, 1976;
- Bernardo Nardi, Ascoli da Sant'Emidio alla Quintana. Ascoli Piceno, Edizioni Prosperi, 1982;
- Antonio Rodilossi, Ascoli Piceno città d'arte. Modena, "Stampa & Stampa" Gruppo Euroarte Gattei, Grafiche STIG, 1983.
- Francesco Antonio Marcucci, Saggio delle cose ascolane e de’ i vescovi di Ascoli nel Piceno, ristampa anastatica, Arnaldo Forni Editore, Sala Bolognese, maggio 1984;
- Stefano Papetti, I Giosafatti e la scultura ad Ascoli tra Seicento e Settecento, in Scultura nelle Marche dalle origini all’età contemporanea, a cura di Pietro Zampetti, Fiesole, Nardini, 1993;
- (a cura di) Daniela Ferriani, "Ascoli Piceno: Pinacoteca Civica", Bologna, Calderini, 1994;
- Bernardo Carfagna, Rocche e castelli dell'ascolano, Ascoli Piceno, Edizione La Sfinge Malaspina (Stampa Editoriale Eco srl - S. Gabriele (TE)), anno 1996;
- Giorgio Giorgi. Cronaca Ascolana. Ascoli Piceno, Edizione Libreria Rinascita, 1996;
- Adriano Ghisetti Giavarina, Opus, quaderno di storia dell'architettura e restauro, Carsa Edizioni, 6/1999;
- Antonio De Santis, Ascoli nel Trecento, vol. I (1300 - 1350), Collana di Pubblicazioni Storiche Ascolane, Ascoli Piceno, Grafiche D’Auria, ottobre 1999;
- Antonio De Santis, Ascoli nel Trecento, vol. II (1350 - 1400), Collana di Pubblicazioni Storiche Ascolane, Ascoli Piceno, Grafiche D’Auria, ottobre 1999;
- Secondo Balena, Ascoli nel Piceno - storia di Ascoli e degli ascolani, Società Editrice Ricerche s.a.s., Via Faenza 13 Folignano, Ascoli Piceno, stampa Grafiche D'Auria, edizione dicembre 1999, ISBN 88-86610-11-4;
- Cristiano Marchegiani. Temi del Barocco nell’architettura fra Seicento e Settecento ad Ascoli, in Memorie, Accademia Marchigiana di Scienze, Lettere ed Arti, XXXVII (1998-1999), Ancona 2002;
- Cristiano Marchegiani, Sul ruolo dei lapicidi nel primo Seicento ascolano. Il caso del tabernacolo mariano di piazza del Popolo, in "Opus. Quaderno di storia dell’architettura e restauro", 7 (2003);
- Mario Polia, "Tra Sant'Emidio e la Sibilla. Forme del sacro e del magico nella religiosità popolare ascolana" Arnaldo Forni Editori, Bologna, 2004
- Attilio Galli, Sant’Emidio, la sua vera immagine. Ascoli Piceno, Tipografia Falco, 2004;
- Adalberto Bucciarelli, Sant’Emidio alle Grotte. Ascoli Piceno, G. e G. Gagliardi Editore, Centro Stampa Piceno, 2007;
- Giuseppe Marinelli, Dizionario Toponomastico Ascolano - La Storia, i Costumi, i Personaggi nelle Vie della Città, D'Auria Editrice, Ascoli Piceno, marzo 2009;
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[modifica] Collegamenti esterni
- Ascoli Musei
- Wikiliva - L'enciclopedia scritta in dialetto Ascolano;
- Ascoli Storia 900 - Il portale della biblioteca di storia contemporanea e dell'istituto di storia per il movimento di liberazione nelle Marche;
- Consorzio Universitario Piceno
- AscoliDaVivere - Eventi, musica, cultura, folklore... ma anche locali, feste e divertimento;
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