Ancona
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| Ancona | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 16 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 123,23 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 831,77 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Angeli di Varano, Aspio, Baraccola, Candia, Casine di Paterno, Gallignano, Ghettarello, Madonna delle Grazie, Massignano, Montacuto, Montesicuro, Paterno, Poggio di Ancona, Pontelungo, Sappanico, Taglio di Barcaglione, Varano, Palombina Nuova, Collemarino, Torrette. | ||||||||
| Comuni contigui: | Agugliano, Camerano, Camerata Picena, Falconara Marittima, Offagna, Osimo, Polverigi, Sirolo | ||||||||
| CAP: | 60100, 60121-60129, 60131 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 071 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 042002 | ||||||||
| Codice catasto: | A271 | ||||||||
| Class. sismica: | zona 2 (sismicità media) | ||||||||
| Class. climatica: | zona D, 1688 GG | ||||||||
| Nome abitanti: | anconetani, anconitani | ||||||||
| Santo patrono: | San Ciriaco di Gerusalemme | ||||||||
| Giorno festivo: | 4 maggio | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Ancona ([an-có-na] /aŋˈkona/), è una città di 102.499 abitanti[1] dell'Italia centrale, posta sul Mare Adriatico. È uno dei principali porti d'Italia ed è capoluogo della regione Marche e dell'omonima provincia. Città d'arte con un centro storico ricco di monumenti e con una storia millenaria, è primario fulcro economico e portuale della regione, oltre che suo principale centro urbano per dimensioni e popolazione. Considerando anche i comuni confinanti, con alcuni dei quali, come nel caso di Falconara Marittima, c'è continuità d'insediamento, l'area metropolitana di Ancona sfiora i 200.000 abitanti.
Protesa verso il mare, la città sorge su un promontorio a forma di gomito piegato, che protegge il più ampio porto naturale dell'Adriatico centrale. I Greci di Siracusa, che fondarono la città nel 387 a.C., notarono la forma di questo promontorio e per questo motivo chiamarono la nuova città Αγκών, "ankon", che in greco significa gomito. L'origine greca di Ancona è ricordata dall'epiteto con la quale è conosciuta: la "città dorica".
Ancona è caratterizzata anche dalla posizione a picco sul mare, dai parchi semi-urbani ben conservati e dai pittoreschi dintorni della costa alta del Conero. I rioni storici, arrampicati su varie colline, si affacciano sull'arco del porto come intorno al palcoscenico di un teatro. Dal suo porto partono ogni anno circa un milione di viaggiatori diretti soprattutto in Grecia e Croazia, ma anche in Albania, Turchia e Montenegro; è infatti il primo porto adriatico per numero di imbarchi, e uno dei primi per le merci e per la pesca.
[modifica] Geografia fisica
[modifica] Territorio
| Per approfondire, vedi la voce Geografia di Ancona. |
La città di Ancona sorge nella costa dell'Adriatico centrale su un promontorio formato dalle pendici settentrionali di monte Conero o monte d'Ancona (572 m s.l.m.). Questo promontorio dà origine ad un golfo, il Golfo di Ancona, nella cui parte più interna si trova il porto naturale. Il luogo dove sorge Ancona rientra nella zona a sismicità medio-alta, è classificata di livello 2 dalla Protezione civile.[2]
Ad Ancona si vede sorgere il sole dal mare, come in tutta la costa adriatica, ma è l'unica città in cui si può vedere sul mare anche il tramonto, visto che, grazie alla forma a 'gomito' della sua costa, è bagnata dal mare sia ad est che ad ovest.
La città possiede varie spiagge; la più centrale è quella del Passetto, tipica spiaggia di costa alta, ricca di scogli, tra i quali la Seggiola del Papa (uno dei simboli della città), lo scoglio del Quadrato, molto apprezzato per la possibilità di tuffarsi nell'acqua profonda. A Nord del porto la costa è bassa. In questa zona da ricordare è la spiaggia di Palombina, sabbiosa, di carattere urbano e con un'aria vivacemente popolare, in vista del golfo dorico e bordata dalla linea ferroviaria.
Il territorio cittadino è caratterizzato da un'alternanza di fasce collinari e di vallate.
La fascia di colline più settentrionale, affacciata direttamente sul mare, comprende il Colle Guasco sul quale svetta il Duomo, il Colle dei Cappuccini con il Faro, Monte Cardeto con le sue fortificazioni immerse nel verde del parco omonimo. Più a Sud si trova la vallata un tempo detta Piana degli Orti, oggi attraversata dai tre corsi principali e dal Viale della Vittoria. A Sud di questa vallata c'è poi la seconda fascia collinare, con il colle Astagno, sul quale sorge la Cittadella, un grande polmone verde all'interno della città, il colle di Santo Stefano, con il parco del Pincio, Monte Pulito, con la sede dell'Ammiragliato, Monte Pelago, con il piccolo osservatorio astronomico, ed infine il Monte Santa Margherita, a picco sul mare, occupato nelle sue pendici Nord dal parco del Passetto. La vallata che si trova ancora a Sud è costituita da Valle Miano e dal Piano San Lazzaro, occupato dal quartiere omonimo, il solo pianeggiante della città. Ancora a Sud si estende la fascia di colline periferiche e infine la vallata dei Piani della Baraccola.
Ancona è ben servita dalle vie di comunicazione terrestri, marittime ed aeree.
[modifica] Clima
| Per approfondire, vedi le voci Stazione meteorologica di Ancona Centro e Stazione meteorologica di Ancona Falconara. |
La città di Ancona presenta caratteristiche di transizione tra il clima subcontinentale dell'alto versante Adriatico e il clima mediterraneo. Classificazione climatica: zona D, 1688 GR/G. La commistione di elementi climatici decisamente continentali ed altri tipicamente mediterranei si riflette pure nella vegetazione della zona.
L'inverno, in genere mitigato dalla presenza del mare, presenta a volte giornate con temperatura rigide durante le irruzioni di aria fredda per venti di bora che possono portare eccezionalmente la neve anche sulla costa e durante gli episodi di nebbia da inversione termica, quando le temperature si mantengono costanti per l'intera giornata su valori di poco superiori allo zero. Tra le temperature più basse registrate all'aeroporto di Ancona-Falconara vanno ricordati i -13 °C del gennaio 1985, mentre la nevicata storica per eccellenza in città è quella del febbraio 1929 (il famoso "nevò", che seppellì Ancona sotto punte di 1 metro e mezzo di neve e ghiaccio).
L'estate può essere afosa, ma con temperature massime raramente superiori ai 30 °C. Tuttavia nelle giornate in cui soffia il libeccio, detto Garbì in dialetto, la temperatura può arrivare a 35 °C e oltre, seppur con bassi tassi di umidità relativa; nel mese di agosto iniziano i fenomeni temporaleschi. La temperatura più alta registrata all'aeroporto di Falconara risale al luglio del 1983, quando si sfiorarono i +41 °C.
Le precipitazioni sono moderate (776 mm annui), distribuite in modo piuttosto regolare, con minimi relativi in inverno, primavera e nella prima parte dell'estate; massimi precipitativi, invece, si hanno tra la tarda estate e l'intera stagione autunnale.
[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi la voce Storia di Ancona. |
Alcune costanti caratterizzano la storia bimillenaria della città: anzitutto il legame con il mare, poi un particolare attaccamento alla libertà e all'indipendenza, che condusse a ripetuti assedi, infine un disinteresse per l'espansione territoriale. In definitiva, Ancona fu una città che si difese spesso e con energia, non si impegnò mai in guerre di conquista, e dedicò le sue forze migliori alla navigazione e alle attività portuali. Questa unità di intenti della popolazione permise spesso di superare gli interessi di parte; perciò i conflitti sociali che in alcune epoche caratterizzarono la storia di altre città non furono mai significativi.
Contrariamente a ciò che succede in altre regioni, Ancona è capoluogo di regione non perché dominò in qualche epoca il territorio circostante (la Marca di Ancona fu una realtà più geografica che politica), ma perché, oltre ad essere da sempre il centro più importante, ha nella sua storia è l'esempio più evidente dello spirito di autonomia e di indipendenza tipico di tutte le città delle Marche, regione contraddistinta proprio dalla pluralità.
I primi insediamenti sorsero nell'età del bronzo e i reperti micenei trovati provano già in quest'epoca un rapporto con la Grecia e la navigazione. Nell'età del ferro fu un villaggio piceno. Ancona divenne una città nel 387 a.C. In quest'anno un gruppo di Greci siracusani, esuli dalla tirannide di Dionisio, desiderosi di ripristinare la democrazia e attratti dal grande porto naturale, fondò la città sulle pendici del colle ora chiamato Guasco: un lembo di Magna Grecia in mezzo alla civiltà dei Piceni. Sulla sommità del colle sorse l'acropoli, con il tempio dedicato a Afrodite. Il tempio destò in seguito l'ammirazione dei Romani come si deduce leggendo Catullo e Giovenale.
All'arrivo dei Romani nelle Marche Ancona attraversò un periodo di transizione tra la civiltà greca e quella romana, anche dal punto di vista linguistico. Dal 113 a.C. Ancona può considerarsi città romana, pur orgogliosa delle proprie origini greche. Leggendo l'iscrizione posta sull'Arco di Traiano apprendiamo che i Romani consideravano Ancona l'accesso d'Italia da Oriente e quindi la sede naturale dei commerci con la Dalmazia, l'Egitto e l'Asia. Comprendendo l'importanza strategica e commerciale che aveva Ancona, l'imperatore Traiano ne ampliò il porto.
Alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente (476) Ancona, come tutta la penisola, fu soggetta prima al dominio di Odoacre (476-493) e poi degli Ostrogoti (493-553). Dopo la guerra gotico-bizantina fu tra i possessi dell'Impero Romano d'Oriente e dopo l'arrivo in Italia dei Longobardi rimase ancora bizantina, e fece parte della Pentapoli marittima assieme alle città di Senigallia, Fano, Pesaro e Rimini. Nel 774 la città passò allo Stato della Chiesa.
Con l'istituzione del Sacro Romano Impero la città fu posta a capo della Marca di Ancona, che dopo aver assorbito le marche di Camerino e di Fermo, comprese quasi tutta l'odierna regione Marche.
Alla fine del XII secolo Ancona iniziò a reggersi come libero comune e repubblica marinara. Per difendere la propria indipendenza si scontrò sia con il Sacro Romano Impero, che tentò ripetutamente di ristabilire il suo effettivo potere, sia con Venezia, che non accettava nell'Adriatico altre città marinare.
Nel corso delle lotte tra comuni ed Impero Ancona respinse nel 1137 l'imperatore Lotario II e nel 1167 l'imperatore Federico Barbarossa. L'episodio più noto che vide contrapposta la città all'Impero fu però l'assedio del 1173, che riferiamo qui con più particolari perché nei secoli successivi, e specie nel 1800, fu considerato quasi un paradigma del carattere della città.
Ancona aveva giurato fedeltà all'Imperatore bizantino Manuele Comneno; l'imperatore del Sacro Romano Impero, Federico Barbarossa era in in Italia per ristabilire il proprio potere sui liberi comuni. L'Impero aveva in odio la città non solo per le sue pretese di indipendenza, ma anche perché era legata all'Impero d'Oriente. Il Barbarossa quindi per ristabilire la propria autorità su Ancona, vi inviò il proprio luogotenente, l'arcivescovo Cristiano di Magonza, noto come uomo crudele e dedito alla rapina. Le truppe imperiali avevano preventivamente chiesto ed ottenuto l'alleanza della flotta veneziana: Venezia, infatti, aveva colto l'occasione per liberarsi di una rivale nei traffici marittimi. L'assedio durò sei lunghi mesi e la città dovette fare i conti con la carenza di cibo e con forze nemiche preponderanti. Di questo assedio si ricorda l'eroico gesto di una donna, la vedova Stamira, che, uscendo arditamente dalle mura e dando fuoco ad una botte carica di materiale infiammabile, riuscì a danneggiare un accampamento nemico. Ciò rese possibile, nella confusione in cui si trovarono le truppe imperiali, anche il rifornimento di una certa quantità di cibo. Stamira è pertanto considerata una delle maggiori figure storiche della città. Grazie ad una pericolosa spedizione oltre le fila nemiche, gli Anconitani riuscirono a chiedere soccorso agli alleati emiliani e romagnoli. Con l'arrivo infatti delle truppe della contessa di Bertinoro Aldruda dei Frangipani e del duca di Ferrara Guglielmo dei Marcheselli, si riuscì a rompere l'assedio e a cacciare la flotta veneziana e le truppe imperiali. L'Imperatore di Bisanzio, per ricompensare Ancona della fedeltà a lui dimostrata, inviò ingenti somme di denaro e, secondo la tradizione, le donò in segno di riconoscenza la bandiera rossa con una croce d'oro che è ancora oggi il vessillo della città, a ricordo degli ideali che ispirarono tali avvenimenti. Il risultato più importante della vittoria fu il permesso, concesso dall'Imperatore d'Oriente, di praticare il commercio marittimo in tutti i suoi porti, con la possibilità anche di contruire fondaci e abitazioni. Come già in epoca traianea, Ancona si avviava nuovamente ad essere per l'Italia una delle porte d'Oriente.
A partire dal pontificato di Innocenzo III, lo Stato della Chiesa iniziò una lenta opera di integrazione della marca di Ancona nella quale molte città continuavano tuttavia a godere di un regime di indipendenza di fatto, con ampie libertà civiche. Anche Ancona continuò a reggersi come libero comune, che peraltro non si trasformò mai in signoria, data la realtà sociale particolare della città, stretta intorno alla navigazione e al commercio marittimo.
Agli inizi del XVI secolo, però, a causa della scoperta dell'America e della caduta di Costantinopoli nelle mani dei Turchi, il centro dei commerci si era ormai spostato dal Mediterraneo all'Atlantico e per tutte le città marinare italiane, compresa Ancona, iniziò un periodo di recessione che raggiunse il suo apice nel XVII secolo.
A causa di ciò, gli equilibri politici italiani erano destinati a subire un completo riassestamento, e le ultime libertà comunali erano destinate a durare ben poco. Il 19 settembre 1532 papa Clemente VII vincolò Ancona alla Santa Sede, nel quadro di un processo di accentramento amministrativo che coinvolse, alcuni anni più tardi, altri importanti centri dello Stato Pontificio, fra cui Perugia (1540). La perdita della libertà fu segnata dalla costruzione della Cittadella progettata da Antonio da Sangallo il giovane con il pretesto di offrire difesa da un imminente attacco da parte dei Turchi, ma in realtà realizzata per mantenere la città strettamente sotto il dominio papale.
La perdita della libertà condusse a partire dalla fine del 1500 ad una lenta decadenza che durò un secolo e che si interruppe solo con la concessione del porto franco da parte del papa Clemente XII, nel 1732. Oltre a dare alla città questo nuovo status, Clemente VII incaricò l'architetto Luigi Vanvitelli di ampliare il porto. Grazie a queste misure, la città visse un nuovo momento di benessere, legato alla ripresa della grande navigazione.
Nel 1797 Napoleone occupò la città e dopo poco venne proclamata la Repubblica Anconitana, che nel 1798 venne annessa alla Repubblica Romana. Dopo alterne vicende ed assedi che la videro passare in mano francese ed austriaca, fu annessa nel 1808 al Regno Italico napoleonico e divenne capoluogo del Dipartimento del Metauro. Dal 1808 al 1815 assunse informalmente al ruolo di seconda città del regno, in quanto il viceré Eugenio Beauharnais, che fece costruire il Fortino Napoleonico nella baia di Portonovo vi soggiornava spesso per curare il suo cospicuo appannaggio (il quale fu mantenuto dalla Restaurazione[3]. Alla fine dell'epoca napoleonica tornò a far parte dello Stato Pontificio, nel 1815, ma il dominio francese aveva lasciato nella città le idee rivoluzionarie di libertà, che permisero la diffusione della Carboneria; rimase a lungo nella città Massimo d'Azeglio. Ancona partecipò ai Moti del 1830-1831: l'8 febbraio 1831 due rivoltosi rimasero uccisi e molti altri feriti, mentre la città cadde definitivamente in mano agli austriaci il 29 marzo dello stesso anno[4].
Al termine della prima guerra di indipendenza, nel 1849, Ancona si dichiarò libera dal dominio papale e appartenente alla Repubblica Romana. Il papa allora chiamò gli austriaci per riprendere il possesso delle sue terre. Compagna di Venezia e di Roma, la città di Ancona per settimane resistette eroicamente all'assedio austriaco. Per l'eroismo e l'attaccamento agli ideali di libertà e di indipendenza dimostrati nel 1849 Ancona venne insignita della medaglia d'oro come Benemerita del Risorgimento nazionale.
Nel 1860, dopo la sconfitta di Castelfidardo, le truppe pontificie si rifugiarono in Ancona per tentare l'ultima difesa dei territori pontifici: Ancona era ormai per loro l'ultimo baluardo. Il 29 settembre le truppe dei generali Enrico Cialdini e Manfredo Fanti entrarono vittoriose in Ancona. Nel novembre dello stesso anno un plebiscito ufficializzò l'ingresso di Ancona, Marche ed Umbria nel Regno d'Italia. Subito Ancona assunse un ruolo militare notevole nella compagine difensiva del giovane regno: fu una delle cinque piazzeforti di prima classe, insieme a Torino, La Spezia, Taranto e Bologna. Momenti che la videro alla ribalta nazionale furono nel 1914 la Settimana Rossa, le azioni della Regia Marina in Adriatico durante la prima guerra mondiale e, nel 1920, durante il Biennio rosso, la Rivolta dei Bersaglieri. Nel 1922, quasi come prova generale della Marcia su Roma, le Camicie Nere provenienti dal centro Italia occuparono la città.
Durante il ventennio fascista la città di Ancona ebbe un notevole sviluppo urbanistico, con l'apertura del viale della Vittoria e la costruzione del quartiere Adriatico. Negli ultimi anni della seconda guerra mondiale Ancona, a causa della sua importanza strategica, subì numerosissimi bombardamenti da parte delle forze alleate, che dovevano preparare il passaggio del fronte. In particolare, il 1º novembre 1943 fu uno dei più tragici eventi della storia della città: verso le ore 12,45 tre formazioni di circa 24 quadrimotori ciascuna rovesciarono sulla città un considerevole carico di bombe dirompenti per 20' ca., prendendo di mira da una quota di 1500-2000 mt il porto ed il Cantiere Navale quali principali obiettivi. In pochi minuti migliaia di persone persero la vita, di cui trecento all'interno di un solo rifugio di fortuna, ed un intero rione della città storica (rione Porto) venne quasi cancellato. Il 18 luglio 1944 il generale Władysław Anders a capo del Secondo Corpo Polacco entrò in Ancona e la liberò dai tedeschi. A seguito degli ingenti danni bellici subiti e dei numerosissimi lutti, il 9 ottobre 1960, alla città di Ancona venne conferita la medaglia d'oro al valore civile[5].
Nel secondo dopoguerra Ancona si riprese velocemente dalle pur gravi ferite della guerra. Si sono abbattute poi sulla città subì tre gravi calamità naturali (un'alluvione nel 1959, un terremoto nel 1972 e una frana nel 1982), ed anche questa volta la ripresa fu rapida.
| Questa voce o sezione di storia è ritenuta non neutrale. Motivo: mero elenco, anche evasivo e recentista. Ttotalmente ignorata la storia dal dopoguerra agli anni Duemila, e quest'ultima coperta esclusivamente indicando alcune iniziative pubbliche delle quali non è possibile comprendere l'effettiva rilevanza
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Da segnalare negli ultimi anni vi è la fondazione dell'Università, nel 1959 con l'apertura della prima delle attuali facoltà, Economia e Commercio, l'apertura del grande Parco del Cardeto intitolato nel 2010 allo scrittore e poeta locale Franco Scataglini, la riapertura del ristrutturato Teatro delle Muse nel 2002, a cui è stata aggiunta la dedica al tenore Franco Corelli (2010), e l'intensificazione dei traffici del porto nelle comunicazioni tra l'Europa balcanica e la Grecia. Nel 2008 il governo ha scelto Ancona come prestigiosa sede del Forum dell'Adriatico e dello Ionio, che raggruppa i rappresentanti di Italia, Slovenia, Croazia, Montenegro, Albania, Grecia. Nella storica Cittadella cinquecentesca, in via di restauro la cui ultimazione è prevista per il 150º anniversario dell'Unità d'Italia nel 2011, ospita nell'ex presidio del corpo di guardia le rappresentanze diplomatiche.
Nel 2013 Ancona celebrerà i suoi 2400 anni di storia, contati a partire dalla fondazione greca.
[modifica] Simboli
Dallo Statuto[6] comunale si ricavano le descrizioni dello stemma, del bollo e del gonfalone.
[modifica] Stemma
| « Scudo di rosso, al Capo d'Angiò e al Guerriero d'oro armato di spada sul cavallo corrente.
Il Capo d'Angiò è d'azzurro, al lambello di rosso di quattro pendenti con tre gigli d'oro sottostanti allineati. Lo scudo è sormontato da corona murale dalle cinque torri ed è affiancato da due ramoscelli (d'ulivo e di quercia rispettivamente a destra ed a sinistra di chi guarda) che si incrociano in basso, con nastro sovrapposto recante la scritta: "ANCON DORICA CIVITAS FIDEI". » |
[modifica] Bollo
| « È tondo, conforme allo stemma, con fascia perimetrale entro la quale è la scritta: "ANCON DORICA CIVITAS FIDEI" orientata in senso orario e preceduta in alto da una croce scorciata espansa fra due stelle. » |
[modifica] Gonfalone
| « È di rosso alla croce scorciata (ovvero greca) d'oro, con soprastante scritta "COMUNE DI ANCONA"; termina in basso a guisa di scaglione con frangia d'oro guarnita agli estremi laterali di nappe pure dorate.
Gli ornamenti esterni, dorati, sono costituiti da due cordoni laterali per parte, di differente lunghezza, con nappe terminali che si annodano prima all'asta trasversale pomellata e quindi a quella verticale, al cui incontro è un nastro azzurro con frange dorate, decorato agli estremi con il guerriero dorato come allo stemma. L'asta è sormontata dal guerriero d'oro armato di spada sul cavallo corrente. » |
[modifica] Onorificenze
La città di Ancona è la sedicesima tra le 27 città decorate con medaglia d'oro come "benemerite del Risorgimento nazionale" per le azioni altamente patriottiche compiute dalla città nel periodo del Risorgimento. Periodo, definito dalla Casa Savoia, compreso tra i motti insurrezionali del 1848 e la fine della prima guerra mondiale nel 1918.
Medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale
Ancona ha avuto anche la medaglia d'oro al valor civile per il comportamento della popolazione durante l'occupazione tedesca e i bombardamenti alleati.
[modifica] Ricorrenze
Tra gli appuntamenti tradizionali più importanti si segnalano le seguenti.
La Festa del Mare, che si tiene nella prima domenica di settembre e consiste in una animatissima processione di centinaia di imbarcazioni che dal porto si recano al largo per onorare i caduti del mare con una cerimonia religiosa. A terra spettacoli, sfilate, concerti e la fiera "degli Archi", il rione marinaro della città. A conclusione i fuochi d'artificio sul mare. Intorno alla data della Festa del Mare si tiene la spettacolare regata del Conero.[8]
La Festa della Venuta, che si tiene le sere dell'8 e del 9 dicembre accendendo grandi falò in varie parti della città ed anche in campagna; il 10 dicembre infatti si festeggia la Madonna di Loreto, e la tradizione vuole che i fuochi di oggi ricordino quelli che nel 1200 servirono ad illuminare la strada alla Santa Casa che in volo stava giungendo nel vicino centro di Loreto. Nonostante l'ostilità delle istituzioni la festa è ancora viva e sentita, e si auspica che la scelta del 10 dicembre come Festa delle Marche aiuti a sostenere una usanza secolare.
Il Carnevale è festeggiato con sfilate di maschere nelle vie del centro ed è stato recentemente denominato "Carnevalò". Maschera tradizionale, scelta nel 1999 con votazione popolare, è Mosciolino, ideata dal grafico Andrea Goroni. Prende nome dalla conchiglia più amata dagli anconitani: il mosciolo (mitilo). Mosciolino ha l'aria di un ragazzino scanzonato, caratterizzato da orecchie a sventola, un po' a punta come quelle di un folletto, da uno sguardo birichino e dal naso a sgnaffarì (cioè "a patatina", un po' schiacciato e all'insù). Porta maglia e calzamaglia di color giallo ocra scolorito dal sole. Sopra la maglia ha una casacca senza maniche, azzurra e due bande ondulate bianche e bordate di giallo oro. Questa casacca nei dieci anni di esistenza della maschera si è leggermente modificata: ora è decorata da alghe verdi, pezzi di rete da pesca e sul margine inferiore, da mezzi gusci di mosciolo (mitilo). Alghe si trovano anche tra i capelli. Sulla testa porta un cappuccio lungo, azzurro, con una banda simile a quella della casacca. sulla punta di questo cappuccio è attaccato un mosciolo intero opure la figura di un pesciolino. Le scarpe sono con risvolto e appuntite. La storia di questa maschera è narrata nel paragrafo "Miti e leggende".
La fiera di San Ciriaco, che si tiene in città fin dal XIV secolo, si tiene dal 1 al 4 maggio in onore del Santo Patrono, vede i fedeli salire al Duomo per onorare il corpo del Martire e, da un punto di vista più profano, centinaia di bancarelle invadere le strade del centro.
Ogni settembre si svolge nella frazione di Varano il Festival del dialetto, giunto nel 2008 alla 34a edizione.
Una antica tradizione (almeno vecchia di due secoli) vuole che in primavera gruppi di giovani partano quando ancora è notte per salire al Monte d'Ancona (il Conero) a vedere l'alba sul mare, con la vista che spesso si allarga ai monti della opposta sponda dalmata. Dal dopoguerra ad oggi l'uso è cambiato, ma ancora centinaia di persone si recano al Monte in primavera o in estate, ma in macchina e non solo all'alba.
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica] Architetture religiose
| Per approfondire, vedi la voce Categoria:Chiese di Ancona. |
I più importanti edifici religiosi della città sono:
- Duomo di San Ciriaco, svettante sul vertice del promontorio, uno dei simboli della città
- Chiesa di Santa Maria della Piazza, capolavoro di arte romanica
- Chiesa di San Francesco alle Scale (portale di Giorgio da Sebenico del 1454, interno del XVIII secolo) con i dipinti di Lorenzo Lotto, Andrea Lilli e di Pellegrino Tibaldi
- Chiesa di Santa Maria di Portonovo, situata nella contrada di Portonovo, è una chiesa romanica importante per la Storia dell'Arte a causa della sua pianta singolare; è costruita in posizione suggestiva sotto Monte Conero e quasi sulla spiaggia
- Chiesa del Santissimo Sacramento (interno del XVIII secolo di Francesco Ciaraffoni, con statue di Gioacchino Varlè)
- Chiesa del Gesù (1743), di Luigi Vanvitelli
- la sinagoga di via Astagno
- il Campo degli Ebrei (XV - XIX secolo), ampio e antico cimitero israelitico panoramicamente situato nei pressi dell'orlo della falesia;
Inoltre sono interessanti:
- Chiesa di Santa Maria della Misericordia
- Chiesa dei Santi Pellegrino e Teresa, detta degli Scalzi (XVIII secolo), a pianta centrale, con la grande cupola ricoperta di rame che domina il panorama della città.
- Chiesa di San Francesco d'Assisi, detta dei Cappuccini, eretta su disegno di Frà Angelo da Cassano d'Adda, con pale d'altare e decorazioni interne di Frà Paolo Mussini
- la piccola chiesa cinquecentesca di Santa Maria Liberatrice, in Piazza Padella (Piazza Posatora), di pianta circolare, eretta per voto popolare dal Comune (come testimonia il civico stemma in pietra sopra la porta d'ingresso) in ringraziamento per la cessata epidemia di peste
- Chiesa di San Domenico (Carlo Marchionni, 1763), che conserva dipinti di Guercino e del Tiziano
- Chiesa di San Biagio
- Chiesa di San Giovanni Battista, con i dipinti di Andrea Lilli e di Federico Zuccari
- Chiesa della Santissima Annunziata, dall'interno ottocentesco, recentemente concessa alla locale comunità rumena ed adibita di conseguenza al rito cristiano-ortodosso
- la facciata e la particolare ubicazione della dismessa chiesa di San Gregorio Illuminatore
- Chiesa della Sacra Famiglia
- Chiesa del Sacro Cuore
- Chiesa di Santa Maria delle Grazie
- Chiesa di Santa Croce
Si segnala, per motivi di completezza, la presenza di resti di edifici distrutti dalla guerra o da cambi di destinazione:
- il portale gotico-rinacimentale unico resto della chiesa di Sant'Agostino (1460)
- ex chiesa di San Giuseppe degli Scolopi
- resti della distrutta chiesa di San Pietro (base dell'abside)
- i resti della settecentesca chiesa di San Giacomo
- ex chiesa di San Francesco ad Alto, attualmente con l'ex convento ridotta in sede di un ente militare.
[modifica] Architetture civili
Le più importanti costruzioni civili dal punto di vista storico-artistico sono:
- l'arco di Traiano (Apollodoro di Damasco, 115 d.C.)
- la facciata romanica del Palazzo del Senato (XIII secolo)
- il gotico Palazzo degli Anziani (1250), con l'imponente prospetto verso il porto che lo rendono quasi un grattacielo medievale, ha la facciata principale rifatta nel Seicento; nel Medioevo era sede del libero Comune
- il gotico Palazzo Benincasa costruito nel XV secolo
- la gotica Loggia dei Mercanti (Giorgio da Sebenico, 1451) con l'interno decorato nel XVI e nel XVIII secolo
- il rinascimentale Palazzo del Governo (Francesco di Giorgio Martini, 1484), con la sua Torre civica
- il tardo rinascimentale Palazzo Ferretti (1560), sede del Museo archeologico nazionale delle Marche, progettato e affrescato da Pellegrino Tibaldi, con dipinti anche di Taddeo e Federico Zuccari
- lo straordinario Lazzaretto, costruito da Luigi Vanvitelli nel 1733 su un'isola artificiale pentagonale da lui stesso realizzata all'interno del porto
- l'arco Clementino (Luigi Vanvitelli, 1733)
- il neoclassico Teatro delle Muse
- il Palazzo delle Poste (Guido Cirilli, 1926)
- il Palazzo del Comune (Amos Luchetti Gentiloni, 1931) che conserva la grande tela del Giuramento degli Anconitani (Francesco Podesti, 1850)
- il Mercato delle Erbe, architettura di ghisa e vetro in stile liberty del 1926, che ancora accoglie un affollato e caratterisitico mercato; si affaccia sul tratto di Corso Mazzini che ospita l'altrettanto caratteristico mercato delle bancarelle
- il monumento ai caduti, al Passetto, (Guido Cirilli, 1932), monumento relativamente recente, eppure diventato in breve uno dei simboli della città
- la sede della Regione Marche, di Vittorio Gregotti, notevole esempio di architettura contemporanea costruita in armonia di volumi e di materiali con la vicina Cittadella
Inoltre si segnala la presenza dei seguenti edifici:
- la domus gentilizia di palazzo Camerata
- Villa Favorita, di influenze vanvitelliane, recentemente restaurata dopo decenni di abbandono ed attuale sede di rappresentanza dell'ISTAO
- il settecentesco Palazzo Jona, a cui lavorò lo stesso Vanvitelli
- il settecentesco Palazzo Ajò, esempio di dimora ebraica del ceto benestante
- il settecentesco Palazzo Malacari, dimora nobile in un rione popolare
- il settecentesco (con notevoli resti precedenti) Palazzo Cresci Antiqui
- l'ex Villa Ferretti, unica costruzione superstite dell'allora Piana degli Orti, ora sede del ristorante "Giardino", attribuita al Sangallo
[modifica] Architetture militari
- Porta Pia (Filippo Marchionni, 1787);
- la Cittadella (Antonio da Sangallo il Giovane, 1532),
- il Campo Trincerato, adiacente alla Cittadella, ora adibito a parco pubblico
- la caserma Villarey, riconvertita a sede della Facoltà di economia del Politecnico delle Marche (1868)
- Forte Cardeto (1798) e la polveriera Castelfidardo (1866)
- la torre di Guardia ed il Fortino Napoleonico a Portonovo
- nei dintorni sono interessanti i castelli di Ancona: Sirolo, Numana, Falconara, Offagna, Agugliano, Polverigi, Cassero, Paterno, Gallignano, Montesicuro, Poggio, Massignano, Varano, Rocca Priora, Castel d'Emilio. In particolare vanno segnalate le fortificazioni di Rocca Priora, Castel d'Emilio, Sirolo e Offagna, con una rocca ben conservata, costruita su un colle panoramico dagli anconitani nel XV secolo per difendere il loro territorio. Ora Offagna, come altri castelli di Ancona, è comune a sé.
[modifica] Piazze, strade e altri luoghi urbani
- Piazza del Papa (ufficialmente detta del Plebiscito), cuore dei rioni più antichi della città; vi si trova la statua di Clemente XII (Agostino Cornacchini, 1738), il Palazzo del Governo, la Chiesa di S. Domenico e la Torre civica (1581); numerosi tavolini di bar all'aperto permettono di godere dell'atmosfera della piazza sorseggiando bibite
- Piazza del Teatro (ufficialmente detta "della Repubblica"), punto di unione tra centro e porto, visi ammira uno scorcio delle banchine, con i traghetti in partenza per la Grecia e i paesi balcanici; sulla piazza si affaccia il prospetto principale del Teatro delle Muse (Pietro Ghinelli, 1821)
- la Pineta del Passetto, affacciata sul mare, vi si ammira un panorama di dieci chilometri di costa alta, fino a Conero e ai lontani scolgi delle Due Sorelle; la scalinata del Monumento ai Caduti e un ascensore conducono dalla Pineta alla riva del mare
- la costa rocciosa del Passetto con le caratteristiche grotte dei pescatori e gli scogli pittoreschi
- il Viale della Vittoria, con begli esempi architettonici degli anni venti e trenta
- Corso Garibaldi (corso nuovo), Piazza Roma e Piazza Cavour (1865-1868), esempi di urbanistica post-unitaria
- Corso Mazzini (corso vecchio), con il sinuoso tratto medievale compreso tra Piazza del Teatro e Piazza Roma, con la fontana del Calamo o delle tredici cannelle (Pellegrino Tibaldi, 1560) (la cui acqua, secondo la tradizione, si deve bere per poter tornare in città), con il tratto ottocentesco occupato da un pittoresco ed amatissimo mercato di bancarelle
- Piazza Roma, tradizionale luogo di incontro, con la fontana dei Cavalli (Lorenzo Daretti, 1758)
- via del Comune (Via Pizzecolli), antica e caratteristica salita verso il Duomo, che ogni tanto si apre verso il porto con scorci panoramici
- via ad Alto, suggestiva scalinata che risale a margine del vecchio ghetto e arriva di fronte all'ex chiesa di San Francesco ad Alto
- il belvedere di Capodimonte (nei pressi di Piazza del Forte), il miglior punto di osservazione per vedere l'isola pentagonale del Lazzaretto
- il Molo mord, da percorrere fino alla Lanterna Rossa, interessante per la presenza del forte dell'antica Lanterna (1774) e soprattutto per il panorama sul porto e sulla città
- il Ghetto ebraico, con le sue strade strette che si arrampicano sul Colle Astagno
- il Faro vecchio (1859), in un contesto panoramico e naturale davvero suggestivo
- di un certo interesse sono le pesche di Torrette, ovvero delle casette in legno sospese sul mare per mezzo di pali, che una volta servivano per la pesca di passo: versioni locali del trabucco del medio-basso adriatico
[modifica] Siti archeologici
L'arco di traiano, uno dei simboli della città, non si può considerare inserito in una area archeologica, in quanto esso è sempre stato visibile durante i secoli. Detto questo, senz'altro la più interessante zona archeologia della città è quella dell'anfiteatro romano (I secolo d.C.), con annessi spazi termali dai quali affiorano mosaici con epigrafe. Alcuni settori dell'anfiteatro sono ancora oggetto di scavi e dunque sono di difficile lettura per il profano. La zona dell'ingresso principlae, visibile da Piazza del Senato, è invece godibile da tutti.
Si segnalano inoltre le seguenti altre zone:
- resti delle mura ellenistiche (Colle Guasco) (IV - III secolo a.C.)
- resti del tempio ellenistico - romano dedicato alla dea Venere (sottostante Duomo S. Ciriaco) (I secolo a.C.)
- resti di tombe ellenistico - romane (C.so Matteotti) (I secolo d.C.)
- resti del foro romano (basamenti di colonne) (P.zza del Senato- Via Ferretti) (I secolo d.C.)
- resti dei magazzini del porto romano (Lungomare Vanvitelli) (II secolo d.C.)
- resti delle mura romane (Lungomare Vanvitelli) (II secolo d.C.)
- resti di strade romane in basolato (Via degli Orefici, C.so Mazzini) (II secolo d.C.)
- resti di impianto industriale romano (porporificio) con piscina (III secolo d.C.) e necropoli paleocristiana (P.zza Pertini - parcheggio sotterraneo)
- peristilio di un edificio romano (Vicolo Orsini, Via Matas) (I - II secolo d.C.)
- resti di una domus romana affioranti sotto il palazzo della Corte d'Appello (C.so Mazzini) (I - II secolo d.C.)
- resti della cosiddetta casa del Capitano del porto (Lungomare Vanvitelli) (XII secolo d.C.)
Si segnalano inoltre reperti archeologici di notevole pregio:
- monete del periodo ellenistico con marchio "ankon" (IV - III secolo a.C.) (Deposito Soprintendenza Archeologica delle Marche)
- lapide funeraria del periodo ellenistico (III - II secolo a.C.) (Museo della Città)
- frammento di capitello corinzio del tempio di Venere (I secolo a.C.) (Museo Diocesano di Ancona)
- testa della statua dell'Imperatore Augusto (analoga al reperto Augusto di via Labicana) (I secolo d.C.) (Deposito Soprintendenza Archeologica delle Marche)
- affreschi in stile pompeiano provenienti da domus romana di Via Fanti (I - II secolo d.C.) (Deposito Soprintendenza Archeologica delle Marche)
- mosaico con figure animali rinvenuto in Corso Garibaldi - Galleria Dorica (I - II secolo d.C.) (Deposito Soprintendenza Archeologica delle Marche)
- affresco raffigurante Oceano (mitologia) rinvenuto in Corso Garibaldi (I - II secolo d.C.) (Deposito Soprintendenza Archeologica delle Marche)
[modifica] Aree naturali
[modifica] Il Parco del Conero
| Per approfondire, vedi le voci Parco regionale del Conero, Monte Conero e Portonovo. |
Parte del territorio di Ancona rientra all'interno del Parco regionale del Conero, caratterizzato da ampi boschi sempreverdi di macchia mediterranea, da scogliere a picco sul mare, da spiagge raggiungibili solo a nuoto, da una campagna di alto valore paesaggistico e ricca di prodotti tipici, come la lavanda, il miele, l'olio, i legumi.
Se da una parte il parco ha senz'altro fornito uno strumento di tutela della zona, d'altro canto ha provocato una valorizzazione economica di tutte le case coloniche, che si stanno trasformando in ville suburbane, con inevitabili conseguenze negative sulla fruibilità pubblica delle aree naturali e sulla stessa permanenza dei valori naturalistici. Sono ormai tipici i casi di chiusura di sentieri o della loro trasformazione in strade carrabili (anche sugli itinerari ufficiali del Parco), di distruzione della vegetazione per realizzare giardini privati, di istallazione di recinzioni che di fatto rendono inaccessibili aree verdi che da sempre erano di libero accesso, e ciò vale anche per zone di gran valore panoramico e naturalistico come quelle situate sul ciglio della falesia.
Si deve purtroppo registrare una nota dolente per ciò che riguarda la fruizione del parco: la decisione dell'amministrazione comunale e della Capitaneria di Porto di chiudere, per motivi di sicurezza, tutti i sentieri che conducono al mare, compreso quello delle Due Sorelle. Di fatto oggi, quindi molte delle zone del Parco più caratteristiche ed importanti dal punto di vista naturalistico e paesaggistico sono precluse alla visita di turisti ed abitanti. La preoccupazione per la sicurezza sembra eccessiva alle associazioni naturalistiche, che ricordano che, seguendolo stesso criterio, si dovrebbero chiudere al pubblico tutte le coste alte e le zone montuose d'Italia, soggette agli stessi tipi di rischio. È a rischio lo stesso rapporto con il mare, che è una delle caratteristiche più importanti del Parco del Conero.
Da anni è in discussione al Ministero dell'Ambiente l'ipotesi di istituire un parco marino nel mare che bagna il Parco del Conero, motivata dalla presenza di fondali di grande ricchezza naturalistica: madrepore, gorgonie non sono certo comuni in Adriatico. In una costa così frequentata e nella quale il rapporto con il mare è intenso ed antico, si dovrà tutelare la zona senza impedire gli usi tradizionali e innocui per la natura, come la balneazione, la nautica a vela o a remi e la piccola pesca amatoriale.
[modifica] I giardini e i parchi urbani
La città è ben dotata di parchi, tipicamente panoramici perché posti sulle parti più alte delle colline. Direttamente sulla costa alta si trovano i seguenti parchi:
| Per approfondire, vedi la voce Parco del Cardeto. |
- il Parco del Cardeto, il più vasto della città (circa 35 ettari) è caratterizzato da numerose testimonianze storiche e da una elevata naturalità.
- il Parco del Passetto, con piscina e sentiero che conduce al mare.
Sulla dorsale collinare interna si trovano:
- il Parco della Cittadella, cinto dalle mura del Campo Trincerato e ancora mancante dell'area fortificata che gli ha dato il nome;
- il Pincio, piccolo, ma di grande importanza storica dato che è il più antico della città, ricordando anche nel nome la presa di Roma del 1870;
Nei quartieri periferici si ricordano soprattutto:
- il Parco Belvedere, a Posatora (affacciato sul porto turistico)
- il Parco Unicef, a Montedago, recentissimo, ma con un certo valore paesaggistico.
- il Parco dell'ex Crass, al Piano San Lazzaro, che fu fondato nel 1901 come giardino dell'Ospedale Psichiatrico, ha gli alberi più rigogliosi della città, dato che da molti anni sono risparmiati dalle potature: magnolie, tassi, platani, tigli, lecci sono dei veri monumenti naturali. È interessante anche per l'organizzazione degli spazi in grandi cortili verdi collegati da porticati coperti da capriate in legno. Questi camminamenti rendono il parco visitabile anche con la pioggia. Nonostante la presenza della sede del Corpo Forestale dello Stato, ci si deve rammaricare per una preoccupante diffusione di gravi fitopatologie, specie sui tassi e sugli ippocastani. Alcuni cittadini si lamentano per le mancate potature dei pioppi, con la conseguente eccessiva produzione di semi che con i relativi "pappi" provocano problemi ai soggetti sofferenti di allergia.
- Il Parco degli Ulivi, che occupa un vecchio uliveto, è situato tra i quartieri di Collemarino e Palombina.
Tra i giardini storici si ricorda:
- Villa Santa Margherita, nella zona del Passetto, (nota anche con i nomi di Villa Almagià e di Villa Gusso); nata nel 1889, è organizzata come un giardino romantico, con eleganti elementi architettonici, splendide palme, ippocastani, tassi e uno singolare viale di tigli potati a candelabro. Negli ultimi anni sono stai eliminati tutti i grandi vasi di agrumi che d'inverno trovavano ricovero nell'aranciera; potature malfatte hanno favorito l'insorgere di fitopatologie specie nel viale di tigli, che ha subito abbattimenti notevoli, senza alcuna sostituzione; i perimetri delle aiuole, prima realizzati in cristalli di gesso, come tradizione della città, sono stati sostituiti con cordoli di pietra bianca completamente inadatti. Unica nota positiva il restauro dell'aranciera e del belvedere.
I viali cittadini più importanti sono: Corso Carlo Alberto, via Giordano Bruno, via Torresi, via Tavernelle, via Marconi, viale Leonardo da Vinci, tutti alberati a platani. Il Viale della Vittoria, apprezzatissima passeggiata cittadina, è nel complesso la strada alberata nelle condizioni migliori: potature rispettose, piazzole ampie, manutenzione costante.
Le piazze alberate storiche sono Piazza Cavour, Piazza Cappelli e Piazza Stamira; sono nate tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del secolo scorso, ed ancora conservano i caratteri originali. Tra questi, la presenza di palme di varie specie.
Nei pressi della frazione di Gallignano si trova la selva di Gallignano, interessante lembo di bosco collinare scampato nei secoli passati alla messa a coltura; è sede dell'Orto Botanico dell'Università di Ancona.
Il Parco - Zoo di Falconara
A 10 km dal centro città, nel limitrofo comune di Falconara M.ma, in zona Barcaglione, sorge il Parco Zoo, un'area verde di 60000 km attrezzata con numerosi animali esotici ed annesso bar-ristorante.
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
| Anno | centro urbano | frazioni e case sparse | totale |
|---|---|---|---|
| 1174 | 11 000 | - | - |
| 1565 | 18 435 | - | - |
| 1582 | 20 500 | 7 270 | 27 770 |
| 1656 | 10 326 | 6 707 | 17 033 |
| 1701 | 8 644 | 7 568 | 16 212 |
| 1708 | 8 274 | 7 920 | 16 194 |
| 1725 | 7 000 | - | - |
| 1763 | 13 828 | - | - |
| 1769 | 10 078 | 12 950 | 23 028 |
| 1770 | 14 000 | - | - |
| 1809 | 17 072 | 14 159 | 31 231 |
| 1816 | 18 776 | 13 860 | 32 636 |
| 1828 | 22 697 | 14 119 | 36 816 |
| 1844 | 22 757 | 20 460 | 43 217 |
| 1846 | 22 704 | 21 249 | 43 953 |
| 1853 | 22 999 | 21 834 | 44 833 |
| 1861 | 17 403 | 29 827 | 47 230 |
| 1871 | 28 031 | 17 650 | 45 681 |
| 1881 | 28 557 | 20 331 | 48 888 |
| 1901 | 34 159 | 27 443 | 58 602 |
| 1911 | 38 978 | 26 410 | 65 388 |
| 1921 | 46 395 | 22 126 | 68 521 |
| 1931 | 48 670 | 26 702 | 75 372 |
| 1936 | 56 065 | 22 574 | 78 639 |
| dicembre 1939 | 62 313 | - | - |
| luglio 1944 | 4 000 | - | - |
| novembre 1946 | 44 779 | - | - |
| marzo 1950 | 57 022 | - | - |
| dicembre 1950 | 59 630 | - | - |
| 1951 | 61 996 | 23 767 | 85 763 |
| 1961 | 75 019 | 25 466 | 100 485 |
| 1971 | 88 410 | 21 379 | 109 789 |
| 1981 | - | - | 106 432 |
| 1991 | - | - | 101 285 |
| 2001 | 90 565 | 9 942 | 100 507 |
Abitanti censiti 
Per la corretta lettura dei dati si ricorda che nel 1928 vennero accorpati ad Ancona i comuni di Paterno, Montesicuro e Falconara Marittima; quest'ultimo nel 1948 ritorna ad essere autonomo.
Nella storia dell'evoluzione demografica di Ancona si nota il brusco calo avvenuto nel 1944 per lo sfollamento della popolazione verso le città e le campagne limitrofe a causa dei numerosi bombardamenti durante la seconda guerra mondiale. Altre cause del calo di popolazione sono la grave epidemia del XVIII secolo, il terremoto del 1972 e, in misura minore, la frana del 1982.
Ancona ha avuto il massimo degli abitanti nel 1971. Da allora si è assistito ad un lieve calo, favorito dai saldi naturale (differenza fra nati e morti) e migratorio (differenza fra immigrati ed emigrati) entrambi negativi dal 1979.[10] Dopo un minimo di 98000 abitanti, registrato nel 1999, si è registrato un progressivo incremento della popolazione, grazie soprattutto al consistente flusso migratorio, che ha riportato la città a superare di nuovo le centomila unità, attestandosi a più di 102.000 abitanti nel rilevamento anagrafico di dicembre 2008.
[modifica] Etnie
In Ancona il fenomeno della presenza di cittadini stranieri in città non è nuovo, in quanto la presenza del porto ha sempre richiamato folti gruppi di persone da paesi anche lontani, che spesso si organizzavano in comunità vere e proprie. Le principali nei secoli furono: l'ebraica (con i due rami levantino ed italiano, ognuno fornito di propria sinagoga); l'albanese; la ragusea (aveva il suo riferimento nella chiesa di S. Biagio); la greca (aveva il suo riferimento nella chiesa di S. Anna dei Greci); l'armena (la cui chiesa era S. Gregorio Illuminatore). Anche i musulmani hanno sempre frequentato la città, tanto che nel periodo medievale ad essi erano stati assegnati alcuni locali nel palazzo del Comune. La presenza in città di varie etnie è testimoniata anche dall'esistenza, all'indomani dell'Unità d'Italia, di tre cimiteri: quello ortodosso (il Campo de' Greci, oggi scomparso), quello protestante (il Campo degli Inglesi, ancora visitabile), quello ebraico (il Campo degli Ebrei, recentemente sistemato).
Oggi la presenza di cittadini stranieri è rimarchevole, e caratterizzata da un buon inserimento. Nelle tabelle sottostanti si riassume la situazione degli ultimi anni.
| Anno | Totale | Maschi | Femmine | Minorenni | Acquisizioni di cittadinanza italiana |
|---|---|---|---|---|---|
| 2002 | 3 506 | 1 724 | 1 782 | 36 | |
| 2003 | 3 989 | 2 030 | 1 959 | 803 | 39 |
| 2004 | 5 292 | 2 609 | 2 683 | 564 | 63 |
| 2005 | 6 086 | 2 959 | 3 127 | 929 | 140 |
| 2006 | 6 780 | 3 341 | 3 439 | 1 502 | 119 |
| 2007 | 7 345 | 3 687 | 3 658 | 1 648 (892 nati in Italia) | 167 |
| 2008 | 8 245 | 4 153 | 4 092 | 1 840 (996 nati in Italia) |
Al 31 dicembre 2007 in Ancona risiedono 4 147 famiglie con almeno uno straniero, di cui 3 800 con capofamiglia straniero.[12] Negli ultimi cinque anni si è avuto un raddoppio della presenza degli stanieri in città, che nel 2008 ha superato l'8% del totale degli abitanti. La maggior parte degli stranieri vive nei quartieri di Piano San Lazzaro, degli Archi e nella zona della Stazione Centrale; a testimoniare questo fatto l'elevato numero di negozi e ristoranti etnici presenti in questi quartieri.
| Paese | 2008 | 2007 | 2006 | 2005 | 2004 |
|---|---|---|---|---|---|
| 1 406 | 1 367 | 1 176 | 1 021 | 790 | |
| 1 042 | 591 | 531 | 451 | 338 | |
| 753 | 628 | 531 | 406 | 311 | |
| 531 | 517 | 476 | 461 | 413 | |
| 524 | 498 | 470 | 410 | 332 | |
| 487 | 476 | 467 | 446 | 404 | |
| 355 | 370 | 381 | 349 | 303 | |
| 348 | 319 | 292 | 260 | 178 | |
| 227 | 211 | 181 | 165 | 160 | |
| 206 | 174 | 142 | 114 | 75 | |
| 180 | 158 | 152 | 144 | 132 | |
| 156 | 141 | 137 | 116 | 102 | |
| 150 | 104 | 85 | 53 | 34 | |
| 125 | 120 | 110 | 97 | 85 | |
| 97 | 99 | 91 | 89 | 103 | |
| 78 | 83 | 95 | 82 | 86 | |
| 70 | 79 | 119 | 163 | 265 |
La maggior parte degli stanieri di Ancona provengono dall'Albania, dalla Romania e dal Bangladesh. Il numero degli Albanesi è in costante crescita; il fenomeno è dovuto alla vicinanza e la facilità di arrivo dovuto al continuo transito di traghetti dal porto di Ancona verso l'Albania. Il paese che ha avuto il maggior incremento, in termini relativi, negli ultimi anni è stata la Moldavia (+23%); mentre come popolazione assoluta è stata la Romania (+704), seguita dal Bangladesh. Al contrario la popolazione greca ha subito un fortissimo calo (-26%).
[modifica] Comunità ebraica di Ancona
| Per approfondire, vedi la voce Comunità ebraica di Ancona. |
Ancona è sede di una delle più antiche e significative comunità ebraiche d'Italia. A testimonianza della sua storia rimangono l'antico ghetto con le due sinagoghe e il suggestivo cimitero (uno dei più vasti ed antichi d'Italia) nel Parco del Cardeto: il Campo egli Ebrei.
[modifica] Dialetto
| Per approfondire, vedi le voci Poesia vernacolare anconetana, Dialetto anconitano e Dialetti marchigiani. |
Il dialetto cittadino, che alcuni considerano un vernacolo vista la limitata zona di suo utilizzo (circoscritta praticamente alla sola città) viene quasi unanimemente considerato il dialetto più settentrionale del gruppo umbro-laziale-marchigiano (secondo la linea Roma-Perugia-Ancona), poiché già a Senigallia, che dal capoluogo dista solo 25 km, l'accento gallo-italico è molto forte. Secondo la tradizione il vernacolo anconitano sarebbe nato nel rione Porto, in una piccola piazza ora non più esistente, detta la Chioga, nella quale si mescolavano tre parlate: quella dei portolotti, quella dei marinai stabilitisi in città e quella dei buranelli, ossia delle famiglie originarie dalla laguna veneta trasferitesi ad Ancona in cerca di fortuna. Nel corso del tempo si è modificato e reso assai singolare dagli influssi dovuti agli scambi del porto. Nel dialetto anconetano convivono elementi di tre parlate dell'Italia peninsulare: infatti malgrado la già citata appartenenza al gruppo dialettale umbro-laziale-marchigiano, non è difficile accorgersi di influssi sia galloitalici (e dunque settentrionali), sia meridionali, per quanto questi ultimi siano piuttosto limitati. Le caratteristiche gallo-italiche più evidenti nel vernacolo di Ancona sono lo sdoppiamento di tutte le consonanti geminate tranne la s e l'utilizzo dell'articolo el anche davanti alla s impura e alla z, fenomeni comuni anche ai dialetti veneti, romagnoli e lombardi.
[modifica] Enti e istituzioni
Tra le istituzioni di cui Ancona è sede vi sono:
- Consiglio regionale delle Marche
- Università Politecnica delle Marche
- Soprintendenza archeologica delle Marche
- Soprintendenza ai Beni Ambientali ed Architettonici delle Marche
- Soprintendenza archivistica delle Marche
- Forum delle nazioni adriatiche e ioniche (emanazione del Ministero degli Esteri)
- Direzione Regionale Marche della Trenitalia S.p.A.;
- Corte d'Appello di Ancona;
- Carcere minorile di Ancona;
- Provincia ecclesiastica di Ancona, che comprende:
- Arcidiocesi metropolita di Ancona-Osimo, e le diocesi suffraganee:
- Diocesi di Fabriano-Matelica;
- Diocesi di Jesi;
- Diocesi di Senigallia;
- Prelatura territoriale di Loreto
- Sedi diplomatiche
[modifica] Strutture sanitarie
La sanità ad Ancona è gestita principalmente dall'"Azienda Ospedaliero Universitaria - Ospedali Riuniti", che si trova accanto alla facoltà di medicina dell'Università Politecnica delle Marche con cui è presente una forte collaborazione, ma sono inoltre presenti anche strutture autonome ed alcune cliniche private.
I dipartimenti sanitari si sviluppano principalmente attorno al polo regionale di Torrette, a cui, tra il 2002 ed il 2004, sono stati accorpati anche l'ospedale "Umberto I" ed il cardiologico "G. M. Lancisi". Sono presenti altri due presidi ospedalieri specialistici, uno in pediatria "G. Salesi" che si trova nel centro della città, l'altro in geriatria "U. Sestilli" sede locale dell'INRCA. È presente anche la casa di cura privata "Villa Igea", nel quartiere Pinocchio.
[modifica] Qualità della vita
Ancona era decima nella classifica 2001 sulla qualità della vita stilata da Il Sole 24 Ore e Italia Oggi: una delle città dove è più piacevole vivere. Nel 2005 è risultata invece 33, e nel 2006 risulta 20. Il peggioramento della posizione è dovuto in gran parte al peso negativo che hanno avuto i parametri relativi all'inquinamento dell'aria. Ogni giorno arrivano infatti in città migliaia di pendolari provenienti dai popolosi paesi circostanti, e perciò il problema del traffico è assai rilevante. I quartieri che più soffrono di questa situazione sono soprattutto quello delle Torrette, della Palombina e di Vallemiano, ma la situazione è grave anche al Piano San Lazzaro.[13] Un problema di difficile soluzione è l'assenza di una strada che conduce direttamente dal porto all'autostrada. Questa assenza pesa notevolmente sulla qualità della vita, dato che il traffico in uscita dal porto deve attraversare alcuni quartieri cittadini, con le conseguenze immaginabili. Sono anni che le varie amministrazioni discutono sull'itinerario da scegliere per la realizzazione dell'importante arteria, ma ancora non si è giunti ad un accordo.
| Anno | Qualità della vita (Il Sole 24 Ore) | Qualità della vita (Italia Oggi) | Rapporto ecosistema urbano (Legambiente)[14] |
|---|---|---|---|
| 1994 | - | 28 (prima pubblicazione) | |
| 1995 | - | 35 (- 7) | |
| 1996 | - | 36 (- 1) | |
| 1997 | - | 25 (+ 11) | |
| 1998 | - | 28 (- 3) | |
| 1999 | 11 (prima pubblicazione) | 14 (+ 14) | |
| 2000 | 19 | 7 (+ 4) | 20 (- 6) |
| 2001 | 10 (+ 9) | 10 (- 3) | 16 (+ 4) |
| 2002 | 17 (- 7) | non pubblicato | |
| 2003 | 11 (+ 6) | 61 (- 45) | |
| 2004 | 29 | 23 (- 12) | 34 (+ 27) |
| 2005 | 33 (- 4) | 43 (- 20) | 39 (- 5) |
| 2006 | 20 (+ 13) | 37 (+ 6) | 40 (- 1) |
| 2007 | 30 (- 10) | 52 (- 15) | 50 (- 10) |
| 2008 | 23 (+ 7) | 33 (+ 19) | 53 (- 3) |
| 2009 | 18 (+ 5) | 33 (0) | 34 (+ 19) / XVI edizione: 24 (+ 10) |
[modifica] Tradizioni
Antichissima credenza, attestata fin dal 1500, è quella di bere l'acqua della Fontana del Calamo (anche chiamata delle Tredici Cannelle) per assicurarsi il ritorno in città
Assai singolare e prova di amore per il mare è la presenza di tre associazioni di "grottaroli", cioè di coloro che usufruiscono delle più di quattrocento grotte artificiali scavate alla base della rupe per ricoverare le barche. Le associazioni sono: "Grotte di Monte Cardeto", "Grotte del Passetto" e "Ginestra del Conero", che interessa tutte le altre spiagge a Sud del Passetto.
In città si usano tradizionalmente le carte da gioco piacentine, e ciò è dovuto al fatto che nello Stato della Chiesa, del quale Ancona fece parte dal 1532 al 1860, la città di Piacenza aveva l'esclusiva per la fabbricazione delle carte. In città il gioco di carte più caratteristico è la "petrangola", specie durante le festività natalizie; questo gioco è praticato anche nel resto della regione e in Emilia-Romagna.
[modifica] Canzoni, Teatro e Poesia
Il dialetto anconitano è usato in poesia, nel teatro e in alcune canzoni popolari. Il poeta che ha reso il dialetto cittadino lingua letteraria è stato Duilio Scandali, a cui sono seguiti molti altri, fino al contemporaneo Franco Scataglini, la cui lingua non è però il dialetto popolare, ma quello trasfigurato dalla poesia. Da più di un secolo numerose compagnie di teatro dialettale si sono susseguite, creando una buona tradizione e l'annuale festival del dialetto di Varano, frazione cittadina che sorge sulle pendici del Conero. Tra le canzoni più note ci sono: l'"Inno del portoloto", "Erane tre surele", "Alba", "El carnevale".
[modifica] Miti e leggende
[modifica] Il mito di Diomede
Il mito di Diomede riguarda Ancona nella sua parte centrale, compresa tra la fine della Guerra di Troia e il suo definitivo stabilirsi in Italia; per le parti restanti del mito vedi alla voce Diomede. Dopo la distruzione di Troia Diomede tornò velocemente nella città di Argo, della quale era il re. Diomede scoprì però ben presto che nessuno si ricordava di lui: né i suoi sudditi, né sua moglie. Diomede non voleva cedere alla disperazione, ma ormai non aveva più senso rimanere. Abbandonò perciò le sue armi ed il suo scudo sull'altare del tempio di Era e decise di riprendere le vie del mare insieme a sei compagni, ai quali era legato fin dall'infanzia: Akmon, Likos, Abas, Ida, Rexenor e Niktis. Navigarono verso Ovest, entrando in Adriatico. Durante la navigazione Diomede ripensò alla guerra e capì che ciò che gli era capitato ad Argo era opera di Afrodite, che si era vendicata dell'affronto ricevuto durante la guerra: Diomede infatti l'aveva ferita ed offesa; aver perso il trono e la moglie era la diretta conseguenza della sua hýbris (tracotanza). Ora poteva fare solo una cosa: cercare di ottenere il perdono della dea. Trasformò così il suo navigare in un'opera di diffusione dell'arte della navigazione, per onorare Afrodite, che come è noto oltre ad essere la dea della bellezza e dell'amore, sotto l'epiteto di "euplea" era anche considerata la divinità della buona navigazione. L'eroe si fermava con le sue navi ovunque ci fosse un porto naturale e istruiva le popolazioni sull'arte di viaggiare per mare. Oltre a ciò, insegnava ad addomesticare i cavalli, altra sua grande passione. Si fermò così in un punto della costa dove un gomito di roccia proteggeva un porto naturale: era il luogo dove più tardi sarebbe sorta Ancona. Insegnò agli abitanti l'arte di costruire le navi e di orientarsi con le stelle. Diomede sentì infine di avere ottenuto il perdono di Afrodite, e si stabilì in terra italiana, fondando città e diffondendo la civiltà greca. Alla sua morte, ad Ancona venne eretto sulla riva del mare un tempio in suo onore, sulla cui facciata si leggeva: "Al nostro benefattore" Le fonti di questo mito sono l'Iliade, vari mitografi greci, l'Eneide e alcuni passi di Scilace.
[modifica] Gli specchi ustori
La leggenda trae spunto da dati storici, come la fondazione di Ancona da parte dei Greci di Siracusa, l'assedio e la conquista romana di questa città, avvenuta nel 212 a.C. e si sofferma sulla figura del celebre scienziato siracusano Archimede. Egli aveva partecipato alla difesa della sua città inventando nuove e straordinarie armi per respingere i Romani, nuovi tipi di fortificazioni, e soprattutto avendo ideato gli specchi ustori, in grado di concentrare i raggi del sole e di rifletterli potenziati verso le navi nemiche per incendiarle. Durante il saccheggio Archimede venne ucciso, e i suoi discepoli, addolorati per la morte del loro grande maestro, cercarono almeno di non far cadere nelle mani dei nemici le sue geniali invenzioni. Pensarono così di inviarli clandestinamente ad Ancona, città fondata proprio dai Siracusani, di lingua e cultura greca e in ottimi rapporti con la propria città madre. Dato che i Romani minacciavano di conquistare anche Ancona gli specchi sarebbero serviti ancora, e vennero nascosti in una grotta che il mare aveva scavato alla base delle rupi sulle quali sorge la città. La città di Ancona però non diventò romana con un atto di forza, ma lentamente e senza colpo ferire. Secondo la leggenda gli specchi ustori sono così ancora nascosti sotto la città, in una cavità delle rupi della quale nessuno ricorda più l'accesso. A volte, però, all'alba, per brevi istanti un raggio di sole riesce a penetrare all'interno della grotta e si riflette sugli antichissimi specchi. Se qualcuno, in quel momento, da una barca guarda verso le rupi, vede un bagliore, quasi un incendio, che poco dopo, quando il sole si solleva dall'orizzonte, svanisce. La leggenda, di antica tradizione orale, è riportata nel libro di Joyce Lussu "Anarchici e siluri"
[modifica] La campana sommersa
Sotto lo sperone del Guasco ci sono ancora i resti di un'antichissima roccia sulla quale sorgeva la chiesa di San Clemente: con il nome della chiesa è infatti indicato lo scoglio. La chiesa non esiste più, franata secoli or sono in mare a causa dell'erosione delle onde. Secondo la leggenda la campana della chiesa è ancora nascosta sul fondo del mare, e durante le tempeste ancora si può sentire il suo suono, in mezzo al fragore delle onde. Non sono però più i fedeli ad essere richiamati, ma le creature del mare, che accorrono a frotte sotto l'antico scoglio. La fonte di questa leggenda è orale, ma è riportata i vari libri di Sanzio Blasi. Una variante localizza la campana sommersa al largo di un altro scoglio, quello del Trave. Secondo alcuni il compositore Ottorino Respighi si ispirò a questa leggenda quando compose "La campana sommersa"
[modifica] La storia di Mosciolino
Questa è una leggenda moderna, nata in seguito all'adozione di Mosciolino come maschera del Carnevale anconitano, nel febbraio del 1999 grazie ad un concorso ideato da Andrea Chiappa per conto dell'Associazione Ristoratori della Provincia di Ancona Confcommercio di Ancona. Il vincitore e ideatore fu il grafico Andrea Goroni. Prende nome dal "mosciolo", nome locale del mitilo. Mosciolino era un ragazzo senza famiglia ed era chiamato così perché lo si vedeva sempre nei pressi del mare e perché spesso si sfamava con i moscioli. Sembrava che fosse nato proprio lì, in mezzo ai bianchi scogli della spiaggia del Passetto, con il retino per la pesca dei frutti di mare in mano. Era amico di tutti gli animaletti del mare. I suoi vestiti erano sbiaditi dal sole e qualche pezzo di rete e qualche guscio di mosciolo spesso rimanevano tra le tasche e le cuciture. I suoi capelli, pieni di sale erano diventati durissimi, e se si guardava bene, tra le ciocche c'era sempre qualche alga. Un giorno mentre era sulla spiaggia sentì un gran chiasso provenire dalla città: musica, risate, trombette e urla di allegria. Incuriosito volle andare a vedere. Si festeggiava il Carnevale, e tutti erano in maschera. Lui si nascose per osservare senza essere visto. Era stata indetta una gara per la mascherina più bella, ma ancora non si era riusciti a trovare una maschera degna della vittoria. Mosciolino osservava tutto incuriosito quando vide un carro che gli sembrò meraviglioso: riproduceva, con grandi figure di cartapesta, Nettuno, re del mare, con un grande tridente e con tutto il corteo. Senza pensarci uscì dal suo nascondiglio per seguire il carro di Nettuno. Così lo videro e rimasero tutti a bocca aperta: non si era mai vista una maschera così bella e fantasiosa. Quando Mosciolino si accorse di essere stato scoperto, si spaventò, ma ormai era troppo tardi, perché lo stavano trascinando verso il palco. Le persone intorno lo tranquillizzarono spiegandogli che aveva vinto un premio per la sua bella maschera. Mosciolino scoppiò a ridere e disse che la sua non era una maschera, ma il suo vestito normale. Vollero premiarlo ugualmente, ma Mosciolino non volle il premio previsto, chiedendo invece di poter fare un giro sul carro di Nettuno. Lo accontentarono volentieri. Così Mosciolino salì sul carro di Nettuno e girò tutta la città. La gente vedendolo passare lo ammirava e gridava: “è nata una nuova maschera!"
[modifica] Cultura
[modifica] Istituzioni culturali
[modifica] Biblioteche
- Biblioteca comunale Luciano Benincasa, fondata nel 1669, con più di 100.000 volumi;
- Biblioteca dell'Archivio di Stato;
- Biblioteca della Soprintendenza Archeologica
- Biblioteca della Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici
- Biblioteca dell'Accademia Marchigiana di Scienze, Lettere ed Arti
- Biblioteca del Pontificio Seminario Regionale Pio XI;
- Biblioteca dei Frati Cappuccini;
- Biblioteca dei Frati Minori Conventuali;
- Biblioteca dell'Opera Salesiana
- Biblioteca universitaria dell'Istituto Teologico Marchigiano;
- Biblioteca universitaria della facoltà di Economia;
- Biblioteca universitaria della facoltà di Medicina e Chirurgia;
- Biblioteca universitaria della facoltà di Ingegneria;
- Biblioteca universitaria della facoltà di Scienze
- Biblioteca universitaria del Dipartimento di Elettronica ed Automatica;
- Biblioteca universitaria del Dipartimento di Energetica;
- Biblioteca diocesana;
- Emeroteca, conserva copie di 12 quotidiani attuali e gli archivi del Corriere Adriatico (dal 1951) e de Il Resto del Carlino (dal 1953) ed altre testate nazionali.
[modifica] Università
| Per approfondire, vedi la voce Università politecnica delle Marche. |
L'Università politecnica delle Marche (già Università degli studi di Ancona) fu fondata nel 1969.
Vi sono presenti le facoltà di Ingegneria, Economia intitolata a "Giorgio Fuà", Agraria, Medicina e Chirurgia, Scienze.
[modifica] Musei
| Per approfondire, vedi la voce Categoria:Musei di Ancona. |
[modifica] Pinacoteca civica Francesco Podesti
La Pinacoteca civica Francesco Podesti è situata all'interno di palazzo Bosdari, in via Pizzecolli. Tra le altre possiamo trovare opere di Carlo Crivelli, del Tiziano, di Lorenzo Lotto, del Guercino, di Sebastiano del Piombo, di Orazio Gentileschi, di Andrea Lilli, di Francesco Podesti.
[modifica] Museo tattile statale Omero
Il Museo Omero ha sede nei pressi del palazzo della Regione, ma presto troverà la sua definitiva collocazione all'interno della Mole Vanvitelliana. È uno dei pochi al mondo, l'unico in Italia, che permette anche ai non vedenti di avvicinarsi all'arte facendo toccare calchi in gesso a grandezza naturale di famose opere scultoree, modellini architettonici di celebri monumenti, ma anche reperti archeologici e sculture di artisti contemporanei originali. La visita è piacevole e istruttiva per tutti coloro che amano l'arte.
[modifica] Museo diocesano
Il Museo diocesano di Ancona è allestito nel vecchio Episcopio situato nel piazzale del Duomo, alla sua sinistra. Ricco delle testimonianze di una fede che ha origini antichissime, essendo legato l'arrivo del Cristianesimo al protomartire Santo Stefano, comprende una collezione di sculture, di dipinti, di oggetti sacri e i resti delle chiese abbattute o bombardate (tra tutte le parti recuperate, suggestive quelle della storica chiesa di San Pietro). Tra i pezzi più celebri non possono non essere citati quattro arazzi dai colori vivissimi, tratti da cartoni del Rubens.
[modifica] Museo archeologico nazionale delle Marche
Il Museo archeologico nazionale delle Marche è ospitato all'interno del cinquecentesco palazzo Ferretti, permette un interessante viaggio nel tempo grazie alle testimonianze ricchissime di tutte le civiltà della regione. Comprende le seguenti sezioni: Preistorica (dal Paleolitico, al all'età del Bronzo) Protostorica (sezione caratterizzante il museo, grazie ai bellissimi reperti del popolo piceno, che abitava nelle Marche nell'età del Ferro; la sezione comprende poi le testimonianze dell'invasione dei Galli). Da anni si attende la riapertura delle Sezione Greca, che esporrà i reperti della necropoli di Ancona, della Sezione Romana, pure ricchissima, della Sezione Medievale e della notevolissima collezione numismatica. Irrisolta è ancora la questione dei Bronzi dorati da Cartoceto di Pergola, statue di epoca romana di eccezionale valore: si tratta dell'unico gruppo equestre in bronzo dorato rimastoci dall'antichità. Trovati nel 1946 a Cartoceto di Pergola, salvati da un emissario della soprintendenza dalla vendita all'estero, furono esposti al Museo nazionale fino al 1972, quando a causa del terremoto il museo chiuse. Alla riapertura del Museo si aprì un contenzioso con Pergola, comune nel cui territorio il reperto era stato trovato. Dopo alterne vicende si giunse ad un compromesso alla cui formulazione parteciparono il Ministero, la regione Marche e la Soprintendenza archeologica: vennero eseguite delle copie conformi del gruppo bronzeo, e si decise di esporre alternativamente a Pergola e ad Ancona gli originali e le copie. Il patto venne rotto dal Ministero ed attualmente le statue originali sono a Pergola, in un museo appositamente istituito. Sul tetto del Museo nazionale svettano le copie ricostruttive delle statue, realizzate in bronzo dorato.
[modifica] Museo della città
Il Museo della città di Ancona è un museo di storia urbana, situato in Piazza del Papa. Tra i pezzi da segnalare le vedute della città di Luigi Vanvitelli e un grande plastico in legno che ricostruisce la città di Ancona nel 1844.
[modifica] Galleria d'Arte Moderna
La Galleria d'Arte Moderna è provvisoriamente allestita in due piccole sale all'ultimo piano di palazzo Bosdari, sede della Pinacoteca. Nonostante la mancanza di spazio, presenta opere di autori contemporanei marchigiani e non solo, come Carlo Levi, Ivo Pannaggi, Luigi Veronesi, Corrado Cagli, Valeriano Trubbiani ed Enzo Cucchi.
[modifica] Museo diffuso urbano
Il Museo diffuso urbano è un vero e proprio museo a cielo aperto all'interno del parco del Cardeto. “Chayim” è il primo itinerario di questo particolare ed originale museo, un percorso tra i luoghi della presenza ebraica che mette in luce l'importanza sociale e culturale di questa comunità per la città di Ancona.
[modifica] Museo di scienze naturali
Il Museo di scienze naturali Luigi Paolucci, pur essendo un museo nato e cresciuto in città grazie all'opera del noto scienziato anconitano Luigi Paolucci, ha ora sede nel vicino e suggestivo centro di Offagna, uno degli storici castelli di Ancona. Il museo espone una piccola ma significativa parte delle ricchissime collezioni naturalistiche di sua proprietà: fossili, minerali, materiali didattici storici, esemplari impagliati di animali; testimonia i vari aspetti degli ambienti naturali delle Marche.
[modifica] Teatri
| Per approfondire, vedi le voci Teatro delle Muse e Teatro sperimentale Lirio Arena. |
- Teatro delle Muse. Costruito nel 1827 su progetto di Pietro Ghinelli, ha conservato soltanto la struttura esterna e la neoclassica facciata a colonne ioniche. Durante la seconda guerra mondiale il tetto fu parzialmente danneggiato da uno spezzone incendiario d'aereo, cosa che suggerì agli amministratori una assai discussa demolizione e ricostruzione degli interni in stile moderno, avviando una ristrutturazione durata decenni. Capace di accogliere più di mille spettatori, ospita oggi una stagione lirica di livello internazionale, una stagione sinfonica, una di prosa ed una di musica jazz. Da segnalare il sipario tagliafuoco del palcoscenico, decorato da un'opera dell'artista Valeriano Trubbiani.
- Teatro sperimentale Lirio Arena. Inaugurato nel maggio 1960 per far rinascere ad Ancona il teatro drammatico, in attesa della riapertura del Teatro delle Muse, divenne il teatro cittadino e per finanziarne le spese di gestione fu costituito un comitato di sostenitori, che diede solidità finanziaria consentendo alle migliori compagnie italiane di esibirvisi. Nel 1967 si decise l'ampliamento che fu completato solo tra il 1974 e 1979.
- Teatro Metropolitan, gioiello del XIX secolo ubicato nel corso principale, è attualmente oggetto di complesse opere di ristrutturazione ad uso ricettivo-commerciale, ne rimarrà dell'originale il solo involucro esterno.
- Teatro Goldoni, altro teatro storico realizzato a metà Ottocento. Pur essendo originariamente di notevole valore architettonico, con architettura Liberty e interessanti strutture in ghisa, purtroppo recentemente è stato sventrato per realizzare un cinema multisala.
[modifica] Sedi espositive
Le mostre d'arte si tengono in genere all'interno del settecentesco Lazzaretto, splendida isola pentagonale all'interno del porto.
[modifica] Altre istituzioni culturali
- Soprintendenza per i beni artistici, storici ed architettonici delle Marche;
- Soprintendenza per i beni archeologici delle Marche;
- Soprintendenza per i beni archivistici delle Marche;
- Soprintendenza Regionale;
- Deputazione di storia patria per le Marche, con relativa biblioteca;
- Accademia marchigiana di scienze, lettere ed arti, con relativa biblioteca;
- Istituto per la storia del movimento di Liberazione delle Marche, con relativa biblioteca;
[modifica] Stampa
[modifica] Ancona nell'arte
LA città di Ancona è stata nel corso dei secoli fonte di ispirazione o oggetto di attenzione da parte di pittori, registi, scrittori, poeti. Riportiamo qui gli episodi più significativi di questo fenomeno.
[modifica] Cinema
Tra i titoli più significativi si citano i seguenti.
- Ossessione, di Luchino Visconti (1943). Il capolavoro di Visconti è considerato il primo film neorealista, ed è stato girato anche ad Ancona, che qui rappresenta la città portuale, nella quale, grazie alle navi che ogni giorno partono, è possibile sognare un nuovo destino per la propria vita. La cattedrale, la fiera di San Ciriaco, le salite e le scalinate della città sono rappresentate con vera maestria. Gli stessi ambienti saranno di lì a poco sconvolti nel tragico bombardamento del 1º novembre 1943.
- Un'anima divisa in due, di Silvio Soldini (1993). Anche in questa pellicola Ancona rappresenta per i protagonisti, fuggitivi da Milano, il desiderio di una vita migliore. In questo caso non è la presenza del porto, ma la dimensione a misura d'uomo e la vicinanza con la natura a far assumere alla città questo ruolo. Ben presto si accorgeranno però che la vita moderna non risparmia alcun luogo.
- La regina degli scacchi di Claudia Florio (1998). Ancona in questo film è nebbiosa, inquietante, e con i suoi scorci fa da sfondo perfetto alla difficile e combattuta introspezione di una giovane ragazza.
- La stanza del figlio di Nanni Moretti (2000). Vincitore del Festival di Cannes e girato interamente in città, qui Ancona è usata senza citarla per rappresentare una tipica città dell'Italia di oggi.
Possono essere inoltre citati: Il Giustiziere dei Mari (1961) Le prigioniere dell'Isola del Diavolo (1962), entrambi per la regia di Domenico Paolella. A queste due pellicole a basso costo vanno il merito di aver conservato le immagini della Riviera del Conero prima dell'antropizzazione a scopo turistico avvenuta a partire dalla metà degli anni sessanta. È possibile, in particolare, apprezzare la baia di Portonovo nella sua quasi totale naturalità, costellata dalle rare capanne dei pescatori, oggi scomparse, e dalle rovine del Fortino, allora in abbandono. Una ulteriore documentazione di uno "stato dei luoghi" compare anche in una sequenza del film La prima notte di quiete (1972) di Valerio Zurlini, nelle scene girate nell'interno allora in rovina della attualmente restaurata Villa Favorita, in località Baraccola a sud del Capoluogo.
[modifica] Pittura e scultura
Nell'elenco sottostante sono riportate le opere di artisti che rappresentano Ancona. Non sono segnalate le opere di artisti locali; tra queste opere locali si ricordano soprattutto la Veduta della città di Andrea Lilli (XVI secolo) conservata in Pinacoteca, probabile lacerto di una pala d'altare oggi perduta, il Giuramento degli Anconitani (XIX secolo), di Francesco Podesti, attuale elemento caratterizzante l'attuale Sala Consiliare del Comune, e varie vedute urbane della metà del secolo XIX dei coevi locali Filippo Boni e Barnaba Mariotti.
- Maestro delle imprese di Traiano 115 d.C.: Scena 79 della colonna Traiana, (Roma): Partenza da Ancona dell'Imperatore Traiano per la Seconda Guerra Dacica
- Antonio Danti, 1589 (Musei Vaticani, Galleria delle Carte Geografiche, Roma), Veduta della città e del porto di Ancona;
- Vittore Carpaccio, 1460 (Collezione Tyssen, Madrid), Ritratto di Francesco Maria II della Rovere, con veduta del rione di Capodimonte;
- Vittore Carpaccio, 1526 (Scuola di San Giorgio degli Schiavoni, Venezia), San Giorgio e il drago; nello sfondo è rappresentato il duomo; Ancona qui serve per rappresentare Silene di Libia;
- Vittore Carpaccio, 1530 (Museo del Louvre, Parigi), La predica di Santo Stefano; sullo sfondo una bella rappresentazione dell'Arco di Traiano;
- Giovanni Bellini, 1430 (Collezione della Cassa di Risparmio, Prato), Crocifissione; sullo sfondo il Duomo e panorama fantastico del colle Guasco;
- Giovanni Bellini, 1516 (Galleria dell'Accademia, Venezia) Sacra Conversazione 'Giovannelli'; sullo sfondo c'è Capodimonte vista dal porto;
- Vittore Belliniano, 1526 (Scuola Grande di San Marco, Venezia), Martirio di San Marco; sullo sfondo il Duomo e il colle Guasco; Ancona qui serve per rappresentare Alessandria d'Egitto;
- Pinturicchio, 1454-1513 (Libreria Piccolomini, Siena), Papa Pio II parte per la Crociata dal porto di Ancona;
- Carlo Crivelli, 1435-1494 (Galleria Nazionale, Londra), Visione del Beato Gabriele Ferretti, con veduta della campagna nei pressi della Chiesa di San Francesco ad Alto;
- Tiziano Vecellio, 1502 circa (Museo Nazionale di Londra), Noli me tangere; è rappresentata Porta Capodimonte.
- Jakob Philipp Hackert, 1780 circa, Veduta del porto di Ancona con l'Arco di Traiano, unica dell'elenco presente in Pinacoteca.
[modifica] Letteratura
- Catullo (Carmina, 36) cita Ancona parlando dei più celebri luoghi di culto di Venere
- Giovenale (Satire, libro IV) in una celebre immagine parla del "tempio di Venere sorretto dalla dorica Ancona"; è dall'epoca romana, dunque che Ancona viene definita dorica
- Dante Alighieri, nel canto XXI del Paradiso, dice:
| « In quel loco fù io Pier Damiano, e Pietro Peccator fù nella casa di Nostra Donna in sul lito adriano". » |
È san Pier Damiani a parlare nei versi del Poeta. Il "loco" di cui il santo parla all'inizio è l'eremo di Fonte Avellana, mentre l'identificazione della dimora di nostra Signora sul lido adriatico ha fatto molto discutere. Secondo alcuni si tratterebbe della chiesa di Santa Maria in Porto di Ravenna, secondo altri invece di Santa Maria di Portonovo, presso Ancona. Senza entrare nel merito, basti qui dire che entrambe le ipotesi sono suffragate da prove a favore e contro, ma la seconda è meno nota. Nella chiesa di Portonovo, è presente una targa con i versi di Dante.
- Michel de Montaigne, dal "Giornale di viaggio in Italia", ove viene descritta come "molto abitata, e in ispecie da greci, turchi e schiavoni, importante per commerci, ben costruita, limitata da due capi montuosi che si protendono verso il mare, su uno dei quali sorge un'ampia fortezza, attraverso cui giungemmo in città, mentre sull'altro - molto vicino - c'è una chiesa. Fra questi due promontori e sulle pendici, sia da un lato sia dall'altro, è sita la città: però la parte principale giace nell'avvallamento e lungo il mare, dove esiste un buonissimo porto, e qui sorge tuttora un grande arco dedicato all'imperatore Traiano, a sua moglie e a sua sorella".
- Giacomo Casanova nei suoi diari si sofferma a lungo a proposito del suo soggiorno ad Ancona (nel vecchio lazzaretto), e ci racconta belle ed intriganti avventure capitategli con due donne incontrate qui.
- Madame de Stael nel romanzo "Corinna ou l'Italie" dà una bella descrizione dell'atmosfera cosmopolita della città nei primi anni dell'Ottocento.
- Joyce Lussu nel romanzo "Anarchici e Siluri" ci riporta indietro nel tempo, facendoci immergere nell'Ancona degli anni 1910, che nella finzione letteraria ospitava Sherlock Holmes alle prese con spie, ricevimenti alle Muse e passeggiate nei boschi del Conero.
[modifica] Storia dell'Arte
[modifica] Arte Antica
L'arte picena e quella greca sono testimoniate dai reperti, anche di eccezionale qualità, ritrovati nelle antiche necropoli ed esposti al museo archeologico e al museo della città. L'arte greca ha un interessante esempio nei resti del tempio dorico dedicato ad Afrodite, visibili sotto il Duomo, oltre ad un lacerto murario a blocchi regolari nei pressi del lungomare Vanvitelli.
L'arte romana è ben rappresentata dall'Arco di Traiano, di proporzioni slanciate, su un molo anch'esso di epoca traianea. L'anfiteatro, il cui scavo non è ancora completato, è comunque notevole per la porta pompae, detta Arco Bonarelli, e per l'annessa palestra gladiatoria. Il busto dell'imperatore Augusto in veste di pontefice massimo, ritrovato nell'area dell'antico foro, è di pregevole fattura.
[modifica] Arte Medievale
L'arte paleocristiana e bizantina trova testimonianza soprattutto nella pianta del Duomo a croce greca, nella basilica inferiore di Santa Maria della Piazza, nei sarcofagi del museo diocesano.
Ad Ancona l'arte ebbe un notevole sviluppo durante i secoli della Repubblica marinara. Per ciò che riguarda l'architettura romanica si ricorda soprattutto il grande cantiere della cattedrale di San Ciriaco, una delle più importanti chiese romaniche d'Italia che sorge sulle fondamenta di un tempio pagano dedicato a Venere, pregevole anche per le sculture dell'interno e del portale, tra cui i leoni stilofori, tra i simboli della città e per la cupola orientaleggiante. Chiese note a livello nazionale sono anche Santa Maria della Piazza, costruzione romanica (con le interessantissime sculture della facciata e un pregevole portale in stile gotico) e la chiesa di Santa Maria di Portonovo. L'architettura gotica è rappresentata dal Palazzo degli Anziani al quale lavorò Margaritone d'Arezzo. Giorgio Orsini da Sebenico fu artista di transizione tra Gotico e Rinascimento e lasciò in città le facciate della Loggia dei Mercanti, di San Francesco alle Scale e di Sant'Agostino, ricche di sue sculture.
[modifica] Rinascimento e Manierismo
Per l'architettura rinascimentale va segnalato il Palazzo del Governo, alla cui realizzazione partecipò anche Francesco di Giorgio Martini. Da ricordare anche la Cittadella, uno dei più interessanti esempi europei di fortificazione alla moderna, opera di Antonio da Sangallo il Giovane. La scultura del Quattrocento è ben rappresentata da Giovanni Dalmata. Una scuola di pittura era attiva in città tra Trecento e Quattrocento, e Olivuccio di Ciccarello ne era il maestro. Il pieno Quattrocento in pittura è segnato dall'anconitano Nicola di Mastro Antonio. Pittori rinascimentali di altre regioni che lavorarono ad Ancona furono Piero della Francesca, Carlo Crivelli, Melozzo da Forlì e Lorenzo Lotto, mentre Tiziano inviò in città due grandi pale d'altare. Nel periodo manierista si distinguono i nomi di Pellegrino Tibaldi e dell'anconitano Andrea Lilli, che lavorò molto in tutta Italia.
[modifica] Barocco e Neoclassicismo
L'arte del XVIII secolo è contraddistinta dall'importante figura di Luigi Vanvitelli. Come ricordato nel paragrafo dedicato alla storia, egli progettò il nuovo Lazzaretto su di un'isola artificiale di forma pentagonale. Inoltre prolungò il molo realizzato secoli prima dall'imperatore Traiano e vi edificò l'Arco Clementino. Queste opere, al di là dei pregevoli aspetti formali anticipanti il neoclassicismo, sono notevoli per il perfetto inserimento nell'ambiente naturale e per gli aspetti tecnici e costruttivi. In città il Vanvitelli realizzò anche la chiesa del Gesù, con la facciata concava che domina il porto dall'alto, seguendone la naturale curvatura. Dopo l'istituzione del porto franco e la ripresa dei traffici, in città ci fu un periodo di fioritura artistica, testimoniato ancor oggi dalle chiese del Santissimo Sacramento di Francesco Maria Ciaraffoni (con le statue di Gioacchino Varlè) e di San Domenico (di Carlo Marchionni), dai tanti palazzi nobiliari affrescati e rinnovati nelle facciate, da Porta Pia (il nuovo ingresso monumentale della città), dalle statue dei continenti all'interno della Loggia dei Mercanti, segno delle nuove correnti di traffico marittimo.
Testimonianze del periodo napoleonico sono soprattutto alcune fortificazioni: la Lunetta di Santo Stefano, Forte Cardeto e il fortino di Portonovo.
[modifica] Ottocento e Novecento
Nell'Ottocento spicca la figura del pittore Francesco Podesti, che tra accademismo, pittura storica e romanticismo raggiunse la fama internazionale. Fu uno dei ultimi grandi maestri dell'affresco, e con tale tecnica dipinse in Vaticano la sala dell'Immacolata Concezione. Uno dei suoi capolavori, il Giuramento degli Anconitani, è uno dei simboli della città ed è esposto nella sala consiliare del Comune. Il Teatro delle Muse di Pietro Ghinelli ben rappresenta l'architettura neoclassica del primo Ottocento.
Nel periodo post-unitario la città si ingrandì e si rinnovò completamente; interessante dal punto di vista artistico ed urbanistico è tutta la zona della spina dei Corsi, ma sono notevoli anche le tante fortificazioni risalenti al periodo in cui la città era piazzaforte di prima classe.
Durante il ventennio fascista si aprì il Viale della Vittoria e si completò Corso Stamira. Su questo itinerario, ricco di edifici eclettici e in stile Novecento, ma anche di esempi di tardo liberty, Guido Cirilli realizzò il Palazzo delle Poste e il Monumento ai caduti; Amos Luchetti Gentiloni progettò l'attuale sede del Municipio e Pio Pullini ne decorò l'interno con i suoi dipinti; Eusebio Petetti progettò invece il Palazzo del Mutilato.
La Seconda guerra mondiale, con i suoi bombardamenti fece sparire importanti testimonianze artistiche della città. Tra queste la chiesa romanica di S. Pietro, la chiesa gotica della Misericordia, la chiesa seicentesca di S. Primiano, la chiesa greca di Sant'Anna in origine intitolata a Santa Maria in Porta Cipriana, edificata nel XIII secolo sulle fondamenta delle antiche mura greche di Ancona, poco prima dell'ampliamento delle nuove mura delle città nel 1221. Si conservano dell'originario arredo alcune icone tardo-bizantine dell'iconostasi, oggi custodite dal museo diocesano della città.
[modifica] L'arte dei nostri giorni
L'arte contemporanea si distingue per il monumento alla Resistenza con la scultura di Pericle Fazzini, la scultura di Valeriano Trubbiani "Mater amabilis", detta popolarmente "i Rinoceronti", situata in piazza Pertini, per la statua a Pinocchio di Vittorio Morelli, che sorge nell'omonimo quartiere ed è molto amata dai cittadini. Inoltre si segnala il bel cavallo di Aligi Sassu in corso Stamira. Per ciò che riguarda l'architettura è notevole la nuova sede della Regione, di Vittorio Gregotti. Dal punto di vista urbanistico si ricordano le realizzazioni, assai criticate, di Piazza Pertini e dei "toroidi" di Piazza Ugo Bassi, attuale snodo del trasporto pubblico urbano.
[modifica] Cucina
Il simbolo universalmente riconosciuto delle tradizioni gastronomiche di Ancona è lo stoccafisso all'anconitana, celebrato da manifestazioni ricorrenti nell'anno e tutelato da una apposita accademia. Caratterizzato da un delizioso profumo, da una lunghissima cottura, dalla presenza di patate in pezzi grossi e da una grande abbondanza di vino ed olio di frantoio.
Dopo lo stoccafisso l'altro re della cucina anconitana è il mosciolo, nome locale del mitilo o cozza, che da queste parti non si alleva, ma si pesca sulle scogliere naturali. Recentemente il "mosciolo di Portonovo" è stato riconosciuto come "prodotto di origine protetta"[15]. Durante l'estate uno spettacolo tipico della costa alta anconitana è costituito dal gran numero di persone che pescano i mitili in apnea, li puliscono sulla riva con attrezzi fabbricati artigianalmente, li cucinano in vario modo (ci si fanno sughi per la pasta, si preparano impanati alla griglia, o semplicemente alla marinara (alla tarantina), con aglio prezzemolo e limone), li gustano in grandi tavolate sulla spiaggia con amici e parenti.
Gli antipasti più tipici sono a base di frutti di mare, preparati e venduti nei bar più attrezzati ed anche in piccoli chioschi nel centro della città. I più celebri sono: le crocette in porchetta (conchiglie dette in Italiano "piede di pellicano"), i bombetti in porchetta ("in porchetta" significa con aglio, pomodoro e finocchietto selvatico) e i tartufi di mare (nome locale delle uova di mare). Gli antipasti a base di affettati sono accompagnati, specie nel periodo pasquale, dalla pizza di formaggio detta anche pizza di Pasqua, caratterizzata dalla forma a panettone e da grandi pezzi pecorino nell'impasto- La semplicità della cucina anconitana si esprime in un'altra pietanza molto celebre, il cosiddetto pà cu l'ojo (pane con l'olio), una semplice bruschetta che la popolazione locale mangia nei diversi orari della giornata. Il pà cu l'ojo è talmente famoso in tutte le marche che gli abitanti delle altre zone della regione (in particolar modo di Pesaro e Fano) vi si riferiscono burlescamente per indicare l'intera area o popolazione di Ancona.
Come primi piatti sono da ricordare i vincisgrassi, una sorta di lasagne particolarmente ricche di ingredienti, preparate in occasioni festive. Tutti i privati cittadini, nonché i ristoranti e le trattorie, preparano spessissimo durante l'estate i due primi piatti che celebrano l'amatissimo "mosciolo", cioè il mitilo, insieme ad altri frutti di mare; questi piatti sono gli spaghetti alla pescatora (con il pomodoro) e alla marinara (in bianco). Tra le paste asciutte sono da ricordare anche i ciavattoni allo scoglio (dei grandi maccheroni di produzione locale conditi con frutti di mare e crostacei). La tradizione di preparare in casa la pasta all'uovo è secolare in Ancona e in tutte le Marche. I formati tradizionali il cui consumo è quasi d'obbligo nei giorni festivi sono: le tagliatelle, i cannelloni, i quadrelli, i cappelletti e i ravioli (questi ultimi due ripieni di carne o di ricotta e spinaci). Oggi, però, specie in città, la pasta fresca non si prepara più in casa, ma si acquista nei tanti negozi specializzati. Un altro primo piatto da sempre assai diffuso sono gli gnocchi di patate conditi con il sugo di pomodoro o con il ragù di papera. Essi sono sempre presenti, almeno una volta alla settimana, in ristoranti e trattorie.
Altri secondi tipici sono il brodetto all'anconitana, che è appena meno famoso dello stoccafisso, ed è una delle succulenti varianti della zuppa di pesce adriatica. Da citare anche la saraghina a scottadeto, ossia cotta sulla brace e mangiata caldissima. Altri piatti di pesce tipici sono le seppie con i piselli e il varolo (nome locale della spigola) al forno. Tra le pietanze di carne si ricorda il pollo e il coniglio cucinati in potacchio, cioè con rosmarino, aglio, vino e pochissimo pomodoro. La porchetta, che è nata nelle Marche ed è un piatto tipico di tutta la regione, anche ad Ancona è molto apprezzata.
Un contorno davvero tipico di Ancona è costituito dai paccasassi (Crithmum maritimum o finocchio marino), un'erba succulenta che, come dice il nome, vive nelle spaccature degli scogli marini. I paccasassi sono adatti ad accompagnare il pesce, ma anche per arricchire la pasta all'aglio e olio e, uniti a pezzetti di pecorino fresco, per preparare la pizza dorica. La raccolta dei paccasassi spontanei è proibita, ma basta raccogliere e mettere i semi in terra per ottenere delle piante da "tosare" ogni tanto. Altri contorni caratteristici sono l'insalata di misticanza (erbe di campo miste) e la cucina, erbe di campo "straginate", cioè lessate e poi passate in padella con aglio e olive e una patata lessa. In primavera nei mercati rionali si trovano i pincigarelli, cioè i fiori di cardo selvatico, deliziosi se cotti in padella con le patate.
Tra i dolci che si trovano tutto l'anno si ricordano i ciambelloni, con uvetta e, a volte, ripieni di crema. Durante il periodo della vendemmia sono da assaggiare le ciambelle al mosto, che, tagliate e tostate, danno origine alle fette al mosto. Nelle case si prepara con il mosto e la farina una crema da arricchire poi con noci e pinoli: si tratta dei deliziosi sughetti d'uva. Specie nell'area del Conero, frutti ottobrini molto apprezzati sono le giuggiole e i corbezzoli. A Carnevale il dolce tipico è la cicerchiata. È composto di piccole sfere (del diametro di un grano di cicerchia) realizzate con un impasto a base di farina, uova, zucchero ed anice, che poi vengono fritte e ricoperte di miele e mandorle. Molto usati in città a Carnevale anche le zéppole, le frappe, le castagnole e gli arancini. Tradizionale e collegata alla antichissima ma ormai scomparsa festa del corbezzolo è la preparazione casalinga dei corbezzoli sotto spirito.
Nei bar più forniti si trovano i tradizionali cornetti anconetani: abbastanza grandi, a pasta gialla e con un ripieno discreto alla pasta di mandorle: sono le polacche, il perfetto inizio della giornata. Per i momenti più freddi dell'anno si consiglia invece di bere il turchetto, un caffè molto lungo rinforzato con rum, buccia di limone ed anice: una vera carica di energia. La pizza al taglio dal dopoguerra in poi si è diffusa dappertutto e si vende a pezzo; le varianti tradizionali sono: bianca (con il rosmarino), alla cipolla, rossa. È l'erede dell'antica crescia, con la quale a volte ha in comune un po' di strutto nell'impasto, a volte sostituito dall'olio di oliva. I gelati al cono artigianali sono anche essi molto diffusi e sono generalmente di ottima qualità.
Tra i prodotti tipici che rischiano di scomparire si ricorda il vinello, ottenuto facendo fermentare il succo dei corbezzolo di Monte Conero, da queste parti detti "cocomeri".
Il vino bianco più usato in città è senz'altro il Verdicchio, un DOC ottenuto dal vitigno omonimo proveniente dai castelli di Jesi o dalla zona di Matelica. Il rosso cittadino naturalmente è il Rosso Conero, un DOC di antichissima tradizione, che ha come base il vitigno Montepulciano. Le vigne che producono il Rosso Conero sentono l'aria del mare: sono dislocate nelle colline del Parco del Conero. Visitatori e cittadini che vogliono assaporare il rosso di Ancona direttamente nelle cantine di produzione, possono seguire la per "strada del Rosso Conero". Come in tutta la regione molto apprezzati sono il vino di vìsciole (ciliegie selvatiche), ideale per il dopocena, e il vin cotto, una specie di brandy di antichissima tradizione contadina.
[modifica] Personalità legate ad Ancona
| Per approfondire, vedi la voce Personalità legate ad Ancona. |
Tra gli anconetani noti il primato va senz'altro al navigatore Ciriaco Pizzecolli o Ciriaco di Ancona (1391 – 1452) e a Stamira, gli unici ad avere in tutta Italia piazze e vie a loro intitolati. In particolare Ciriaco, vissuto a cavallo del XIV e del XV secolo, è noto anche a livello internazionale, nell'ambito degli studiosi, come padre dell'archeologia, per il suo ruolo centrale negli anni dell'Umanesimo e per le sue attività di ricerca storica e documentaria. Il fatto che Ciriaco navigò avventurosamente in lungo e in largo per l'oriente mediterraneo alla ricerca di tesori archeologici fa di questo umanista il simbolo del legame tra Ancona, la storia e la navigazione. Quindi, avendo già citato Ciriaco Pizzecolli e Stamira, tra le personalità del passato si ricordano:
- Gabriele Ferretti (1795 – 1860) cardinale e beato del XIX secolo
- Angelo Pichi (1796 – 1882) generale, patriota e garibaldino
- Benvenuto Stracca (1509 – 1578) economista, fondatore del diritto commerciale
- Francesco Podesti (1800 – 1895) pittore del XIX secolo che lavorò per varie corti d'Europa e che in Vaticano realizzò l'affresco della celebrazione del dogma dell'Immacolata Concezione
- Antonio (1803 – 1849) ed Augusto Elia (1829 – 1919) patrioti del Risorgimento combatterono con Giuseppe Garibaldi
- Vito Volterra (1860 – 1940) matematico
- Luigi Albertini (1871 – 1941) giornalista per lunghi decenni direttore de Il Corriere della Sera
- Duilio Scandali (1876 – 1945) poeta del XIX secolo, considerato il padre della poesia dialettale anconitana
Tra le personalità di tempi più recenti si ricordano invece:
- Vittoria Nenni (1915 - 1943) martire antifascista
- Giorgio Fuà (1919 – 2000) economista
- Franco Corelli (1921 – 2003) cantante lirico di fama mondiale
- Emanuele Naspetti (1968) ex pilota di formula 1, campione italiano di formula 3
- Emilio Ferretti (1923 – 2007) comandate partigiano, sindacalista, politico, presidente ANPI Marche
- Galliano Rossini (1927) campione olimpico Melbourne 1956
- Franco Scataglini (1930 – 1994) poeta che portò a fama nazionale il dialetto anconitano, trasfigurato dalla poesia
- Virna Lisi (1937) attrice
- Tonino Carino (1944-2010) giornalista
[modifica] Geografia antropica
[modifica] Urbanistica
Ancona è una tipica città policentrica, dato che sono quattro le piazze che giocano un ruolo centrale: Piazza del Plebiscito (del Papa), il cuore dei rioni più antichi; Piazza della Repubblica (del Teatro), punto di unione tra il centro e il porto; Piazza Roma, il centro della zona dei mercati all'aperto e al coperto; Piazza Cavour, la più vasta e alberata, centro dei rioni ottocenteschi. Le ultime tre piazze sono unite da un tridente di corsi paralleli: corso Mazzini (corso vecchio), corso Garibaldi (corso nuovo) e corso Stamira; sono considerati i corsi principali e la zona tra essi compresa è nota con il nome di "Spina dei corsi".
Se quattro sono le piazze centrali e tre sono i corsi, uno solo è il vertice di questa città circondata per due lati dal mare: la sommità del colle Guasco, sul quale sorge il Duomo, vero punto di riferimento, dato che esso è visibile non solo dal porto e dal centro, ma anche da tutte le colline di periferia; la collina della cattedrale è il primo segno inconfondibile della città per chi proviene dal nord o dal mare.
Anche la Cittadella, progettata da Antonio da Sangallo il Giovane, costituisce un caposaldo scenico di grande effetto per la città; infatti è posta sulla cima del Colle Astagno, affacciato sul porto. Oggi è immersa in un bosco di pini piantato nel dopoguerra in occasione di una festa dell'albero per scongiurare le frane che interessavano il versante e dotare la città di una zona di fresca ombra. Il bosco forse sarà oggetto di uno moderato sfoltimento per recuperare una parziale visibilità della fortezza cinquecentesca.
Caratteristica è la presenza di un asse stradale che attraversa tutto il promontorio da Ovest ad Est, da mare a mare: dalle banchine del porto al belvedere sulle rupi del Passetto. Questa direttrice urbana assume vari nomi: nel tratto iniziale è costituita dai tre corsi paralleli già citati, nel tratto finale invece prende il nome di viale della Vittoria.
Dato che la città si adagia su numerose colline, altra caratteristica è la frequenza con la quale si incontrano salite, scalinate, belvedere e punti panoramici. Tra questi ultimi, i più rinomati sono il piazzale del Duomo, Piazza del Comune (B. Stracca), la pineta e la scalinata del Passetto, il belvedere di Capodimonte, quello del Pincio, la lanterna rossa del porto, il faro vecchio, gli spalti di Forte Cardeto, e per finire tutti gli "stradelli" che portano al mare da via Panoramica, dalla piscina del Passetto e dal quartiere di Pietralacroce. Anche i quartieri periferici sono interessanti per i panorami, ad esempio Posatora (dal parco Belvedere).
A nord, la conurbazione di Ancona si estende fino a Falconara Marittima, con la quale c'è una continuità di insediamento lungo la via Flaminia.
[modifica] Suddivisioni amministrative
| Per approfondire, vedi la voce Circoscrizioni di Ancona. |
Dalle elezioni amministrative del giugno 2009, il territorio è diviso in tre circoscrizioni. In precedenza erano cinque.
[modifica] Economia
Come il resto della regione, Ancona ha oggi un tessuto industriale costituito da piccole aziente di elevato livello, e punta molto sul commercio grazie soprattutto al porto e sul turismo grazie al clima, alla natura, ai suoi chilometri di spiagge, ed al patrimonio storico-artistico-archeologico che racconta più di 3.000 anni di storia. Inoltre, grazie al clima mite e tipicamente mediterraneo, eccelle in alcuni settori dell'agricoltura.
[modifica] Industrie
Tipica della città è l'industria dei Cantieri Navali, che, di origine antichissima, ancora può contare su una importante sede della Fincantieri e su diversi cantieri privati tra i quali il "Gruppo Ferretti", uno dei principali produttori mondiali di yacht di lusso. Molto importanti sono le industrie metalmeccaniche, chimiche, farmaceutiche.
[modifica] Servizi e commercio
Il commercio è l'attività principale della città, per la grande rilevanza che ha il porto con un notevole traffico di merci (tra i primi dell'Adriatico), ma anche di persone; è infatti al primo posto per numero di passeggeri annui (1.500.000). Il porto è al primo posto nell'Adriatico e tra i primi d'Italia anche per le attività della pesca; considerevole è infatti il mercato ittico della città e la Fiera Internazionale della Pesca, che si tiene in città fin dal 1937. Dall'estate 2005 anche alcune crociere fanno scalo nella città dorica.
Moltissimi sono i cittadini impiegati nei servizi, in particolar modo quelli pubblici, mentre il settore del commercio è particolarmente attivo sia nelle strade del centro cittadino, dove la zona dei tre corsi Garibaldi, Mazzini e Stamira è tradizionalmente il centro commerciale della città, sia nelle periferie dove, negli ultimi anni, sono sorti numerosi centri commerciali di grandi dimensioni (Auchan, Carrefour, Ikea, per citarne alcuni), che attirano visitatori e acquirenti da fuori città e fuori provincia.
[modifica] Fiere
Il quartiere fieristico di Ancona si trova nella zona portuale della città, nel largo Fiera della Pesca, infatti sin dal 1933 si teneva la "Fiera Adriatica della Pesca" che assunse sempre maggior importanza, fino a diventare l'attuale "Fiera Internazionale della Pesca". Durante la seconda guerra mondiale il quartiere fieristico fu interamente distrutto. Ricostruito in breve tempo, venne inaugurato il 25 luglio 1948 alla presenza del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi e assume, di nuovo, carattere internazionale nel 1955. Negli anni ottanta si rinnovano i locali e l'ente fieristico inizia ad ospitare esposizioni di molteplici settori, iniziando la sua rinascita. Con 12 000 m² di superficie espositiva divisi in due padiglioni ed un centro congressi, ospita circa 30 manifestazioni e 250 convegni annui (dati 2002). Dal 1995, assieme al quartiere fieristico di Civitanova Marche, è gestito dall'"ente regionale per le manifestazioni fieristiche".
[modifica] Turismo
Il turismo ha una sua importanza, non tanto per l'alto numero di persone che si imbarcano, che in realtà spesso non escono dall'area portuale, ma per la spiaggia di Portonovo, dotata di alberghi e campeggi.
Il settore alberghiero, ha infatti, aperto la strada ad un concreto sviluppo nel settore turismo, soprattutto in considerazione dell'amplissima gamma e ricchezza nell'offerta storico-culturale, naturalistica, balneare, e dell'intrattenimento che già la sola città può offrire, e che comporta ogni anno la presenza di un gran numero di turisti da tutto il mondo.
[modifica] Infrastrutture e trasporti
[modifica] Strade
Notevoli sono le infrastrutture viarie: per andare verso Nord ci si può servire della Strada Statale 16 Adriatica e del casello di Ancona Nord (a Castelferretti) dell'Autostrada A14 Adriatica. Per andare verso Ovest si prende la statale SS76, quasi interamente superstrada, che confluendo nella Statale SS3 Flaminia poco oltre il confine con l'Umbria porta sino a Roma. Il casello di Ancona Sud (all'Aspio) serve invece per recarsi nel Mezzogiorno d'Italia. La variante alla SS16, svolge funzioni di tangenziale. È stata completata alcuni anni fa la strada di attraversamento della città, in parte sopraelevata, che dal casello di Ancona Sud giunge in prossimità del centro; quest'ultima strada è chiamata bretella o Asse Nord-Sud. Da anni è in discussione una strada a scorrimento veloce che conduca dal porto all'autostrada; sono state proposte diverse soluzioni, come l'uscita a Sud, che ha portato alla realizzazione della SS 681, o l'uscita a Ovest, favorita dall'amministrazione comunale, ma ancora in fase di progettazione.
[modifica] Ferrovia
La stazione di Ancona è di transito per la direttrice ferroviaria passeggeri Trenitalia Adriatica (Milano – Bologna – Ancona – Pescara – Bari – Lecce), la quale utilizza le storiche Bologna-Ancona ed Adriatica. È inoltre stazione di testa per la transappenninica Ancona – Foligno – Orte – Roma.
Già sede di uno dei 13 dipartimenti ferroviari italiani, la città è servita anche dalla stazione di Ancona Marittima, usata soprattutto dai pendolari, e da quelle di Ancona-Varano, Ancona-Torrette e Palombina, destinate al servizio passeggeri regionale.
[modifica] Porto
| Per approfondire, vedi la voce Porto di Ancona. |
La stazione marittima è situata nel molo Santa Maria. I collegamenti dal porto di Ancona sono regolari con la Croazia, con l'Albania, con il Montenegro, con la Grecia e con la Turchia.
[modifica] Aeroporto
| Per approfondire, vedi la voce Aeroporto di Ancona-Falconara. |
L'aeroporto Raffaello Sanzio, situato a Falconara Marittima, ha voli regolari con Roma, Milano ed alcune città europee.
[modifica] Trasporto intermodale
| Per approfondire, vedi la voce Interporto di Ancona. |
[modifica] Mobilità urbana
La storia del trasporto pubblico in Ancona inizia nel 1883, quando fu costruita in città una linea di tram a cavalli, sostituita nel 1909 con la trazione elettrica.[16] Dopo la Seconda guerra mondiale a causa dei danni subiti dai bombardamenti le linee tranviarie furono smantellate completamente e sostituite da un impianto filoviario completato nel 1949 e che ancora caratterizza la città.[17]
Oggi il servizio di trasporti pubblici per l'area urbana è costituito dalla rete di filobus e di autobus gestita dalla Conerobus, associata dal luglio 2007 all'A.T.M.A. Azienda Trasporti e Mobilità di Ancona e provincia, che gestisce larghissima parte del trasporto pubblico urbano ed extraurbano ricadente nel territorio della Provincia di Ancona.
La forte presenza di autoveicoli negli ultimi decenni ha portato ad una regolamentazione del traffico con l'istituzione dei parcheggi a pagamento nelle zone centrali e semicentrali dalle 8 alle 20 di tutti i giorni feriali.
La situazione del traffico cittadino è comunque difficile per molte cause, come ad esempio:
- la presenza di un porto internazionale a contatto con il centro cittadino, porto non ancora collegato alla rete autostradale, nonostante i decenni di dibattiti a proposito;
- la mancata realizzazione della rete di trasporto pubblico su ferro (sempre annunciata e mai realizzata) e, secondo alcuni, anche per decenni di mancanza di investimenti nel trasporto pubblico;
- l'altissima densità di automobili; nella città ogni giorno entrano decine di migliaia di veicoli, e ciò che comporta problemi di parcheggi e di ingorghi; l'intessissimo pendolarismo è alimentato anche da famiglie anconitane che, non trovando casa in città, sono andate ad abitare nei comuni limitrofi ma fanno riferimento per scuola, lavoro, tempo libero alla propria città di origine;
- l'oggettiva situazione geografica ed urbanistica di Ancona, costruita su un promontorio triangolare e quindi circondata dal mare su due lati.
Il progetto di una metropolitana di superficie è stato presentato a più riprese a partire dal 1994, ma a tutt'oggi è ancora in fase di valutazione e riprogettazione. Potrebbe rappresentare una soluzione al problema del traffico cittadino e potrebbe anche incrementare la sinergia con i comuni limitrofi.
[modifica] Amministrazione
| Per approfondire, vedi la voce Sindaci di Ancona. |
Sindaco: Fiorello Gramillano (Pd) dal 22/06/2009
Indirizzo: Largo XXIV maggio, 1
Centralino del comune: 071 2221
Posta elettronica: urp@comune.ancona.it
[modifica] Gemellaggi
[modifica] Sport
[modifica] Calcio
| Per approfondire, vedi la voce Associazione Calcio Ancona. |
L'Associazione Calcio Ancona, fondata nel 1905, vanta due presenze in Serie A (più una terza nel campionato misto di Serie A-B), 20 presenze in serie B, ed ha disputato una finale di Coppa Italia (edizione 1993/1994) persa contro la Sampdoria.
L'AC Ancona nasce dalle ceneri dell'Ancona Calcio (fallita nell'estate del 2004 dopo la retrocessione in Serie B), rilevandone il titolo sportivo ed iscrivendosi al campionato di Serie C2 2004/2005. Nello stesso anno la società biancorossa ha festeggiato il centenario di attività calcistica. Dopo quattro campionati disputati in Serie C, due in C2 e due in C1, l'Ancona ha conseguito la promozione in Serie B al termine del campionato 2007-2008.
La seconda squadra della città è la S.S. Piano San Lazzaro, che milita nel campionato di Eccellenza Marche.
[modifica] Calcio a 5
Le squadre principali sono il Cus Ancona Calcio a 5 e la Chevrolet Tre Colli che partecipano al campionato di serie B.
[modifica] Pugilato
Storicamente una delle attività sportive più amate in città, ancor oggi praticato con successo.
[modifica] Canottaggio
Il Gruppo Sportivo "Armando Maggi" dei Vigili del Fuoco di Ancona vanta la conquista di numerosi titoli italiani. La società negli anni novanta è divenuta famosa grazie alle imprese di Alessandro Corona, tra le quali spiccano la conquista di 5 titoli mondiali e la partecipazione consecutiva a quattro edizioni olimpiche (Barcellona 1992, Atlanta 1996, Sydney 2000, Atene 2004).
Tra il finire degli anni novanta e l'inizio del nuovo millennio sono inoltre da ricordare i risultati ottenuti dai tre anconetani Marco Ciavattini, Tommaso Filippi e Daniele Lo Iacono: titoli italiani e partecipazioni a campionati mondiali nelle categorie Juniores e Under 23.
[modifica] Ciclismo
Ancona è stata per nove volte sede di arrivo di tappa del Giro d'Italia, la prima nel 1911, l'ultima nel 1999, quando ospitò una cronometro individuale con partenza e arrivo ad Ancona. La città fu inoltre sede di partenza di una tappa nel 1961.
- Tappe del Giro d'Italia con arrivo ad Ancona
| Anno | Tappa | Partenza | km | Vincitore di tappa | Maglia rosa |
|---|---|---|---|---|---|
| 1911 | 8ª | Bologna | 283 | ||
| 1930 | 10ª | Teramo | 185 | ||
| 1934 | 10ª | Teramo | 214 | ||
| 1937 | 13ª | Pescara | 194 | ||
| 1946 | 5ª b | Cesena | 128 | ||
| 1952 | 8ª | Roccaraso | 224 | ||
| 1955 | 13ª | Scanno | 251 | ||
| 1975 | 2ª | Modena | 249 | ||
| 1999 | 9ª | Ancona (cron. individuale) | 32 |
[modifica] Football americano
Nel football americano sono attivi i Dolphins Ancona che partecipano all'Italian Football League.
[modifica] Lotta greco-romana
La lotta greco-romana si pratica ad Ancona dagli inizi del XX secolo. Attualmente è attiva l'A.S. Propatria Ancona.
[modifica] Pallacanestro
Nel basket abbiamo nel campo maschile la Stamura Basket Ancona che partecipa al campionato di Serie B Dilettanti, mentre nel femminile è presente l'Ancona Basket che partecipa con ottimi risultati al campionato di A2.
[modifica] Pallamano
La principale società della città è la Handball Ancona che partecipa al campionato di serie A di élite.
[modifica] Pallavolo
Nella pallavolo femminile la squadra principale è la Conero e Ponterosso Volley Club Ancona che partecipa al campionato di A2, mentre in quella maschile è attiva la Dorica Pallavolo Ancona.
[modifica] Rugby
Nel rugby la SEF Stamura Rugby Ancona partecipa al campionato di C.
[modifica] Vela
Nella città, nel porto turistico di Marina Dorica, fanno base diversi circoli velici, tra questi il sodalizio ultrecentenario della Sef Stamura, l'Ancona Yacht Club e la sezione locale della Lega Navale. Atleti e imbarcazioni di questi circoli partecipano a regate di ogni livello compresi i campionati del mondo. La manifestazione più importante per la vela d'altura è la Regata del conero, la seconda domenica di settembre e per le derive il trofeo dell'Ammiragliato.
[modifica] Atletica
La città di Ancona, oltre ad ospitare diversi impianti sportivi dedicati all'atletica leggera, ha il privilegio di offrire ai suoi atleti il "Banca Marche Palas", o "Palaindoor". Inaugurato nel febbraio 2005, il Palaindoor rappresenta attualmente l'unico impianto permanente al coperto interamente dedicato all'atletica Leggera. Si tratta dell'unica struttura di questa tipologia in Italia ed una delle poche in tutta Europa.[19]
[modifica] Impianti sportivi
- Stadio comunale Del Conero, il principale della città
- Stadio Dorico
- Palazzo dello sport "PalaRossini", il principale della città
- Palazzo dello sport "PalaVeneto"
- Palazzo dello sport "Palaindoor"
- Palazzo dello sport "PalaSabbatini" (Panettone)
- Pista di atletica leggera "Italico Conti"
- Palazzo dello sport di Collemarino
- Piscina comunale del Passetto
- Piscina comunale di Vallemiano
- Piscina comunale di Ponterosso
- Piscina comunale "Domenico Savio"
- Diamante comunale "Conero" in zona Montedago
- Palascherma comunale di Pietralacroce
- Palajudo comunale di Ponterosso
[modifica] Galleria fotografica
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Tramonto a Portonovo |
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Arco di Traiano e Clementino |
Ancona vista da Falconara Marittima |
[modifica] Note
- ^ Bilancio demografico mensile ISTAT del 30 giugno 2009
- ^ Classificazione sismica (PDF), pp. 7. Protezione civile. URL consultato il 20 marzo 2008.
- ^ Portonovo ad Ancona
- ^ storia d'italia dal 1830 al 1839
- ^ Il conferimento della medaglia d'oro risulta anche dalle lapidi conservate al Palazzo Comunale, oltre che nel testo Ancona Città Millenaria di Mario Natalucci
- ^ Statuto approvato 3 marzo 2007 (PDF 3,14MB)
- ^ motivazione
- ^ Regata del Conero
- ^ P. Burattini. Stradario - Guida della città di Ancona. Ancona, 1951. Per gli anni successivi si fa riferimento ai dati ISTAT
- ^ Ufficio di Statistica del comune di Ancona
- ^ a b Statistiche ISTAT popolazione straniera. Dati al 1º gennaio di ogni anno.
- ^ Dati ISTAT popolazione straniera 2007.
- ^ «Maglia nera ad Ancona per la qualità dell'aria.», Il Resto del Carlino, 18 gennaio 2010. URL consultato in data 18 gennaio 2010.
- ^ Legambiente - Ecosistema urbano
- ^ Presidio "Mosciolo selvatico di Portonovo"
- ^ Foto dei tram in città.
- ^ Sandro Censi e Giorgio Occhiodoro. C'era 'na volta el tranve. Falconara Marittima, Sagraf, 1996.
- ^ Siglato il 15 luglio 1970 al Palazzo degli Anziani di Ancona dai due sindaci Alfredo Trifogli e Milicic.
- ^ Scheda del Banca Marche Palas sul sito del Comitato regionale Fidal Marche
[modifica] Bibliografia
- Mario Natalucci. Ancona attraverso i secoli. Città di Castello, Unione arti grafiche, 1960.
- AA.VV. Ankòn. Una civiltà fra Oriente ed Europa. Ancona, Adriatica, 1992.
[modifica] Voci correlate
- Storia di Ancona
- Settimana Rossa
- Centro storico di Ancona
- Corsari anconetani
- Arcidiocesi di Ancona-Osimo
- Duomo di San Ciriaco
- Miracolo mariano di San Ciriaco
- Associazione Calcio Ancona
- Stadio del Conero
- Aeroporto di Ancona-Falconara
- Porto di Ancona
- Golfo di Ancona
- Monte Conero
- Parco regionale del Conero
- Regione Carabinieri "Marche"
[modifica] Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni su Ancona
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Ancona
Wikinotizie contiene notizie di attualità su Ancona
Wikizionario contiene la voce di dizionario «Ancona»
[modifica] Collegamenti esterni
- Ancona su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Ancona")
- Museo Tattile Statale Omero
- Azienda ospedaliero universitaria - Ospedali Riuniti
- Ente regionale per le manifestazioni fieristiche
- Sito in vernacolo anconetano con foto della città
- Foto e immagini panoramiche della città
Stati indipendenti Ducato di Savoia | Marchesato di Saluzzo | Marchesato del Monferrato | Marchesato di Ceva | Marchesato di Finale | Marchesato di Incisa | Contea di Asti | Dominio estense (comprendente i territori di Ferrara, Modena, Reggio Emilia, Polesine, Lunigiana) | Ducato di Milano | Signoria di Carrara | Signoria di Piombino | Repubblica di Venezia | Repubblica di Ragusa | Repubblica di Ancona | Repubblica di San Marino | Repubblica di Firenze | Repubblica di Siena | Stato Pontificio | Cospaia (territorio libero fra Granducato di Toscana e Stato Pontificio a causa di un errore in un trattato) | Regno di Napoli | Regno di Sicilia | Senarica (in Abruzzo) | Regno di Sardegna e Corsica
Stati del Sacro Romano Impero Principato Vescovile di Trento | Principato Vescovile di Bressanone
Stati indipendenti
Ducato di Savoia · Marchesato di Saluzzo · Marchesato del Monferrato · Marchesato di Ceva · Marchesato di Finale · Marchesato di Incisa · Contea di Asti · Ducato di Milano · Ducato di Mantova
Repubblica di Venezia · Repubblica di Ragusa · Repubblica di Genova · Principato della Mirandola · Carpi · Signoria di Correggio · Ducato di Ferrara, Modena e Reggio · Repubblica di San Marino
Ducato di Urbino · Repubblica di Ancona · Massa · Repubblica di Lucca · Repubblica di Firenze · Repubblica di Siena · Stato della Chiesa · Regno di Napoli · Regno di Sicilia · Regno di Sardegna
Stati del Sacro Romano Impero
Principato Vescovile di Trento · Principato Vescovile di Bressanone